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Chi ha una laurea in lettere o lingue ha un salario più basso?

Di Catia, pubblicato il 28/08/2017 Blog > Lingue straniere > Francese > Le Professioni Letterarie Sono Pagate di Meno?

Arriva un momento cruciale nella vita di ognuno: quello in cui ci si orienta sul mestiere che si eserciterà più avanti. E’ da questa scelta che bisognerebbe capire quali studi intraprendere.

In generale, riflettendo sul nostro futuro professionale ci si soffermiamo sulle nostre preferenze, sulla facilità con cui ci riescono alcune materie… Ma si pensa anche, o soprattutto, al salario che si può guadagnare.

Hai appena ottenuto un diploma e vuoi iscriverti all’università?

Lavori ormai da qualche tempo e cerchi una riqualificazione?

E’ normale che tu ti senta un po’ perso.

In particolare, se hai un profilo umanistico o vuoi intraprendere degli studi letterari avrai incontrato molte persone che te l’hanno sconsigliato, ma tu continui a seguire questa strada.

In effetti, gli stipendi dei laureati in lettere non sono proprio trai più alti. Sin dal liceo, si sente questa differenza tra chi ha un profilo umanistico e chi ha un profilo scientifico, con i primi che sono considerati sempre meno “utili” dei secondi.

Una volta c’era una contrapposizione netta tra il liceo classico e il liceo scientifico. Oggi non c’è via di scampo per il classico che viene scelto solo dal 6% degli alunni mentre lo scientifico attrae oltre il 25% dei ragazzi di primo superiore.

Quanto influiscono gli sbocchi lavorativi e i salari su queste scelte? E’ proprio vero che chi sceglie gli studi umanistici sarà meno pagato rispetto agli altri?

Vediamo che cosa c’è di vero in questa convinzione.

Quali sono i mestieri “letterari”?

Cicerone aveva fatto una distinzione tra i mestieri volgari e i mestieri liberali. I primi erano quelli manuali, senza molto sforzo intellettuale o legati alla semplice compravendita. I secondi, invece, erano legati alle opere di ingegno, come l’architettura e l’insegnamento e includevano un ambito fondamentale come l’agricoltura e il grande commercio non caratterizzato dalla frode.

Per mestieri letterari, intendiamo i lavori svolti da persone che hanno un profilo e una formazione umanistica.

Filosofia, letteratura italiana e straniera, storia, lingue, le materie umanistiche sono molto varie e coprono arti diverse.

Chi sceglie di iscriversi a una scuola superiore in ambito umanistico spesso è orientato verso la scrittura, i libri, i corsi di italiano, seguiti dalla lezione di francese e inglese.

Dopo le scuole superiori, queste persone tendono a studiare lettere, comunicazione o iscriversi a una scuola di giornalismo post-laurea.

A chi ha un profilo umanistico si richiedono una certa capacità di sintesi, una solida cultura generale e delle vere capacità redazionali.

Saper scrivere bene è una capacità molto richiesta soprattutto nella rete! Alcune professioni richiedono delle buone doti redazionali!

Queste capacità sono essenziali per la formazione giornalistica, ecco perché molti di quelli che aspirano a questa professione studiano lettere.

Gli sbocchi sono diversi: redattore, speaker per la radio, photo reporter, responsabile editoriale, correttore di bozze, giornalista sportivo…

La lista dei lavori che possono fare quelli che hanno scelto le materie letterarie è molto lunga, questi sono solo alcuni degli esempi.

Chi ama i libri può anche specializzarsi per lavorare in una biblioteca, oppure presso le case editrici.

Le lingue straniere attraggono sempre più studenti, tanto che il liceo linguistico viene scelto dal 9% dei ragazzi. Molti studenti decidono di perfezionare il loro livello continuando per questa strada anche all’università.

Alcuni scelgono l’ambito della traduzione e dell’interpretariato, diventano insegnanti di lingue o scelgono di lavorare nel settore turistico.

Anche i mestieri giuridici (avvocato, magistrato, notaio…) riscuotono un certo successo tra le persone con un profilo letterario perché anche in questo caso servono le capacità redazionali e di analisi.

Ovviamente anche il settore dell’insegnamento è molto gettonato dai laureati in lettere o lingue, come insegnanti di italiano o di francese come lingua straniera, per esempio. Sia nel pubblico, sia nel privato, la varietà, e dunque la scelta, non mancano, soprattutto nelle grandi città, i corsi francese milano, sono molto numerosi.

Ci sono anche il settore artistico e le scienze sociali che attraggono non solo gli studenti del liceo delle scienze umane, ma anche degli altri indirizzi umanistici.

Tutti questi lavori possono rientrare nella categoria delle “professioni letterarie” e non necessariamente hanno una remunerazione più bassa.

Alcuni pregiudizi su chi ha un profilo umanistico

Se c’è un ambito di studi pieno di pregiudizi, è proprio quello umanistico!

Spesso le lauree umanistiche, come scienze della comunicazione, sociologia o lettere, sono considerate come un porto franco.

Non è detto che un laureato in lettere non possa essere un buon manager solo perché non ha studiato matematica. Chi sceglie gli studi umanistici ha necessariamente problemi con la matematica?

L’idea è che queste lauree vengano scelte da chi ha problemi con la matematica, e non porterebbero ad altro se non alla disoccupazione e, quando “le cose vanno bene” all’insegnamento.

I maggiori luoghi comuni si potrebbero riassumere in questo modo:

  • le lauree umanistiche sono facili e si studia poco
  • chi sceglie una laurea umanistica deve fare l’insegnante o il giornalista
  • si è votati alla disoccupazione per anni
  • si studiano le materie umanistiche per cultura personale e non per trovare lavoro

Dal punto di vista dei datori di lavoro capita spesso che per posti di management vengano preferiti i laureati in ingegneria o economia perché si pensa che i candidati con profilo umanistico non abbiano capacità di problem solving.

Quante volte avrai sentito queste parole? Alla fine sta diventando una profezia che si auto-avvera visto che per la prima volta i laureati in scienze umanistiche cominciano a calare, mentre aumentano gli studenti delle facoltà scientifiche.

Per ora le ultime statistiche del Miur sul numero di iscritti per facoltà del 2015/21016 è ancora a favore di quelle umanistiche. Prendendo gli estremi, lettere conta quasi 135.000 iscritti, matematica ne ha poco più di 79.000.

In futuro, si prevede che le scienze avranno il sopravvento.

Chi ha un profilo umanistico ha davvero meno possibilità di lavoro rispetto agli altri?

Che cosa si intende per lavori ben pagati?

Fai un piccolo sondaggio tra i tuoi amici.

Chiedi loro che cosa si intende per un lavoro ben pagato.

Ti renderai subito conto di quanto la risposta sia soggettiva. Alcuni ti avranno risposto che secondo loro avere un bello stipendio significa guadagnare più di 1.500€, mentre per altri,  una somma accettabile è intorno ai 5.000€.

Secondo il Salaray Guide della Hays il 62% dei professionisti intervistati nel 2016 aveva intenzione di cambiare lavoro e per il 57% di questi uno dei motivi scatenanti è la ricerca di un salario più alto. A guardare bene però, il salario è solo al terzo posto tra le motivazioni: vengono prima la soddisfazione professionale e le prospettive di carriera.

Nel 2016 un lavoratore dipendente in Italia ha guadagnato in media €20.660 l’anno, cifra da cui bisognerebbe decurtare l’Irpef, e che mensilmente potremmo definire intorno a uno stipendio netto di 1475€.

E' proprio vero che chi ha un profilo umanistico guadagna di meno? Quale sarebbe il tuo stipendio ideale?

Prendiamo in considerazione il fatto che nel 2016 una persona su due ha dichiarato di guadagnare meno di 15.000€ l’anno. Quindi, 1475€ possono essere considerati un buono stipendio. Considera anche che un neo-laureato entra con uno stipendio iniziale molto più basso.

Cercando sulla rete i lavori più pagati nel 2017, ci si rende conto che il titolo di studi umanistico non è proprio un peso, perché ci sono molte delle competenze cosiddette trasversali che interessano diversi settori.

Per alcuni dei lavori più redditizi non ci sono molte sorprese perché si tratta delle solite categorie con ottimi stipendi tra i 40-50.000 € l’anno:

  • Notai e Medici sempre in prima linea, soprattutto i primi
  • Ingegneri Informatici
  • Mobile Developer, ossia chi sviluppa applicazioni per il cellulare

Altre categorie, invece, sono piuttosto nuove e si aggirano intorno a i 30.000€ l’anno:

  • Addetto alla dogana: servono conoscenza di lingue e norme fiscali;
  • SEO Manager: necessità di ottime capacità di scrittura
  • E-commerce manager, chi si occupa di promuovere il commercio online

Vanno molto bene gli specialisti che lavorano nel Food&Beverage e nelle vendite, soprattutto da esportazione. Anche in questo campo le lingue sono quindi un must!

Cosa dire dei traduttori e degli interpreti? Il mercato è molto cambiato, ma dopo qualche anno di gavetta e con le giuste combinazioni linguistiche si può aspirare a uno stipendio più alto della media.

Alcuni di questi profili sono chiaramente non letterari, ma per quelli nuovi, soprattutto legati allo sviluppo del commercio, dell’informazione e della formazione online sembra che non dispiaccia affatto un candidato dal profilo umanistico.

Pensa subito verso quale lavoro indirizzarti dopo gli studi letterari!

I salari di alcune professioni letterarie

L’insegnamento, che per alcuni è lo sbocco naturale per chi ha una laurea in lettere, non è poi un mestiere così malpagato, se confrontato con la media nazionale.

Un insegnante di scuola del liceo comincia la carriera con oltre 20.900€ l’anno, e la conclude con circa 32.900€.

Anche per un’altra professione, quella dell’avvocato bisogna fare una precisazione. E’ vero, rispetto al passato ci sono brutte notizie perché gli avvocati hanno visto il loro stipendio medio scendere da 54.000€ a 37.000€ tra il 1996 e il 2016. Ma sono comunque più in alto dello stipendio medio.

Il problema maggiore riguarda i neo-avvocati che devono aspettare qualche anno di esperienza per poter aspirare a uno stipendio almeno in linea con la media nazionale.

I neo-laureati di ogni campo hanno salari molto bassi e bisogna essere motivati per avere condizioni di lavoro più favorevoli. Qualunque sia il tuo profilo, umanistico o scientifico, ti serve molta determinazione!

Secondo i dati di Almalaurea, in media i laureati triennali prendono 1104€ al mese, quelli magistrali poco di più con 1.153€, ancora un buon 20% sotto i livelli pre-crisi del 2008, ma comunque in leggera ripresa del 2% rispetto all’anno precedente.

A 5 anni dalla laurea le cose vanno meglio e chi ha la laurea triennale arriva in media a 1362€ contro i 1.405€ di chi ha la laurea magistrale.

Attualmente è vero che la laurea nelle discipline umanistiche ti porta a un guadagno inferiore.

Un laureato in medicina a 5 anni dalla laurea può arrivare a 2.000€, il doppio di un avvocato o di uno psicologo!

Ma è anche vero che il mercato cambia, le competenze richieste si evolvono di conseguenza.

Con le nuove tecnologie e lo sviluppo delle professioni online anche l’insegnamento, le lingue, la cultura possono essere valorizzate.

Basta guardare il profilo degli insegnanti di Superprof! Se hai bisogno di un aggiornamento per sviluppare delle nuove competenze puoi trovare l’insegnante giusto per te.

Con tanta motivazione, un’idea originale e un mercato più favorevole, puoi finalmente seguire la tua inclinazione umanistica senza preoccuparti dei guadagni!

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