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Imparare la storia di questo strumento con i corsi di batteria

Di Igor, pubblicato il 27/09/2019 Blog > Musica > Batteria > Lezioni di Batteria per Imparare la Storia dello Strumento

Il 25% degli europei riconosce che la musica rappresenta un buon modo per rilassarsi, secondo un recente sondaggio internazionale.

Ma cosa sarebbe un brano musicale senza i suoni della batteria, il suo rullante, i suoi piatti e la sua grancassa? È il batterista che dà il tempo e il ritmo da seguire ad altri musicisti, e  grazie a essi un brano diventa veramente interessante e coinvolgente!

Per molti suonare la batteria sta diventando più interessante del suonare la chitarra elettrica o il basso.

Ma da dove provengono i tamburi acustici? Qual è la storia di questo strumento?

La batteria: contesto multiculturale di uno strumento antico

Il primo strumento utilizzato nella storia dell’umanità è ovviamente la voce, ma sappiamo che le percussioni sono arrivate abbastanza rapidamente nella creazione della musica. Ecco una cronologia della preistoria nel diciannovesimo secolo!

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Le prime tracce degli strumenti a percussione

La batteria ha una antica e ricca storia alle sue spalle. Le prime tracce di piatti e tamburi risalgono infatti al VII secolo a.C. : sculture e dipinti di piatti e tamburi sono stati trovati in tombe egiziane e romane.

La stessa parola tamburo ha un’origine orientale (persiano tabῑr e arabo ṭubūl) e il suono del rullante lo ritroviamo nei tamburelli marocchini.

In tutto il mondo troviamo percussioni nelle culture tradizionali, il che suggerisce una storia molto antica e complessa. I piatti sono stati trovati nelle tombe greche: si riteneva che essi avessero  il potere di respingere gli spiriti maligni. Inoltre, molti dipinti mostrano i piatti usati come strumento musicale per banchetti e feste.

L’uso degli strumenti a percussione per scopi militari

Più avanti, nel corso dei secoli, i tamburi e i piatti furono usati per scopi militari, insieme ovviamente ad  altri strumenti: corni, trombe, cornamuse, etc.  L’obiettivo era quello di comunicare e inviare ordini ai soldati sul campo di battaglia, oltre che per spaventare il nemico.

In particolare, gli ottomani introdussero l’uso dei piatti per impressionare le truppe nemiche.

Ancora oggi è possibile imbattersi nelle sfilate delle bande militari. Questo modo di suonare le percussioni è figlia dell’era napoleonica.

L’arrivo dello stile di New Orleans

Molto più tardi, all’inizio del diciannovesimo secolo, sono gli schiavi neri degli Stati Uniti ad appropriarsi di questo strumento. Ciò avvenne principalmente in Louisiana, quando i soldati francesi riportarono le loro barche in Francia, lasciandosi dietro gli strumenti troppo ingombranti.

A poco a poco, iniziarono a nascere i gruppi di ottoni in puro stile New Orleans, basati sull’improvvisazione. È questo lo stile che darà vita al jazz per come lo conosciamo oggi.

Compare allora il doppio drumming: per motivi di economia, il piatto era attaccato alla grancassa e un solo musicista li suonava entrambi. Le influenze africane del doppio drumming sono innegabili sebbene siano molto  difficili da rintracciare perché tutto è stato trasmesso oralmente. Inoltre, agli schiavi non era permesso suonare ciò che volevano, quando lo desideravano.

L’invenzione della batteria moderna nel XX secolo

All’inizio del XX secolo, le batterie non presentano ancora l’aspetto moderno con le quali sono oggi conosciute e suonate!

Suonare le percussioni  era un'arte militare. Suonare le percussioni  era un’arte militare.

L’invenzione del pedale per grancassa

Le band hanno generalmente diversi batteristi, o dovremmo forse dire percussionisti: uno che si occupa della grancassa, uno del rullante e degli altri piatti.

Nel 1909, William F. Ludwig ha inventato il pedale per grancassa, semplificando l’utilizzo della batteria e riducendo il numero di percussionisti. Fu un successo immediato ed avvenne la commercializzazione su larga scala l’anno successivo.

In quel momento le pelli della batteria erano ancora animali e c’era solo un tom. Lo stile musicale è direttamente ispirato alle sfilate militari e la batteria funge da supporto per le orchestre jazz.

Il divieto e lo sviluppo del jazz

Negli anni 1920, il divieto portò ricchi gangster (di solito bianchi) a interessarsi alle grandi band. I jazz club si svilupparono in quel periodo: erano luoghi pensati per consumare alcolici (quindi fuori legge!) e per ballare al ritmo di brani jazz improvvisati.

Il batterista era il custode del tempo, meno esposto all’occhio del pubblico ma decisamente contento di tenere il tempo con la grancassa (che spesso sostituisce il basso)!

Fu quindi inventato il primo pedale hi-hat, escono i primi tom sintonizzabili e anche le scope per limitare il rumore nei luoghi chiusi.

Il periodo dello swing

I jazz club si moltiplicarono negli anni Trenta, per via di una richiesta sempre crescente, consentendo ai neri americani e soprattutto ai batteristi di trovare un posto sulla scena musicale dell’epoca.

È l’avvento dello swing, che con la sua nota di silenzio regala un ritmo ternario alla musica popolare contemporanea.

I tom sintonizzabili prendono definitivamente piede,  e i tom bassi posizionati a terra si impongono gradualmente nel panorama musicale. La batteria moderna vede finalmente la luce del giorno con l’arrivo dei piatti “splash”. I bianchi iniziano a imitare i neri e scoprono jazz e musica swing nelle prestigiose sale da concerto americane.

Allo stesso tempo, a Parigi, si sviluppa il jazz gitano.

Le evoluzioni della batteria dal 1940

Un cambiamento significativo avvenne negli anni ’40: la musica viene ora prodotta per essere ascoltata e non solo ballata.

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Il batterista, il vero solista nell’era del bebop

Il batterista diventa un membro solista a sé stante grazie all’avvento del bebop.

Il bebop è caratterizzato da un tempo molto veloce e da armoniche complesse. Kenny Clarke è considerata l’inventore di questo stile musicale. Il batterista vede il suo ruolo assumere sempre più importanza poiché può aggiungere “commenti ritmici” ai suoi passaggi.

L’accento diventa più leggero e i tom sono più piccoli. Il batterista può davvero esprimere la sua creatività e personalità.

I produttori di strumenti musicali iniziano a offrire batterie complete, proprio come quelle che troviamo oggi.

Lo sviluppo del rock’n’roll e delle pelli sintetiche

Negli anni ’50, le pelli sintetiche sostituiscono le pelli di animali, rendendo più semplice la sintonizzazione dei tom per i batteristi. Prima del 1957, tutte le canzoni registrate vedevano l’utilizzo di batterie con pelle di vitello. Il problema era la loro rapida “scordatura”; se l’ambiente era caldo e umido, l’accordatura era più bassa, se invece era fredda e asciutta, i batteristi dovevano bagnare la pelle per produrre un buon suono.

Ma nonostante i suoi svantaggi, la pelle di vitello produce un suono unico, specialmente con le spazzole, e ha una vita più lunga delle pelli di plastica.

Gli anni ’50 e ’60 segnarono anche l’inizio del rock’n’roll, rendendo la batteria sempre più popolare tra le giovani generazioni (Beatles, Led Zeppelin, The Who …).

Il suono dei batteristi rock  diventa sempre più potente, incoraggiando i produttori a offrire strumenti sempre più affidabili e solidi. I piatti stanno diventando sempre più spessi e pesanti per adattarsi al nuovo modo di suonare dei batteristi.

A poco a poco, ogni stile musicale sviluppa un proprio specifico suono della batteria, anche se possiamo trovare il suono del jazz nella musica rock’n’roll di Elvis, specialmente ai suoi inizi.

L’arrivo del doppio pedale nell’hard-rock e nel metal

Lo stile hard rock inizia ad emergere con band come AC / DC, Deep Purple o i mitici Black sabbath. Tutta questa nuova ondata di band  ha portato alla nascita di diversi stili musicali che vanno dal punk (Sex Pistols, The Clash ) al rock progressivo (King Crimson, Genesis, Pink Floyd) passando per il metal e il death metal.

Il contrabbasso o il doppio pedale fecero la loro comparsa negli anni ’80 e oggi sono sistematicamente utilizzati nel trash metal e nel death metal.

Oggi ogni nuova batteria è completamente personalizzabile in base al desiderio del batterista e allo stile della musica suonata. Possiamo accontentarci di un hi-hat, un grancassa e un rullante.

Sostituire l’hi-hat con un tipo di piatto diverso;  aggiungere un  tom, rimuovere piatti, cambiare i diversi  elementi nello spazio (specialmente se sei mancino), suonare incrociando o meno le braccia, suonare seduto o in piedi …sono tantissime le variabili da tenere in considerazioni.

Le batterie elettroniche hanno spesso sostituito quelle classiche, specialmente nella musica pop e nell’elettronica. Per imparare a suonare la batteria quando vivi in ​​un appartamento, è consigliabile esercitarsi sul tuo drumkit Roland: i vicini ti ringrazieranno!

Se acquisti una batteria elettronica, puoi anche collegarti a un amplificatore o utilizzare delle cuffie per goderti al meglio il suono! Se acquisti una batteria elettronica, puoi anche collegarti a un amplificatore per goderti al meglio il suono!

Il lessico delle percussioni

Imparare a suonare la batteria, al di là dell’apprendimento del ritmo, significa anche imparare un nuovo vocabolario, quello della musica e delle percussioni.

Cos’è un piatto splash?

Il piatto splash ha una dimensione che può variare dai 6 ai 12 pollici ed è generalmente usato per produrre accenti piccoli, corti ed esplosivi, spesso alla fine di una pausa. Fa un rumore intenso ma non è duraturo.

Cos’è l’hi-hat di una batteria?

Lo hi-hat è un componente della batteria: si tratta di due piatti capovolti, collegati a un pedale.

Insomma, le cose da sapere sono tante, ma l’aspetto principale è solo uno: suonare, suonare, suonare!

Se volete imparare a suonare la batteria, potete eventualmente rivolgervi ai nostri insegnanti di Superprof che potranno aiutarvi a entrare nel magico mondo della musica!

Buon divertimento!

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