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Imparare italiano con le lingue antiche, culla della lingua italiana

Di Alice, pubblicato il 18/06/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Lezione di Italiano Partendo dai suoi Fondamenti: Latino e Greco!

Si parla spesso di lingue morte o lingue estinte, dal momento che non sono più parlate.

Il latino è insegnato a scuola a partire dalle classi della Scuola Primaria di Secondo Grado, anche se è facoltativo dalla riforma del 1976.

Per iniziare ad avere a che fare con il greco antico bisogna invece aspettare di approdare al Liceo Classico.

Spesso queste lingue vengono tralasciate a favore di francese, inglese, spagnolo, tedesco e altre lingue straniere.

In realtà sarebbe importante conoscerle per capire anche qualcosa di più durante il corso di italiano o fare alcuni approfondimenti relativi non solo alla lingua ma anche agli aspetti culturali del nostro Paese.

Per conoscere davvero una lingua è importante parlare dei suoi fondamenti e di ciò che resta delle lingue antiche.

L’influenza del latino nella lingua italiana

Dei Latini, popolo di origini indoeuropee,  vi sono le prime tracce lungo la Penisola Italica già a partire dal II millennio a.C.

Contribuirono alla nascita di Roma e anche a colmare l’assenza di una lingua scritta comune: il latino divenne infatti la lingua dello scritto, utilizzata sia per il commercio che per l’amministrazione.

Proprio lì possiamo rintracciare le origini della lingua italiana.

La contaminazione delle lingue antiche è sicuramente una grande ricchezza per l'italiano. Ecco perché è importante approfondire il tema per comprendere appieno la bellezza della lingua di Dante. Il latino: un tesoro della lingua italiana!

Bisogna però distinguere il latino volgare dal latino classico degli autori dell’epoca. Il latino parlato da commercianti e funzionati era appunto il volgare e l’italiano deriva da quello.

La conquista romana dell’Italia non è dunque da intendere solo a livello territoriale ma anche a livello culturale e linguistico, con parole che sono rimaste nell’uso comune. Dobbiamo al latino parole come agenda (questa è rimasta proprio identica!), abitare, amicizia, maschio… in questi casi l’etimologia è evidente. Ogni parola ha ovviamente subito alcune modifiche nel tempo a livello di pronuncia e di ortografia. Ad esempio, la parola “Augusto”è diventato il mese d’agosto!

Il latino ha dunque vissuto delle trasformazioni. Dal classico di autori come Seneca o Cicerone – di cui vi ha parlato o vi parlerà anche il vostro insegnante di italiano – si è livellato al latino volgare per poi entrare nella lingua italiana.

L’influenza del greco antico nella lingua italiana

Benché il latino abbia un’influenza diretta con prefissi, suffissi e intere parole, anche il greco antico ha lasciato le sue tracce nella lingua italiana (qual è la percezione della nostra lingua nel mondo?). Spesso i professori raccomandano maggiormente il latino per coloro che pensano di orientarsi verso una carriera in campo letterario e il greco per tutto coloro che invece andranno verso un percorso scientifico.

Perché?

Il greco antico fu la lingua dei grandi pensatori nel campo della scienza: Talete, Pitagora, Socrate e Platone. Tutti conosciamo le prime parole dell’alfabeto greco: alfa, beta, gamma, delta…

Anche il greco antico, come il latino, ha avuto una profonda influenza sulla nostra lingua, soprattutto in campo scientifico. Geroglifici? No, greco antico!

Parole come biologia, chimica, aritmetica arrivano dal greco, proprio come i simboli matematici (es.Pi).

Spesso viene consigliato di fare greco agli alunni che pensano di fare studi di medicina o farmacia. Il vocabolario medico ha preso dal greco parole come il prefisso «bio- », che significa «vita», «emo- emato-» che riguarda la circolazione sanguigna, «neuro-» e così via.

Tuttavia, il greco antico è arrivato al linguaggio corrente con prefissi di quantità come mono, di, tri.

Il mondo greco è segnato dall’influenza della politica, ecco perché al greco dobbiamo anche parole come democrazia (dêmokratia).

Lingua e culture dell’antichità nella scuola di oggi

Dell’utilità del latino e del greco a scuola e della possibilità di attuare delle riforme che riguardassero queste due materie si è dibattuto anche in Italia negli ultimi anni.

Ma il caso più eclatante è quello della Francia che nel 2015 ha visto gli insegnanti schierarsi per difendere con forza il posto occupato dalle lingue antiche che non avevano più programmi e orari definiti.

Anche i genitori hanno mostrato la loro disapprovazione!

Questo perché sono convinti che, per capire davvero le lezioni di italiano e per imparare l’italiano perfettamente anche a livello ortografico, bisogna studiare l’aspetto etimologico, le radici, i prefissi e i suffissi.

 

Ci sono stati negli ultimi anni diversi dibattiti per capire se lo studio delle lingue antiche è ancora importante nella scuola, sia in Italia che in altri Paesi come la Francia. Imparare latino è importante… scolpiamolo nella pietra!

Latino e greco devono inserirsi nel quadro d’insegnamento multidisciplinare.

In concreto, questo significa che si deve creare una sinergia tra le materie.

Vero infatti che queste lingue sono all’origine dell’italiano ma, allo stesso tempo, sono collegati con la storia, la matematica, le scienze e anche lo sport (basti pensare ai Giochi Olimpici!)

Per non parlare dell’arte e dell’architettura!

Non a caso la lingua italiana è considerata dagli stranieri come sinonimo di eccellenza anche in questi campi!

Come studiare le lingue antiche?

Ecco alcuni buoni consigli per affrontare al meglio lo studio di queste affascinanti radici lontane:

1/ Un lavoro regolare

Come qualsiasi altra materia, latino e greco necessitano di un lavoro costante e regolare nel tempo.

Nel corso della scuola media, il latino permette di rendere solide le proprie conoscenze grammaticali e l’ortografia di una parola.

Fin da subito è importante lavorare sulle declinazioni e impararle a memoria, proprio come fareste con le coniugazioni dei verbi assegnatevi dal vostro insegnante di italiano.

2/ Interessarsi alla cultura latina e greca

Gli inizi col latino potrebbero portare a molto lavoro e a ottenere comunque voti bassi.

Tuttavia, è bene non scoraggiarsi!

Sarà invece tutto più facile una volta che conoscerete meglio la civiltà latina.

L’Antichità è un periodo vasto e ricco: si potrà quindi spaziare dagli autori dell’epoca, i costumi (matrimonio, alimentazione, istruzione), la religione e l’Impero romano.

Questo vi darà un quadro più generale e una consapevolezza diversa con cui affrontare lo studio della lingua.

3/ Realizzare versioni regolarmente

La traduzione di latino è spesso la difficoltà maggiore per gli alunni. Il fatto di tradurre parola per parola un testo dà spesso come risultato un testo poco leggibile. La traduzione dev’essere globale per avere un senso.

Sarà dunque importante fare versioni ogni settimana per migliorarsi anche in termini di tempistiche. Testi di Cicerone, Cesare, Ovidio, Augusto, Orazio e Virgilio capitano spesso come tracce all’Esame di Stato.

4/ Prendere ripetizioni

Trattandosi di materie complesse, può capitare di trovarsi in difficoltà.

Anche solo per una volta a settimana, prendere ripetizioni con un insegnante privato può aiutare l’alunno a rivedere alcuni degli aspetti più ostici. Anche ripetizioni di italiano possono essere utili per rielaborare nella maniera corretta i testi al momento delle traduzioni.

Volete imparare divertendovi? Scoprite le 10 personalità ambasciatrici dell’italiano all’estero che potranno aiutarvi

Latino e greco antico: quale influenza oggi?

Il latino è una delle quattro lingue ufficiali del Vaticano. A tal proposito, alcune messe posso essere officiate in latino all’interno della Chiesa cattolica.

In realtà, solo i cardinali e il Papa la praticano con una certa fluenza. La lingua latina è comunque insegnata durante i cori di teologia a vescovi e preti.

In quali occasioni è oggi utilizzato il latino? Quali sono le ragioni per decidere di impararlo e misurarsi con una lingua che è sicuramente complessa? Qual è l’interesse di imparare il latino oggi?

In botanica, il latino ha sempre avuto una grande influenza, al punto che si parla addirittura di “botanica latina”.

Molti dei libri di botanica sono redatti in questa lingua, ma questo vale anche per molti altri settori scientifici.

Il latino non sarà certo così morto se pensiamo che del fenomeno editoriale della Rowling, Harry Potter, si è proposta una traduzione latina da studiare a scuola e che una traduzione in greco antico è stata davvero realizzata  dal professore di lettere classiche di Bedford, Andrew Wilson.

Tra le altre cose, il greco antico è ancora praticato in Grecia, anche se ha conosciuto diversi adattamenti nell’orale, anche in ragione dei numerosi dialetti (dorico, ionio, attico…), per trasformarsi nel greco moderno.

Dunque, lingue antiche sì, ma in realtà non così lontane… Per migliorare nel vostro corso di italiano, niente di meglio che partire da un corso di greco antico o di latino e scoprire l’enorme bagaglio culturale che si nasconde nella storia della lingua!

 

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