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Ripetizioni di italiano: origini e evoluzione della lingua di Dante

Blog > Sostegno Scolastico > Italiano > Scopri la Grande Storia della Lingua di Dante attraverso le Lezioni di Italiano

Prima di cominciare un corso di italiano, che sia per principianti o per diventare scrittori affermati, è particolarmente interessante conoscere tutte le ricchezze di questa lingua bellissima!

Impartite fin dalla scuola elementare, le lezioni di italiano tralasciano spesso di mettere in evidenza quelle che sono le basi.

Sì, è così: che sia per mancanza di tempo o per un programma spesso troppo fitto, l’insegnante di italiano sorvola a volte sulle origini e le evoluzioni della lingua!

Tuttavia, l’italiano è davvero molto ricco: nato da una lingua comune, è frutto di grandi modifiche e mutamenti.

Se volete imparare l’italiano, insomma, dovete passare per forza dalla storia!

Ecco allora una panoramica per conoscere la nascita della lingua di Dante.

Dante Alighieri è universalmente riconosciuto come padre della lingua italiana; la sua Divina Commedia è un'opera di immenso valore e ricchezza linguistica. Dante è considerato il padre della lingua italiana!

Una lingua indoeuropea

L’indoeuropeo comune risale all’epoca della Preistoria e raggruppa numerose delle lingue attuali.

In quei tempi lontani, le lingue specifiche non esistevano ancora poiché gli uomini comunicavano grazie a un linguaggio comune basato più sui gesti fisici.

Tuttavia, è impossibile trovare tracce di questa lingua!

Infatti, l’indoeuropeo era un linguaggio orale, basato sulla fonetica e la pronuncia, che permetteva la comunicazione tra le popolazioni.

Questa particolarità ha dunque complicato il lavoro dei ricercatori poiché le fonti a loro disposizione sono risultate essere più approssimative: i risultati dei loro studi restano dunque soprattutto ipotesi (benché alcuni siano stati provati).

Questa eredità comune è raggruppata in 10 rami ben distinti; 8 di questi contengono al loro interno lingue parlate ancora oggi:

  • Le lingue italiche
  • Le lingue indo-iraniche
  • Le lingue celtiche
  • Le lingue germaniche
  • Le lingue elleniche
  • Le lingue balto-slave
  • Le lingue anatoliche
  • Le lingue tocarie
  • Le lingue armene
  • Le lingue albanesi

Bisognerà attendere il XVII secolo perché questa lingua antica sia scoperta da ricercatori specializzati in linguistica!

Circa la sua origine, sono state fatte diverse ipotesi: alcuni studiosi affermano che il linguaggio indoeuropeo proverrebbe da una regione della Russia, ma al momento nulla è stato provato.  

La diversità culturale della Preistoria ha dunque permesso a ogni popolazione di sviluppare alcune variazioni per poi arrivare, alla fine, a tante lingue differenti.

Lo studio della lingua indoeuropea permette oggi di estendere il campo della linguistica comparata e comprendere meglio le differenze tra le lingue europee!

Questo aspetto è oggetto di studio soprattutto tra gli universitari specializzati in storia, poiché il linguaggio comune traduceva anche le abitudini culturali dell’epoca.

Come disse Russell Conwell Hoban, scrittore statunitense:

“La lingua è un mezzo archeologico… la lingua che parliamo è l’intero palinsesto dello sforzo umano e della storia.”

L’eredità latina

Per tenere un corso di italiano, o per imparare l’italiano come allievi, bisogna prima di tutto conoscere le sue origini!

La presenza della civiltà romana in Italia ha segnato per sempre la sua identità culturale e quindi anche linguistica.

Il latino divenne lingua ufficiale della Chiesa, dell’esercito e dell’amministrazione.

Tuttavia, contrariamente a quanto i più possano pensare, l’italiano non ha le sue radici nel latino classico scritto.

L’eredità è invece da ricercarsi nel latino abitualmente parlato dalle persone.

Questo latino è per questo chiamato “volgare” dai linguisti!

Il latino diffuso e parlato tra la popolazione è indicato come "volgare". Proprio da quella lingua ha preso le mosse l'italiano. All’epoca dei gladiatori, si parlava il latino volgare!

Per essere capito dal popolo, il latino utilizzato era quindi molto meno letterario di quello che è studiato oggi, anche come base nei corsi di italiano.

L’italiano ha infatti molte derivazioni da quella lingua: nomi comuni, verbi, avverbi, sintassi, coniugazioni… sono tutte evoluzioni del latino!

Questi prestiti sono facilmente individuabili ai giorni nostri, poiché la maggior parte delle parole del nostro lessico vengono dal latino e hanno subito molte piccole modifiche. 

Tuttavia, vi sono anche alcune parole come «esame», «agenda» o ancora «famiglia» che non hanno subito alcuna modifiche rispetto all’origine.

Imparare l’italiano attraverso il corso di latino proposto a scuola porta quindi a grandi benefici, soprattutto nel campo degli studi letterari.

Capite dunque che la conoscenza del latino è parte fondamentale per ogni insegnante di italiano, ma anche per chi desidera seguire lezioni di italiano con una conoscenza della linguistica più approfondita.

Prime tracce dell’italiano o italiano antico?

A partire dall’anno Mille esistono documenti che riportano le prime tracce dell’italiano orale.

Nei due secoli successivi furono grandi autori a utilizzarlo nei loro scritti: due esempi? Petrarca e Boccaccio, fino ad arrivare naturalmente a Dante Alighieri!

Poiché in quel periodo i viaggi e il commercio erano molto sviluppati, anche la lingua ne fu contaminata.

Non è un caso che molte parole italiane siano ispirati al francese, poiché la Francia era in quel periodo in piena espansione.

Pare che, seppur ben mimetizzati nella nostra lingua, i francesismi – cioè i prestiti linguistici dai nostri vicini Oltralpe – siano pari al 3,9% del lessico italiano nel suo complesso.

Vista la vicinanza e anche la potenza della Francia intorno all'anno Mille, l'italiano è stato contaminato dalla lingua francese. Oggi si calcola che siano moltissime le parole prese in prestito dai nostri cugini d'Oltralpe. Grazie a Guglielmo il Conquistatore, il francese ha potuto farsi notare sul piano europeo!

Anche lo spagnolo ebbe un ruolo importante: fungeva infatti da lingua di mediazione tra mondo occidentale e mondo arabo.

Fu così che nel Duecento arrivarono nell’italiano arabismi e, alcuni secoli più tardi, moltissimi ispanismi.

Un vero melting pot linguistico!

Fondazione dell’Accademia della Crusca

A metà del XVI secolo la lingua italiana cominciò a diventare una lingua maggiore.

Non è un caso che, proprio intorno al 1570 siano iniziate le prime attività dell’Accademia della Crusca, formalmente costituita nel 1585, e che nel 1590 si sia iniziata la preparazione del primo Vocabolario, attingendo alle opere degli autori più grandi come Dante, Boccaccio e Petrarca.

Obiettivo? Conservare la bellezza del fiorentino del ‘300.

Ma non solo: l’obiettivo principale era quello di rendere la lingua più ricca imponendo alcune norme da rispettare affinché la sua espansione fosse meglio regolata.

L’Accademia della Crusca è la più antica accademia linguistica del mondo, esserne membri è certamente un onore e un segno di prestigio.

Tra i personaggi illustri che ne hanno fatto parte troviamo:

  • Giacomo Leopardi
  • Alessandro Manzoni
  • Giosuè Carducci
  • Gabriele D’Annunzio
  • Galileo Galilei

L’Accademia si è occupata nel tempo, oltre che della compilazione di Vocabolari, anche di riforme ortografiche della lingua… insomma, tutto quello che imparate in una lezione di italiano è passato prima da lì!

Dalla comparsa dell’italiano moderno ai giorni nostri

Nel 1861, al momento dell’Unità d’Italia, pare che solo una minoranza fosse in grado di parlare una lingua diversa da quella del dialetto della zona di origine.

In più c’era il grande problema dell’analfabetismo.

Questo processo di avvicinamento a una lingua comune non fu immediato e certamente non fu semplice; a dare un forte scossone in questo senso fu la legge che – all’inizio del ‘900 – impose l’istruzione come obbligatoria per tutti.

I dialetti regionali continuano a essere parlati in molte zone d'Italia, continuando a rappresentare una ricchezza ma anche una barriera. I dialetti sono ancora oggi parte del patrimonio linguistico, non solo delle generazioni più vecchie!

La prospettiva di una lingua nazionale ufficiale era ed è ancora oggi fondamentale per rafforzare il sentimento di appartenenza di chi vive in un certo Paese!

Grazie alle riforme e delle modifiche subite dall’italiano, la lingua ha avuto la possibilità di adattarsi al meglio ai cambiamenti sociali nel corso del tempo.

Alcune delle evoluzioni? Eccole:

  • semplificazione del sistema verbale
  • apparizione di termini inglesi
  • evoluzione dell’area lessicale per indicare concetti moderni
  • evoluzione della lingua in seguito ai fenomeni di globalizzazione.

Tuttavia, i cambiamenti apportati non piacciono a tutti!

Soprattutto se siete un insegnante di italiano, può darsi che certi cambiamenti vi sembrino solo il frutto di “pigrizia”.

In ogni caso, potete stare tranquilli: certe regole sono immutate e sono da rispettare ancora oggi.

La lingua italiana non passa solo dalla linguistica: anche le nozioni storiche meritano di essere conosciute.

Ecco perché, che si seguano ripetizioni di italiano, corsi di italiano per diventare professori o che si voglia imparare l’italiano per puro diletto, è importante farsi un’idea delle sue radici e da lì partire per avere una conoscenza a 360 gradi della materia.

 

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