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Le chiavi per vivere la tua passione: corso di fotografia

Di Igor, pubblicato il 27/08/2018 Blog > Arte e Svago > Fotografia > Corsi di Fotografia: le Basi dell’Impresa

Prima di intraprendere la professione di fotografo, devono essere prese in considerazione alcune cifre.

Il fotografo è una delle professioni preferite dagli italiani. Diversi studi sono stati condotti e quello del fotografo sembra davvero un lavoro da sogno!

In Italia operavano 25.000 fotografi di qualsiasi settore nel 2016, ma solo il 6% si occupa di fotografia sociale (fotografo di matrimoni, bambini, gravidanza, famiglia…). Ciò che deve essere preso soprattutto in considerazione prima di lanciarsi nel mondo della fotografia è che il 60% di fotografi non rimanere più di un anno sul mercato e solo il 2% di loro a partire dal 2016 sarà ancora presente sul mercato nel 2026…

C’è lavoro da fare, di sicuro, ma di certo non è una delle professioni che dal primo momento possa darti davvero grandi garanzie. Dunque fai attenzione a essere sicuro di voler trasformare una passione in un qualcosa di professionale, soprattutto come imprenditore di te stesso.

Superprof spiega la procedura per il successo.

Diventa un fotografo indipendente: specializzarsi e allenarsi

Prima di vendere le sue foto, devi allenarti. Quanto costa un corso di fotografia? E quanto può costare un kit completo per esercitare?

Ciò che attrae in primo luogo la professione di fotografo è che non richiede alcun titolo di studio speciale. Se vuoi diventare un fotografo professionista un domani, oggi puoi avere facilmente tutte le tecnologie a tua disposizione.

Ma attenzione, non è perché non abbiamo bisogno di un titolo specifico, che tutti possono essere capaci a fare foto da professionisti.

Questo articolo non è qui per parlare di educazione (corsi di laurea, corsi professionali, diploma di maturità specifici in ambito artistico e creativo…) ma per aiutarti a tenere presente che sapere ciò di cui si parla e conoscere la tecnica è solo il primo passo.

Una volta che conosci le basi della fotografia devi scegliere un ambito specifico in cui specializzarti. E fare qualche allenamento nella specialità che hai scelto, è anche essenziale: fotoreporter, fotografo naturalista, fotografo di studio, fotografo di moda… Tu ami il lavoro di un fotografo che trovato su internet? Non esitare a contattarlo: “Mi piace molto quello che fai, voglio fare la stessa cosa, ti occupi di formazione? ”

Abbasso la timidezza! Quando vuoi diventare un fotografo professionista, devi andare dagli altri, comunicare e avere un po’ di coraggio.

E, infine, non c’è nessun segreto, una volta che conoscete le tecniche di base e / o se non avete tempo / risorse per la formazione a tempo pieno con uno stage fotografico professionale si deve PRA-TI-CA-RE!

Esci con la tua macchina fotografica e fotografa tutto ciò che puoi fotografare.

Procedure amministrative: lo status di libero professionista

È possibile imparare la foto da solo? Come diventare un fotografo? Praticando! Praticando e praticando ancora!

Diverse opzioni sono disponibili per il fotografo per dichiarare la sua attività. Prima di iniziare a vedere i vantaggi e gli svantaggi delle diverse soluzioni, è importante sapere che il 43% di fotografi guadagna meno di € 10.000 all’anno. Devi prendere quel numero in considerazione e dire che ci vorranno alcuni anni prima di guadagnarti da vivere.

Probabilmente se vuoi intraprendere la strada del fotografo professionista ti conviene affiancarla a un altro lavoro più sicuro in termini redditizi e iniziare a trasformare la tua passione in un lavoro concedendole via via uno spazio di tempo sempre maggiore, ma partire subito in quarta può essere un rischio non da poco.

Lo stato di auto imprenditore dotato di partita IVA è l’ideale quando si inizia la fotografia professionale.

Quando parliamo di partita IVA immaginiamo subito cavilli burocratici, studi di settore, spese da scaricare e caricare, ingenti costi di commercialisti… insomma un incubo da cui non si esce.

In realtà da qualche anno è in vigore un nuovo sistema chiamato regime forfettario che ha alcuni vantaggi e alcuni svantaggi. Probabilmente questo tipo di partita IVA è quello che inizialmente conviene adottare.

I vantaggi del regime forfettario:

  • È compatibile con altre forme contrattuali e non va accumularsi ad altri redditi derivati da contratti a tempo determinato, indeterminato, ecc…
  • È facile accedervi: basta creare una partita Iva apposita da un qualunque commercialista o per conto proprio inserendo il codice o i codici ATECO corrispondenti all’attività che svogliamo.
  • Non prevede oneri al nostro cliente, che non dovrà pagare l’IVA sulla nostra fattura. Al massimo dovrà pagare un contributo INPS pari al 4% dell’imponibile.
  • Oltre alla ritenuta dell’INPS, che chiaramente è a carico del lavoratore, a parte il 4% percento di contributo facoltativo a carico del cliente, il lavoratore pagherà soltanto il 15% di imposta su una percentuale dell’imponibile determinata dal settore ATECO a cui appartiene la propria attività
  • Per i primi 5 anni, il 15% di ritenuta sono ridotti al 5% per le start up.
  • Non si è sottoposti a controlli di settore

Certo, essere lavoratori totalmente autonomi ha i propri vantaggi, tanta libertà di movimento, di scelta dei propri clienti… ma ha anche innumerevoli svantaggi, innanzitutto la mancanza di una sicurezza del lavoro, che oggi potrebbe esserci e domani chissà… Gli svantaggi dello status di lavoratore autonomo con regime forfettario sono:

  • Il fatturato è (al momento, stiamo parlando di settembre 2018) limitato a 30.000 €. Se superi questo limite, dovrai considerare un cambio di stato verso il regime classico
  • L’IVA non può essere recuperata: sugli investimenti e sugli acquisti necessari per la tua attività. Le spese di viaggio, ad esempio, non possono essere detratte neanche nelle dichiarazioni fiscali. Non farai ricarico di IVA, ma non potrai nemmeno scaricare nulla.
  • Contributi INPS: vengono conteggiati per l’età pensionabile in una cassa a parte, e potrebbero non accumularsi a quelli di altri lavori
  • Come nel regime ordinario, il pagamento dei contributi è anticipato all’anno precedente, ergo il primo anno ricordati di mettere da parte i soldi, perché al secondo anno ti aspetta una bella stangata!

In sostanza, il regime forfettario ha sì dei vantaggi, ma non è tutto oro quello che luccica.

Dobbiamo avere un professionista fotografico per diventare un professionista? Nessuna formalità amministrativa dantesca per la creazione di una microimpresa!

Le immagini che scatti possono essere coperte da copyright, ossia dal diritto d’autore, come accade per le opere letterarie o musicali. La SIAE è la società italiana autori ed editori che si occupa della tutela e della gestione del diritto d’autore anche per le opere di arte figurativa fra cui la fotografia. Le opere afferenti alle arti visive (perciò pittura, scultura, grafica, fotografia fino ad arrivare alla computer art) sono tutelate nello specifico da una sezione della SIAE conosciuta con la sigla OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative), che si occupa appunto anche della tutela delle opere letterarie. Sul sito della SIAE puoi scoprire come iscriverti alla società e come proteggere i tuoi lavori. Naturalmente l’iscrizione ha un costo.

La SIAE si occupa della gestione dei diritti legati alle immagini e della difesa dell’autorialità.

Ovviamente se vuoi farti conoscere e mettere le tue immagini sul mercato potrai iniziare utilizzando un qualunque sito internet o siti specifici per la distribuzione delle immagini (come per esempio Flickr) e scegliere di attribuire alle tue immagini una specifica licenza legata a Creative Commons: in questo modo potrai far capire ai visitatori del tuo sito se le tue immagini possano essere diffuse o meno secondo determinate modalità.

Sul sito di Creative Commons puoi trovare i vari tipi di licenze disponibili. Fra queste individuiamo:

  • La licenza di attribuzione che permette a terzi di distribuire, modificare, ottimizzare ed utilizzare la tua opera come base, anche commercialmente, fino a che ti diano il credito per la creazione originale. Questa è la più accomodante delle licenze offerte. È raccomandata per la diffusione e l’uso massimo di materiali coperti da licenza.
  • La licenza di attribuzione – non opere derivate, permette la ridistribuzione, commerciale e non, fintanto che viene trasmessa intera ed invariata, dandoti credito.
  • Attribuzione non commerciale permette a terzi di modificare, ottimizzare ed utilizzare la tua opera come base per altre non commerciali, e benché le loro nuove opere dovranno accreditarti ed essere non commerciali, non devono licenziare le loro opere derivative con i medesimi termini.
  • Attribuzione non commerciale non opere derivate: è la più restrittiva delle nostre sei licenze principali, permettendo a terzi soltanto di scaricare le tue opere e condividerle ad altri fino a che ti diano il giusto credito, ma non possono cambiarle in nessun modo od utilizzarle commercialmente.

La SIAE si occupa della gestione dei diritti legati alle immagini e della difesa dell’autorialità. La SIAE si occupa della gestione dei diritti legati alle immagini e della difesa dell’autorialità.

In sintesi:

Scattare foto come professionista richiede una certa esperienza e spesso richiede un corso di fotografia o uno stage prima di avviare da soli la propria carriera;

Per diventare un fotografo freelance puoi scegliere diverse modalità:

  • Aprire una partita IVA è perfetto per iniziare, ma ha dei costi che e dei limiti ben specifici che dovrai verificare con il tuo commercialista,
  • Aprire partita IVA comporta un onere amministrativo pesante e più adatto a coloro che desiderano iniziare la loro attività con diversi clienti,

Devi verificare la questione della distribuzione delle fotografie e dei materiali che produci e imparare a tutelarti. Contattare la SIAE e avere qualche informazione può essere un passo, ma esistono anche forme meno onerose per proteggere il proprio lavoro.

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