Secondo Victor Hugo, i maestri sono come <<dei giardinieri dell’intelligenza umana>>.

I bambini di seconda elementare sembrano ancora molto piccoli, soprattutto quando li si ritrova di fronte a moli di libri e quadernoni aperti sulla scrivania, con difficili compiti da svolgere!

Eppure, è un dato di fatto che le nozioni scoperte ed apprese vanno rinfrescate, memorizzate, assimilate…dunque trascritte e ritrascritte, ripetute più e più volte….

A volte, fra l’aritmetica ed i primi pensierini, la seconda elementare può apparire insormontabile per certi bambini… e certi genitori! Occorre, invece, non perdere mai l’entusiasmo, non far trasparire preoccupazione o senso di stanchezza.

Sebbene in seconda certi maestri sovraccarichino i piccoli di compiti, è bene tentare di alleggerire il loro lavoro, facendolo apparire meno complesso di quanto non sia e ricordando sempre che si tratta di una ginnastica mentale per ben allenare i muscoli indispensabili all’intera carriera scolastica, nonché alla scelta del mestiere che già popola l’immaginario del bambino: astronauta, poeta, venditore di giornali…

Insomma: perché i compiti a casa vengano svolti con serietà, ma anche serenamente, conviene che il piccolo colga quantomeno un nesso con la vita corrente o con quella immaginaria che tanto lo anima a questa età.

Il ruolo del genitore o del maestro di dopo-scuola, sarà a questo punto far apparire al piccolo i compiti meno insormontabili di quanto egli li percepisca (spesso a causa di insegnanti che abusano di consegne per casa). Laddove la scuola sbaglia e sovraccarica i più piccoli – rischiando di indurre in loro disamore per lo studio e la lettura – un buon maestro a domicilio ed un saggio genitore fingeranno che la cosa non sia poi così enorme! E lo faranno aiutandolo nell’organizzazione dei compiti a casa.

L’obiettivo non sarà mai quello di svolgere i compiti al posto del bambino, o di dettarglieli, quanto di indurlo a saper gestire quantità e difficoltà del lavoro, da adesso… all’eternità!

L’aiuto compiti, insomma, servirà per dare al bambino i mezzi per divenire presto autonomo, nonché per insegnargli a sminuire certe pesantezze dovute ad un sistema scolastico ancora poco specializzato e talvolta svilente del potenziale infantile.

E in prima elementare, come puoi aiutare tuo figlio?

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Come sono fatti i compiti in seconda elementare?

Come sappiamo, i compiti non sono mai omogenei, dal momento che esistono semplicemente delle linee guida a livello nazionale e non degli obblighi di legge.

Il carico dei compiti aumenta, così come aumentano le difficoltà nelle differenti discipline e numero e grado di cose da mandare a memoria.
Se alcuni genitori di prima elementare riescono ad aiutare i propri figli la sera, a partire dalla seconda elementare le cose possono diventare più complesse!

I compiti a casa restano oggi giorno ancora d’importanza centrale, a detta degli insegnanti della scuola elementare.

Sebbene molte scuole prevedano il ritorno pomeridiano, è raro che i maestri non lascino alcun compito.

Esistono plessi in cui è previsto lo svolgimento dei compiti a casa per chi resta a scuola al pomeriggio. Ma l’assegnazione di consegne specifiche da svolgere obbligatoriamente al di fuori delle ore curricolari resta per i maestri un vero e proprio must.

A nulla valgono proteste di genitori ed anche di colleghi più illuminati ed al passo coi tempi.

Il lavoro scolastico, secondo i maestri, è il complementare di quello a casa.

Ed ecco perché, se in classe gli insegnanti spiegano ed illustrano concetti, nozioni e regole, a casa il bambino dovrà:

- completare delle schede

- trascrivere parole e svolgere esercizi ortografici e grammaticali

- ripetere a voce e memorizzare regole e parole nuove

- svolgere le prime operazioni di aritmetica: numerazioni, prime addizioni e sottrazioni, individuazione delle unità, decine e centinaia…

- illustrare con disegni favole lette o ascoltate dalla maestra, con attenzione alla coloratura

- recitare filastrocche utili a migliorare la pronuncia di certi gruppi consonantici e ad abituarsi allo studio sistematico.

Le tecniche indispensabili da apprendere in seconda elementare sono:

- una gestione ottimale del tempo

- una calligrafia innanzitutto leggibile e, se possibile, non troppo lenta da eseguire

- la distinzione tra: stampatello maiuscolo, stampatello minuscolo, corsivo maiuscolo e corsivo minuscolo

- la grafia nei quattro caratteri delle lettere non italiane (difficili soprattutto se corsive e maiuscole, come nel caso di W, X, K, Y, ma anche H)

- una divisione in sillabe più immediata rispetto alla prima elementare

- la distinzione dei principali gruppi vocalici e consonantici (gi/ghi/gli/gni e loro affini)

I compiti a casa vertono essenzialmente su questi punti e possono esistere in versione più soft (spazi bianchi da completare) o più hard (intere frasi da ricopiare, impiegando tempi anche molto lunghi).

Anche in terza elementare tuo figlio avrà bisogno di essere seguito: leggi come!

Trucchi per uno svolgimento indolore dei compiti di seconda elementare

Sono i compiti fatti in autonomia che aiutano i piccoli a capire quanto spiegato a scuola e soprattutto come risolvere piccoli e grandi problemi.
Tra le addizioni, le sottrazioni e gli esercizi di comprensione, la seconda elementare è una tappa grazie alla quale il bambino cresce a vista d’occhio …o quasi!

Naturalmente, il dibattito è infinito, relativamente ai compiti a casa lasciati in Italia alla scuola elementare. Laddove le scuole propongono un tempo in classe ridotto, poi, la mole è talmente eccessiva da suscitare lo scalpore e le vere e proprie proteste di interi gruppi di genitori.

Naturalmente, però, la cosa certa è che ogni compito, al di là dello sdegno e delle lamentele, andrà comunque svolto per il giorno successivo.

E, quindi, i genitori devono spesso arrendersi ed aiutare i propri pargoli a rimboccarsi le maniche.

Obiettivo: far sì che i pargoli trascorrano il minor tempo possibile seduti al tavolo.

Svolgere i compiti al posto dei figli è altamente diseducativo: non solo si ostacola il loro lavoro, ma si rischia di delegittimare totalmente e definitivamente l’istituzione scolastica.

Il grosso, grossissimo lavoro di una famiglia e di un insegnante di dopo-scuola nel momento dei compiti a casa, allora, è essenzialmente fatto di:

- incoraggiamento

- ridimensionamento della percezione di un lavoro insormontabile

- trasformazione degli esercizi in veri e propri giochi

- stimolazione di curiosità

- sottolineatura dell’utilità di certe nozioni nelle pratiche quotidiane (dal fare un dolce, allo scrivere la lista della spesa).

Leggi la guida completa di Superprof sull'aiuto nei compiti a casa!

Il bambino, dal canto suo, dovrà affrontare i compiti con:

- curiosità

- ottimismo

- semplicità

- serenità.

Si tratta invece di supporti più ludici; questo non impedisce, d’altro canto, anche ai compiti più divertenti di essere istruttivi ed educativi.
I compiti di seconda elementare non si riducono a lunghi esercizi tediosi!

Solo queste precondizioni faranno sì che ogni materia venga ripresa in mano con esito favorevole.

Il genitore e l’insegnante privato che si lanciano nell’aiuto ai compiti dovranno far trasparire il loro piacevole stupore nello scoprire che un tale o un tal altro argomento è stato spiegato. Essi dovranno mostrarsi entusiasti sfogliando quaderni e libri. Potranno, poi, presentarsi al bambino come detentori di “trucchi” per uno svolgimento rapido e indolore dei compiti a casa.

A tal fine, potranno:

- chiedere al piccolo di elencare i compiti da svolgere, in ordine di gradimento/difficoltà

- far sciogliere, al piccolo, il dilemma <<prima le cose peggiori o prima le più semplici?>>, da cui dipenderà l’ordine di svolgimento

- stabilire insieme allo scolaro dei tempi indicativi indispensabili alla durata di ogni compito e proporre al piccolo di settare un timer (operazione assai eccitante per un bambino), cercando di rispettarlo per svolgere le varie consegne

- leggere ad alta voce, alternandosi a turno col bambino, i contenuti da memorizzare per il giorno seguente (lezioni orali, filastrocche, regole, etc.).

Come fare i compiti a casa in quarta elementare?

Il ricorso ad un insegnante privato per l’aiuto compiti

Daniel Pennac ha affermato che <<gli alunni passano, i professori restano>>.

Ed effettivamente, chi di noi non ricorda almeno un insegnante significativo – nel bene e nel male – della propria esperienza scolastica?

Gli insegnanti sono figure centrali all’età dei bambini che frequentano la seconda elementare. Il maestro è un riferimento che compete col genitore.

Ecco perché è importante che il piccolo ne abbia stima e che egli non venga criticato dai genitori, anche nel caso in cui commetta qualche abuso (lasciando montagne di compiti, ad esempio).

Il bambino ha bisogno di riconoscere il maestro come guida. Al contempo, è necessario che si senta riconosciuto dal maestro.

Il fatto di svolgere correttamente i compiti, in modo puntuale, ovviamente, fa sì che il bambino avverta di rientrare esattamente nei binari tracciati dal maestro.

Un bambino che non riesca a svolgere i compiti a casa, per difficoltà, disorganizzazione, mancanza di aiuto e tempo, giunge a scuola con un senso di imperfezione che ne condiziona la serenità relazionale, dunque il rapporto con insegnanti e compagni.

Ecco perché è opportuno far sì che i propri figli svolgano puntualmente ogni consegna e si rechino a scuola sentendosi uguali alla maggioranza dei pari.

Laddove un genitore non possa aiutare i propri figli, per mancanza di tempo, serenità o attitudini allo studio, converrà che questi possa comunque contare su altre figure per l’aiuto ai compiti: fratelli, zii, vicini di casa o insegnanti privati.

Reperire un maestro che si dedichi con passione e preparazione all’aiuto compiti è un modo per compensare ad una mancanza. Si tratta anche di una nuova esperienza offerta ai pargoli, che scopriranno altre figure di insegnanti, rispetto a quelle incontrate a scuola, allargando il loro campo conoscitivo e relazionale.

L’aiuto ai compiti in seconda elementare consente di recuperare eventuali lacune – non solo nozionistiche, ma spesso metodologiche – esito della prima elementare.

Se un piccolo non ha ancora potuto integrare al meglio il ruolo di scolaro, se non ha ancora appreso come gestire autonomamente il tempo di studio e come affrontare una mole imperiosa di consegne e compiti scritti e orali, è opportune che egli venga subito instradato adeguatamente. Così, si eviterà che egli associ “la tragedia” ai compiti a casa.

L’insegnante di doposcuola sminuirà il peso dei compiti, consegnando al piccolo, gradualmente, la chiave per affrontarli in modo veloce ed efficace.

I compiti a casa in autonomia, almeno rispetto al maestro o alla maestra, saranno il momento di mettere tutto se stesso nel programma scolastico.
Lungi dal provocare noia, il momento dei compiti può anzi essere l’occasione di far prova di creatività e di buon umore!

La componente ludica dovrà essere la chiave di volta degli incontri tra il bambino di seconda ed il maestro privato.

A tal fine, sarà opportuno scegliere con estrema cura questa figura cui affidare i propri bambini.

Piattaforme come Superprof consentono di prendere visione dei CV online di numerosissimi insegnanti disponibili per l’aiuto compiti a casa.

I CV riportano dettagli su:

- titoli di studio

- esperienza didattica

- materie specifiche insegnate

- disponibilità orarie, tariffe e zone di lavoro.

Consulta online diversi curricula, prima di prendere un contatto non impegnativo con l’insegnante che ti pare più adeguato al caso di tuo figlio. Esponi le tue aspettative e chiedi dettagli sull’organizzazione del dopo-scuola. Fissa un primo incontro gratis e verifica che tra te, il piccolo ed il maestro di supporto possa nascere una relazione positive, di fiducia ed aiuto.

Solo così, i compiti di seconda elementare non saranno più un incubo famigliare quotidiano!

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Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura