Un uomo senza istruzione è come un computer senza sistema operativo - Jim Urs

La quarta elementare, nel sistema scolastico italiano, può spesso essere la classe più amata dell’intero percorso.

In effetti, a condizione che gli anni precedenti si siano svolti con le dovute cautele, la classe quarta rappresenta un momento di “stallo”, ovverosia una fase ed una situazione in cui tutto quanto scoperto (in prima), assimilato (in seconda), applicato (in terza), viene lasciato decantare, rinfrescato, verificato, allenato e sfruttato.

In quarta elementare, insomma, l’attività fondamentale degli scolari è allenarsi ad adoperare tutto quanto imparato prima. Per alcuni, ovviamente si tratterà piuttosto di ricucire qualche strappo, tappare qualche buco. Le insegnanti più sagge, in questa classe, possono differenziare il lavoro:

- alcuni gruppi riprendono il programma dei tre anni precedenti

- altri gruppi fanno in modo di tenerlo a mente, adoperarlo concretamente, analizzarlo in modo critico appropriandosene.

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I compiti in quarta elementare

I compiti, in quarta elementare, non dovrebbero più essere percepiti come un fardello. Infatti, sia nelle classi abituate ai grossi carichi fin dal primo anno, sia nelle classi in cui gli insegnanti hanno sempre assegnato pochi compiti, gli alunni sanno ormai bene come gestire il lavoro per casa.

Ecco, allora, l’utilità di avere una figura esterna alla famiglia che possa seguire i piccoli, nel caso i genitori non siano presenti, all’ora dei compiti.
La complessità crescente dei compiti per casa, può mettere in difficoltà alcuni bambini!

Alcuni scolari anticipano lo svolgimento dei compiti lasciati per casa approfittando delle pause in classe. Altri sanno che appena rientrati sarà opportuno sedersi e liberarsi al più presto delle consegne scritte ed orali, per poi godere del resto del pomeriggio come meglio credono.

I bambini di quarta sanno ormai che più sono veloci nello svolgimento dei compiti, meglio li svolgono e maggiormente godranno del tempo a casa e a scuola l’indomani, evitando umiliazioni e ansie e potendo, invece, godere della compagnia dei pari.

Gli scolari ben sicuri in aritmetica, geometria, calcolo e lingua italiana si divertono in classe, quando sono chiamati ad intervenire dagli insegnanti o in seno alle discussioni di gruppo

Si tratta, generalmente, della maggior parte. Solo qualche bambino si sente un po’ più indietro rispetto ai pari e capisce che è giunto il momento di crescere e recuperare il tempo perduto.

La prima elementare: un anno in cui serve un aiuto!

L’autonomia di giudizio e nei compiti

Il bello della quarta elementare sta nel fatto che i bambini sanno ormai esattamente cosa le insegnanti si aspettano da loro.

Sanno interpretare le consegne ed il modo in cui svolgerle. Conoscono le esigenze di ogni insegnante e sanno, furbamente, come accontentare ognuno di loro.

I bambini sanno anche come “imbrogliare”, a volte. Ma è opportuno ricordare loro che l’imbroglio ha una efficacia limitata nel tempo, dato che nelle classi a venire le nozioni che non sono state acquisite verranno comunque richieste e si renderanno necessarie.

Molti insegnanti, se soddisfatti del livello raggiunto dalla loro classe, dedicano la quarta elementare ad approfondire nozioni valoriali: dall’educazione civica a quella ambientale.

Inoltre, una volta sgravate dai fardelli dell’alfabetizzazione letterale e numerica, i maestri si sentono più rilassati, tanto da dedicare tempo alle conversazioni aperte con e tra bambini. La quarta è anche la classe in cui viene insegnante l’educazione musicale con maggior disponibilità di tempo rispetto agli anni precedenti.

I bambini sono più ricettivi, coordinati e riescono ad eseguire compiti e consegne che richiedono una maggiore sensibilità ritmica ed artistica.

Un valido aiuto potrebbe essere rappresentato da un professore private, un professionista della pedagogia e dell’insegnamento dei programmi ministeriali.
Se l’analisi grammaticale e gli angoli delle figure piane ti preoccupano, cerca aiuto!

Il disegno, che nei primi anni faceva da ponte tra i piccoli “illetterati” ed i maestri indecisi tra un metodo globale ed un insegnamento pedissequo delle lettere e dei numeri, diviene ora vera e propria materia di insegnamento. La storia dell’arte in piccole puntate piace molto ai bambini, a condizione che essi siano già ferrati nella lettura e nella comprensione, nonché nell’impugnatura di penne, matite e colori.

I lavori artistici vengono svolti con serenità laddove i programmi chiave di italiano e aritmetica siano considerati acquisiti dal corpo insegnante.

In certi casi, se i maestri ravvisano forti lacune in uno o due soggetti, possono chiedere ai genitori di incaricarsi loro del recupero. In altri, se ad essere “indietro” è un’intera classe, il lavoro di quarta consisterà in una totale ripresa dei programmi dalla prima alla terza. Anche in questo caso può essere opportuno seguire da vicino il piccolo, anche ingaggiando un insegnante del dopo-scuola che valuti la quantità del lavoro svolto, del sapere assimilato, della capacità di studio di uno o più bambini della classe.

Una delle acquisizioni fondamentali, che già risale alla terza elementare, è l’autonomia ne:

- lo svolgimento dei compiti a casa,

- l’assimilazione di materie orali,

- la capacità espressiva,

- la valutazione delle proprie competenze.

Leggi la nostra guida completa sull'aiuto a casa durante i compiti!

Il bambino ormai sa studiare da solo, sebbene possa amare essere attorniato da genitori o fratelli.

È opportuno iniziare a distaccarsi gradualmente dal piccolo durante lo svolgimento dei compiti, in modo che egli si avvii definitivamente verso uno svolgimento del tutto indipendente.

Ovviamente, è rilevante verificare che le condizioni per questo progressivo distanziamento sussistano, già dall’anno precedente.

Per correre ai ripari si può impostare un programma di tempi e controlli casuali, che facciano sentire il bambino rassicurato, ma ormai responsabile unico del proprio destino scolastico.

È utile, in quarta, chiedere al bambino di stilare una lista dei concetti e delle nozioni o competenze in cui non si sente sicuro e verificare insieme a lui il grado eventuale di lacune.

Aiuto nei compiti a casa in seconda elementare: a chi chiedere aiuto?

I compiti di quarta elementare: doposcuola?

L’insegnante del dopo-scuola, nel caso di un bambino di quarta elementare, si trova davanti a due possibilità:

- allievi in seria difficoltà;

- allievi talmente preparati che si annoiano a scuola e vogliono scoprire qualcosa di nuovo.

Dalla geografia alla storia, passando per l’italiano, la matematica e l’inglese, il cervello dei piccoli è sempre più messo alla prova.
Quante cose da memorizzare al quarto anno di scuola elementare…!

Del primo gruppo, ovviamente fanno parte diversi tipi di scolari:

- scolari ancora immaturi sul piano dell’autonomia nello studio e dell’applicazione delle nozioni,

- scolari con difficoltà specifiche dell’apprendimento non evidenziate in tempo,

- scolari svogliati o poco attratti dalle attività scolastiche, ma brillanti nei campi di loro interesse.

 

Ovviamente, l’aiuto ai compiti varia, a seconda della categoria di allievo. Ed anche la categoria di insegnante privato prescelto varierà da una situazione ad un’altra.

Nel caso di difficoltà specifiche, segnalate dalla scuola o evidenti ai genitori, si potrà dapprima chiedere un consiglio in ambito di psicopedagogia per:

- scongiurare problemi di discalculia, dislessia, turbe dell’attenzione, iperattività

- attivare un programma di sostegno specifico a carattere logopedagogico, metodologico, meditativo, creativo, psico-motorio,

- orientarsi semplicemente verso l’insegnante di una o più discipline chiave in quarta elementare.

 

Anche per quanto riguarda i compiti di classe quarta, riteniamo che la cosa migliore sia rivolgersi ad insegnanti di doposcuola amanti dei bambini, specializzati in questa fascia di età e nei programmi scolastici relativi alla scuola primaria.

Inutile contattare un ultra laureato e specializzato in filosofia o matematica, se non si tratta di qualcuno con un particolare debole per la pedagogia infantile. Ai bambini occorre incontrare dei buoni pedagoghi, soprattutto per colmare lacune. Le faglie nella preparazione, infatti, si devono spesso ad una relazione mancata tra docente e discente; una relazione non abbastanza amorevole, non centrata sulla curiosità e la creatività e sprovvista di trasporto da una parte e dall’altra.

Il doposcuola in quarta elementare, spesso, serve per tenere vivo l’interesse, suscitare curiosità o precisare il metodo. L’insegnante privato non solo dovrà aiutare il bambino in difficoltà a svolgere i compiti per l’indomani. Egli dovrà, via vai, essere in grado di scatenare piccoli automatismi nel pargolo.

Il bambino seguito da un buon insegnante, un po’ per volta, svilupperà veri e propri riflessi che lo aiuteranno a mantenersi in pari.

La terza elementare e l'aiuto per i compiti a casa!

I riflessi da suscitare in un bambino di quarta durante l’aiuto compiti

La differenza sostanziale tra l’aiutare il proprio figlio a svolgere i compiti e l’affidarlo a qualcun’altro di specializzato è questa:

  • Il genitore mira ad accorciare il più possibile il calvario pomeridiano per preservare la pace famigliare. Risultato: a volte suggerisce addirittura come svolgere i compiti al figlio.
  • L’insegnante di doposcuola adopera metodi standard, sebbene adeguati ad ogni allievo. Procede con ordine e, così, insegna l’ordine.
E se le difficoltà sono troppo elevate, allora è necessario pensare ad una soluzione: un insegnante privato, ad esempio.
Come un rally tra le nuove conoscenze, i compiti sono lo strumento necessario per i miglioramenti in classe e fuori!

Il bambino di quarta elementare che si rechi dall’insegnante privato per l’aiuto ai compiti non ottiene una compilazione dei compiti a pagamento. Egli scopre un vero e proprio tesoro: la chiave per svolgere i compiti, anche nei giorni in cui non frequenterà l’insegnante.

Naturalmente, se le cose non vanno così, sarà opportuno valutare l’ipotesi di cambiare insegnante.

Il professore a pagamento, insomma, non si limita a far sì che il bambino si liberi dell’incubo quotidiano delle consegne a casa o possa “cavarsela” nel migliore dei modi durante una interrogazione ed una verifica. Il maestro del dopo-scuola dovrà davvero fare dono di un metodo.

Il ragazzo seguito bene è uno scolaro che presto sorprenderà maestri di scuola e genitori, nello svolgere i compiti in classe ed altre consegne inedite del tutto solo.

Il miglior risultato che si possa attendere dal dopo-scuola consiste proprio nella capacità di affrontare serenamene e da solo, in maniera organizzata e nei tempi previsti, qualsiasi genere di compito.

Ecco perché il ruolo di chi aiuta nei dei compiti a casa non si riduce a fornire risultati delle operazioni o correzioni ortografiche. L’aiuto compiti è finalizzato a suscitare:

- emulazione metodologica e organizzativa,

- motivazione e fiducia in sé

- curiosità e senso del dovere (da cui la voglia di riprendere in mano le nozioni-chiave e farle proprie).

 

Così come il bambino piccolo imita il genitore che lo segue di più nello svolgimento di qualsiasi gesto quotidiano, ugualmente il bambino di quarta riproduce schemi e tattiche scoperti e visti a lezione con il mentore a pagamento.

Ed ecco perché, più il maestro sarà esplicito nel mostrare il giusto modo di procedere, meglio il piccolo trarrà una vera e propria lezione di vita dal dopo-scuola.

 

E se cercassi subito un superprof per i tuoi figli?

Intanto, ecco i consigli per aiutare tuo figlio in quinta elementare!

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Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura