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Emilio
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Seguire un bambino per fornirgli un aiuto compiti è un’ottima maniera per tenere sotto-controllo eventuali problematiche, evitando che passino inosservate, che vengano male interpretate e tardivamente prese in conto.
Prendiamo il caso dei problemi incontrati da alcuni bambini con la matematica. Un conto è la svogliatezza, il fatto di non possedere delle buone basi e dunque scoraggiarsi durante lo svolgimento dei compiti a casa di aritmetica e geometria, un altro è incontrare veri e propri problemi con i numeri.
Dalla scuola elementare a tutte le scuole superiori, accade che alcuni ragazzi non riescano proprio a venire a capo della risoluzione di problemi e dello svolgimento autonomo di consegne articolate. La matematica è del resto chiamata “bestia nera”! Ma attenzione: in certi casi è opportuno prendere in esame la faccenda, per sviscerarne caratteristiche e contorni.
La discalculia è presente laddove alcune abilità di base - scrittura e lettura dei numeri, memorizzazione delle tabelline e ricorso a procedure di calcolo - fanno difetto. Perché si possa parlare specificamente di questo disturbo dell’apprendimento, però, si esigono altre condizioni. Il disturbo deve interessare un soggetto che conduce una vita conforme alle caratteristiche della società civile, segue un’istruzione regolare e vive in un ambiente famigliare culturalmente accettabile e nella norma. Inoltre, devono essere assenti lesioni neurologiche e problemi cognitivi più ampi, che porterebbero verso un altro genere di diagnosi e vedrebbero il problema coi numeri come conseguenza, fra altre, di un problema diverso.
La discalculia è da chiamarsi in causa solo se ci si riferisce ad un vero e proprio disturbo dell’apprendimento legato al sistema dei numeri e del calcolo. Generalmente, su indicazione di un insegnante della scuola elementare o di un insegnante privato del dopo scuola, ci si rivolge a professionisti per analizzare la questione e giungere, eventualmente, ad una “diagnosi”.
Esiste, oggi, una distinzione tra discalculia primaria e secondaria: in un caso, ci si riferisce al disturbo delle abilità numeriche ed aritmetiche, nell’altro, il disturbo si accompagna ad altri, come la dislessia, la disgrafia, che andranno prioritariamente prese in conto, essendo cause della discalculia.
Questa distinzione è rilevante dal punto di vista della “cura” adeguata da porre in atto: non bisogna rischiare di confondere un sintomo (come potrebbe essere la discalculia secondaria) con una causa, curando solo il primo o tentando di arginarlo.
Viene in genere diagnosticata la discalculia a bambini che:
- hanno difficoltà ad identificare e scrivere i numeri, specialmente se lunghi,
- non delineano facilmente le relazioni tra cifre all’interno di un numero,
- sotto dettatura fanno fatica nello scrivere i numeri,
- incontrano difficoltà nella numerazione crescente e decrescente,
- svolgono male le quattro operazioni,
- non sanno associare agevolmente la quantità corrispondente ad un numero,
- non acquisiscono facilmente il significato dei quattro segni,
- hanno difficoltà ad analizzare e riconoscere i dati per risolvere un problema,
- non apprendono facilmente regole di calcolo, come il prestito, il riporto, l’incolonnamento, etc.,
- trovano difficile svolgere dei compiti in sequenza,
- non mostrano una particolare coordinazione motoria fine,
- hanno problemi di coordinazione spazio-temporale e visuo-spaziale.
La diagnosi di discalculia parte dall’esclusione di deficit neurologici, cognitivi ed emozionali relazionali.
Va ugualmente misurato il quoziente intellettivo del bambino interessato, che deve risultare nella media. Ugualmente, altri deficit eventualmente responsabili delle difficoltà riscontrate vanno esclusi, prima di giungere a diagnosticare un vero e proprio disturbo dell’apprendimento, come la discalculia.
Ecco perché si considereranno, in questa fase preliminare, anche il livello delle opportunità educative famigliari e scolastiche a disposizione del ragazzino in questione.
Si valuteranno, allora:
- capacità cognitive del bambino (con un classico test di intelligenza),
- le abilità prassiche (testando l’abilità nel movimento volontario),
- le abilità spaziali,
- le abilità mnemoniche,
- le abilità di linguaggio.
Nella fase successiva del percorso di diagnosi, esclusi problemi di base, si passerà a verificare il modo in cui un bambino legge e scrive i numeri, il modo ed i tempi per calcolare per iscritto e a mente, l’abilità nel riconoscere gli ordini di grandezza; il calcolo progressivo ascendente e discendente, la comprensione testuale dei problemi e il ricorso a soluzioni adeguate.
Questa fase più specificamente volta ad accertare la discalculia, si svolge tenuto conto del livello scolastico del bambino interessato e la sua età.
La diagnosi consente anche di situare il bambino rispetto ad un livello raggiunto nel calcolo, nella comprensione dei simboli dell’aritmetica, nell’interpretazione posizionale delle cifre, nel problem solving matematico. Rapportare questi risultati con quelli medi riscontrati tra i pari ed al medesimo livello di scolarità aiuta a predisporre interventi riabilitativi ad hoc (fra i quali anche un dopo scuola ed un aiuto compiti altamente specializzati DS).
Naturalmente, ogni genitore vuole supportare al meglio i propri figli, specialmente in caso di difficoltà scolastiche e bisogni specifici di apprendimento.
La discalculia gode di un numero minore di studi clinici in grado di indicare strategie altamente efficaci, a differenza della dislessia. Tuttavia, è utile tenere presente la specificità del funzionamento di un discalculico, i suoi eventuali limiti e le sue potenzialità nascoste.
L’intervento, oggi, si articola su due livelli:
- il potenziamento delle capacità numeriche e di calcolo (settore assai controverso, stando alla letteratura);
- il ricorso a strategie compensative (uso della tavola pitagorica, di programmi informatici specifici, della calcolatrice, ...);
- una forte sinergia tra alunno, insegnanti, famiglia e specialisti.
A Firenze, non mancano i centri e le associazioni che operano per la diagnosi della discalculia e, soprattutto, per venire in contro alle esigenze dei bambini discalculici.
Pillole di Parole, ad esempio, è stata fondata nel 2012 da due ragazzi cui durante gli anni del liceo era stato diagnosticato un DSA: dislessico e discalculico lui, dislessica lei, si sono messi in testa di fare qualcosa per aiutare chi, come loro, a scuola non riceve l’aiuto necessario, né tantomeno le informazioni corrette.
Ora, l’associazione, che ha sede in via Niccolò da Uzzano, 91, nel quartiere Gavinana, presso la sede della casa editrice LibriLiberi raccoglie attorno a sé circa 300 ragazzi.
Psicoterapeuti e psicologi sono alcune tra le figure professionali con cui è possibile confrontarsi al Centro Studi Specialistici Kromos, in viale Europa 153. Tra i servizi offerti: Psicoterapia, Counseling e Sostegno Psicologico; Diagnosi e Interventi educativi, riabilitativi e psicomotori; Consulenza ai genitori.
Diagnosi di disturbi dell’apprendimento anche in età adulta si possono ottenere a Firenze anche presso la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia sita in Piazza del Duomo 20, mentre per ogni tipo di consiglio utile ci si può indirizzare all’Associazione Italiana Dislessia, che a Firenze si trova in via D’Annunzio 29 o presso il D.S.A. Point, presso il Centro CentranchIO, in via Ponte alla Mosse 70.
Elisa
Insegnante d'aiuto compiti
Elisa è molto preparata e concreta. I risultati si vedono volta per volta.
Caterina, Una settimana fa
Rosanna
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Giovanna, 3 mesi fa
Francesco
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Oliver, 8 mesi fa
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Ilari, 8 mesi fa
Rossana
Insegnante d'aiuto compiti
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Francesco, Un anno fa