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Lezioni di batteria: guida alla musica jazz 

Di Nicolò, pubblicato il 19/09/2019 Blog > Musica > Batteria > Corsi Batteria: Scoprire le Basi Del Ritmo Jazz

“Per ottenere un suono più rock, suonate la batteria più forte” Keith Moon, The Who

Se però ciò che ti appassiona realmente è la musica jazz, i tuoi colpi dovranno essere più leggeri e possedere diverse sfumature. 

Se moltissimi italiani ascoltano musica tutti i giorni, una ricerca Fipe rivela che il jazz è amato solo dal 20,5% della popolazione. La percentuale aumenta nella fasce delle persona tra i 50 e i 65 anni, soprattutto nelle classi sociale più agiate.

Tuttavia, se la figura del batterista esiste oggi, è proprio grazie alla musica jazz. 

È stato infatti questo genere musicale ad attribuire per primo una grande importanza alle percussioni, che hanno un ruolo di rilievo nella costruzione dei ritmi.

Ma come si suona il jazz alla batteria? 

Batteria: cos’è il jazz? 

Scopri la storia del jazz! Sebbene oggi sia considerato elitario, il jazz è in realtà un genere estremamente popolare!

Il jazz si diffonde all’inizio del XX secolo negli Stati Uniti, ed è una prerogativa della comunità di afro-americane. Si tratta di un’evoluzione del gospel e dei canti religiosi cerimoniali. 

Il jazz si è sviluppato a New Orleans con la nascita delle brass bands (formazioni musicale orchestrali). 

Si distinguono diverse fasi nello sviluppo del jazz: 

  • Lo swing negli anni ’30, caratterizzato dalla presenza di trombe e trombette,
  • Il be bop negli anni ’40, che presenta con un tempo più rapido,
  • Il cool e l’hard bop negli anni ’50,
  • Il free jazz negli anni ’50, che si libera dalle convenzioni (sassofono, chitarra acustica, basso…) e dà più spazio all’improvvisazione.

Da allora, il jazz non ha mai smesso di evolvere grazie a musicisti del calibro di Miles Davis, Frank Zappa, Buddy Rich o Weather Report. Il latin jazz, il jazz rock e il jazz funk fanno la loro comparsa! 

La libertà è la parola chiave del jazz! 

Il jazz è uno stile musicale spesso incompreso. Viene infatti considerato da molti come uno stile musicale elitario, riservato soltanto a chi ha una certa formazione musicale e una vasta cultura generale. Ma la verità è che il jazz è accessibile a tutti!  

Si tratta di un ottimo stile per allargare il proprio orizzonte musicale, vivere nuove esperienze e divertirsi suonando i grandi classici del jazz con la batteria!

Il jazz può anche aiutarti a sviluppare la tua creatività, poiché si tratta di un genere che lascia molto spazio all’improvvisazione.

Questo non significa che tutti i brani jazz prevedano un enorme assolo di batteria, ma che questo stile musicale è particolarmente basato sull’ascolto e sull’armonia tra i diversi strumenti musicali.

Se decidi di dedicarti al jazz, non concentrarti tanto sull’imparare a leggere gli spartiti per batteria, quanto sull’ascolto e sull’improvvisazione. Anche questo contribuisce alla fama di “genere inaccessibile”.

Sassofonisti, pianisti, chitarristi, bassisti e batteristi possono trovare soddisfazione in questo stile musicale ricco ed eterogeneo.

Ma prima di poter improvvisare, bisogna acquisire qualche base — hai pensato a un corso di batteria o a lezioni batteria a domicilio?

Scopri i segreti dei diversi generi musicali alla batteria.

Il ruolo delle spazzole, le bacchette per batteria del jazzman

Conosci la differenza tra bacchette e spazzole? Le spazzole sono uno strumento tipicamente utilizzato dai batteristi jazz.

Le spazzole sostituiscono regolarmente le bacchette nella musica jazz. Dei fili metallici o in plastica rimpiazzano la punta della bacchetta.

Se da una parte i brani jazz possono dare l’impressione di essere destrutturati, in realtà questo stile dà una grande importanza al ritmo. 

Suonare il jazz alla batteria non ha niente a che vedere col suonare il rock o l’hard rock.

Le spazzole danno al suono sfumature difficilmente ottenibili con le bacchette tradizionali. 

Sono state inventate negli anni ’20 del Novecento, inizialmente con lo scopo di ridurre il rumore del rullante. In effetti, il jazz veniva all’epoca suonato in spazi chiusi e relativamente piccoli. Le spazzole permettevano di quindi di attenuare il rumore.

Questo tipo di bacchette permette di suonare quelle che vengono chiamate le “ghost notes“, note dolci generate dal contatto delle spazzole col rullante.

Ne troverai di tutti i tipi nei negozi di musica: spazzole retrattili, metalliche o in plastica, in metallo intrecciato, ecc…

Anche delle bacchette di legno leggere possono bastare per i principianti, poiché la tecnica delle spazzole non è la più semplice da padroneggiare per chi non ha basi in batteria.

La tecnica jazz

Prova a comporre brani jazz partendo dall'improvvisazione! Suonare brani jazz richiede un ottimo senso del ritmo!

Il jazz non è il genere musicale più facile da suonare per i principianti alla batteria.

Per suonarlo, è infatti necessario avere un ottimo senso del ritmo. Se non hai mai suonato la batteria, ti consigliamo di iniziare con brani rock.  

Se invece sei proprio deciso a diventare un batterista jazz, ti consigliamo allora di iniziare con brani blues, che costituiscono un’ottima palestra per prepararsi ai ritmi jazz. 

Ricorda che non c’è bisogno di essere perfetti in tutto quello che si fa, soprattutto all’inizio. Il jazz è un genere musicale accessibile a tutti, basta far cadere le proprie barriere interne e dirsi “anch’io posso imparare a suonare la batteria jazz”, privilegiando sempre l’aspetto ludico della cosa. 

Probabilmente non diventerai un gran maestro del jazz, ma nessuno ha detto che questo debba essere il tuo obiettivo. Se hai voglia di lanciarti e imparare, fallo e basta!

Il ritmo ternario 

Il jazz possiede un ritmo ternario, il che significa che ogni unità di tempo è divisa in tre parti uguali. 

Se si dovesse cantare il ritmo jazz di base, ecco cosa darebbe: 

1 t T 2 t T 3 t T 4 t T

Nella ritmica jazz si accentua la prima e la terza nota di ogni tripletta. Queste sono note (segnate come croci) sono le croci dello swing. In inglese questa accentuazione viene chiamata shuffle feel. 

Studiare il solfeggio ritmico è quasi obbligatorio per chi vuole suonare jazz, al fine di capire nozioni come “tripletta” o “croce”. 

Padroneggiare il drive

Gli strumenti a percussione come la batteria servono da guida ritmica per gli altri strumenti. 

Questa affermazione è ancor più vera quando si parla di jazz. 

Il drive è la tecnica che consiste a condurre il gruppo, che suona basandosi sul ritmo dettato dalla batteria! 

Se c’è una cosa da ricordare, è proprio questa: la padronanza del drive è primordiale per i batteristi jazz e gli aspiranti tali. 

Il batterista conduce il gruppo con l’aiuto del piatto ride, che porta bene il suo nome dal momento che “ride” significa condurre in inglese. Questo piatto si suona al ritmo con basso e contrabbasso. 

Guidare un gruppo con diversi strumenti è un po’ come tirare su una corda per spostare un oggetto: il tuo movimento deve precedere leggermente il tempo con la ride. Questo permette di conservare un buon ritmo collettivo.

Hai sempre sognato di diventare batterista jazz? Segui i nostri consigli! Imparare a suonare il jazz con la batteria richiede regolarità e molto, molto impegno!

La chabada

La chabada è un rudimento nato in Francia, che consiste nel suonare i piatti ride icon triplette su tutti i tempi. Si suona con la mano destra e rimpiazza i colpi regolari sul charleston che si avrebbero con un ritmo binario.

Il ritmo jazz si conta su 4 tempi, esattamente come il rock. Nel rock, il ritmo è binario e contiamo “1 e 2 e 3 e 4 e”. Nel jazz, si conterà invece: “1 2 3 2 2 3 3 2 3 4 2 3″. 

Ti invitiamo vivamente ad allenare il tuo ascolto nel jazz, soprattutto se non sei abituato a questo ritmo. Non è molto semplicissimo da capire all’inizio. Bisogna possedere un grande coordinazione per eserguirlo. Per cominciare, prova a eseguirlo solo col ride. 

E perché non provi a comporre brani alla batteria? 

L’utilizzo del charleston 

Nel jazz, eseguire movimenti indipendenti con mani e piedi è molto importante, soprattutto per quanto riguarda la mano destra e il piede sinistro.

Mentre la mano destra suona sulla ride, il piede sinistro deve aprire e chiudere i piatti charleston sui tempi 2 e 4.

Il piede si alza per aprire il charleston e si abbassa per richiudersi. 

Qual è la differenza tra ritmo binario e ternario? Ecco come appare il ritmo ternario sul pentagramma!

Per capire meglio, aiutati cantando “1, 2 e 3, 4 e”:

  • 1 : piatto ride,
  • 2 : piatto ride e charleston col piede,
  • “e”: piatto ride,
  • 3 : piatto ride,
  • 4 : piatto ride e charleston col piede,
  • “e”: piatto ride,
  • E si ricomincia.

Regola il tuo metronomo al tempo di 60 bpm all’inizio e continua a provare finché questo ritmo non ti riesce alla perfezione. Poi fai la stessa cosa con un tempo di 120 bpm. 

Il chabada e il charleston sul 2 e il 4 formano la base ritmica della batteria jazz. 

Anche le altre casse, il rullante, il tom e la grancassa sono suonati a ritmo ternario, sulla prima e terza croce della tripletta per ogni battitura dello spartito.

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Jazz avanzato: aggiungere la grancassa e il rullante

Non si può suonare la batteria limitandosi al piatto ride e al piatto charleston. 

L’indipendenza nel jazz consiste nell’attribuire ad ogni arto una funzione:

  • Mano destra: piatto ride,
  • Piede sinistro: charleston,
  • Mano sinistra: rullante,
  • Piede destro: grancassa.

Mentre si tiene il ritmo con il ride e con il charleston, si aggiungerà qualche colpo di grancassa e di rullante per rendere il suono veramente jazz.

Ecco un esempio: 

  • Prima misura: 
    • 1: ride e grancassa,
    • 2: ride e charleston,
    • “e”: ride e rullante,
    • 3: ride,
    • 4: ride e charleston,
    • “e”: piatto ride.
  • Seconda misura:  
    • 1: piatto ride,
    • 2: piatto ride e charleston,
    • “e”: piatto ride,
    • 3: ride,
    • 4: ride e charleston,
    • “e”: ride.

Il rullante suona a contrattempo, il che può sembrare strano soprattutto a chi ha l’abitudine di suonare, ad esempio, un ritmo rock binario. 

La grancassa deve invece essere colpita con dolcezza. Non si cerca la potenza ma la sfumatura. 

Attenzione a non bruciare le tappe!

Inizia con un tempo basso (60 bpm) e accelera gradualmente fino a 120 bmp solo quando ti senti veramente a tuo agio. 

Impara anche a suonare brani metal con la batteria! 

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