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Origini e influenze delle lettere latine

Di Catia, pubblicato il 13/04/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > Corso di Latino: da Dove Viene l’Alfabeto?

La storia di Roma è strettamente legata alla sua produzione scritta. Quale alfabeto usavano Cicerone, Tito Livio o Giulio Cesare durante i primi secoli dell’Impero Romano?

Le lettere romane hanno subito molte influenze nel corso della storia e, prima di diventare le lettere dell’alfabeto latino a noi familiari, erano un tipo di scrittura cuneiforme nata nel IV sec. a.c.

Sei pronto a saperne di più sulle origini e lo sviluppo dell’alfabeto dei Romani e familiarizzare con la lingua latina?

Cronologia dello sviluppo dell’alfabeto latino

Le origini dell'alfabeto latino possono essere fatte risalire alla prima forma di alfabeto che consociamo, ossia quello sumero. L’epigrafia, o lo studio dei segni, ha permesso di determinare l’origine degli alfabeti!

Le lettere dell’alfabeto latino che usiamo oggi non sono comparse improvvisamente nell’antica Roma.

La grafia delle lettere maiuscole e minuscole ha subito diverse influenze e cambiamenti prima di arrivare alla forma attuale.

Facciamo quindi un excursus sull’invenzione della scrittura e la sua evoluzione:

  • 3.700 a.c: i Sumeri sviluppano l’idea di una fonetica sistematica. Usano un alfabeto cuneiforme che troverà una larga diffusione. Ad oggi, il sumero sembra essere la più antica lingua scritta. La scrittura era principalmente pittografica e lineare: dei simboli fonetici rinviavano a delle vocali, mentre dei logogrammi o ideogrammi esprimevano un’idea, un oggetto, prima di riferirsi al suo suono.
  • 3.100 a.c: i geroglifici fanno la loro comparsa quando gli antichi Egizi riprendono l’idea sumera dei logogrammi e della fonografia. La scrittura egiziana è principalmente figurativa. I caratteri rappresentano direttamente degli oggetti e degli esseri viventi come le piante, gli dei, gli uomini, gli animali…Gli specialisti hanno identificato tre categorie di segni: i segni-parole o ideogrammi che designavano un oggetto o un’azione, i segni fonetici o fonogrammi per indicare le consonanti e i determinanti che indicano il campo lessicale di una parola.
  • 2.500 a.c: la scrittura cuneiforme viene perfezionata in Mesopotamia. La scrittura delle popolazioni mesopotamiche è in grado di trasmettere ogni tipo di concetto.
  • 2.000 a.c: gli scriba egizi sviluppano un alfabeto con 26 segni che si espande rapidamente tra gli schiavi, i mercenari e gli stranieri presenti in Egitto.
  • 1.500 a.c: compare l’alfabeto proto-sinaitico o proto-cananeo derivato dai geroglifici egizi. E’ un alfabeto lineare, composto da 23 simboli. E’ l’antenato dell’alfabeto fenicio.
  • 1.000 a.c: i Fenici usano l’alfabeto proto-sinaico e lo trasformano in un alfabeto semplificato, consonantico e non pittografico definito abjad. Viene usato dai Fenici per scrivere una lingua semitica e, grazie a i mercanti, si diffonde in tutto il Mediterraneo.
  • 850 a.c: i Greci si appropriano dell’alfabeto fenicio e aggiungono le vocali. E’ il primo vero alfabeto, visto che ogni consonante e ogni vocale è indicato da un grafema distinto.
  • 775 ac: gli Etruschi vengono invasi dai Greci e usano il loro alfabeto adattandolo alla propria lingua. L’alfabeto etrusco sarà usato nella Roma delle origini.
  • 650 a.c: i Romani prendono in prestito l’alfabeto etrusco per scrivere la lingua latina e, con le loro conquiste, ne diffondono una versione modificata in tutta Europa. Ecco come nasce l’alfabeto latino.

Lo studio dei testi antichi mostra l’evoluzione di un idioma e della sua scrittura. Perché non dai un’occhiata alle espressioni latine più comuni per familiarizzare con il lessico?

Come è fatto l’alfabeto latino?

Le lettere latine sono modellate sulle maiuscole greche. Le lettere latine prendono la forma da quelle greche!

L’alfabeto latino, nella sua versione arcaica contava 20 lettere. Non esistevano i segni G, J, U, W, Y e Z.

Nella scrittura latina si usano molte lettere derivate dal greco maiuscolo senza grandi cambiamenti: A, B, E, I, K, M, N, O, T e X. Alla K si preferisce l’uso della C, sempre gutturale nella pronuncia classica.

Altri caratteri sono stati rimodellati per creare delle lettere diverse: C, L, S, P, R e D. Le lettere V, F e Q che non erano più usate dai greci ritrovano una loro funzione con l’Impero Romano.

Nel III secolo la G, la Y e la Z vengono aggiunti all’alfabeto latino per facilitare la scrittura di parole di origine straniera. Bisogna attendere il medioevo per vedere la comparsa di J, U e W che facilitano la scrittura di alcune parole e aiutano a distinguere consonanti e vocali.

L’alfabeto latino è usato per la maggior parte delle lingue europee.

I tipi di scrittura delle lettere latine

Imparare una lingua che non è la propria lingua madre e, soprattutto, che non fa parte delle lingue parlate oggi, come il greco antico e il latino, appunto, non è facile.

E’ per questo motivo che studiare i diversi tipi di scrittura è un modo efficace per imparare a pronunciare correttamente i fonemi latini e avere un approccio fonologico a questa lingua.

Per scrivere la loro lingua i Romani usavano 4 tipi di scrittura, a seconda del supporto scelto e del destinatario del testo:

  • il maiuscolo
  • il corsivo
  • il rustico
  • il quadrato

Il maiuscolo era destinato ai monumenti. E’ una scrittura scavata nella pietra o nel marmo, che in inglese e altre lingue viene anche chiamata capitale. L’origine del termine risale all’invenzione della stampa in Europa, quando le lettere maiuscole venivano messe sulla parte più alta della pressa. Alto in latino di dice caput, di qui il termine capitale in francese e capital in inglese.

Il senso della scrittura è cambiato più volte nel corso della storia. All’inizio i Romani scrivevano da sinistra a destra mentre al rigo successivo andavano da destra a sinistra. Nel IV sec. si afferma definitivamente un solo senso di scrittura ovvero da sinistra a destra.

Inoltre, le parole non venivano separate l’una dall’altra. La punteggiatura arriva in un secondo momento e solo del II sec. a.c. viene codificata la scrittura in maiuscolo.

I Romani adottavano quattro tipi diversi di scrittura a seconda del supporto in pietra o papiro e del destinatario del messaggio. La scrittura rustica era meno usata rispetto al maiuscolo!

Il corsivo è la scrittura veloce usata nelle lettere di tutti i giorni, negli atti commerciali, nei testi di legge…E’ anche la forma di scrittura usata dagli studenti. I supporti cambiano, a seconda della funzione: papiri, tavolette di cera, legno o argilla incise con una piuma o una pinza. Da questi supporti è difficile capire quando sono comparse i primi testi in corsivo.

Scrivere il latino in corsivo è più rapido e semplice rispetto al maiuscolo. Questa scrittura, però, è difficile da capire per la sua rapidità di esecuzione, soprattutto quando le lettere erano ancora attaccate l’una all’altra, senza separazione.

Progressivamente, compare il “corsivo moderno” che si afferma nel IV sec. d.c. Non è composto soltanto dalle minuscole ma anche dalle maiuscole. Nel corso dei secoli nascono altre forme di scrittura come quella carolina, risalente al periodo di Carlo Magno, quella gotica prevalente tra i popoli Germanici, dopo l’invenzione della stampa di Gutenberg, e quella umanistica, ad opera del rinascimento italiano.

Quanto alla scrittura quadrata viene usata per scrivere i primi libri sulla pergamena, i codici, ossia diversi fogli di papiro assemblati.

La scrittura quadrata viene eseguita tramite un calamo o una piuma ed è usata per i manoscritti pregiati. La forma delle lettere era appunto quadrata e ben proporzionata.

La scrittura rustica è un’evoluzione della quadrata ed è stata impiegata dal I al IX secolo. Veniva praticata su bronzo, avorio o pietra perché prendeva meno spazio del maiuscolo, con le sue lettere più strette.

Il sistema dei numeri romani

Si potrebbe pensare che le lettere latine abbiano dato origine al sistema di numerazione romano. La C, per esempio, potrebbe essere l’abbreviazione di centum, 100 in numeri arabi, e la M di mille. In realtà non è così! Bisogna andare ancora più indietro rispetto alla storia di Roma e arrivare agli Etruschi per imparare a parlare il latino e conoscerne i numeri.

Il conteggio si fa grazie all’eredità degli Etruschi e non bisogna confondere i simboli usati con le lettere dell’alfabeto latino:

  • I, uno
  • V, cinque
  • X, dieci
  • L, cinquanta
  • C, cento
  • D, cinquecento
  • M, mille

I numeri romani non sono usati in matematica, ma funzionano bene per gli orologi. Puoi trovare i numeri romani negli orologi!

I numeri si scrivono da sinistra a destra, dalla cifra più grande a quella più piccola. Bisogna fare le addizioni per capire con che numero si ha a che fare. C’è una regola: lo stesso segno non può essere ripetuto più di 4 volte.

Vuoi sapere come si scrive 4.999 in numeri romani?

La soluzione trovata è stata quella della sottrazione, ma il sistema che usiamo oggi è stato introdotto solo nel medioevo.

Tornando al nostro numero si scrive così:

  • 9 si scrive VIIII per addizione (5+4)
  • oppure IX per sottrazione (10-1)

Per i numeri superiori a 5.000 i Romani hanno cercato altre soluzioni. All’inizio si faceva un cerchio intorno a una linea per indicare le migliaia e le centinaia di migliaia, ma non era molto pratico incidere la pietra.

In seguito, le migliaia vengono espresse con una linea orizzontale sotto il numero, da 10 mila in su erano due linee orizzontali. Barrando il numero con una linea per ogni lato e in alto, il suo valore veniva moltiplicato per 100.000, mentre due linee sopra il numero indicavano il milione.

Insomma, era un sistema piuttosto complicato. Ma non ti abbattere: col tempo arriverai a parlare latino come i Romani, numeri inclusi!

I numeri romani poi sono stati rimpiazzati dai numeri arabi, essenziali per la matematica e l’aritmetica.

Possiamo ancora ritrovare i numeri romani nelle dinastie (Luigi XIV, Elisabetta II…), nei secoli, nei municipi delle città (V municipio), per la divisione in parti di un’opera (Atto I, Capitolo IV) ecc.

In questi casi l’uso dei numeri romani non è obbligatorio e a poco a poco è sempre più raro, anche se c’è qualcuno a cui piace farsi tatuare le ricorrenze espresse in numeri e lettere romane…

Potrebbe essere un modo per non dimenticarsi l’origini dell’alfabeto latino (latino lezioni)!

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