Il latino è parte integrante della vita degli Italiani che spesso lo usano senza neanche accorgersene!

L'italiano, come sappiamo tutti, deriva dal latino, ed è per questo che viene definito una lingua neolatina. L'espansione dei Romani ha creato altre lingue di questa famiglia che ad oggi sono francese, spagnolo, portoghese, rumeno e ladino. Il lessico latino, però, ha influenzato anche le lingue germaniche come l'inglese.

In tutte le provincie dell'Impero romano il latino diventa la lingua della classe dominante, mentre il popolo mantiene le lingue pre-esistenti o parla una lingua derivata dal latino, detto il volgare.

Di base l'italiano nasce dal volgare toscano codificato nel 1300 e progressivamente usato come scrittura comune della classe letteraria nel 1500. Dante Alighieri e Pietro Bembo sono le due figure chiave del '300 e del '500.

Con le conquiste a cui è stata soggetta la penisola italica nel corso della storia, sono entrate altre parole di origine francese e spagnola nel nostro vocabolario. Oggi la lingua che maggiormente influenza il lessico italiano è sicuramente l'inglese, in particolare nella tecnologia e nelle scienze.

Ma che ne è del latino? Come influenza la lingua italiana, oggi? E quella inglese?

La cosa sorprendente è che, a distanza di 2.000 anni, il latino non è poi una lingua così morta come pensiamo. Ci sono delle espressioni, infatti, che usiamo direttamente in latino nella vita di tutti i giorni, anche se non sempre sappiamo riconoscere questa lingua antica.

Gli esempi della presenza del latino nell'italiano sono davvero tanti e basta seguire un corso di latino per rendersene conto. Questa è una lista assolutamente non esaustiva di termini ed espressioni latine usate correntemente in Italia, e non solo.

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Le parole latine che usiamo ancora oggi

Il latino è una lingua morta nel senso che non è più usata come mezzo di comunicazione tra le persone. Nonostante questo, la lingua latina continua a vivere, non solo nella liturgia cattolica, ma anche nelle lingue neolatine, come l'italiano, e in altre influenzate dal latino, come l'inglese.

Forse scoprirai che alcuni termini che usi non hanno niente a che vedere con l'inglese ma con il latino!

Non c'è bisogno di essere dei latinisti per rendersi conto che ancora oggi sono in uso molte parole latine. Ovviamente, il lessico italiano è mutuato dal latino, ma ci sono dei casi in cui l'antica lingua di Roma viene presa in prestito e immessa così com'è nell'italiano. Facciamo alcuni esempi di latinismi.

Molti termini latini sono usati nei film.
Alibi è una delle parole latine più usate nei polizieschi!
  • Agenda: deriva dal verbo latino agere  e indica le cose che si devono fare. Da qui il sinonimo di diario o programma per alti funzionari.
  • Alibi: in latino significa altrove. In ambito poliziesco si chiede a qualcuno di provare che era in un altro luogo rispetto a quello del misfatto. Ecco cosa vuol dire avere un alibi.
  • Alter ego: letteralmente significa un altro me. Un alter ego è una persona di fiducia, oppure un'altra versione di me.
  • Curriculum vitae, o CV: è il corso della tua vita. Quando inviamo un CV presentiamo le cose che abbiamo fatto nel corso della nostra vita a un probabile datore di lavoro. E' una delle cose da sapere se vuoi imparare a parlare latino.
  • Deficit: è un termine usato in economia per indicare che i conti non sono in ordine. In latino significa proprio mancanza.
  • Extra: fuori, qualcosa  che non è compresa o è fuori dal comune, straordinaria.
  • Et caetera o meglio ecc.: letteralmente tutte le altre cose, quindi altre cose della lista. In questo caso la versione inglese, etc. è più in linea con la versione latina.
  • Focus: anche qui, spesso si pensa che sia inglese, invece viene dal latino focolare e indica il centro dell'attenzione.
  • Gratis: lo usiamo come sinonimo di gratuito e, in effetti, gratis è l'ablativo di gratia ovvero benevolenza.
  • Grosso modo: sembra italiano ma è una locuzione avverbiale latina che significa in maniera grossolana. E' sinonimo di più o meno.
  • Non plus ultra: letteralmente significa non oltre, è quindi il limite massimo. Viene comunemente usato per dire che non c'è niente di meglio.
  • Qui pro quo: sarebbe il latino quid pro quo, un malinteso.
  • Sine qua non: è una condizione assolutamente necessaria senza la quale non si possono produrre degli effetti.
  • Ultimatum: l'ultimatum consilium, è un'espressione usata per indicare l'ultima decisione. In ambito diplomatico è l'ultimo avvertimento prima che una situazione degeneri!
  • Video: è il verbo latino che significa vedere, non viene dall'inglese!
  • Veto: significa opporsi. I membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno il diritto di veto.
  • Vice versa: usato per dire anche nel senso opposto, vicendevolmente.

Per approfondire, segui un corso di latino!

Latinismi: esempi di pronuncia

A giudicare dalle domande lasciate dagli utenti sul sito dell'Accademia della Crusca, c'è molta confusione sull'origine delle parole latine usate in italiano.

Molti di noi, per esempio, pensano che si tratti di parole inglesi e, di conseguenza, tendiamo a usare la pronuncia anglosassone, pensando di rispettarne la fonetica e la morfologia.

A volte la storia è circolare, come dimostrano i latinismi introdotti nell'italiano tramite l'inglese, una lingua germanica influenzata dal latino durante l'espansione dell'Impero romano.
Dalle mura di Adriano, ai latinismi portati dall'inglese!

In linguistica, la morfologia studia la struttura delle parole e il modo in cui cambiano a seconda della forma e del significato. Per esempio, latino e latina sono la stessa parola, con genere diverso se considerati entrambi aggettivi. Latinismo è un'altra parola che deriva dal lessema latino più ismo; in questo caso cambia la forma. La fonetica, come abbiamo imparato durante i corsi di latino, studia il suono delle parole, quindi la pronuncia.

Semplificando, possiamo dire che i latinismi si presentano in due modalità:

  • l'uso delle parole latine nella loro forma originale, senza modificale
  • l'adattamento delle parole latine in base alla lingua che le prende in prestito

Per esempio, tutor, che ultimamente associamo all'inglese, è una parola presa così com'è dal latino. Mass media, invece, è un adattamento della parola latina medium, al plurale media, accostata a un aggettivo inglese, mass, cioè di massa.

Secondo l'Accademia della Crusca, esistono 35.000 parole latine immesse direttamente nell'italiano nel corso dei secoli. Altri latinismi sono stati introdotti nell'italiano per via indiretta, tramite altre lingue. Per questo pensiamo che deficit sia francese, che album sia tedesco e media sia inglese. Di conseguenza tendiamo a usare la fonetica e la morfologia francese, tedesca o inglese anche se si tratta di lessemi latini!

Ecco alcuni esempi di latinismi pronunciati all'inglese (senza scomodare l'alfabeto fonetico internazionale):

  • Vice versa - vais versa
  • Super - siuper
  • Tutor - tiutor
  • Data - deita

E' anche vero il contrario: a volte abbiamo delle parole inglesi che pronunciamo come se fossero latine. Ad esempio summit, è una parola inglese derivata dal francese sommet, a sua volta di derivazione latina. Essendo una parola inglese, la pronuncia corretta è sammit e non summit.

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Parole latine di uso comune nella forma scritta

Il latino è la lingua ufficiale del vaticano.
Il latino è la lingua dello stato del Vaticano!

Se pensi che devi scrivere in latino solo durante i compiti in classe o quando traduci le versioni a casa, ti sbagli di grosso. Molti termini latini vengono usati anche dai professionisti nelle lettere commerciali, negli articoli di giornali, nei testi di legge ecc.

Alcune espressioni sono talmente comuni che fanno parte del linguaggio corrente.

Qual è il loro significato?

Ecco alcune parole latine che si trovano spesso nei testi scritti:

  • A priori: prendere una decisione prima di fare una certa esperienza o di conoscerne i dettagli.
  • A posteriori: dopo aver conosciuto i fatti.
  • Ad hoc: fatto appositamente per una determinata occasione, persona, funzione.
  • Urbi et orbi: letteralmente "in città (Roma) e nel mondo intero". Quest'espressione è perlopiù usata dal Papa, ma in generale è un sinonimo di dappertutto.
  • Post Scriptum: meglio conosciuto come P.S. non è un modo anglosassone per concludere le lettere, ma un'espressione latina con cui si aggiungono informazioni aggiuntive a una comunicazione scritta.

Se cerchi corso di latino scuola media sui motori di ricerca, potresti trovare molte risorse utili per i temi.

Elenco parole latine e abbreviazioni che si usano in una tesi

Se scrivi una tesi devi conoscere alcune abbreviazioni in latino.
In una tesi di laurea ci sono moltissime espressioni latine!

Non c'è bisogno di laurearsi in lettere o essere un esperto di civilizzazione romana per usare delle parole latine.

Tutti gli studenti devono redigere una tesi alla fine del proprio percorso di studi e, volenti o nolenti, ci sono delle abbreviazioni latine che si usano per  scrivere le note a piè di pagina, citare un altro autore o fare un esempio.

Ecco il lessico latino che potrebbe tornarti utile per la tesi:

  • AA.VV: è l'abbreviazione di autori vari, auctores varii in latino. Si usa quando non si vogliono citare tutti gli autori di un'opera collettiva. Se c'è un autore principale si può citare il suo nome e aggiungere "et coll." che sta per e collaboratori oppure "et. al.", ossia e altri.
  • Cfr: abbreviazione di conferre che significa confrontare. In inglese e francese si usa cf e a volte si usa come sinonimo di "vedi".
  • Eg: è l'abbreviazione latina di exempli gratia che significa grazie all'esempio. Viene spesso usato dagli anglofoni per dire per esempio.
  • Ibid: abbreviazione di ibidem, a volte abbreviato anche come ib. Questa espressione significa letteralmente nello stesso posto. Si usa in una tesi o in un libro quando si susseguono due riferimenti alla stessa opera.
  • Idem: la stessa cosa.
  • I.e: è l'abbreviazione di id est che significa vale a dire, ovvero (abbiamo trovato un'altra parola latina che pensavamo fosse inglese!)
  • Loc. cit: abbreviazione di loco citato, che significa il posto citato. Si usa per rinviare il lettore alla stessa pagina di un documento citato in una nota precedente.
  • Nota bene: si usa per dire che bisogna prestare attenzione a qualcosa e aggiungere ulteriori informazioni.
  • Op.cit: abbreviazione della locuzione latina opere citato o opus citato. Si usa per rinviare il lettore a un'opera già citata in precedenza.
  • Sic: parola latina che significa così. Si usa per le citazioni e vuol dire come menzionato testualmente dalla fonte.
  • Errata corrige: vuol dire "correggi gli errori" ed è una pagina di una pubblicazione dove appunto si correggono gli errori delle edizioni precedenti. Si usa anche per correggere articoli di giornali.

Chi segue un corso di latino online potrà conoscere tutto il ventaglio delle espressioni usate nei testi formali.

Alcune parole latine in ambito giuridico ed economico

La giurisprudenza è una scienza che deve molto agli studiosi e ai governanti dell'Antica Roma. A parte i testi religiosi, le prime leggi scritte sono da ricondursi proprio a un imperatore romano, Giustiniano, che codificò il diritto nel 529.

Ius soli è uno degli esempi di termini giuridici latini usati in italiano.
Buona parte dei termini di legge derivano dal latino!

Praticamente, tutto il lessico giuridico proviene dal latino, quindi ci sarebbe un elenco interminabile di latinismi. Ci concentreremo, allora, su alcune espressioni fondamentali per il diritto a livello globale:

  • Pacta sunt servanda: i patti vanno sempre rispettati. E' questa la norma di base del diritto internazionale, insieme a consuetudo est servanda, per il common law anglosassone.
  • Verba volant scripta manent: questa espressione suggerisce molto saggiamente di mettere tutto per iscritto, perché le parole sono volatili. Una massima che caratterizza gli accordi commerciali.
  • Habeas corpus: è una delle norme fondamentali che hanno ispirato la rivoluzione inglese, e le libertà fondamentali. Ognuno è titolare del proprio corpo, quindi, dei propri diritti.

In ambito aziendale, abbiamo già visto alcuni termini molto noti: bonus, extra, gratis, forum, curriculum. A questo brevissimo elenco aggiungiamo altre parole latine molto usate:

  • Pro capite: a testa. Si usa in economia con riferimento al PIL pro capite, cioè il prodotto interno lordo realizzato da ogni persona. Insomma, è il reddito di ognuno di noi.
  • Sponsor: in latino vuol dire garante o padrino di battesimo. Nel linguaggio business, lo sponsor è qualcuno che finanzia, supporta una manifestazione sportiva o artistica per ottenere pubblicità.
  • In loco: sul posto. Quante volte un'azienda dice che il servizio viene erogato in loco?

Ci sarebbero tantissimi altri esempi di latinismi in ogni ambito: dalla matematica alla filosofia. Il tuo insegnante di latino potrebbe stupirti!

Altre espressioni latine usate in italiano

Il latino e il greco sono la base del linguaggio scientifico, accanto all'inglese.
Nelle scienze trovare dei termini latini è all'ordine del giorno!

Non c'è bisogno di prendere ripetizioni di latino per ricordarsi l'alfabeto dei Romani o imparare a capire le espressioni latine più usate nella lingua italiana. Come avrai capito, a volte si usano delle espressioni senza conoscerne le origini, per poi scoprire che sono parole latine!

Il latino è molto usato in medicina, in botanica, in musica. Ecco alcune espressioni che forse non usi, ma che è meglio conoscere per cultura generale:

  • Ad libitum: viene molto usato in musica o biologia e significa a scelta.
  • Ad litteram: è il modo latino per dire letteralmente.
  • Carpe diem: il famoso cogli l'attimo significa vivere appieno ogni momento del presente per non farsi scappare delle opportunità.
  • De visu: significa vedere qualcosa in prima persona, con i propri occhi.
  • Habemus papam: un'espressione che si ascolta raramente, quando viene scelto un nuovo Papa.
  • In extremis: significa all'ultimo momento e viene usato per dire che si è fatto qualcosa appena in tempo, nell'ultimo momento disponibile.
  • In situ: è un'espressione usata soprattutto in medicina per indicare che una patologia rimane al suo posto.
  • In vitro: significa che un qualcosa è stato fatto in laboratorio. Per esempio si parla di fecondazione in vitro.
  • Modus operandi: è una metodologia un modo di fare che contraddistingue qualcuno.
  • Status quo: lo stato attuale delle cose. Si dice che qualcuno vuole mantenere lo status quo quando non si vogliono fare dei cambiamenti.

Il latino è molto più presente nella lingua italiana di quello che si immagina. Ci sono espressioni e termini che usiamo quotidianamente, anche se non abbiamo mai seguito dei corsi di latino!

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Catia

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue