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Qual è lo svolgimento ideale di una lezione yogi?

Di Igor, pubblicato il 23/01/2018 Blog > Sport > Yoga > Come Organizzare un Corso di Yoga?

Hai deciso di diventare insegnante privato di Yoga.

Non amavi più il tuo lavoro e hai deciso di seguire una formazione specifica per diventare insegnante di Yoga. Hai dunque raggiunto, in seguito ad una lunga pratica affiancato da un maestro di Yoga, la cosiddetta accettazione e benevolenza nei confronti di te stesso, dunque degli altri.

Allora hai capito che il momento è maturo perché tu insegni finalmente agli altri quanto hai appreso, per consentire anche a loro di apprezzare e sfruttare a pieno la vita.

Ti stai chiedendo da dove iniziare per mettere in piedi un corso di Yoga?

Ecco qui.

Quale tipo di Yoga?

Durante il tuo periodo di apprendimento e scoperta dello Yoga, hai sentito il tuo maestro parlarti di diversi tipi di Yoga. Ne esistono svariati, in effetti:

  • Hatha Yoga;
  • Ananda Yoga;
  • Anusara Yoga;
  • Amrit Yoga;
  • Astanga Yoga;
  • Bikram Yoga;
  • Yoga integrale;
  • Ishta Yoga;
  • Iyengar Yoga;
  • Jivamukti Yoga;
  • Kundalini Yoga;
  • Kriya Yoga;
  • Power Yoga;
  • Sivananda Yoga ;
  • Svaroopa Yoga;
  • Tri Yoga;
  • ViniYoga;
  • Yoga prenatale;
  • Yoga per bambini;
  • Yoga egiziano;
  • Yoga tibetano;
  • Pratiche diverse ispirate allo Yoga.

Lo stesso Hatha Yoga, ad esempio, all’origine era molto più rude e duro da praticare per il corpo degli yogi. In millenni di esistenza, lo Yoga si è trasformato e si è adattato alla modernità!

In base al Paese considerato, certi tipi di Yoga sono più diffusi di altri:

  • Hatha Yoga (dolce e adatto a tutti);
  • Ashtanga Yoga (dinamico e per persone che godono di ottime condizioni fisiche);
  • Vinyasa Yoga (fluido e amato da chi adora la danza);
  • Yoga Bikram (dinamico e prediletto dagli amanti del fitness);
  • Kundalini Yoga (calmo, per persone che vogliono lavorare sulla spiritualità).

Le lezioni si strutturano diversamente in base al tipo di Yoga.

Tuttavia, notiamo che anche se le pratiche possono cambiare, una base resta comune a tutti i tipi di Yoga.

E sapresti organizzare una singola lezione di Yoga?

Consentire agli allievi di dimenticare la loro giornata

Prima di ogni altra cosa, puoi aiutare i partecipanti al corso di Yoga a distendersi e a lasciare le preoccupazioni alle spalle.

In effetti, se gli allievi si rivolgono a te è proprio per riuscire a prendere un certo distacco rispetto agli avvenimenti della vita corrente.

E siccome questo non si fa schioccando le dita, starà a te fornire ai tuoi allievi una via d’uscita.

Ricordati di quando uscivi dal lavoro. La strada di ritorno verso casa era spesso l’occasione per fare il punto della situazione.

Durante la lezione di Yoga le cose sono identiche. Ma l’obiettivo è anche quello di preparare il corpo.

E così, distesi, seduti o in piedi, chiedi ai tuoi apprendisti yogi di concentrarsi sulla loro respirazione e lasciar defluire i pensieri in modo naturale. Potranno naturalmente presentarsi o persistere alcuni pensieri inopportuni, “parassiti”. È tipico dell’uomo continuare a pensare, anche mentre dorme.

Dedica almeno 5 minuti affinché ogni partecipante sperimenti uno stato di calma interiore grazie all’immobilità del corpo e al silenzio (è ammesso l’uso di un sottofondo musicale).

Dare il via agli esercizi di respirazione

Per riuscire a connettersi con il proprio corpo e con le proprie emozioni la respirazione è di grande aiuto.

Avrai già notato la relazione tra il tuo stato emotivo ed il tipo di respiro.

Quando sei in collera o stressato, non riesci più a controllare nulla. Il tuo respiro diviene corto e poco intenso, al contrario di quando sei calmo con una respirazione profonda.

Lo Yoga invece ci consente di guardare le cose da un altro punto di vista e di affrontare meglio il quotidiano. Lo stress ci fa consumare energia inutilmente, senza consentirci di raggiungere gli obiettivi!

Migliaia di anni prima di Cristo, gli yogi avevano afferrato il legame tra il mentale e la respirazione.

D’altra parte, se conosci la sofrologia, noterai che anche questa disciplina lavora molto sul soffio e sull’aria che penetra nel corpo, penetra i polmoni ed è in seguito espulsa. In sofrologia si pratica l’espirazione energica, proprio per effettuare una sorta di “purga del corpo”.

Anche nella pratica dello Yoga, il respiro ha un ruolo chiave. Gli esercizi specifici di respirazione hanno un nome: Pranayama.

Durante la fase meditativa preparatoria, chiedi ai tuoi allievi di ascoltare interamente il ritmo della respirazione. La cosa permetterà loro di concentrarsi interamente sul momento presente per riuscire ad essere “spiritualmente connessi” in seguito.

A questo punto della sessione, le persone venute per riuscire a gestire meglio il proprio stress avranno già capito che il fatto di respirare lentamente e profondamente potrebbe aiutarle nei momenti in cui si sentono invase dal “male dei tempi moderni”.

Gestire una sequenza di posture

Segui questi sette trucchi per insegnare lo Yoga.

Ed eccoci alla fase principale della lezione di Yoga che stai tenendo. A questo punto, la pratica differirà da un tipo di Yoga all’altro.

Fra le posture (Asana) più note abbiamo:

  • La postura della candela;
  • La postura del cobra;
  • La postura della pinza;
  • La postura del loto;
  • La posture della cavalletta;
  • Il saluto al sole;
  • La postura della carriola;
  • La postura del pesce;
  • La posture del cadavere (savasana).

E ne esistono numerose altre che ti invitiamo a scoprire.

Solo così loro potranno progredire di volta in volta, per superare i propri limiti e stare sempre meglio con se stessi e con gli altri. Il tuo obiettivo sarà quello di dare fiducia ai tuoi allievi!

Esse seguono una fase di riscaldamento che prepari bene il corpo, affinché non vi siano infortuni. È un po’ come in tutti gli sport.

Per quanto riguarda l’Hatha Yoga, poi, scegli una serie di posture da tenere per la durata di tre minuti circa. Tra una e l’altra, i partecipanti vengono invitati a distendersi e ad accogliere le sensazioni legate alla postura stessa.

Lo Yoga Ashtanga si articola attorno a 6 serie di posture, sempre identiche e concatenate in modo fluido e dinamico. La difficoltà aumenta gradualmente, dunque è normale che gli allievi principianti non arrivino a seguire l’intera serie, inizialmente. Ma tu, maestro, dovrai incoraggiarli ad andare il più oltre possibile.

Lo Yoga Vinyasa deriva dallo Yoga Ashtanga. Ne riprende i principi, ma si pratica più liberamente, per quanto riguarda la concatenazione tra le posture. Non dimenticare di inserire il collegamento tra le posture. Sviluppa la tua creatività insieme ai tuoi allievi di Yoga, che apprezzeranno di scoprire cose sempre nuove. Importantissimo: ricorda sempre di adattarti al livello dell’insieme del gruppo.

Per quanto riguarda il Bikram Yoga, esso si pratica in una stanza scaldata a 40°. Ecco perché è anche soprannominato Hot Yoga. Si inizia con una concatenazione di 26 posture in un ordine ben preciso, tenute per una durata di due minuti ciascuna.

Lo Yoga Kundalini ti consente di scegliere la tua serie di esercizi, denominati Kriyas. Abbiamo trovato un legame tra le serie di esercizi ai quali potrai ispirarti per strutturare il tuo corso. Essi sono più o meno lunghi. Pertanto, se conosci le abilità fisiche dei tuoi allievi, potrai adattare il tuo stage di Yoga in funzione di ciò. Anche se comportano spesso un intenso lavoro della respirazione profonda, le sessioni di kundalini tendono, alla fine, a promuovere la spiritualità e la calma, anche tramite il ricorso a mantra ed altri canti.

Quanto puoi fare pagare la tua lezione di Yoga?

La meditazione: parte fondamentale di ogni lezione di Yoga

Le posture vanno benissimo, sono la parte centrale di una sessione di Yoga. Ma a latere è opportuno proporre al proprio gruppo di allievi una sessione di meditazione che coroni e concluda il corso.

I momenti di meditazione, poi, possono, e devono, essere inseriti e promossi, anche tra la pratica di una postura e la seguente. La meditazione, come il rilassamento, va integrata alla concatenazione di posture.

Tuttavia, a metà o alla fine della lezione di Yoga potrai proporre una breve fase interamente dedicata alla meditazione.

Ed eccoti un suggerimento, cinque posture interamente dedicate alla meditazione:

  • La postura del cadavere: sdraiato a terra, gambe leggermente divaricate e muscoli interamente rilassati;
  • La postura del loto: è una delle posture più note e più praticate per meditare. Seduto con le gambe davanti a te, metti i piedi sulle cosce e sistema le mani sopra le ginocchia (piatte o formando un mudra);
  • La postura del semi-loto: è la stessa posizione del loto, ma più facile da realizzare. Il piede sinistro appoggerà contro il perineo e il piede destro lo scavalcherà;
  • La postura birmana: le gambe piegate sono davanti, un piede è verso l’inguine, l’altro gli sta davanti;
  • La postura egizia: è la postura più semplice, ma richiede un accessorio. Sei semplicemente seduto su una sedia, con le mani poste sulle cosce ed i piedi a terra. La testa è ben eretta.

Per ogni postura, la schiena deve mantenersi ben dritta per assicurare la corretta posizione della colonna vertebrale ed una respirazione profonda.

Lo Yoga riesce a dare serenità al corpo e allo spirito: in questo modo il tuo stile di vita migliorerà. Insegna ai tuoi studenti ad essere sereni come un monaco buddista!

Se tu lo desideri, puoi fornire dei cuscini di meditazione (Zafu). Lascia che si crei il silenzio, metti una musica di fondo che sia gradevole, pacifica oppure recita dei mantra (si parla in tal caso di meditazione cantata).

Segui questi consigli prima di iniziare la lezione.

Fine della sessione

Ed ecco, la sessione è finita. Il buon insegnante adesso si rivolgerà ai propri allievi per vedere come si sia svolta la lezione e conoscere le sensazioni provate dagli allievi.

Un coach è una persona che ha voglia di condividere la propria passione o di insegnare una pratica.

Lo Yoga è un’attività fisica che richiede di fare il punto sulle proprie emozioni, ed è interessante raccogliere le impressioni di ogni allievo, principiante o avanzato, da ogni lezione.

La relazione tra insegnante e allievi è a doppio senso. Ogni parte si arricchisce nel contatto con l’altra.

Parlando con i diversi partecipanti, potrai aiutarli ad accogliere le nuove sensazioni appena provate. Potrai anche approfittarne per incoraggiarli a praticare Yoga a casa propria, quotidianamente.

Eccoti la guida  completa di Superprof per diventare un insegnante di Yoga!

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