Ecco fatto, finalmente sei diventato un insegnante di Yoga certificato. Hai terminato la tua formazione ed è giunta l'ora che ti lanci nell'insegnamento dello Yoga.

Tuttavia, non sai ancora quale sia il modo migliore per strutturare le tue future lezioni di Yoga. È normale, stai tranquillo, soprattutto se non hai mai insegnato prima.

Noi ti forniamo gli strumenti che ti permettano di iniziare nelle migliori condizioni, al resto penserà lo yoga, che ha il vantaggio di far guadagnare serenità ogni giorno, a chi lo pratica e a chi lo insegna!

E così, potrai trasmettere ai tuoi allievi il miglior modo per evacuare stress e preoccupazioni.

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Come impostare la prima lezione di Yoga

Inizia con la cosa fondamentale, per approcciare la tua prima lezione di Yoga.

E quanto parliamo di sostegno, non ci riferiamo solo a quello fisico, ovviamente.
Ogni allievo vede nel maestro di yoga il proprio sostegno!

La preparazione può essere una tappa un po’ scoraggiante per certe persone; tuttavia, è essenziale, se vuoi che il tuo corso di Yoga si svolga correttamente.

Per esempio, potrai articolare la tua sessione di Yoga attorno a:

  • un filo conduttore o un tema
  • una serie di posture collegate tra loro da un fil rouge
  • il timing corretto.

Vediamo ognuno di questi punti, preso singolarmente!

Un tema o filo conduttore della lezione yoga

Ogni buona classe di Yoga seguirà un tema. Potrà trattarsi di qualcosa di specifico, come “attirare l'abbondanza”. Oppure semplice, come migliorare l'apertura delle anche. Una classe lavorerà al meglio, con la concentrazione e l'ispirazione date dalla riflessione su una trama.

Potresti anche leggere una citazione tratta da uno dei testi di Patanjali o proporre un momento di meditazione.

Il tema trattato dalle tue lezioni può avere una durata limitata, come una lezione, una settimana, un mese; oppure può proseguire per tutto l'anno di insegnamento. Proponi il tema o i temi che tratterai durante il corso di quest'anno e vedrai che anche i tuoi potenziali allievi saranno più motivati a seguirti.

Una buona sessione yoga con un programma vario e strutturato

A prescindere dal tema, dovrai includere delle posture diverse in occasione di ogni lezione.

Ad esempio:

  • La pinza=> per rinforzare i muscoli addominali,
  • Il triangolo=> per affinare la taglia,
  • Il pesce=> per migliorare la respirazione,
  • O ancora l’arco=> per migliorare il funzionamento del sistema cerebrale.

Certe posture presentano delle contro-indicazioni e andranno adattate agli allievi. Tienine conto al momento della preparazione della lezione e dell'iscrizione dei tuoi allievi al corso dell'anno in via di svolgimento. Far compilare delle schede dettagliate ai tuoi allievi di yoga potrà aiutarti senza dubbio in questo.

Sapresti come organizzare una lezione di Yoga?

Quanto dura una lezione di Yoga: l'importanza del timing durante il corso

Diffida di quei maestri di Yoga che, anziché alzarsi e verificare la corretta posizione degli allievi, si limitano a farla loro stessi.
Un buon maestro segue i suoi studenti durante tutta la lezione!

La maggior parte delle lezioni di Yoga dura circa un'ora ed è suddivisa secondo una logica precisa.

I primi 10 minuti iniziano di solito con un esercizio di respirazione e qualche allungamento semplice, che andrà a lavorare sulla schiena.

I 20 minuti successivi comprendono delle sequenze di flusso dinamico (Vinyasa) o delle posture mantenute dalle tre alle sei respirazioni complete (Hatha).

Per i successivi cinque minuti, si lavorerà su una postura di punta, quella che farà da elemento centrale dell'intera sessione di Yoga.

Cinque minuti supplementari potranno essere poi dedicati alle posture riequilibranti, fondamentali per mente, corpo e spirito del praticante.

I successivi dieci minuti dovrebbero infine essere dedicati a posture da seduti e in tensione.

Infine, gli ultimi dieci minuti saranno dedicati alla meditazione (per esempio da seduti).

La transizione tra queste diverse fasi dovrà sempre esser condotta dolcemente e in questo è fondamentale il tuo ruolo di maestro, che incute sicurezza negli allievi.

Al di là della sequenza logica, dovrai accertarti che i tuoi alunni siano correttamente riscaldati e preparati per ogni postura.

Quindi, ricorda di non iniziare mai una sessione di Yoga con una postura tipo “il ponte”, senza che un buon riscaldamento abbia avuto luogo: le contratture, i dolori o, peggio, gli strappi sarebbero certi, in questo caso!

In quato maestro di Yoga, è fondamentale che tu conosca a fondo l'anatomia del corpo umano, proprio per garantire la tua sicurezza e quella dei tuoi allievi.

Per praticare in totale confort serviranno, inoltre, :

  • Un tappetino da Yoga,
  • Una pashmina con cui ricoprire il tappeto,
  • Una copertina utile per il rilassamento finale

Eccoti 7 trucchi per organizzare un corso di Yoga!

Come creare una sequenza di Yoga: l'attenzione al livello degli allievi

È fondamentale che tu, in quanto maestro, ti adatti al livello degli allievi. Durante una lezione individuale, la cosa è ovviamente più facile. Si pongono domande e si osserva come la persona svolge le posture.

Ma anche nel caso delle lezioni di gruppo devi mantenere il controllo complessivo sul livello di tutti gli allievi, con tutte le loro differenze: alcuni praticano Yoga da molto tempo, altri sono principianti; alcuni capiscono al volo una spiegazione, altri necessitano di ulteriori dettagli o di un accompagnamento; alcuni sono tesi e rigidi anche dopo mesi di pratica, altri sono sciolti già dalla prima lezione.

Tu, maestro, dovrai accompagnare ciascuno dei tuoi allievi, in questo cammino di benessere fisico e mentale.

Lo yoga insegna l'umiltà in tutte le sue sfaccettature e le sue dimensioni.
Un maestro di yoga sa porsi al di sopra degli altri, ma solo per guidarli!

I principianti, per esempio, dovranno essere incoraggiati particolarmente, dato che spesso si sentono rigidi.

In quanto professore di Yoga dovrai essere anche un coach per chi ti segue. Devi accompagnare chiunque lo richieda, su una strada che tu hai già percorso personalmente, ma che per altri può essere completamente ignota.

Ricorda le caratteristiche del tuo maestro di Yoga e tienine conto per proporti ai tuoi allievi ed aiutarli a progredire.

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La lezione di Hatha Yoga e la misura dell'umore del gruppo

Federica, una delle nostre SuperProf di Yoga, adatta le sue proposte allo stato e all'umore del gruppo di praticanti. Il suo obiettivo? Non lasciare indietro nessuno, mai!

Lo Yoga è una disciplina aperta a tutti (età, genere, condizione fisica...). Ecco perché i profili degli allievi di Yoga sono estremamente vari.

Alcuni vogliono solo rilassarsi. Altri vogliono combattere lo stress e saper gestire le proprie emozioni. Altri ancora sono dei veri appassionati e vogliono sempre superarsi.

Cogli e sostieni una dinamica di gruppo che faccia sentire tutti a proprio agio.

Alcuni allievi sono ad uno stadio avanzato, altri hanno appena iniziato: il corso non può essere uguale per tutti.
In funzione del livello dei tuoi allievi, le posture andranno adattate!

Certe volte faticherai a far svolgere alcune posture ai tuoi allievi.

Altre penserai di trovarti di fronte ad esperti come te, che possono praticare le posture più difficili.

Che tu sia maestro di Vinyasa Yoga, Yoga Ashtanga, Kundalini Yoga, Hatha Yoga o Bikram yoga (bikram yoga roma), non farà alcuna differenza. Conoscere i tuoi praticanti ti permette di portar loro la pace desiderata.

Considera che sono diversi i fattori che influenzano gli umori di un gruppo:

  • La concezione personale dello Yoga

Ovviamente, se entra in palestra una persona che sbuffa, sostenendo ad alta voce che tanto lo yoga non ha alcun valore aggiunto rispetto alla semplice corsetta nel parco, che il maestro non sa spiegare o altro ancora, allora l'ambiente sarà certamente poco salutare e la pratica di tutti ne risentirà. Al contrario, se il gruppo, anche ma non solo, per merito tuo, si sente amalgamato, si sente spronato a continuare e percepisce ogni giorno maggiori benefici dalla pratica, allora tutti verranno a lezione con un carico di allegria che farà bene a tutti.

  • La stagione in cui stai praticando

Non è un segreto che alcuni mesi dell'anno provochino uno stato depressionale, mentre altri diano gioia ed energia, ... Il fatto, poi, è che non c'è una regola unica che si applichi a tutti: mentre qualcuno si sente rinvigorire dal sole primaverile, altri nello stesso periodo dell'anno possono sentirsi giù di morale, demotivati; le allergie ai pollini fanno il resto. Allo stesso modo, i mesi autunnali possono instillare sensazioni diverse ed opposte in uno stesso gruppo di praticanti. Il bravo maestro di Yoga sa individuare questi momenti, sa capire le esigenze e gli stati d'animo dei propri allievi, per andare in contro ad ognuno di loro con le giuste parole e con le giuste posture.

  • L'orario delle lezioni

Proprio come nel caso delle stagioni all'interno dell'anno, anche le fasce orarie all'interno della giornata influenzano diversamente i singoli soggetti: chi è energico sin dal mattino e chi non ingrana se non nel primo pomeriggio; chi dopo le 17 non riesce a fare più nulla e chi praticherebbe Yoga per tutta la notte ...!

  • L'umore ed il dinamismo del maestro
E' importante che tutto sia pronto prima della prima iscrizione e, a maggior ragione, prima della prima lezione di yoga.
Impara come organizzare le tue lezioni di yoga!

Last, but not least: il tuo umore e il tuo dinamismo influiscono notevolemente su umore e dinamismo dei tuoi allievi e quindi sullo svolgimento della singola lezione, così come dell'intero corso.

Sapresti valutare il valore monetario di una lezione di Yoga?

Una lezione Hatha Yoga: respirazione – riscaldamento – posture — rilassamento

Una lezione di Yoga si articola sempre in diverse fasi distinte.

Per iniziare la tua lezione di Yoga, invita i tuoi allievi a lasciar fuori dalla palestra gli avvenimenti della giornata e gli elementi che li assillano. Proprio per questo, degli esercizi preliminari di rilassamento saranno un ottimo modo per iniziare la sessione di Yoga: questo darà loro il tempo e il modo di lasciarsi alle spalle i pensieri pesanti.

In questo lasso di tempo, verranno effettuati degli esercizi di respirazione (Pranayama) che permettono di lavorare sulle emozioni. Controllando il respiro, si impara a distinguere poi che tipo di respirazione accompagna i momenti di stress, collera e paura e quale i momenti di relax.

Al momento giusto, la "tua classe" sarà rilassata e concentrata e potrai iniziare con il riscaldamento.

Dopo di che, si inizierà con le sequenze di posture (Asana) in funzione del tipo di lezione.

Scegli l'ordine delle posture da proporre e la durata per ognuna (almeno tre minuti, di solito). Non dimenticare mai di far rilassare gli allievi al termine di ogni postura.

Invitali anche ad associare ogni gesto ad un respiro adeguato (inspirazione o espirazione).

Aiuta tutti a diventare gradualmente più elastici, senza forzare la mano.

Anche se il tempo tra ogni postura e la seguente è fatto di rilassamento, alla fine della lezione ci si rilasserà per un'ultima volta, prima di tornare al proprio quotidiano. Ogni muscolo sarà rilassato e in grado di percepire tutti i benefici della sessione di Yoga svolta.

Come strutturare una lezione di Yoga individuale

La pratica dello Yoga dev'essere regolare. Solo così organismo, mente e spirito possono beneficiare degli asana.

Tra una lezione e l'altra, allievi e maestri, hanno spesso voglia di dar luogo ad una sessione di Yoga individuale.

Una pratica saltuaria non consente di ottenere gli effetti desiderati. È importante dunque frequentare le lezioni ogni settimana.
Insegnante e allievi dovrebbero praticare lo Yoga il più regolarmente possibile.

Verificare, dapprima, di quanto tempo si dispone per praticare Yoga. 15 minuti? Un'ora? E quante volte a settimana? Una, due, tre o tutti i giorni?

Si adatteranno, poi, tipi e numero di posture, tenendo conto che rilassamento e meditazione dovranno sempre aprire e poi chiudere la sessione di Yoga.

In seguito, occorrerà enucleare il perché della pratica Yoga, giorno per giorno. Rilassarsi, dormire, dimagrire, etc ...

La scelta delle posture dovrà seguire soprattutto un principio: praticare quotidianamente e fare piacere a se stessi.

I novellini non dovranno esagerare nell'eseguire le posture. Sarà il tempo ad elasticizzare il loro corpo. La pazienza è un principio fondamentale dello Yoga.

Ed eccoti tutte le chiavi per preparare la tua prima lezione di Yoga. Lanciati e fornisci ai tuoi alunni la serenità e la benevolenza indispensabili per progredire nello Yoga.

Resta all'ascolto dei tuoi allievi, conosci il tuo gruppo di praticanti.

Ma come fare per trovarli? Come trovare gli iscritti al tuo corso?

La sessione di Yoga e il tuo profilo professionale per il fisco

Un'altra domanda fondamentale da porsi è relativa al proprio status e alla struttura adeguata.

Vuoi lavorare autonomamente, con partita IVA? Che tipo di società potresti costituire, per esempio?

Puoi pensare ad una suddivisione per livelli di preparazione o in base all'età.
Hai pensato a come organizzare le classi dei tuoi allievi?

O è meglio scegliere la formula associativa? Hai mai pensato, ad esempio, di aprire un’associazione mista, in cui, all’interno di una palestra, vengano proposti i tuoi corsi di Yoga, certo, ma anche le lezioni di massaggi orientali e le lezioni di Tai chi? Agli abbinamenti, poi, non c’è limite: tutto dipende dagli altri insegnanti con cui potrai accordarti.

In ogni caso converrà informarsi bene.

Che tetto annuo di introiti si può raggiungere come lavoratore autonomo?

Di che copertura assicurativa avrai bisogno per te, per i tuoi allievi e per la sala in cui praticherete?

Che tipo di pensione puoi pensare di avere poi un giorno?

Lavorando con partita Iva la cosa più insidiosa è quando ci si viene a trovare a ridosso del limite dello scaglione. Occorre tenere d'occhio il proprio volume di introiti per non ritrovarsi di botto catapultati in uno scaglione a proprio svantaggio. Se ad esempio benefici del regime forfettario, superando una soglia ben determinata, non hai più diritto a determinati benefici. Parlane con un commercialista oppure leggi attentamente i blog sull'argomento, verificando sempre la fonte, prima di fidarti al cento per cento.

Occorre poi scegliere anche un'eventuale assicurazione privata.

Informati, specificando che vuoi lavorare come istruttore a tempo parziale per conto di un'associazione, completando magari il tuo salario con delle lezioni individuali a domicilio di Hatha Yoga, Yoga Nidra, Yoga Vinyasa o Iyengar Yoga.

La differenza è rilevante, tanto per l'impegno che la professione autonoma richiede, quanto per le soddisfazioni economiche che la stessa può darti.
Da un punto di vista fiscale, sarai un maestro di yoga autonomo o dipendente della palestra?

Anche per l'assicurazione, rivolgiti alla rete: oltre ai blog informativi, trovi anche molte agenzie di assicurazioni che lavorano solo online e che ti consentono di risparimiare rispetto ad una tradizionale. Le loro tariffe sono più basse perché il lavoro online consente di tagliare a tutti su molte spese altrimenti imprescindibili (affitto dei locali, luce e riscaldamento, personale in più, ...).

Sappi, comunque vada, che dovrai dedicare una grande attenzione, fin dall'inizio, all'elaborazione della tariffa per le tie lezioni di Yoga, poiché ciò influirà sul tuo modo di insegnare, sul tipo di allievi e sulla strutturazione dei corsi impartiti.

Se decidi di insegnare Yoga come professione, dovrai calcolare quale dovrà essere il tuo guadagno mensile: non è necessario lucrare sulle lezioni, ma è sufficiente raggiungere una tranquillità economica che ti dia la serenità indispensabile per insegnare e trasmettere ai tuoi allievi le tue conoscenze.

E se non ti fosse bastato, leggi la nostra guida su come diventare maestro di Yoga!

Trova tutte le possibilità disponibili nella tua città, scrivendo su internet, ad esempio, "yoga torino", "yoga roma", "yoga napoli" o "yoga cagliari"!

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Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura