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Consigli per dare il via alla tua sessione yogi

Scritto da Igor, pubblicato il 23/01/2018 Blog > Sport > Yoga > Come Organizzare una Lezione Yoga?

Ecco fatto, finalmente sei diventato un insegnante di Yoga certificato Hai terminato la tua formazione. È ora che ti lanci nell’insegnamento dello Yoga.

Tuttavia, non sai ancora come ben strutturare le tue lezioni di Yoga.

È una cosa normale, stai tranquillo. Soprattutto se non hai mai insegnato prima.

Dato che lo Yoga tende a far guadagnare serenità ogni giorno, ti forniamo gli strumenti che ti permettano di iniziare nelle migliori condizioni.

E così, potrai trasmettere ai tuoi allievi il miglior modo per evacuare stress e preoccupazioni.

La lezione di Yoga

Inizia con la cosa fondamentale, per preparare la tua prima lezione di Yoga.

La preparazione può essere una tappa un po’ scoraggiante per certe persone; tuttavia essa è essenziale, perché il corso di Yoga si svolga correttamente.

Per esempio potrai articolare la tua sessione di Yoga attorno a:

Un Tema: filo conduttore

Ogni buona classe di Yoga seguirà un tema. Potrà trattarsi di qualcosa di specifico, come “attirare l’abbondanza”. Oppure semplice, come migliorare l’apertura delle anche. Una classe lavorerà al meglio, con la concentrazione e l’ispirazione date dalla riflessione su una trama.

Potresti anche leggere una citazione tratta da uno dei testi di Patanjali o proporre un momento di meditazione.

Le Posture: scegli un programma vario e strutturato

A prescindere dal tema, dovrai includere delle posture varie in occasione di ogni lezione.

Ad esempio:

  • La pinza=> per rinforzare i muscoli addominali,
  • Il triangolo=> per affinare la taglia,
  • Il pesce=> per migliorare la respirazione,
  • O ancora l’arco=> per migliorare il funzionamento del sistema cerebrale.

Certe posture presentano delle contro-indicazioni e andranno adattate agli allievi.

Sapresti come organizzare una lezione di Yoga?

Timing: segui il tempo

Diffida di quei maestri di Yoga che, anziché alzarsi e verificare la corretta posizione degli allievi, si limitano a farla loro stessi. Un buon maestro segue i suoi studenti durante tutta la lezione!

La maggior parte delle lezioni di Yoga dura circa un’ora.

I primi 10 minuti iniziano di solito con un esercizio di respirazione e qualche allungamento semplice riguardante la schiena.

I 20 minuti successivi comprendono delle sequenze di flusso dinamico (Vinyasa) o delle posture mantenute dalle tre alle sei respirazioni complete (Hatha).

Per i successivi cinque minuti si lavorerà su una postura di punta, quella che farà da elemento centrale dell’intera sessione di Yoga.

Cinque minuti supplementari potranno essere poi dedicati alle posture riequilibranti.

I successivi dieci minuti dovrebbero infine essere dedicati a posture da seduti e in tensione.

Infine, gli ultimi dieci minuti saranno dedicati alla meditazione (per esempio da seduti).

La transizione tra queste diverse fasi dovrà sempre esser condotta dolcemente.

La sicurezza: il tuo ruolo di maestro è molto importante

Al di là della sequenza logica, ti assicurerai del fatto che i tuoi alunni siano correttamente riscaldati e preparati per ogni postura.

Mai iniziare una sessione di Yoga con una postura tipo “il ponte”, senza che un buon riscaldamento abbia avuto luogo.

Per i maestri di Yoga è fondamentale comprendere l’anatomia del corpo umano, ai fini della sicurezza dei loro allievi.

Per praticare in totale sicurezza servono:

  • Un tappetino da Yoga,
  • Una pashmina con cui ricoprire il tappeto,
  • Una copertina utile per il rilassamento finale

Eccoti 7 trucchi per organizzare un corso di Yoga!

I corsi di Yoga: accertati del livello dei tuoi allievi

È fondamentale che il maestro si adatti al livello degli allievi. Durante una lezione individuale, la cosa è più facile. Si pongono domande e si osserva come la persona svolge le posture.

Invece, in un gruppo coesistono diversi livelli: alcuni praticano Yoga da molto tempo, altri sono principianti.

Tu, maestro, dovrai accompagnarli in questo cammino di benessere fisico e mentale.

I principianti, per esempio, dovranno essere incoraggiati particolarmente, dato che spesso si sentono rigidi.

Un professore di Yoga è anche coach. Egli accompagna chiunque lo richieda, su una strada già percorsa personalmente.

Ricorda le caratteristiche del tuo maestro di Yoga e tienine conto per proporti ai tuoi allievi ed aiutarli a progredire.

Lezioni di Yoga: impara a cogliere l’umore del gruppo

Fanny, una delle nostre SuperProf di Yoga, adatta le sue proposte allo stato e all’umore del gruppo di praticanti. Suo obiettivo: non lasciare indietro nessuno.

Lo Yoga è una disciplina aperta a tutti (età, genere, condizione fisica…). Ecco perché i profili degli allievi di Yoga sono estremamente vari.

Alcuni vogliono solo rilassarsi. Altri vogliono combattere lo stress e saper gestire le proprie emozioni. Altri ancora sono dei veri appassionati e vogliono sempre superarsi.

Cogli e sostieni una dinamica di gruppo che faccia sentire tutti a proprio agio.

Alcuni allievi sono ad uno stadio avanzato, altri hanno appena iniziato: il corso non può essere uguale per tutti. In funzione del livello dei tuoi allievi, le posture andranno adattate!

Certe volte faticherai a far svolgere alcune posture ai tuoi allievi.

Altre penserai di trovarti di fronte ad esperti come te, che possono praticare le posture più difficili.

Che tu sia maestro di Vinyasa Yoga, Yoga Ashtanga, Kundalini Yoga, Hatha Yoga o Bikram yoga (bikram yoga roma), non farà alcuna differenza. Conoscere i propri praticanti permette di portar loro la pace desiderata. Vari fattori influenzano gli umori di un gruppo:

  • La concezione dello Yoga;
  • La stagione;
  • L’orario delle lezioni;
  • L’umore ed il dinamismo del maestro.

Sapresti valutare il valore monetario di una lezione di Yoga?

Scomponi la tua lezione di Yoga in respirazione – riscaldamento – posture — rilassamento

Una lezione di Yoga si articola sempre in diverse fasi distinte.

Per iniziare la tua lezione di Yoga, invita le persone a lasciar stare gli avvenimenti della giornata e gli elementi che le assillano. Degli esercizi preliminari di rilassamento saranno un ottimo modo per iniziare la sessione di Yoga. Lascia che tutti abbiano il tempo di lasciarsi alle spalle i pensieri pesanti.

In questo lasso di tempo, verranno effettuati degli esercizi di respirazione (Pranayama) che permettono di lavorare sulle emozioni. Controllando il respiro, si impara a distinguere poi che tipo di respirazione accompagna i momenti di stress, collera e paura e quale i momenti di relax.

Al momento giusto, il tuo pubblico sarà rilassato e concentrato e potrai iniziare con il riscaldamento.

Dopo di che, si inizierà con le sequenze di posture (Asana) in funzione del tipo di lezione.

Scegli l’ordine delle posture da proporre e la durata per ognuna (almeno tre minuti, di solito). Non dimenticare mai di far rilassare gli allievi al termine di ogni postura.

Invitali anche ad associare ogni gesto ad un respiro adeguato (inspirazione o espirazione).

Aiuta tutti a diventare gradualmente più elastici, senza forzare la mano.

Anche se il tempo tra ogni postura e la seguente è fatto di rilassamento, alla fine della lezione ci si rilasserà per un’ultima volta, prima di tornare al proprio quotidiano. Ogni muscolo sarà rilassato e in grado di percepire tutti i benefici della sessione di Yoga svolta.

Elaborare una lezione di Yoga individuale

La pratica dello Yoga dev’essere regolare.

Tra una lezione e l’altra, allievi e maestri, hanno spesso voglia di dar luogo ad una sessione di Yoga individuale.

Una pratica saltuaria non consente di ottenere gli effetti desiderati. È importante dunque frequentare le lezioni ogni settimana. Insegnante e allievi dovrebbero praticare lo Yoga il più regolarmente possibile.

Verificare, dapprima, di quanto tempo si dispone per praticare Yoga. 15 minuti? Un’ora? E quante volte a settimana? Una, due, tre o tutti i giorni?

Si adatteranno poi tipi e numero di posture, tenendo conto che rilassamento e meditazione e rilassamento dovranno sempre aprire e poi chiudere la sessione di Yoga.

In seguito, occorrerà enucleare il perché della pratica Yoga giorno per giorno. Rilassarsi, dormire, dimagrire, etc …

La scelta delle posture dovrà seguire soprattutto un principio: praticare quotidianamente e fare piacere a se stessi.

I novellini non dovranno esagerare nell’eseguire le posture. Sarà il tempo ad elasticizzare il corpo. La pazienza è un principio fondamentale dello Yoga.

Ed eccoti tutte le chiavi per preparare la tua prima lezione di Yoga. Lanciati e fornisci ai tuoi alunni la serenità e la benevolenza indispensabili per progredire nello Yoga.

Resta all’ascolto dei tuoi allievi, conosci il tuo gruppo di praticanti. E come fare per trovarli?

Scegli la struttura adeguata per i tuoi corsi di Yoga

La prima domanda da porsi è relativa al proprio status e alla struttura adeguata.

Vuoi lavorare autonomamente, con partita IVA? Che tipo di società potresti costituire, per esempio?

O è meglio scegliere la formula associativa? Hai mai pensato, ad esempio, di aprire un’associazione mista, in cui, all’interno di una palestra, vengano proposti i tuoi corsi di Yoga, delle lezioni di massaggi orientali e delle lezioni di Tai chi? Agli abbinamenti, poi, non c’è limite: tutto dipende dagli altri insegnanti con cui potrai accordarti.

In ogni caso converrà informarsi bene.

Che tetto annuo si può raggiungere come lavoratore autonomo?

Che copertura assicurativa serve?

Che tipo di pensione si può pensare di avere poi un giorno?

Lavorando con partita Iva la cosa più insidiosa è quando ci si viene a trovare a ridosso del limite dello scaglione. Occorre tenere d’occhio il proprio volume di introiti per non ritrovarsi di botto catapultati in uno scaglione a proprio svantaggio.

Ed occorre anche scegliere bene un’eventuale assicurazione privata.

Informati, specificando che vuoi lavorare come istruttore a tempo parziale per conto di un’associazione, completando magari il tuo salario con delle lezioni individuali a domicilio di Hatha Yoga, Yoga Nidra, Yoga Vinyasa o Iyengar Yoga.

Scegli lo statuto indipendente, sarà sicuramente più facile che farti assumere come insegnante di Yoga salariato. Insegnante di Yoga autonomo o stipendiato da una palestra?

Sappi, comunque vada, che una grande attenzione dovrà essere dedicata, fin dall’inizio, all’elaborazione della tariffa per le lezioni di Yoga, poiché ciò influirà sul tuo modo di insegnare, sul tipo di allievi e sulla strutturazione dei corsi impartiti.

E se non ti fosse bastato, leggi la nostra guida su come diventare maestro di Yoga!

Trova tutte le possibilità disponibili nella tua città, scrivendo su internet, ad esempio, “yoga torino“, “yoga roma“, “yoga napoli” o “yoga cagliari“!

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