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Emilio
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Osservare dei bambini mentre svolgono i compiti a casa rappresenta un’esperienza particolarmente interessante, per i ricercatori ed i semplici appassionati di pedagogia e didattica.
Ogni bambino che esegue una consegna attua strategie ed automatismi, ricerca soluzioni ed interagisce col problema e con l’ambiente in modo specifico. Questo modo dice molto circa le sue abilità cognitive e competenze, e circa l’esperienza di vita: genitori, fratelli, amici, tipo di contatti con la scuola e le maestre, capitale culturale a disposizione del piccolo. Questo tipo di osservazione affascina dunque sociologici, psicologi, esperti dell’apprendimento. Ognuno vedrà nelle pratiche di studio delle tracce di ciò che la sua disciplina studia. L’approccio multifattoriale allo svolgimento dei compiti a casa, al modo in cui si svolge l’aiuto compiti, prende in conto tutte le abilità, facoltà ed esperienze chiamate in causa ad ogni consegna, che gli allievi mobilitano alla scuola elementare e alle medie, a Trieste città, come in provincia.
Gli alunni dai 6 ai 14 anni sono un universo privilegiato dell’osservazione-intervento. Si osserva, si analizza in tempo reale e, eventualmente, si programma e sperimenta un intervento per cesellare, affinare o costruire da zero attitudini e contenuti ancora manchevoli.
Durante la situazione di svolgimento dei compiti a casa, sono notoriamente chiamate in causa la pedagogia visibile e quella invisibile care a Basil Bernstein. Contano certamente la natura dei compiti ed il contesto in cui essi sono svolti. Non manca poi mai il collegamento al contesto in cui essi sono stati assegnati e a quello famigliare. Analizzare queste quattro sfere e carpirne i legami è indispensabile a chiunque intenda sapere perché il compito a casa è un’esperienza unica, rilevante, da prendere molto sul serio e far prendere sul serio ad uno scolaro.
Se un genitore cerca di seguire attentamente un bambino di scuola primaria, il suo primo riferimento è il diario coi compiti lasciati il giorno stesso. Al secondo posto vi sono i quaderni, su cui gli scolari riportano spiegazioni scritte, procedure, esempi ed esercizi. Al terzo posto sono, a pari merito, i libri di testo ed i cosiddetti “programmi” (per i genitori più proattivi, che tendono anche a consultare le direttive ministeriali).
Questo adulto presente durante lo svolgimento dei compiti entrerà dapprima in contatto con l’insieme degli elementi che Bernstein associa alla pedagogia visibile: quelli che strutturano la relazione didattica, insieme allo stile comunicativo. La cosa più immediata una volta seduti al tavolino col bambino è la presa in conto di segmenti, unità, punti chiave e nozioni che l’insegnante sta gradualmente tentando di far afferrare alla classe, generalmente tramite attività e consegne ripetute (e ripetitive!). Si tratta, insomma, di rispettare una gerarchia prefissata degli obiettivi e verificare una correttezza nell’esecuzione di procedimenti e passaggi, abbracciata dall’insegnante di scuola.
V’è poi un complementare di questa pedagogia, che è, invece, non visibile in modo immediato. Il mentore fa sì che un compito o una consegna restino decisamente complessi, ad esempio non svelando tutti gli elementi, i trucchi, perché essi siano memorizzati e poi applicati. Quest’altro quadro pedagogico favorisce esplorazione e ricerca autonome da parte dei piccoli. Li si ritiene degni di abbozzare già a metodi di indagine inediti, argomentandoli anche! Questo fare pedagogico che appare meno direttivo, si propone di incoraggiare l’“atto del ragionare”, su diversi piani della cognizione: riflessione, concettualizzazione, predisposizione di fasi e procedure. Esso punta più al funzionamento degli allievi in quanto esseri pensati, che non ad una presunta correttezza oggettiva del modo di procedere, da far loro acquisire obbligatoriamente.
Insomma, vi è un’assenza programmata di eccessiva direttività.
Ma come sapere se è opportuno aiutare un ragazzino che studia, suggerendogli una via procedurale o lasciandolo vagare in cerca di dati e soluzioni? Come evitare di contravvenire ad una magari volutamente programmata assenza di maggiore spiegazione a scuola? Come sapere, invece, se occorra far emergere qualche evidenza che il ragazzo non coglie, per essergli d’aiuto nell’esecuzione di una consegna?
Alcuni genitori chiedono aiuto agli stessi maestri di scuola. Altri, invece, preferiscono intervenire a priori in modo assai esplicito. Altri ancora fanno ricorso a professionisti del dopo-scuola o ad associazioni culturali di volontari che, con pazienza, osservano i ragazzini mentre studiano, alternando interventi alla mera osservazione.
Trieste Altruista Io ci sono, la cui sede operativa è in via Donizetti 5, è un’associazione senza finalità lucrative.
A Trieste il volontariato ed il dono gratuito di sé non sono cosa nuova.
Questa associazione, oltre a voler aiutare i triestini in diversi settori e sfere dell’esistenza quotidiana, è in grado di coinvolgere gli stessi, affinché aiutino gli altri concittadini. Insomma, molti servizi, come quello importantissimo dell’aiuto compiti proposto in città, sono proprio messi in opera da volontari, a loro volta ragazzini ancora dentro il sistema scolastico, che si adoperano per facilitare la vita ad amici di qualche anno più giovani. In tal modo, la spontaneità è di casa!
Il principio di un aiuto compiti di questo genere è semplice: tutti hanno vissuto spesso con pesantezza e paura il momento dei compiti a casa. Crescendo, si è scoperto il metodo e capita l’utilità dei compiti stessi. L’associazione chiede ai giovani di infondere questa consapevolezza raggiunta a fatica e a proprie spese ai propri simili. Giovani e ragazzi prestano ore settimanali del loro tempo per aiutare bambini della primaria o della secondaria di primo grado a svolgere le consegne della scuola, ripetere lezioni orali e scoprire uno studio efficace.
Laby Coworking and life, in via Cicerone 4 a Trieste città, propone, fra le altre opportunità, aiuto compiti per bambini fino ai 10 anni (Cokids) e, poi, anche per i ragazzini della scuola media.
Nel primo caso, si punta a lavorare sul benessere psicologico del bambino, portando attenzione alla preparazione di genitori e figli: si va dai seminari formativi all’intrattenimento con attività ricreative e laboratori creativi, aiuto compiti, attività motoria e moltissime coccole.
Nel caso dei ragazzini più grandi, invece, la proposta è addirittura sensazionale. Per ovviare alle preoccupazioni organizzative di genitori che stanno a lungo lontani da casa al pomeriggio, Laby propone uno spazio confortevole in cui i ragazzi possono recarsi immediatamente dopo l’uscita da scuola (piuttosto che continuare a gironzolare per la città, in attesa di poter rientrare a casa, mangiando panini freddi o pizze al taglio), scaldando un pasto portato da casa e consumandolo in compagnia, seduti a tavola. Dopo qualche ora di relax, si propone loro l’aiuto compiti in piccoli gruppi. Un ottimo modo per ingannare il tempo prima di rientrare nel nido domestico e non sentirsi già troppo grandi, bazzicando con compagnie a volte inadatte, magari sotto una gelida Bora.
Anche Arci Trieste con l’Officina propone aiuto compiti a bambini della scuola elementare e media, per due volte alla settimana, in modalità del tutto gratuita, grazie all’opera di volontari dediti.
Maddalena
Insegnante d'aiuto compiti
I miei figli finalmente sono contenti di fare i compiti
Michaela, 7 mesi fa
Maddalena
Insegnante d'aiuto compiti
Siamo davvero soddisfatti del percorso con la tutor di mio figlio. Oltre ad aiutarlo a recuperare i voti, gli ha insegnato un metodo di studio efficace e personalizzato, che gli sta permettendo di affrontare le materie con più sicurezza. Mio figlio...
Nora, 8 mesi fa
Riccardo
Insegnante d'aiuto compiti
Bravo, coinvolgente ed appassionato. Un ottimo insegnante!
Nadia, Un anno fa
Lorena
Insegnante d'aiuto compiti
Insegnante super disponibile e attenta ad ascoltare le richieste degli studenti per offrire un percorso personalizzato
Martina, 2 anni fa
Nicolantonio
Insegnante d'aiuto compiti
Ottimo insegnante! La lezione mi è piaciuta molto. Buon metodo!
Erik, 3 anni fa
Anna
Insegnante d'aiuto compiti
Insegnante molto paziente e preparata, lascia l'alunno a suo agio.
Angela daniela, 3 anni fa