Pagina iniziale
Dare lezioni

Corsi cinese Firenze

🥇 I/Le migliori insegnanti di Firenze
💻 8 prof
🔒 Pagamenti sicuri con Superprof
💸 Nessuna commissione

Qual è il tuo livello?

Eccellente
commenti su
Lezioni private con Superprof

La nostra selezione di insegnanti privati/e di cinese a Firenze

Visualizza più insegnanti

4,0 /5

Il voto medio dato ai/alle nostri/e insegnanti di cinese a Firenze è di 4,0 con più di 1 commenti.

20 €/ora

Le migliori tariffe: il 88% dei/delle nostri/e insegnanti offre la prima ora di lezione. In media, le lezioni di cinese a Firenze costano 20€.

84 h

Veloci come saette, i/le nostri/e insegnanti ti rispondono in 84h.

01

Trova il/la tuo/la insegnante di cinese a Firenze

Dai un'occhiata ai profili di Firenze e contatta un/un' insegnante secondo i tuoi criteri (tariffe, diplomi, commenti, lezioni di cinese a domicilio o via webcam)

02

Organizza le tue lezioni private di cinese a Firenze

Parla con l'insegnante di cinese per condividere le tue necessità e disponibilità. Programma le lezioni di cinese e pagale in tutta sicurezza attraverso la chat Superprof. Trovare dei corsi di cinese a Firenze non è mai stato così facile.

03

Vivi nuove esperienze

Il "Pass Alunno" ti consente l'accesso illimitato a tutti/e gli/le insegnanti, coach, maestri/e alle masterclass di Cinese a Firenze, o in altre città, oppure online, per 1 mese. Un mese intero per scoprire nuove passioni.

I/le nostri/e allievi/e di Firenze
esprimono un giudizio sui/sulle loro insegnanti di cinese

Scopri tutti/e i/le nostri/e insegnanti di cinese a Firenze

Essere seguiti dai/dalle migliori insegnanti di Firenze per il corso cinese

La storia della lingua cinese in Italia e a Firenze

Sapevi che la città di Firenze ha ospitato una delle prime sedi universitarie in cui si è studiato (e si studia tuttora) in modo sistematico il cinese in Italia? Dato che una delle tue passioni è rappresentata proprio da questa lingua tanto affascinante, perché non continuare questa tradizione?

L’Europa e i primi interessi per la lingua cinese

Se Marco Polo affronta verso la fine del XIV secolo uno dei primi e più importanti viaggi nell’Estremo Oriente, le cui tappe sono raccontate nel Milione, perché la lingua cinese diventi oggetto di interesse tra gli europei più eruditi, bisognerà attendere la fine del Cinquecento.

Come spesso accade all’epoca, sono dei ministri religiosi a farsi portatori di cultura; in questo caso, il primo sistema di trascrizione della lingua cinese e il conseguente primo dizionario bilingue (cinese – portoghese) vengono compilati a Macao dai gesuiti Michele Ruggeri e Matteo Ricci. Il secolo successivo, verrà data alle stampe una prima grammatica cinese, grazie alle fatiche di un altro gesuita, Martino Martini.

Da qui in poi, lo studio del cinese nel Vecchio Continente sarà tutto in discesa, o quasi. Una prima distinzione importante è relativa alla ratio della sete di conoscenza: si parlerà, allora, di sinologia missionaria, per indicare lo studio del cinese a fini commerciali, sviluppato da Italia, Francia e Gran Bretagna, tutti Paesi con forti interessi economici nella relazione con Pechino; ma si parlerà anche di sinologia intellettuale, per riferirsi alla corrente di studio del cinese per fini teorici e conoscitivi.

Sarà soprattutto nel corso del XIX secolo che questa distinzione si farà ancora più chiara e netta. Da una parte, le lunghe esplorazioni (non sempre innocue) della Cina da parte degli inglesi offriranno una visione parziale e spesso negativa del Paese asiatico; dall’altra, gli studi a fini esclusivamente accademici dei francesi, permetteranno di approfondire la conoscenza della letteratura e della cultura cinesi.

L’Italia e le prime cattedre di cinese

Per quanto riguarda, invece, il nostro Paese, la prima cattedra di lingua cinese fu istituita a Pavia nel 1806 e attribuita a Giuseppe Hager, un italo tedesco, noto nel mondo accademico come arabologo e come sinologo, ma non molto apprezzato dai colleghi.

Bisognerà attendere il 1849 per avere un altro insegnamento di Elementi di cinese: questa volta, siamo all’Università di Pisa e il docente è il professor Giuseppe Bardelli. Il suo corso, però, contempla anche lingua copta e sanscrito e non suscita molto interesse, motivo per cui, un paio d’anni dopo, l’insegnamento viene interrotto. Ma la passione del professor Bardelli per il cinese va al di là delle necessità istituzionali e riesce a coinvolgere tre giovani studenti, che continueranno a studiare il cinese in modo informale con Bardelli stesso all’interno della Biblioteca Laurenziana di Firenze.

La dedizione e la professionalità del professore vengono premiate e il corso di cinese di Bardelli viene reintegrato nel sistema universitario: nel 1860 presso l’Istituto di Studi Superiori di Firenze e nel 1862 all’Università di Pisa.

Il cinese a Firenze

Ma è a Firenze che l’insegnamento della lingua cinese ottiene una maggiore attenzione. Il successore di Bardelli è Antelmo Severini, un suo allievo: salirà in cattedra per insegnare Lingue dell’Estremo Oriente, ma è ricordato in particolare per essere stato il primo in Italia a suddividere lo studio del cinese in due livelli: elementare e superiore.

Nel corso degli anni Sessanta dell’Ottocento, la città toscana e l’Italia tutta iniziano ad intessere relazioni diplomatiche con i due principali Paesi orientali, il Giappone e la Cina. Con l’obiettivo di sostenere questi nuovi rapporti e di istruire i diplomatici italiani, l’Istituto fiorentino, a partire dal 1865, riceve ingenti fondi. Negli anni Settanta, Carlo Puini, successore di Severini, ottiene la cattedra in Storia e Geografia dell’Asia Orientale.

Il cinese a Napoli

Purtroppo, però, la partenza di Severini da Firenze e la nascita e lo sviluppo di corsi di lingue orientali a Napoli saranno all’origine della perdita di prestigio del dipartimento di orientalistica toscano.

Ed è proprio in Campania che si sposta il fulcro della sinologia italiana. Qui, esisteva un istituto dedito alla formazione religiosa dei ragazzi cinesi, denominato Collegio dei Cinesi di Napoli: con l’Unità d’Italia si decide di accogliere in questa scuola anche agli italiani, per insegnare loro il cinese. Quando, nel 1868, l’istituto diventa Real Collegio Asiatico, gli studenti vi possono seguire corsi di teologia, latino, cinese letterale, cinese volgare, arabo, turco, persiano, hindi, francese e inglese.

Ma quello che rileva ancor più è che Napoli fu il primo istituto formativo italiano con insegnanti madrelingua di cinese: tra questi, Guo Dongchen, italianizzato in Giuseppe Maria Guo, è l’autore dei primi testi in assoluto di insegnamento del cinese pubblicati nel nostro Paese.

Ancora una volta, però, non vi sarà costanza: nel corso degli anni Ottanta del XIX secolo, il Real Collegio muta veste e viene promosso ad università, diventando Regio Istituto Orientale di Napoli; questo tuttavia comporta l’allontanamento dei seminaristi e la conseguente fine dei corsi di cinese da parte di insegnanti madrelingua.

Si torna, allora, ai docenti italiani: dapprima (1890), l’interprete professionista che aveva operato in Cina, Ludovico Nocentini (già allievo di Severini); poi (1899), un altro interprete con incarichi a Pechino, Amedeo Vitale, noto per essere l’autore di A first book for students of colloquial chinese, nonché l’ultimo detentore della cattedra di cinese all’Orientale di Napoli.

Il cinese a Roma

Quando Nocentini si allontana da Napoli, tuttavia, è per andare a fondare la Scuola Orientale dell’Università di Roma, dove lo studio del cinese potrà proseguire, dopo essere iniziata nel 1876, con l’autodidatta Carlo Valenziani, professore di Lingue e Letterature dell’Estremo Oriente e proseguita con Nocentini, fondatore della Rivista di Studi Orientali.

Roma sarà l’occasione per la collaborazione tra un docente italiano, Giovanni Vacca (Storia e Geografia dell’Asia orientale e Lingua, Letteratura e Storia cinese), e il Ministro degli Esteri cinese Lu Zhengxiang, per la creazione dell’Istituto di Studi cinesi. Se la prima edizione viene sponsorizzata principalmente da Pechino, Roma punta, poi, ad ampliare le competenze dell’istituto, in modo da offrire una formazione più generale sull’Oriente: Asia, India, Giappone e Cina, nei settori dell’interpretariato e del commercio.

Nel 1932, nasce dunque l’IsMEO (che oggi porta il nome di IsIAO), dove il professor Vacca insegna Lingue e Culture Orientali e dove il professor Tucci insegna Religioni e Filosofie dell’India e dell’Estremo Oriente.

Il fascismo non è però il periodo migliore per l’insegnamento di una lingua straniera, motivo per cui tutte le cattedre vengono sospese, al punto che, dal 1945 fino al 1960, anno di una maggiore diffusione del cinese nelle facoltà italiane, il gesuita Pasquale D’Elia è l’unico docente di cinese in Italia. Si deve a lui la formazione della classe insegnante non madrelingua.

Le domande più frequenti:

👨‍🏫 Quanti/e sono gli/le insegnanti a disposizione per impartire lezioni di cinese a Firenze e dintorni?

Trova i corsi privati di lingua cinese a Firenze scegliendo tra più di 8 maestri/e disponibili.

 

Puoi leggere gli annunci dei/delle professori/esse e selezionare il/la maestro/a che più corrisponde ai tuoi bisogni a Firenze.

 

Per poter fare la scelta giusta, esamina loro cv.

✒️Come gli/le studenti/esse valutano gli/le insegnanti di cinese mandarino a Firenze?

Gli/le studenti/esse assegnano un punteggio medio di 4,0 su 5 su un campione di 1 voti.

 

In caso di domande riguardo a un corso privato, la nostra équipe è a tua disposizione per proporti rapidamente una soluzione (via telefono o e-mail 5g/7).

 

Scopri le FAQ!

💻 Se trovo un/una prof di cinese perfetto/a per quello che cerco ma vive in un un'altra città, possiamo fare le lezioni a distanza?

Ovviamente! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti, oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi via internet.

 

Le lezioni a distanza sono più economiche rispetto a quelle faccia a faccia perché non ci sono supplementi di trasporto e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

 

Le lezioni di cinese a distanza sono un'eccellente opportunità per continuare a imparare a casa.

💡 Per quale motivo scegliere di seguire una lezione di cinese a Firenze?

Il cinese è la lingua più parlata al mondo: saperla parlare rappresenta un enorme vantaggio nel mercato del lavoro, nonché una competenza preziosa a livello personale. Le lezioni private di cinese con un/una maestro/a ti consentiranno di progredire in un arco di tempo breve.

Potrai selezionare l'insegnante che meglio risponde alle tue esigenze e organizzare di persona o a distanza le lezioni di cinese in completa autonomia!

 

Un'interfaccia apposita è disponibile per scambiare dei messaggi con il/la professore/essa per programmare i corsi di cinese in tutta sicurezza.

Il nostro motore di ricerca ti permetterà di trovare la perla rara tra 8 maestri/e di cinese a Firenze.

 

Fai click e lancia la ricerca!

💸 Qual è il prezzo medio di una lezione privata di cinese mandarino a Firenze?

A Firenze il costo medio di una lezione di cinese mandarino è di 20 €.

L’esperienza dei/delle tutor, il luogo dove si svolgeranno le lezioni (online o a casa dell'insegnante) e l'offerta della zona o ancora la qualità dei corsi che si intende seguire e la durata sono fattori che possono influire sul prezzo delle lezioni.

Molti/e insegnanti offrono la prima ora gratuita (più del 97%)!