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Il voto medio dato ai nostri e alle nostre insegnanti di economia a Napoli è di 5,0 con più di 18 commenti.

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Le domande più frequenti:

✍🏻 Che voto medio hanno attribuito gli e le utenti ai maestri privati e alle maestre private di economia di Napoli?

Con 18 valutazioni ricevute, i e le docenti di economia hanno ottenuto un voto medio di 5,0 su 5.

 

Dietro Superprof c'è un'equipe disponible dal lunedì al venerdì per aiutarti. Puoi contattarci per telefono o via mail.

 

Per ulteriori dubbi, puoi consultare le nostre FAQ, dove rispondiamo ai dubbi più frequenti.

 

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💸 Qual è il valore medio di un (o una) tutor di economia a Napoli?

Il costo medio di una lezione di economia a Napoli varia a seconda dell'insegnante e dipende da tre fattori:

  • Dell'esperienza del (o della) docente di economia.
  • Il luogo in cui avranno luogo le lezioni: a casa dello studente o della studentessa, a casa del o della tutor, online o in un altro luogo, come una sala studio o una biblioteca?
  • ll ritmo e la continuità delle lezioni private.

 

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💻 Se trovo un o una tutor di economia perfetta o perfetto per quello che cerco ma è lontano da casa, possiamo fare le lezioni a distanza?

Assolutamente sì! La maggior parte dei nostri e delle nostre docenti, oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi a distanza.

 

Le lezioni via webcam sono più economiche rispetto ai corsi a domicilio perché non ci sono supplementi di trasporto e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

 

Le lezioni di economia a distanza sono un'ottima opportunità per imparare e alzare la propria media. Ti basterà avere un computer, una connessione a internet e il tuo quaderno di economia a portata di mano!

🧑‍🏫Ci sono docenti disponibili per impartire lezioni private di economia a Napoli?

A Napoli e dintorni ci sono 64 prof disponibili per corsi privati di economia.

 

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Prima scegliere puoi leggere il percorso dell'insegnante sul suo annuncio, la sua metodologia e le sue esperienze, i pareri degli alunni e delle alunne e i dettagli riguardo la tariffa delle singole lezioni o gli eventuali pacchetti di ore.

 

Vedrai che trovare un o un'insegnante di economia sarà facilissimo!

📈 Per quale ragione seguire lezioni a domicilio di economia a Napoli?

L'economia è una materia molto importante e spesso critica nel percorso scolastico e accademico di molte studentesse e molti studenti di alcune scuole superiori e delle facoltà di economia.

 

Negli istituti professionali, l'economia rappresenta un incubo per tanti studenti. Molti ragazzi e molte ragazze non sono in grado di comprendere l'importanza di questa materia. Inoltre, più si va avanti con il percorso, più gli argomenti diventano complessi. Prendere corsi personalizzati dieconomia permette di acquisire le basi della materia e comprendere una disciplina che potrebbe altrimenti rivelarsi ostica.

 

Contrariamente a quello che pensano in tanti, le lezioni private di economia non si rivolgono solo agli allievi e alle allieve con importanti lacune, ma anche a chi desidera prendere dei voti più alti o semplicemente approfondire la conoscenza della materia.

 

Che cosa aspetti a entrare in contatto con i nostri e le nostre insegnanti di economia a Napoli?

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Economia a Napoli: una questione non proprio recente

I non economisti, da sempre, immaginano l’economia come una disciplina assai attigua al campo matematico: aritmetico, algebrico, statistico. I grafici e le colonnine di istogrammi, insieme a diverse curve, affollano la nostra mente nell’associazione immediata della disciplina economica a qualcosa di vagamente noto…

Eppure, l’economia, oltre a non ridursi a tutto questo, è nata molto lontana da tutto ciò.

E addirittura, la sua fatica nel rendersi disciplina autonoma si deve alla stretta prossimità -  ad una vera consanguineità, potremmo dire – con la riflessione filosofica!

Sorprendente?

Vediamo qualche dettaglio, prendendo spunto da uno dei tanti sviluppi del pensiero economico dalla rilevanza epocale.

Il contributo della scuola napoletana nella storia del pensiero economico

Nel corso del XVIII, la scienza economica, che finalmente inizia ad autonomizzarsi dalle altre discipline, assumendo finalmente una propria identità ed il diritto di figurare quale ambito di studio a se stante, vede il grossissimo contributo della scuola economica napoletana.

Gli studiosi napoletani di economia, in particolare, hanno a cuore determinati temi:

  • ricchezza e sviluppo,
  • valore e moneta,
  • vita civile economica,
  • economia civile.

I quesiti fondativi di questa riflessione epocale si situano sempre a cavallo tra filosofia ed economia o, meglio, tra filosofia politica e scienza economica.

Gli interrogativi più pressanti, attorno ai quali si articolano diversi filoni di risposte, riguardano:

  • Origine e necessità di un conflitto tra gli uomini
  • Basi e possibilità di una cooperazione fruttuosa tra gli uomini
  • Tipi di relazione tra felicità pubblica ed utile privato

I nuovi temi economici introdotti a Napoli

I maestri del pensiero economico napoletano, in particolare, svilupparono categorie inedite, destinate a diventare proprie dell’analisi economica:

  • valore,
  • prezzo,
  • ricchezza,
  • moneta,
  • occupazione.

E che dire dell’attenzione dedicata al funzionamento dei diversi mercati? Che dire dell’isolamento di variabili come il mercato interno, scambio internazionale, lo sviluppo, la distribuzione, la tassazione, e l’inflazione?

Intuizioni precoci illuminarono gli apporti di Antonio Genovesi e Ferdinando Galiani, i quali, tuttavia, non furono soli nel dar lustro al pensiero economico napoletano ed italiano.

Alla scuola napoletana presero parte tutti i pensatori, gli intellettuali, non solo giuristi e filosofi, influenzati dalla rivoluzione scientifica e dallo sviluppo delle scienze naturali che imprimevano un corso nuovo al sapere: una visione economica “moderna” e decisamente innovante, rispetto al passato.

Naturalmente, il debito nei confronti dell’illuminismo francese fu, e resta, grandissimo.

In particolare, giovarono le teorie liberiste ed il pragmatismo politico.

Liberismo e pragmatismo in economia e politica della scuola napoletana

Gli economisti di Napoli affermano che il mercato deve essere libero da vincoli a carattere feudale. In ciò, chiaramente, si richiamano ai fisiocratici. Propongono, dunque, che si rimuovano gli ostacoli al commercio interno del grano.

La loro teorizzazione, però, resta tendenzialmente mercantilista, in favore degli interessi nazionali, ed elabora suggerimenti protezionistici per tutto quello che riguarda il commercio estero!

Le politiche economiche proposte a Napoli mirano alla crescita e allo sviluppo economico del Paese.

Tutti gli economisti napoletani, poi, sono concordi nelle proposte di politica tributaria: i prelievi fiscali vanno orientati maggiormente sulle rendite fondiarie, che sono certe e non verso i ceti dalla produttività incerta. In ciò, appunto, si ispirano alla fisiocrazia francese che, per prima, ha proposto di tassare il prodotto netto agricolo.

Gli apporti più teorici e generali, invece, danno luogo a posizioni anche molto diverse, all’interno del gruppo napoletano di studiosi di economia.

Galiani e Genovesi, per esempio, si dicono favorevoli al libero scambio di merci solo in determinanti casi, richiedendo l’intervento pubblico ed il protezionismo nel caso di contatto con l’estero.

Invece, Gaetano Filangieri spinge per il liberismo economico, aderendo alla politica del laissez-faire, laissez-passer in ogni quando e in ogni dove, ossia senza eccezione alcuna.

Voglia di approfondire il tema?

Se studi presso il Dipartimento Di Economia dell’Università Federico II a Napoli, sito nel Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo, hai probabilmente già avuto modo di assistere a qualche seminario specifico di storia del pensiero economico o di incontrare sul tuo cammino le biografie dei grandi economisti della tua città che hanno fatto la storia della disciplina.

Altrimenti, puoi sempre scegliere di iniziare adesso ad approfondire le tue conoscenze o dare sfogo alla tua curiosità per un cosiddetto “prodotto locale”.

Eccoti, allora, qualche titolo, che ti consentirà di passare da una semplice infarinatura sul tema, a conoscenze più vaste in ambito economico e di storia dell’economia. Tieni presente che esistono due possibilità: leggere uno o più manuali, saggi ed articoli che facciano il punto sulla teoria economica napoletana del settecento oppure recuperare direttamente gli antichi scritti principali pensatori della scuola napoletana di economia. Di seguito, ti consigliamo un po’ l’una e l’altra cosa, a partire da un saggio scritto ai nostri giorni:

- Gli economisti napoletani del Settecento e la politica dello sviluppo, di Mario De Luca, edito da Morano Napoli, 1969

- La scienza della legislazione, ristampa integrale della rara edizione del 1853, edito da Grimaldi, 2003

Di Antonio Genovesi, puoi leggere:

- Lezioni di Commercio, 1765, Napoli, Fratelli Simone,

- Della diceosina o sia del Giusto e dell’Onesto, 1795,

- Institutiones Logicae in usum tironum scripta, 1795, Editore Neapoli

Di Ferdinando Galiani segnaliamo:

  • Della moneta, 1751
  • Dialoghi sul commercio dei grani, scritto con Denis Diderot, 1770
  • La bagarre.

Leggere direttamente i testi originali di questi filosofi economisti è di certo una bella esperienza, se ci si senta già addentro alla storia dell’economia o della filosofia.

In giovane età, però, può capitare di trovare assai difficile la lettura di temi economici in una lingua ancora non del tutto apparentata con l’italiano conosciuto oggi. In base alla tua attitudine alla comprensione e alla tua passione, potrai scegliere di leggere delle critiche e delle sintesi di terzi o le opere realmente scritte dagli economisti napoletani di cui ti abbiamo parlato.

Tieni presente che on line trovi l’uno e l’altro tipo di materiale. E considera che anche i prezzi variano di molto. In certe circostanze, si reperiscono on line versioni antichissime di importanti testi, i cui prezzi si giustificano solo agli occhi di veri e propri cultori e intenditori. “Rovistando bene”, però, si riesce sempre a spuntarla anche con versioni super economiche. Insomma, cercare un testo antico può costarti anche 200 euro, se reperisci la primissima edizione. Puoi, invece, spenderne solo cinque se ti interessano solo i contenuti e ti accontenti di una modernissima ristampa o sintesi.

A te la scelta, il gioco deve valere la candela. E non sempre la passione per i contenuti giustifica un investimento eccessivo nelle forme fisiche di libro!

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