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I migliori insegnanti privati di scacchi a Torino

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5 /5

Voto medio 5 ⭐ su 10+ recensioni. I nostri studenti adorano le lezioni di scacchi!

18 €/ora

Ottima notizia: il 100% dei nostri prof offre la prima lezione di scacchi gratis! E una lezione privata di scacchi costa in media 18€/h.

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Mosse rapide: i nostri maestri di scacchi rispondono in media entro 3h.

Prenotare lezioni di scacchi a Torino, non c'è niente di più semplice!

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Le domande più frequenti:

♟️ In quanto tempo si imparano le regole degli scacchi?

Le regole fondamentali degli scacchi si assimilano in poche ore di pratica.

Diversi fattori determinano quanto tempo serve:

  • Le regole di base: arrocco, presa al passo e promozione si apprendono rapidamente.
  • La tattica: forchette, inchiodature e combinazioni richiedono settimane di esercizi mirati.
  • La strategia: valutare le posizioni in modo corretto si impara progressivamente.
  • Aperture e finali: studiare le posizioni tipiche affina il gioco sul lungo periodo.

Un tutor personalizza il percorso e accelera nettamente i tuoi progressi.

💰 Quanto costa una lezione privata di scacchi a Torino?

Le lezioni di scacchi a Torino costano generalmente 18€/ora.

Questa tariffa può variare secondo:

  • Il livello di gioco di partenza
  • L'esperienza e le qualifiche del professore
  • Il numero di ore prenotate
  • La modalità di insegnamento (in presenza o in video)

Le lezioni online sono spesso più economiche restando comunque efficaci.

🧠 Giocare a scacchi aiuta il cervello?

Giocare a scacchi allena la mente e porta benefici riconosciuti.

Tra i vantaggi cognitivi più noti:

  • La memoria: rivedere le partite consolida ciò che si è imparato.
  • La concentrazione: seguire una partita sviluppa attenzione e focus prolungato.
  • Il ragionamento logico: collegare causa ed effetto rafforza il pensiero critico.
  • La pazienza: attendere il momento giusto insegna autocontrollo e calma.

Con un tutor dedicato sfrutti al massimo il potenziale formativo degli scacchi.

⭐ Come valutano gli studenti i loro insegnanti di scacchi a Torino?

Con 5/5, gli insegnanti di scacchi a Torino mostrano ottimi risultati.

Questa media riflette 10 feedback degli studenti.

I commenti dettagliati permettono di trovare il professore ideale.

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Le informazioni essenziali per il tuo lezione di scacchi

✅ Tariffa media:18€/ora
✅ Tempo di risposta:3h
✅ Insegnanti disponibili:16
✅ Formato del corso:In presenza o via Webcam

Corso scacchi: tutti i nostri consigli per imparare

Giocare a scacchi a Torino: un’occasione di svago e di esercizio intellettuale

La Società Scacchistica Torinese: tutte le opportunità in città

Conosci la Scacchistica Torinese?

Passeggiando per la splendida città di Torino, oltre ad imbatterti nella Mole Antonelliana, ti sarà capitato di percorrere la via Goito, dove, al civico 13, ha sede la Società Scacchistica Torinese, sostenuta dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

Nata nel 1910 e rinvigorita dalla passione di diversi maestri di scacchi, soprattutto dopo la fine della Seconda Guerra, la SST è tutt’oggi all’origine di diversi eventi:

  • corsi,
  • tornei,
  • trofei,
  • festival,
  • master internazionali,
  • lezioni di scacchi,
  • …e chi più ne ha più ne metta!

La società torinese ha dato vita nei decenni a grossi cambiamenti, rilevantissimi a livello locale, nazionale ed internazionale. Su sua spinta si sono costituite, ad esempio, la prima scuola di scacchi italiana, il comitato promotore e poi organizzatore delle prime olimpiadi di scacchi (2006), la seconda manifestazione CONI!

I soci della Scacchistica Torinese, oggi, sono circa 150; i corsi di scacchi a Torino vengono proposti a tutti i livelli; il settore Juniores è particolarmente fervido e foriero di risultati e orgoglio nazionale!

Del resto, basta dare un’occhiata al sito, facilmente reperibile anche digitando e cliccando “scacchi Torino”, per accorgersi della peculiarità dei corsi, dei bandi, dei test di ammissione…

Il Trofeo Barberis ed il Gran Sociale, probabilmente, spiccano maggiormente agli occhi di chi navighi, alla ricerca di informazioni inerenti il mondo degli scacchi e dei giocatori di scacchi a Torino.

E che dire, poi, dei corsi intensivi di scacchi a Torino città, giustamente inseriti sotto la rubrica Full Immersion?

Partire alla scoperta degli scacchi o perfezionarsi è davvero possibile per tutti, nella città dei gianduiotti:

  • primi scacchi
  • finali da pedoni
  • tecnica di gioco
  • alla scoperta degli scacchi

Ecco solo alcuni tra i corsi di scacchi proposti a Torino.

Inoltre, dal momento che la città pullula di amanti degli scacchi e di esperti maestri in questa antica arte, è anche possibile contattare privatamente degli insegnanti di scacchi, cercare dei partner per giocare gratuitamente, conoscere ragazzi ed adulti con cui trascorrere del tempo utile alla mente.

Qualche informazione storica sugli scacchi

Il gioco ha origini assai antiche. Se ne documenta l’esistenza, come dato di fatto ormai assodato, in almeno due opere di epoca medievale, in Occidente.

In realtà, l’origine del gioco è tutta orientale e l’approdo ad ovest può essere documentato solo a partire dall’anno mille.

In un tempo in cui ancora non si disegnava e raffigurava nulla con la prospettiva, già vennero creati quadri e rappresentazioni di giocatori intenti a manovrare i pezzi sulla scacchiera! Pare che in India, nel VI secolo a. C., già vi fossero dei giocatori di scacchi!

Non v’è da stupirsi, di conseguenza, della trasformazione subita non solo dalla realtà materiale dei pezzi, ma soprattutto da alcuni dettagli inerenti alle possibilità di muovere ed operare di ogni scacco, rispetto agli altri.

I pedoni, il Cavallo ed il Re, ad esempio, sono rimasti immutati, mentre sorte assai diversa spettò ad altri protagonisti del gioco: l’alfiere, ad esempio, oggi raffigurato come un umano, un soldato che porta il vessillo delle milizie, era in passato un elefante. E la cosa è facilmente verificabile acquistando una scacchiera in alcuni paesi diversi dal nostro, in cui la manifattura di legno e metalli è ancora tutta manuale.

In Africa, tutt’oggi, molte scacchiere sono percorse dai quattro elefanti. Del resto, il termine arabo al-fil, - l’elefante - pare ben poter essere all’origine della parola “alfiere” che noi adoperiamo oggi.

E che dire dell’altro pezzo assai potente che percorre la scacchiera in lungo e in largo? La torre era, in origine, anch’essa un animale: nientepopodimeno che un cammello!

Infine, la più evidente di tutte le trasformazioni subite, nel tempo, dal gioco degli scacchi riguarda la potentissima regina. Innanzitutto, va segnalato che questo pezzo non era di genere femminile, inizialmente! In secondo luogo, le sue potenzialità erano assai inferiori rispetto a quelle praticamente onnipervasive che oggi le conosciamo. Infine, è solo verso il 1500 che essa sostituì il visir (divenendo dapprima il fers degli arabi).

Evoluzione cognitiva: un azzardo associarla agli scacchi?

Tutti sappiamo che tenere allenata ed impegnata la mente è indispensabile, perché tutto l’individuo prosegua la sua vita nel più sano e funzionale dei modi.

V’è chi iscrive precocemente i piccoli ad un corso di scacchi, sperando di farli diventare più intelligenti… Ma, naturalmente, non bisogna degenerare, nel tentare di prendersi cura della prole e nell’immaginare magiche trasformazioni ed infusioni di potenziale intellettuale, in pargoli considerati come dei vasi vuoti da riempire facilmente con qualunque cosa.

Esistono le doti naturali, i doni genetici, esiste poi la predisposizione dall’apprendimento, che – essa sì! – può essere curata ed allenata.

Gli scacchi consentono di apprendere a concentrarsi, poiché richiedono concentrazione. Ciò significa che determinate aree del cervello vengono opportunamente e regolarmente irrorate, apprendendo a giocare a scacchi e giocando delle partite. Durante questo tempo di gioco, inoltre, pensieri nefasti ed attività nocive sono inevitabilmente sospesi, dato che tutto l’impegno è investito nella scacchiera. E questi sono dati di fatto.

I benefici cognitivi del gioco degli scacchi, ovviamente, sono comprovati dalla ricerca degli studi specialistici:

  • la corteccia cerebrale ne risulta rinvigorita (pensiamo ad una rete elettrica, quella delle interconnessioni neuronali, tenuta sempre attiva grazie alle partite di scacchi);
  • la memoria allenata e migliorata (capire i meccanismi di gioco - dalle mosse alla strategia - agisce positivamente sia in fase di apprendimento, sia quando ci si cimenta regolarmente con una sfida);
  • le abilità nel problem solving affinate (quale miglior modo di sperimentare soluzioni a problemi, via via di grado crescente di difficoltà)!

Socialità, civismo, relazioni

Naturalmente, come in ogni attività altamente intellettiva che si rispetti, non possiamo non trovare letteratura sterminata su effetti e condizioni dello svolgimento nelle diverse fasce di età.

Il rispetto delle regole, intese come norme di condotta (e non soltanto di logica), può essere considerato uno degli apprendimenti che il gioco degli scacchi assicura. La società è fatta di ruoli distinti, di classi, di poteri diversamente distribuiti… gerarchie, masse dotate di poca movimentazione (i pedoni). Dove trovare meglio rappresentato questo intrico di rapporti, obblighi e rischi, se non su una scacchiera?

Naturalmente, oltre all’analisi sociologica di una scacchiera, esiste anche la lettura attenta assicurata dalla psicologia, di questo terreno… minato! La “lotta” che si sublima con il gioco regolamentato degli sacchi è anche un’occasione di sfide legittime, condotte in modo socialmente accettabile, tra generazioni, generi, membri di una cerchia preferenziale ascritta o elettiva, da testare ogni giorno nei suoi limiti, nella sua effettiva preminenza (o meno). Stiamo facendo riferimento alle partite di scacchi tra nonni e nipoti, padri e figli, fratelli…amici e coniugi! Vivere simbolicamente il conflitto, invertire finalmente le distribuzioni di potere: ecco un miracolo che si opera sulla scacchiera! Un paradiso di osservazione per chi analizzi lo sviluppo cognitivo, i progressi relazionali, le similitudini tra gioco e terapia.

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