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Statistica
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Emilio
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| ✅ Tariffa media: | 17€/ora |
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La cosa sta propriamente così, e Venezia, grazie a Dio, non è più per me una parola vana, un nome vuoto, il quale mi ha tormentato le tante volte col suo suono fatale!
Goethe
Era il 28 settembre del 1786, quando lo studioso tedesco forse più famoso al mondo sbarcò per la prima volta a Venezia, in occasione del suo tour d’Italie, e avvistava una gondola, con la sua nera cabina lucida, sovvenendosi così di uno dei balocchi della sua infanzia.
Quando si parla di tedesco a Venezia, oltre a Goethe, una delle tante cose che possono venire in mente è Der Tod in Venedig, ovvero Morte a Venezia, racconto lungo o romanzo breve che Thomas Mann, lo scrittore di Lubecca, scrisse nel 1912 (ma tradotto in italiano solo nel 1930). Mann, l’anno precedente, era stato in visita con la moglie e il fratello a Venezia, si era innamorato della città ed era stato folgorato platonicamente da un giovane, che gli ispirò la figura centrale del racconto, il giovanissimo Tadzio.
Il suggello tra le due culture, quella teutonica e quella lagunare, non avviene solo nelle pagine dei romanzi, dei racconti e dei saggi; e non si manifesta solo nelle foto, nei video e nei ricordi dei turisti che, dalla Germania, scendono ad ammirare e visitare Venezia. Sono tante anche le iniziative a livello istituzionale, come ben simboleggiato dal Centro Tedesco di Studi Veneziani.
Questo nasce sulle orme di tanti altri istituti similari, esistenti nel nostro Paese da oltre un secolo: si ispira, dunque, all’esperienza dell’Istituto Archeologico Germanico, con sede a Roma, traslocato dentro le stanze del Campidoglio nel lontano 1874 (quando già poteva vantare una lunga storia alle spalle); all’esperienza iniziata nel 1888 della Stazione Storica Prussiana, successivamente Istituto Storico Germanico, sempre a Roma; a quella del Kunsthistorisches Institut di Firenze, risalente al 1897; a quella della Biblioteca Hertziana di Roma (anno di nascita 1913); a quella dell’Accademia di Villa Romana (Firenze 1905, dovuta al patrocinio di Max Klinger) e infine a quella dell’Accademia di Villa Massimo (Roma 1910, nata su iniziativa di Eduard Arnhold).
Il Centro Tedesco di Studi Veneziani ha, da parte sua, una storia molto più recente, dato che risale solo al 1972; ma da cinquant’anni a questa parte, tra Germania e Venezia, nei due piani che il Governo di Berlino ha acquistato presso il Palazzo Barbarigo della Terrazza, affacciato sul Canal Grande, è stato subito amore.
A volerlo fortemente non è stato solo il Ministero per la Cultura e i Media di Berlino, che ne finanzia interamente tutte le attività, ma anche il Comune di Venezia, che ha affidato ai tedeschi uno dei più bei palazzi della città: parliamo di un’opera realizzata nella seconda metà del Cinquecento, con entrate sul Rio di San Polo e sul Canal Grande, dotata di una amplia terrazza di oltre 330 metri quadri di superficie, dove vengono organizzati molti degli eventi, tempo permettendo.
Al suo interno, la famosa collezione Barbarigo, tra cui troneggiavano alcuni dipinti di Tiziano, prima di una vendita di parte delle opere allo zar di Russia e alla città di San Pietroburgo avvenuta a metà Ottocento.
C’è da dire che, dopo la Seconda Guerra Mondiale non era stato facile riallacciare i rapporti tra veneziani e tedeschi, dato che era ancora troppo fresco il ricordo di molte razzie commesse dai soldati nazisti e durante l’occupazione del prestigioso Hotel Danieli, per farne il quartier generale delle SS.
Ma, si sa, l’incedere del tempo, il turismo, le necessità dell’economia e delle relazioni politiche ed internazionali tra i due Paesi hanno fortunatamente permesso di accantonare gradualmente i rancori e i sensi di colpa. Fino al momento dell’alluvione del Polesine del 1966, quando molte organizzazioni tedesche, oltre ad alcune istituzioni come i Consolati, si mobilitarono per portare aiuto alle popolazioni e per il recupero delle opere d’arte a forte rischio.
Fu forse questa la scintilla che permise di dare il via al nuovo progetto, che, dall’idea di un istituto di ricerca di storia dell’arte condusse ad un centro culturale, tuttora molto attivo, a 360 gradi.
Il Centro Tedesco di Studi Veneziani organizza, anche in questo periodo di pandemia, una serie di eventi dall’indubbio interesse. Mostre a tema, incontri con artisti visivi e compositori, conferenze su geografia, filosofia, storia, con un filo rosso che sottende a tutto il programma, la comunicazione tra i popoli, in particolare quello italiano e quello tedesco.
Ma il Centro Tedesco di Studi Veneziani ha come obiettivo principale quello di promuovere la ricerca su temi di interesse per Venezia e i territori un tempo amministrati dalla città – Repubblica marinara: non solo bizantinismo, ma anche storia dell’arte, architettura, storia della medicina e della scienza, musicologia, letteratura, linguistica, studi ebraici, storia del medioevo, storia del diritto e dell’economia.
Ecco, allora, il senso delle borse di studio che il Centro di Palazzo Barbarigo mette a disposizione in particolare di studenti iscritti ad università della Germania. Le somme sono finalizzate a finanziare almeno in parte la permanenza nella città veneta dei borsisti, per un periodo breve (fino a sei mesi, domande accolte tutto l’anno) o lungo (dai 7 ai 12 mesi, bandi con cadenza annuale).
Ma anche gli artisti del campo visuale sono ben accetti a Venezia, motivo per cui il Centro bandisce un’altra tipologia di borse di studio, dedicata a chi operi in ambiti come architettura, composizione, letteratura, disegno, pittura, scultura, video arte e performance. I borsisti potranno permanere a Venezia per un periodo massimo di tre mesi, ospiti in uno degli appartamenti all’ultimo piano di Palazzo Barbarigo, sfruttando gli atelier a loro disposizione e godendo dell’impagabile vista del Canal Grande dalla finestra della camera!
Quello che più attira gli interessi dei giovani studiosi è l’interdisciplinarietà dell’ambiente di ricerca, oltre ad una passione sviscerata per le lingue e le culture tedesca e italiana: e questo conferisce un’aura veramente interessante al Centro e a tutte le sue attività.
Cornelia
Insegnante di tedesco
Con Cornelia ho ripreso lo studio del tedesco dopo diversi anni e ho trovato esattamente ciò che cercavo. Il suo metodo di insegnamento è strutturato ed efficace, e presta molta attenzione alle mie lacune e alle mie esigenze specifiche. È sempre...
Alessandra, 7 mesi fa
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Ivan, Un anno fa
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No_b_dy, 2 anni fa
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Priscilla, Più di 5 anni fa
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Luisa, 23 ore fa