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I migliori insegnanti per lezioni di tedesco a Venezia

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Valutazione media 5 ⭐ con 20+ recensioni verificate.

17 €/ora

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I nostri studenti valutano i loro insegnanti di tedesco a Venezia

Cornelia

Insegnante di tedesco

Con Cornelia ho ripreso lo studio del tedesco dopo diversi anni e ho trovato esattamente ciò che cercavo. Il suo metodo di insegnamento è strutturato ed efficace, e presta molta attenzione alle mie lacune e alle mie esigenze specifiche. È sempre...

Beatrice

Insegnante di tedesco

Beatrice è molto preparata, riesce a coinvolgermi positivamente. Gli argomenti trattati sono chiari e nonostante le mia difficoltà riesco a capire. Conigliota assolutamente

Desirée

Insegnante di tedesco

La mia esperienza con Desirée è stata molto positiva. Le sue lezioni sono ben strutturate e volte a migliorare tutte le competenze linguistiche, dalla conversazione alla comprensione auditiva, con attività come il Diktat o il Vokabeltest....

Gianluca

Insegnante di tedesco

Gianluca ha un ottimo metodo che alterna esercizi grammaticali a utilizzo di video ed è in grado di tenere alta l'attenzione e di divertire anche. E' sempre puntuale e molto organizzato. Ha permesso a mio figlio, 14 anni, di superare...

Alessandro

Insegnante di tedesco

Alessandro e' un professore di lingue (tedesco e inglese) molto preparato, appassionato e decisamente tanto paziente! Lo consiglio vivamente

Petra

Insegnante di tedesco

Petra è un'insegnante molto gentile e competente. Le sue spiegazioni sono chiare e piacevoli. Apprezzo particolarmente la flessibilità degli orari che offre. Consigliatissima!

Le domande più frequenti:

🗣️ Perché i casi sono fondamentali in tedesco?

I quattro casi tedeschi sono il pilastro della grammatica e vanno assimilati fin dall'inizio.

  • Il Nominativo: indica il soggetto della frase, ovvero chi compie l'azione (es. Der Mann liest).
  • L'Accusativo: indica l'oggetto diretto della frase e risponde a Wen? (Chi/Che cosa?).
  • Il Dativo: indica il destinatario dell'azione e si usa con verbi come helfen e geben.
  • Genitiv: esprime un rapporto di specificazione, simile al "di" italiano.

Un insegnante privato di tedesco può aiutarti a padroneggiare i casi con esercizi mirati e spiegazioni personalizzate.

💰 Qual è il prezzo di una lezione di tedesco a Venezia?

Il prezzo medio di una lezione di tedesco a Venezia è circa 17€/ora.

Questa tariffa può variare secondo:

  • Il livello dello studente (principiante, intermedio, avanzato)
  • L'esperienza e le qualifiche del professore
  • La formula scelta (occasionale o regolare)
  • Il formato della lezione (online, a domicilio, dal professore)

Confrontare diversi profili permette di trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.

💬 Come organizzarsi per studiare tedesco a casa in modo efficace?

Il tedesco si può apprendere efficacemente da casa combinando pratica, ascolto e lezioni mirate.

  • Lezioni online con un insegnante: un professore dedicato adatta il percorso al tuo livello e ai tuoi obiettivi.
  • Ascolto attivo: ascoltare la radio tedesca o i notiziari aiuta ad abituarsi ai suoni e al ritmo della lingua.
  • Pratica scritta e orale: la ripetizione quotidiana è la chiave per memorizzare vocaboli e regole grammaticali.
  • Tandem linguistico: gli scambi linguistici online sono un modo efficace per migliorare la fluidità.

Un insegnante privato di tedesco online può strutturare il tuo percorso e renderlo davvero efficace.

⭐ Che voto danno gli studenti ai professori di tedesco a Venezia?

I professori di tedesco a Venezia ottengono un voto medio di 5/5.

Questa media riflette 20 feedback degli studenti.

Ogni profilo mostra i feedback degli ex studenti.

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Le informazioni essenziali per il tuo lezione di tedesco

✅ Tariffa media:17€/ora
✅ Tempo di risposta:6h
✅ Insegnanti disponibili:57
✅ Formato del corso:In presenza o via Webcam

Qualche consiglio per migliorare in tedesco a Venezia

Venezia e il tedesco: lingua, arte e cultura germaniche a Venezia

La cosa sta propriamente così, e Venezia, grazie a Dio, non è più per me una parola vana, un nome vuoto, il quale mi ha tormentato le tante volte col suo suono fatale!

Goethe 

Venezia: meta di uomini di cultura, da sempre!

Era il 28 settembre del 1786, quando lo studioso tedesco forse più famoso al mondo sbarcò per la prima volta a Venezia, in occasione del suo tour d’Italie, e avvistava una gondola, con la sua nera cabina lucida, sovvenendosi così di uno dei balocchi della sua infanzia.

Quando si parla di tedesco a Venezia, oltre a Goethe, una delle tante cose che possono venire in mente è Der Tod in Venedig, ovvero Morte a Venezia, racconto lungo o romanzo breve che Thomas Mann, lo scrittore di Lubecca, scrisse nel 1912 (ma tradotto in italiano solo nel 1930). Mann, l’anno precedente, era stato in visita con la moglie e il fratello a Venezia, si era innamorato della città ed era stato folgorato platonicamente da un giovane, che gli ispirò la figura centrale del racconto, il giovanissimo Tadzio.

L’interesse della Germania per la cultura del nostro Paese

Il suggello tra le due culture, quella teutonica e quella lagunare, non avviene solo nelle pagine dei romanzi, dei racconti e dei saggi; e non si manifesta solo nelle foto, nei video e nei ricordi dei turisti che, dalla Germania, scendono ad ammirare e visitare Venezia. Sono tante anche le iniziative a livello istituzionale, come ben simboleggiato dal Centro Tedesco di Studi Veneziani.

Questo nasce sulle orme di tanti altri istituti similari, esistenti nel nostro Paese da oltre un secolo: si ispira, dunque, all’esperienza dell’Istituto Archeologico Germanico, con sede a Roma, traslocato dentro le stanze del Campidoglio nel lontano 1874 (quando già poteva vantare una lunga storia alle spalle); all’esperienza iniziata nel 1888 della Stazione Storica Prussiana, successivamente Istituto Storico Germanico, sempre a Roma; a quella del Kunsthistorisches Institut di Firenze, risalente al 1897; a quella della Biblioteca Hertziana di Roma (anno di nascita 1913); a quella dell’Accademia di Villa Romana (Firenze 1905, dovuta al patrocinio di Max Klinger) e infine a quella dell’Accademia di Villa Massimo (Roma 1910, nata su iniziativa di Eduard Arnhold).

La sede del Centro Tedesco di Studi Veneziani

Il Centro Tedesco di Studi Veneziani ha, da parte sua, una storia molto più recente, dato che risale solo al 1972; ma da cinquant’anni a questa parte, tra Germania e Venezia, nei due piani che il Governo di Berlino ha acquistato presso il Palazzo Barbarigo della Terrazza, affacciato sul Canal Grande, è stato subito amore.

A volerlo fortemente non è stato solo il Ministero per la Cultura e i Media di Berlino, che ne finanzia interamente tutte le attività, ma anche il Comune di Venezia, che ha affidato ai tedeschi uno dei più bei palazzi della città: parliamo di un’opera realizzata nella seconda metà del Cinquecento, con entrate sul Rio di San Polo e sul Canal Grande, dotata di una amplia terrazza di oltre 330 metri quadri di superficie, dove vengono organizzati molti degli eventi, tempo permettendo.

Al suo interno, la famosa collezione Barbarigo, tra cui troneggiavano alcuni dipinti di Tiziano, prima di una vendita di parte delle opere allo zar di Russia e alla città di San Pietroburgo avvenuta a metà Ottocento.

Dalla guerra all’alluvione: amore e odio

C’è da dire che, dopo la Seconda Guerra Mondiale non era stato facile riallacciare i rapporti tra veneziani e tedeschi, dato che era ancora troppo fresco il ricordo di molte razzie commesse dai soldati nazisti e durante l’occupazione del prestigioso Hotel Danieli, per farne il quartier generale delle SS.

Ma, si sa, l’incedere del tempo, il turismo, le necessità dell’economia e delle relazioni politiche ed internazionali tra i due Paesi hanno fortunatamente permesso di accantonare gradualmente i rancori e i sensi di colpa. Fino al momento dell’alluvione del Polesine del 1966, quando molte organizzazioni tedesche, oltre ad alcune istituzioni come i Consolati, si mobilitarono per portare aiuto alle popolazioni e per il recupero delle opere d’arte a forte rischio.

Fu forse questa la scintilla che permise di dare il via al nuovo progetto, che, dall’idea di un istituto di ricerca di storia dell’arte condusse ad un centro culturale, tuttora molto attivo, a 360 gradi.

L’attività culturale e le borse di studio di Palazzo Barbarigo

Il Centro Tedesco di Studi Veneziani organizza, anche in questo periodo di pandemia, una serie di eventi dall’indubbio interesse. Mostre a tema, incontri con artisti visivi e compositori, conferenze su geografia, filosofia, storia, con un filo rosso che sottende a tutto il programma, la comunicazione tra i popoli, in particolare quello italiano e quello tedesco.

Ma il Centro Tedesco di Studi Veneziani ha come obiettivo principale quello di promuovere la ricerca su temi di interesse per Venezia e i territori un tempo amministrati dalla città – Repubblica marinara: non solo bizantinismo, ma anche storia dell’arte, architettura, storia della medicina e della scienza, musicologia, letteratura, linguistica, studi ebraici, storia del medioevo, storia del diritto e dell’economia.

Ecco, allora, il senso delle borse di studio che il Centro di Palazzo Barbarigo mette a disposizione in particolare di studenti iscritti ad università della Germania. Le somme sono finalizzate a finanziare almeno in parte la permanenza nella città veneta dei borsisti, per un periodo breve (fino a sei mesi, domande accolte tutto l’anno) o lungo (dai 7 ai 12 mesi, bandi con cadenza annuale).

Ma anche gli artisti del campo visuale sono ben accetti a Venezia, motivo per cui il Centro bandisce un’altra tipologia di borse di studio, dedicata a chi operi in ambiti come architettura, composizione, letteratura, disegno, pittura, scultura, video arte e performance. I borsisti potranno permanere a Venezia per un periodo massimo di tre mesi, ospiti in uno degli appartamenti all’ultimo piano di Palazzo Barbarigo, sfruttando gli atelier a loro disposizione e godendo dell’impagabile vista del Canal Grande dalla finestra della camera!

Quello che più attira gli interessi dei giovani studiosi è l’interdisciplinarietà dell’ambiente di ricerca, oltre ad una passione sviscerata per le lingue e le culture tedesca e italiana: e questo conferisce un’aura veramente interessante al Centro e a tutte le sue attività.

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