« A volte, immagino il timbro vocale che avrebbe una rosa, sono sicuro che farebbe cantare gli uccellini. »

Joe Coeijmans

I ragazzini delle medie, i liceali, e più in generale tutte quelle menti letterarie poco esperte in materia, restano stupiti di fronte a certe dimostrazioni matematiche piene di cifre, lettere greche e segni strani… lo stesso si può dire della prima impressione che ha un neofita, sfogliando un trattato di musica classica o un articolo dedicato alla musica!

Ci sono numerose parole poco – o per nulla – utilizzate nella vita quotidiana, che possono a prima vista non suonare familiari e non essere comprese.

Ma cosa significa questo, forse che i musicologi non fanno altro che essere pedanti? Certo che no: ognuno di questi termini esiste per descrivere la realtà dell’arte del canto. Si tratta di un linguaggio tecnico, scientifico: il canto e la musica sono delle discipline e, per essere tali, necessitano - anche -  di una terminologia specifica, precisa, che dia una scientificità alla teoria che li sottende.

Tecnica, potenza, tessitura sono, allo stesso modo, fattori imprescindibili del mondo musicale, anche per gli strumentisti.

In questo lessico proprio dei cantanti, troviamo un termine particolarmente importante: si tratta del timbro vocale.

Se hai il desiderio di diventare un grande tenore o un soprano, o di competere tra i cantanti moderni di varietà di successo, un consiglio per non passare per folli: chiediti "che timbro di voce ho" e risponditi in maniera sincera e obiettiva... è una componente essenziale, quando si tratta di allenare la propria voce e influenzerà moltissimo il tuo percorso!

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Cosa si intende per "timbro vocale"?

È un sostantivo che ritorna spesso nel campo dei suoni, poiché riguarda qualunque cosa capace di emetterne uno.

Al contrario, forzare la propria voce ad uscire forte rischia di ottenere l'effetto contrario.
Ecco la dimostrazione che non serve la potenza, per cantare e farsi sentire!

Quindi, si parla di “timbro” sia per le voci umane sia per gli strumenti musicali.

Bisogna fare attenzione a non confonderlo con la nozione di tessitura, che riguarda l’ambitus nonché l’estensione delle note (e di conseguenza delle ottave) emesse dalle corde vocali o da uno strumento.

Questa tessitura permette di distinguere i mezzo-soprani, i contralti, i controtenori, i baritoni, i bassi, ecc. Se ti interessa approfondire l'argomento, ecco qui come seguire un corso di canto!

La definizione esatta ci è data dal famoso Emile Littré: “ Suono che caratterizza il timbro. Qualità sonora di una voce, di uno strumento. Carattere di un suono indipendentemente dal suo rango nella scala, carattere dei suoni armonici che coesistono con il suono fondamentale e che costituiscono una sorta di accompagnamento; questo tipo di accompagnamento, di cui l’orecchio non percepisce gli elementi, è precisamente il timbro.”

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In breve, si tratta di tutte le caratteristiche sonore che permettono di indentificare un cantante o uno strumento: una stessa nota può essere emessa da un organo, un piano e un contralto, la sua frequenza matematica resterà invariata, pertanto continuerà ad essere pienamene riconoscibile.

Questo vale anche a seconda della tastiera! È tutto ciò che permette di distinguere un produttore da un altro: la sua unicità – il filosofo e teologo del XIII secolo Jean Duns Scot parlerebbe di “ecceità”.

Frequenza, vibrato, estensione, attacco: sono questi gli elementi che costituiscono il cuore di un timbro musicale.

Si può ammirare tutta la ricchezza dell’umanità, poiché ogni voce resta in effetti unica, con la propria personalità. Il concetto è stato sviluppato piuttosto recentemente dall’organologia e ha permesso un rapido sviluppo della psicoacustica (con l’analisi armonica dei suoni) e dell’orchestrazione in generale.

Il timbro vocale è naturalmente legato al colore – o coloratura – delle voci e degli strumenti. Se hai già sentito dire della tua voce: “ha una bella voce”, allora, forse, sei dotato e hai tutte le possibilità dalla tua parte per avere successo!

Oggi, si parla qualche volta di “quattro colori primari della voce”: il primo di questi è la voce parlata (toni medi e gravi armonizzati), utilizzo della voce che puoi notare chiaramente ascoltando i brani cantati da Jacques Brel o Adele.

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Un aspetto determinante del timbro di voce: la risonanza

Un altro termine che certamente ti sarà capitato di sentire è "risonanza".

Per spiegare meglio questo concetto, partiamo da una definizione: quella di "risonatori". Con questo termine, si intende riferirsi alle cavità di:

  • laringe
  • faringe
  • bocca.

Ma perché i risonatori sono così importanti? Non sono le corde vocali a fare la parte più pesante del lavoro? Assolutamente no. Tanto è vero che quando il sono viene prodotto dalle corde vocali è, di per sé, semplice, debole, senza colore, come si dice in gergo tecnico.  Sono invece le camere di risonanza - che, oltre alle sopraccitate, comprendono anche le cavità del petto, le cavità nasali, .... - a consentire al suono di aumentare di consistenza e di sonorità.

Quindi, per dirla in modo più semplice, quando parliamo di risonanza, parliamo del fenomeno di amplificazione delle onde sonore prodotto dai risonatori.

E perché chi canta deve interessarsi alla risonanza? Non può spingere di più sulle corde vocali, forzandole ad emettere suoni più "forti", in modo che vengano sentiti meglio? Ancora una volta, la risposta è no! Anzi, spingere, sforzare, dare spite eccessive sfruttando la potenza dei muscoli, rischia di danneggiare le corde, senza, del resto, ottenere alcun miglior risultato. Quindi, l'artista, il cantante deve affidarsi alla risonanza, molto più che alla forza.

I risuonatori costituiscono un megafono, un amplificatore della voce. Ma non solo, dato che riescono anche a dare una coloritura particolare alla voce stessa. Insomma, per dirla in termini più "popolari", quantità e qualità!

Un'altra scienza viene in soccorso a te che vuoi capire come sfruttare il tuo timbro di voce: la fisica.

Sono proprio le leggi della fisica, infatti, a spiegarci come le vibrazioni emesse dalle corde vocali viaggino in tutte le direzioni, a 360°. Starà a te indirizzarle verso un'area o verso l'altra del tuo corpo: in direzione delle camere e delle cavità di risonanze. Questo darà alla tua voce una maggiore consistenza di sonorità.

Se, invece, verrai consigliato male e proverai a spingere solo sul volume, la voce uscirà rapidamente dalla bocca, ma i muscoli saranno portati ad irrigidirsi in modo eccessivo e il suono che emetterai sarà forzato e pesante.

Insomma, a seconda di come farai "uscire l'aria", a seconda di quali risonatori utilizzerai, otterrai differenti effetti:

  • laringale
  • pettorale
  • faringale
  • uvulare
  • occipitale
  • velare
  • parietale
  • palatale
  • apicale
  • prepalatale
  • nasale
  • nasale velare
  • falsetto
  • stop closure falsetto
  • flauto
  • fischio laringeo
  • fry
  • falso cordale
  • aritenoideo
  • multifonico.

Non c'è che dire: c'è molto lavoro da fare per ben utilizzare la propria voce e quel molto bisogna farlo insieme a chi ha le giuste competenze!

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Come capire la propria tonalità di voce: tre consigli dagli esperti

Ricorda che, negli uomini come nelle donne, il timbro della voce cambia con l’età; lo stesso vale per la tessitura. Ecco perché, allora, è possibile assistere ad un passaggio dall’acuto verso il grave o, più raramente, dal grave verso l’acuto.

Anche se una parte del timbro è innata e dipende dai propri geni (per esempio la morfologia orale: laringe, faringe, glottide, corde vocali e altri risonatori) o anche dal peso degli anni, un allenamento vocale assiduo può contribuire a modificare - e in meglio - il timbro.

Si tratta dello stesso fenomeno che possiamo ammirare in tutti quei comici che in TV, su YouTube o al teatro si dilettano nell'imitazione di altri personaggi (pensa, ad esempio, a Maurizio Crozza che veste i panni di Forchielli o di Sabina Guzzanti che si cala in quelli di Berlusconi... sì, puoi ridere!).

Non si definiranno mai al 100% i nostri timbri di voce, tanto è grande la loro complessità, e tanto più se la propria tonalità si trasforma nel corso degli anni; ma, se la cosa ti interessa, a livello amatoriale o professionale che sia, puoi avvicinarti ad una analisi approfondita, al fine di conoscerti meglio – un obbiettivo intermedio che ti permetterà di correggere i tuoi esercizi vocali.

Per meglio conoscere le tue qualità da diva o da divo, devi focalizzarti in particolare su tre punti…

  1. Timbro voce: come identificare la tessitura della tua voce

Per iniziare questa disamina, individua le note più basse e i suoni più acuti che sei in grado di raggiungere.

Per delimitare il tuo intervallo vocale, puoi sondare l’ambitus che padroneggi perfettamente (senza sforzo e in voce di petto: la tessitura) con quello che esplori imperfettamente (in voce di testa, per il momento con qualche fallimento: è là che potresti trarre dei benefici).

Una tale determinazione ti aiuterà, se hai una perfetta intonazione o, almeno, un orecchio musicale, ricorrendo per esempio ad un sintetizzatore per testare le tue capacità. Altrimenti, non esitare a ricorrere all’esperienza di un professore di canto: non sarà di certo lui a dire di no!

  1. Prendi lezioni di canto e lavora sul timbro della voce

Per evitare cattive abitudini o per non perdere il tuo tempo, imparare a cantare richiede molta serietà e perfezione nell’affinamento della propria tecnica di canto.

Non c’è cosa migliore di un professore di canto qualificato per la fonazione, per imparare a cantare e per essere intonati!

Una scuola di canto o, in alternativa, una scuola di musica potrà facilmente orientarti verso un professionista rinomato – mentre la community di Superprof ti aiuterà in questa allettante ricerca di un super corso di canto!

  1. Canta regolarmente con il tuo timbro voce

Sotto la doccia o altrove, tutte le occasioni sono buone per dedicarsi ai vocalizzi.

Non solo questa assidua ginnastica a tutto canto ti perfezionerà, ma ti permetterà, inoltre, di non perdere mai di vista la realtà del tuo timbro e del tuo repertorio –specialmente durante la pubertà, ad esempio.

Sii comunque saggio e prudente, per non rischiare un abbassamento della voce: un riscaldamento vocale è sempre necessario, per saper cantare come si deve.

I cinque migliori consigli per acquisire una maggiore qualità del timbro di voce

Chiuso il capitolo "Come capire che timbro di voce si ha" se ne apre un altro per migliorarlo!

Ecco alcuni consigli in merito:

  1. Estendi il tuo ambitus

L’estensione vocale delle note interessate può variare con l’età e in funzione della serietà del tuo lavoro.

La Callas era ben lontana dall’accontentarsi del registro di soprano… Se tutti noi, prima o poi, capissimo i nostri limiti, specialmente durante gli esercizi di impostazione della voce, potremmo superare i primi ostacoli!

L’allenamento attraverso le scale e l’interpretazione delle melodie, giocando sui vostri estremi, ti permetterà di usufruire di entrambi i lati della “tastiera”: è forgiando che si diventa fabbro”, ci insegna l’anima della gente comune.

Applicati a trasformare in voce di petto un semi tono che sai emettere in falsetto.

  1. Fai attenzione al tuo atteggiamento

Per definizione, cantare è un’attività fisica (o fisiologica, per farti piacere, se sei adepto delle emozioni forti…).

La fisiologia umana gioca il suo ruolo: l’atteggiamento e la postura del cantante.

Resta rilassato in ogni circostanza, imparando a gestire lo stress e perfezionando la tua presenza scenica.

Parallelamente, resta sempre dritto, se è possibile cantando in piedi. Cantando all'impiedi, non inarchi la schiena e mantieni un portamento altero.

Una presenza musicalmente ortodossa farà la differenza dal punto di vista del volume e della percezione del pubblico.

  1. Migliora la respirazione

Una pressione costante è la dimostrazione di una modulazione fonatoria impeccabile. Tutto sommato, quando si canta, non si fa che sollecitare una certa espirazione!

Concentrati sulla respirazione addominale attraverso il diaframma. Gli esercizi per la respirazione ventrale (non è la gabbia toracica che bisogna “gonfiare”) ti aiuteranno a migliorare il tuo controllo.

Senza gli addominali, è impossibile proiettare la propria tonalità con tanta precisione da diventare solisti!

  1. Prova la tua dizione

Articolare bene fa la differenza tra un buono o un pessimo coro. La pronuncia della vocale è il cuore della professione di cantante moderno.

Gli esercizi di articolazione faranno di te un eccellente oratore e contribuiranno a una migliore proiezione delle tonalità.

Con questa agilità nella declamazione ritmica, canterai più forte senza stancarti.

Saper parlare in pubblico è l’esercizio principale al riguardo, vuol dire anche poter pronunciare lingue straniere onnipresenti nell’opera buffa: l’opera italiana (Verdi, Puccini, Il barbiere di Siviglia di Rossini…), tedesca (cfr. la Tetralogia di Wagner e Il Flauto magico di Mozart con protagonista la regina della notte) e francese (Gounod e Bizet)…

  1. Seleziona le tue arie

La scelta delle canzoni da interpretare non è così semplice: assicurati di variare le difficoltà e scegli le canzoni più adatte al tuo timbro delle voce e ai tuoi potenziali progressi.

Un allenamento vocale, specifico e dematerializzato, può aiutarti ad evitare sforzature sbagliate.

Tutti i tenori famosi sono passati da questo processo, nessuno escluso. E allora, preparati anche tu al meglio e senza saltare le tappe!

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Martina

Amo viaggiare e studiare le lingue, sono sempre alla ricerca di nuove esperienze che possano arricchire il mio bagaglio culturale.