Le ricette di cucina sono un bene universale estremamente democratico, un tesoro che appartiene a tutti e che come le sette note può essere combinato in migliaia e migliaia di modi e diventare personale, a volte unico." — Paola Maugeri

In Italia, il settore della ristorazione è dinamici ed efficienti. Questo successo è dovuto ai tanti lavoratori che ogni giorno si impegnano per soddisfare i propri clienti, tra cui troviamo anche gli chef!

Il celeberrimo Gualtiero Marchesi ci ha purtroppo lasciati nel 2017, ma per nostra grande fortuna il panorama gastronomico italiano è ancora oggi popolato da grandi cuochi che sanno rinnovare la nostra tradizione culinaria rispettando al contempo la tradizione.

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Massimo Bottura, uno chef pluristellato

Il ristorante di Bottura ha ottenuto il riconoscimento gastronomico più importante: le tre stelle Michelin.
Massimo Bottura non è soltanto un grande chef, ma anche un filantropo impegnato in numerose cause sociali. Credit: Per-Anders Jorgensen/The Observer

Questo cuoco modenese vanta non pochi successi: il suo ristorante Osteria Francescana, situato nella sua città natale, ha ottenuto le tanto ambite tre stelle Michelin e si è classificato al primo posto delle edizioni 2016 e 2018 della lista "The World’s 50 Best Restaurants". 

Questi risultati sono ancora più impressionanti se si pensa che Bottura aveva in realtà iniziato a studiare giurisprudenza, sviluppando solo in un secondo momento una passione vera e propria. È infatti soltanto nel 1986 che rileva una trattoria a Campazzo e inizia il suo percorso per diventare un grande chef (per nostra grande fortuna!).

In seguito Bottura viaggia in Francia e in Catalogna e si forma con alcuni dei più grandi chef mondiali: Georges Cogny, Alain Ducasse e Ferran Adrià.

Oltre ad essere un grande cuoco, Bottura è anche molto impegnato in diversi progetti sociali: ha infatti creato un programma chiamato "Il Tortellante", che ha come obiettivo di avvicinare i ragazzi autistici alla cucina, sotto la guida esperta di cuoce professioniste, e ha fondato, insieme alla moglie, l’associazione Food For Soul, che si occupa dell'aspetto sociale del cibo e in diverse occasioni distribuisce pasti ai meno fortunati.

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Chef famosi: Carlo Cracco 

Cracco non ha certo bisogno di presentazioni, essendo uno dei volti più noti dell'alta gastronomia e della televisione italiana. 

Lo chef di Creazzo ha un percorso di formazione più lineare rispetto a quello di Bottura: ha infatti studiato all’istituto alberghiero "Pellegrino Artusi" di Recoaro Terme prima di iniziare a collaborare con diversi ristoranti italiani, in un primo momento, e trasferirsi poi a Parigi per studiare la cucina francese con Alain Ducasse e Alain Senderens. 

Il ristorante di Cracco è uno dei più rinomati e frequentati di Milano.
Il volto di Cracco è diventato noto anche grazie alla sua partecipazione a celebri programmi culinari, come MasterChef Italia. Credit: Milano Today

Purtroppo il ristorante di Cracco a Milano, aperto nell'ormai lontano 2001, ha perso una delle due stelle Michelin nell’edizione 2018 della celebre guida. 

Questo però non togli che Cracco sia uno dei cuochi più stimati e amati d'Italia, anche grazie alla sua partecipazione come giudice al programma MasterChef, con cui ha collaborato dal 2011 al 2017.

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Massimiliano Alajmo e l'arte culinaria 

Per Massimiliano Alajmo la cucina è un affare di famiglia: lo chef nasce infatti in una celebre famiglia di ristoratori veneti. 

Inizia la sua formazione all’istituto alberghiero di Abano Terme, e dal 1990 inizia a lavorare prima in un ristorante di Moena, poi in Francia, dove impara i segreti dell'arte culinaria da Marc Veyrat e da Michel Guérard. 

Dopo aver accumulato diverse esperienze torna in Italia, dove assume la gestione del ristorante di famiglia "Le Calandre" assieme al fratello Raffaele. Nel Novembre 2002 il risorante ottiene tre stelle Michelin, facendo di Alajmo il più giovane chef della storia a ricevere il massimo riconoscimento della celebre guida. 

Oltre a gestire ben quattro ristoranti — "Le Calandre", "Il Calandrino", "La Montecchia" e il "Gran Caffè Quadri" — Alajmo si occupa del gruppo "Cavalieri della cucina italiana", il cui obiettivo è quello di promuovere la cucina tradizionale e la figura dello chef. 

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Nadia Santini, prima donna italiana ad aver ottenuto tre stelle Michelin

Gli stereotipi sono duri a morire: sebbene la cucina domestica sia considerata ancora da alcuni una mansione femminile, l’alta cucina e la gastronomia sono paradossalmente settori dominati dagli uomini. Fortunatamente, le cose stanno (lentamente) cambiando, e sempre più donne talentose stanno conquistando le vette di quest’arte. 

Sempre più donne si stanno ritagliando un posto d'onore nell'Olimpo della gastronomia italiana.
Nadia Santini è stata la prima chef italiana a ottenere le tanto ambite tre stelle Michelin! Credit: Paolo Terzi

Come non parlare quindi di Nadia Santini, prima cuoca italiana ad aver ottenuto le tanto ambite tre stelle Michelin?

Santini ha studiato Scienza e tecnologia alimentare e Scienze Politiche prima di iniziare a lavorare nel ristorante "Dal Pescatore", di proprietà della famiglia di suo marito. 

Il ristorante è antico: fu aperto nel 1925 da Teresa Mazzi e suo marito Antonio Santini, nonni del marito di Nadia. Ma con il talento di Nadia è diventato un vero e proprio centro dell'arte culinaria e gastronomica italiana, nonché uno dei luoghi più frequentati e amati dagli appassionati di cucina.  

Nadia è stata inoltre premiata nel 2013 come migliore chef donna del mondo al concorso "The World’s 50 Best Restaurants", organizzato dal giornale periodico Restaurant. 

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Antonino Cannavacciuolo, la star di MasterChef 

Anche in questo caso, non c’è davvero bisogno di fare presentazioni: Canavacciuolo è uno degli chef più celebri del nostro paese, anche grazie alla sua partecipazione a trasmissioni quali Cucine da incubo e MasterChef Italia. 

Nato tra Napoli e il Golfo di Sorrento, Canavacciuolo studia presso la scuola alberghiera F. De Gennaro — la stessa scuola in cui si è formato suo padre, anch’esso cuoco — per poi proseguire la propria educazione gastronomica Francia, e in particolare in Alsazia. 

Canavacciuolo ha avuto anche la fortuna di lavorare nel ristorante del Grand Hotel Quisisana di Capri, tenuto da Gualtiero Marchesi, anche se la presenza del celebre chef nel locale in quel periodo era molto limitata. 

Nel 1999 apre insieme alla moglie il ristorante "Villa Crespi", nell'omonima dimora storica sul Lago d’Orta, per cui riceverà nel 2006 due stelle Michelin. 

Canavacciuolo è apprezzatissimo dal pubblico non solo per la bontà dei suoi piatti, ma anche per la sua personalità e per la cura e l'amore che dedicata alla cucina. Come dichiara lui stesso: "Cucinare non significa solo leggere una ricetta: è una questione di sensibilità, di rispetto degli ingredienti e dei tempi di preparazione."

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Lo chef più social: Alessandro Borghese 

Borghese è considerato il cuoco più social d'Italia!
I programmi condotti da Alessandro Borghese sono trasmetti su SkyTV. Credit: Firenze Today

Alessandro Borghese nasce a San Francisco, ma si diploma all'American Overseas School di Roma. Dopodiché, inizia un viaggio di tre anni sulle navi da crociera, prima di iniziare a lavorare in diversi ristoranti di San Francisco, New York, Londra, Parigi, Copenaghen, Roma e Milano.

In un primo momento, Borghese apre a Milano "AB Normal", una società di Catering e Food Consulting. È solo nel 2017 che il suo ristorante — “Alessandro Borghese – il lusso della semplicità” — apre i battenti nel capoluogo lombardo, riscontrando fin da subito un enorme successo di critica e di pubblico.

Oltre alla sua abilità ai fornelli, Borghese è un grande comunicatore, ed è stato uno dei primi cuochi in Italia a imparare ad usare i social come strumento di Marketing per il proprio brand.

Inoltre, grazie alla sua simpatia, è diventato un volto televisivo molto noto: è stato infatti giudice di Junior MasterChef Italia, e conduttore di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” e “Alessandro Borghese Kitchen Sound”, programmi di cui non è solo conduttore, ma anche co-autore, e che vengono trasmessi sui canali Sky.

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Cristina Bowerman, una chef controcorrente 

Per riequilibrare un po' le cose, concludiamo la nostra panoramica sugli chef con un'altra donna che ha saputo ritagliarsi un posto d'onore in un settore dominato degli uomini: la chef stellata Cristina Bowerman.

Nata a Cerignola, in Puglia, Bowerman si trasferisce negli Stati Uniti dopo aver ottenuto una laurea in giurisprudenza in Italia. A San Francisco continua gli studi, inizia a lavorare in una coffee house e a coltivare la passione per la cucina.

Dopo aver ottenuto una laurea in Culinary Arts a Austin, in Texas, Bowerman torna in Italia, e più precisamente a Roma, dove, dopo una prima breve esperienza al Convivio Troiani, inizia a collaborare col Glass Hostaria, ristorante all'epoca ancora molto giovane.

Nel 2010 ottiene la stella Michelin e nel 2014 pubblica un libro per Mondadori — “Da Cerignola a San Francisco e ritorno – La mia vita di chef controcorrente”, in cui racconta il suo percorso e la sua passione per la cucina.

Oltre a essere una grande artista dietro ai fornelli, Bowerman cerca da sempre di battersi per cambiare il settore della ristorazione e della gastronomia, rendendolo sempre più inclusivo verso le donne. Grazie alla sua grinta, la chef pugliese è diventato un vero e proprio modello di riferimento, al punto da essere stata nominata, nel 2018, Ambasciatrice dell'Associazione Telefono Rosa.

Ovviamente ci sarebbero molti altri professionisti dell'arte gastronomica che meriterebbero di essere citati in questo articolo, ma è impossibile fare una lista esaustiva dei più grandi chef italiani, poiché sono davvero tanti i professionisti talentosi in questo campo.

Allora, quale super chef è il modello che vorresti seguire per diventare un maestro nell'arte della ristorazione?

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Nicolò

Scrittore e traduttore laureato in letterature comparate. Vivo a Parigi, dove coltivo la mia passione per i libri, il cinema e la buona cucina.