Molto prima di diventare una formula da imparare a scuola, il teorema di Talete fu soprattutto un modo nuovo di guardare la realtà. Le proporzioni erano già conosciute e utilizzate da Egizi e Babilonesi per risolvere problemi pratici, ma nella Grecia del VI secolo a.C. iniziò a prendere forma un'idea destinata a cambiare la storia della matematica: non basta sapere che un procedimento funziona, bisogna capire perché funziona. A Talete di Mileto la tradizione attribuisce proprio questo passaggio: dall'osservazione concreta alla ricerca di un principio generale. La celebre storia della piramide di Cheope e delle sue ombre racconta bene questa intuizione, anche se l'episodio ci è arrivato attraverso fonti posteriori e non può essere verificato nei dettagli.
Ma che cosa c'è davvero dietro il teorema di Talete? Rette parallele, proporzioni e triangoli simili sono gli ingredienti fondamentali. Partendo da questi concetti, Talete e la tradizione matematica greca contribuirono a costruire una geometria sempre più astratta e dimostrativa, che sarebbe stata poi sistematizzata da Euclide e avrebbe influenzato la matematica dei secoli successivi.
In questo articolo vedremo quindi non solo che cosa dice il teorema di Talete e come si applica, ma anche da dove nasce, quali conoscenze lo hanno reso possibile e come una semplice relazione tra segmenti sia diventata parte della lunga storia che porta dalla geometria antica alla matematica moderna.
Talete di Mileto e la nascita della geometria dimostrativa
Talete di Mileto visse probabilmente tra il 625 e il 547 a.C., durante l'età arcaica greca. Proveniva da Mileto, importante città ionica sulla costa dell'Anatolia, nell'attuale Turchia, e la tradizione lo considera una delle figure fondatrici della scuola ionica di filosofia naturale.
Non possediamo opere scritte direttamente da Talete. Le informazioni sulla sua vita e sulle sue conoscenze matematiche provengono infatti da autori vissuti molti anni dopo di lui. Per questo, quando parliamo dei suoi contributi alla matematica, è importante distinguere tra ciò che possiamo documentare e ciò che la tradizione antica gli attribuisce.

È proprio questa cautela a rendere interessante la sua figura. Talete non va immaginato come l'inventore improvviso della geometria: molte delle conoscenze matematiche che gli vengono attribuite avevano radici molto più antiche.
Perché Talete è importante nella storia della matematica?
Egizi e Babilonesi utilizzavano già da secoli misure, proporzioni e procedimenti geometrici per risolvere problemi concreti. La novità associata alla tradizione greca è il progressivo passaggio dalla domanda “come si calcola?” alla domanda “perché questa relazione è vera?”. In questo percorso, Talete occupa un posto simbolico fondamentale. La tradizione gli attribuisce l'uso di principi geometrici per risolvere problemi pratici e, soprattutto, la ricerca di relazioni che potessero essere applicate non soltanto a un singolo caso, ma a una classe più ampia di figure.
È qui che compare l'idea che sarà centrale nel teorema di Talete: una configurazione geometrica può essere descritta attraverso relazioni generali tra segmenti. Il passaggio può essere riassunto così:
osservazione → misura → proporzione → principio geometrico
Questa trasformazione è una delle grandi svolte della matematica antica. Una lunghezza non è più soltanto qualcosa da misurare: può diventare parte di una relazione che vale indipendentemente dalle dimensioni della figura.
Anche l'astronomia e tutti gli ambiti ad essa connessi devono molto a Talete. Egli non fu un semplice matematico. Approfondisci queste tematiche con delle ripetizioni matematica torino!
Talete non inventò la matematica
È importante non attribuire a Talete ciò che appartiene a una storia molto più lunga. Le civiltà egiziana e mesopotamica avevano sviluppato sofisticate tecniche di calcolo e geometria molto prima del VI secolo a.C. I matematici babilonesi, per esempio, lavoravano con rapporti numerici e problemi geometrici; gli Egizi utilizzavano procedure per determinare lunghezze, aree e volumi.
Il contributo che la tradizione associa a Talete è quindi più interessante dell'idea di una semplice “invenzione”: la trasformazione di conoscenze pratiche in problemi da comprendere attraverso relazioni geometriche generali. E questo aiuta a capire perché il teorema di Talete sia ancora oggi così importante. La formula che gli studenti imparano a scuola è il risultato finale di un processo molto più ampio: osservare una regolarità, riconoscerne la struttura, formularla in modo generale e cercare una giustificazione. La grande intuizione non consiste soltanto nel trovare una proporzione, ma nel capire perché quella proporzionedeve conservarsi. Da questa prospettiva, il teorema di Talete non è soltanto una regola per risolvere esercizi: è una piccola finestra sulla nascita del pensiero geometrico astratto.
Cosa sapevano prima di Talete: le fondamenta del teorema
Talete non partì da zero. Quando, nel VI secolo a.C., la matematica greca iniziò a orientarsi verso un ragionamento più astratto, Egizi, Babilonesi e altre civiltà del Mediterraneo e del Vicino Oriente possedevano già un patrimonio matematico considerevole.

Misure, rapporti, calcolo delle aree e problemi geometrici erano nati molto prima della geometria dimostrativa greca. La vera novità non fu quindi l'invenzione delle proporzioni, ma il tentativo di trasformare conoscenze pratiche in relazioni geometriche generali.
1. La geometria egiziana: misurare il mondo reale
Gli Egizi svilupparono una matematica fortemente legata alle necessità quotidiane. La misurazione dei terreni dopo le piene del Nilo, la costruzione di edifici monumentali e il calcolo di superfici e volumi richiedevano procedure affidabili. Anche le grandi costruzioni, come le piramidi, presupponevano una notevole capacità di controllare rapporti, inclinazioni e proporzioni. Il punto fondamentale, però, è la natura di queste conoscenze. I testi matematici egiziani che ci sono arrivati presentano soprattutto procedure per risolvere problemi, non dimostrazioni geometriche nel senso in cui le intenderà successivamente la tradizione greca. In altre parole, il problema era spesso:
“Quale procedimento devo seguire per ottenere il risultato?", e non ancora: “Quale principio generale dimostra che questo procedimento funziona sempre?”
Questa differenza sarà essenziale nello sviluppo della geometria greca.
2. La matematica babilonese: numeri, rapporti e problemi geometrici
Anche in Mesopotamia la matematica aveva raggiunto un livello notevole. Le tavolette babilonesi mostrano una lunga tradizione di calcoli con rapporti, proporzioni, lunghezze, aree e triangoli.

I Babilonesi sapevano affrontare problemi geometrici attraverso procedimenti numerici e conoscevano relazioni che oggi riconduciamo a concetti molto più moderni. Questo patrimonio è particolarmente importante per capire la storia del teorema di Talete: l'idea di lavorare con rapporti tra grandezze non nasce nella Grecia arcaica.
La novità attribuita alla matematica greca consiste piuttosto nel progressivo tentativo di svincolare queste relazioni dal singolo problema e inserirle in una struttura geometrica generale.
3. Proporzioni e rapporti: il linguaggio che Talete poteva utilizzare
Per comprendere il teorema di Talete bisogna fermarsi su un concetto apparentemente semplice: la proporzione.
Se due rapporti sono uguali, possiamo scrivere:
a / b = c / d
Questo significa che la relazione tra a e b è la stessa che esiste tra c e d.
Applicata alla geometria, questa idea permette di confrontare segmenti anche quando hanno lunghezze completamente diverse.È proprio ciò che rende possibile passare da un caso concreto a uno generale. Un bastoncino alto 2 metri e una costruzione alta 20 metri sono oggetti molto diversi, ma possono entrare nella stessa relazione geometrica se le loro ombre rispettano una determinata proporzione.
4. Il ruolo delle rette parallele
Un altro elemento fondamentale è il parallelismo.
Immaginiamo due trasversali attraversate da una serie di rette parallele. Le parallele dividono le trasversali in segmenti che mantengono tra loro gli stessi rapporti. È questa relazione che costituisce il cuore del teorema di Talete. La grande intuizione attribuita alla tradizione greca non consiste quindi nell'aver inventato separatamente:
- le proporzioni;
- le rette parallele;
- la misurazione delle lunghezze;
- le figure geometriche.
Questi elementi avevano una storia precedente: il passaggio decisivo è metterli in relazione.
5. Dalla conoscenza pratica alla geometria generale
Possiamo quindi immaginare le conoscenze che precedono Talete come diversi pezzi di un puzzle:
misurazione → rapporti → proporzioni → figure geometriche → parallelismo
Il passo successivo consiste nel riconoscere che questi elementi non sono indipendenti. Se alcune rette sono parallele e attraversano due trasversali, i segmenti che determinano non sono distribuiti casualmente: esiste una relazione proporzionale che si conserva. È questo collegamento che trasforma una tecnica di misurazione in un principio geometrico. La matematica non cambia perché compare una nuova misura, ma perché qualcuno riconosce una relazione che vale oltre il singolo caso.
E la scuola pitagorica?
La tradizione lega Talete anche all'ambiente intellettuale che porterà alla matematica pitagorica.

Tuttavia, bisogna evitare una ricostruzione troppo lineare: Pitagora fu probabilmente suo contemporaneo e la scuola pitagorica si sviluppò nel corso del VI secolo a.C., quindi non è corretto presentare semplicemente la matematica pitagorica come una scoperta successiva costruita da Talete.
La scuola pitagorica diede grande importanza ai numeri e ai rapporti numerici, mentre la tradizione associata a Talete è particolarmente legata alla geometria. È proprio questa differenza a rendere interessante il passaggio successivo: la matematica greca avrebbe progressivamente unito numero, proporzione e forma geometrica, preparando il terreno alla geometria sistematica di Euclide.
Il punto di svolta
Prima di Talete esistevano dunque molti degli strumenti necessari per arrivare al teorema. Mancava, almeno nella tradizione che ci è stata tramandata, una sistemazione geometrica capace di collegarli in un principio generale.Il percorso può essere sintetizzato così:
Conoscenze pratiche antiche
↓
Misure e proporzioni
↓
Osservazione delle figure e del parallelismo
↓
Ricerca di una relazione generale
↓
Geometria dimostrativa greca
È su queste fondamenta che possiamo raccontare la vera intuizione di Talete: non inventare dal nulla una nuova matematica, ma riconoscere una struttura nascosta dentro conoscenze che esistevano già.
Come Talete ha costruito il suo teorema
Se le proporzioni e le conoscenze geometriche esistevano già, dove sta la vera intuizione attribuita a Talete? Per capirlo bisogna tornare a un problema concreto: misurare ciò che non possiamo raggiungere direttamente.
La tradizione antica racconta che Talete riuscì a stimare l'altezza della piramide di Cheope osservando la lunghezza delle ombre. Non sappiamo se l'episodio sia avvenuto esattamente come viene raccontato, né possiamo ricostruire il procedimento originale di Talete.

La storia, però, illustra perfettamente il principio geometrico alla base del teorema.
Dalle ombre alla proporzione
Immaginiamo di piantare verticalmente un bastoncino nel terreno. Quando il Sole illumina il bastoncino, questo produce un'ombra. Se conosciamo l'altezza del bastoncino e misuriamo la lunghezza della sua ombra, possiamo stabilire un rapporto:
altezza del bastoncino / lunghezza dell'ombra
Ora immaginiamo una piramide molto più grande. Anche la piramide produce un'ombra. Se i raggi del Sole possono essere considerati paralleli, l'altezza della piramide e la sua ombra formano una configurazione geometrica analoga a quella del bastoncino. Possiamo quindi scrivere:
altezza del bastoncino : ombra del bastoncino = altezza della piramide : ombra della piramide
La cosa sorprendente è che non abbiamo bisogno di misurare direttamente la piramide. Abbiamo trasformato una misura impossibile in una proporzione tra grandezze accessibili.
La leggenda di Talete e la piramide di Cheope
La storia della piramide compare nella tradizione antica in diverse versioni. Una delle più note racconta che Talete avrebbe aspettato il momento in cui la propria ombra fosse uguale alla propria altezza, utilizzando poi il rapporto tra altezza e ombra per determinare l'altezza della piramide.

È importante però non presentare questo episodio come un fatto storico certo. Le fonti sono posteriori a Talete e non possediamo una sua testimonianza diretta. Come racconto matematico, tuttavia, l'episodio è prezioso perché mostra un'idea fondamentale: quando due oggetti sono sottoposti alla stessa configurazione geometrica, possiamo confrontarli anche se hanno dimensioni molto diverse.
Ed è qui che la storia delle ombre incontra la geometria.
Il passaggio decisivo: dalla misura alla figura
Talete, nella ricostruzione tradizionale, non si sarebbe limitato a osservare che “l'ombra cresce insieme all'altezza”. Il vero salto consiste nel riconoscere che dietro il fenomeno esiste una figura geometrica. Il bastoncino e la sua ombra possono essere rappresentati attraverso un triangolo. Lo stesso vale per la piramide e la sua ombra. Se i raggi del Sole sono paralleli, gli angoli corrispondenti sono uguali. Le due configurazioni diventano quindi simili. E quando due triangoli sono simili, i loro lati corrispondenti sono proporzionali. Il ragionamento può essere rappresentato così:
Raggi solari paralleli
↓
Angoli corrispondenti uguali
↓
Triangoli simili
↓
Lati corrispondenti proporzionali
↓
Possibilità di calcolare una lunghezza sconosciuta
Questo è il cuore matematico della storia.
Dall'esempio particolare al principio generale
Supponiamo che un bastoncino alto 2 metri produca un'ombra lunga 3 metri. Se la piramide produce un'ombra lunga 120 metri, possiamo impostare:
2 : 3 = H : 120
Da qui:
H = (2 × 120) / 3 = 80 metri
Il risultato dell'esempio è semplice. Ma la parte più importante non è il numero 80. La vera conquista consiste nel capire che lo stesso ragionamento può essere applicato a infiniti casi diversi. Non importa se il bastoncino è alto 1, 2 o 5 metri. Non importa se l'oggetto da misurare è una piramide, un albero o un edificio. Se la configurazione geometrica rispetta le condizioni necessarie, la relazione proporzionale rimane valida. Qui avviene il passaggio dalla pratica alla teoria. Un singolo caso mostra che qualcosa funziona. Un principio generale spiega perché può funzionare sempre.
La generalizzazione: le rette parallele
La configurazione delle ombre può essere tradotta in un linguaggio geometrico più astratto. Immaginiamo due trasversali attraversate da tre o più rette parallele. Le rette parallele individuano sulle due trasversali una serie di segmenti. Se prendiamo due segmenti corrispondenti, il loro rapporto sulla prima trasversale è uguale al rapporto dei segmenti corrispondenti sulla seconda.
In forma simbolica:
AB / CD = A′B′ / C′D′
Non stiamo più parlando di un bastoncino o di una piramide. Stiamo parlando di segmenti, rette e rapporti. Questo è il salto verso l'astrazione.
Perché la similitudine è così importante?
Il teorema di Talete non deve essere imparato come una proporzione isolata.

Per comprenderlo davvero bisogna vedere il meccanismo che la produce. Quando una retta parallela a un lato di un triangolo interseca gli altri due lati, si forma un triangolo più piccolo che ha gli stessi angoli del triangolo originale. I due triangoli sono quindi simili. La similitudine garantisce che:
- i lati corrispondenti hanno lo stesso rapporto;
- le dimensioni possono cambiare senza alterare la struttura della figura;
- una misura conosciuta può essere utilizzata per ricavare una misura sconosciuta.
Per questo il percorso concettuale più utile da ricordare è: parallelismo → similitudine → proporzionalità
Il vero salto: pensare in generale
La parte più affascinante della storia di Talete non è quindi una presunta formula scoperta osservando una piramide. È il passaggio mentale che quella storia rappresenta. Un problema concreto chiede:
“Quanto è alta questa piramide?”
La geometria risponde a una domanda più generale:
“Quale relazione esiste tra segmenti determinati da rette parallele?”
La seconda domanda non riguarda più una singola piramide. Riguarda una classe intera di figure. È questo il processo di generalizzazione matematica che rende possibile costruire una teoria.
Dall'intuizione alla dimostrazione
C'è infine un'ultima distinzione fondamentale: osservare che due configurazioni producono lo stesso rapporto non equivale ancora a dimostrare che quel rapporto debba essere sempre uguale. La tradizione matematica greca avrebbe trasformato progressivamente queste intuizioni in proposizioni dimostrate, fino alla sistematizzazione della geometria negli Elementi di Euclide.Perciò è più prudente non attribuire a Talete una dimostrazione identica a quella che studiamo oggi. Possiamo invece considerarlo, secondo la tradizione antica, come uno dei protagonisti di quel passaggio decisivo:
dal “funziona in questo caso” al “possiamo spiegare perché funziona”.
Ed è proprio questo passaggio che trasforma una tecnica di misurazione in matematica.
Il teorema di Talete spiegato in modo semplice
Dopo aver visto da dove nasce l'idea, possiamo finalmente tradurla nella geometria che studiamo oggi. Il teorema di Talete mette in relazione rette parallele, trasversali e segmenti proporzionali. La sua forza sta nel fatto che permette di confrontare lunghezze che appartengono a figure diverse, anche quando non possiamo misurarle direttamente.

Enunciato del teorema di Talete
Se tre o più rette parallele intersecano due trasversali, i segmenti corrispondenti individuati sulle trasversali sono proporzionali. Detto in modo ancora più semplice: le rette parallele dividono due trasversali mantenendo gli stessi rapporti tra i segmenti corrispondenti.
Immaginiamo due trasversali, (t_1) e (t_2), attraversate da tre rette parallele. Sulla prima trasversale individuiamo i segmenti AB e CD. Sulla seconda individuiamo i segmenti corrispondenti A′B′ e C′D′.
Il teorema ci dice che:
AB / CD = A′B′ / C′D′
Oppure, utilizzando la notazione delle proporzioni:
AB : CD = A′B′ : C′D′
La relazione funziona perché le rette che determinano i segmenti sono parallele.
Che cosa significa davvero?
Supponiamo che sulla prima trasversale:
- AB = 4 cm
- CD = 6 cm
Il rapporto tra i due segmenti è:
4 / 6 = 2 / 3
Se sulla seconda trasversale il segmento corrispondente ad AB misura 8 cm, quello corrispondente a CD dovrà mantenere lo stesso rapporto. Indichiamo il segmento sconosciuto con x: 4 / 6 = 8 / x
Risolvendo la proporzione: 4x = 48, quindi: x = 12 cm. Non abbiamo misurato direttamente il segmento da trovare: lo abbiamo ricavato dalla relazione proporzionale.
Il caso più famoso: il triangolo
Il teorema compare molto spesso all'interno di un triangolo. Consideriamo un triangolo OAB e una retta parallela ad AB che interseca i lati OA e OB nei punti A′ e B′. Si formano due triangoli:
- il triangolo piccolo OA′B′;
- il triangolo grande OAB.
Poiché A′B′ è parallelo ad AB, i due triangoli hanno gli stessi angoli corrispondenti e sono quindi simili. Da questa similitudine deriva la proporzione: OA′ / OA = OB′ / OB e anche: OA′ / A′A = OB′ / B′B. Queste relazioni permettono di determinare lunghezze sconosciute senza dover ricorrere direttamente alla misurazione.
Formula da ricordare
In una configurazione con due trasversali, possiamo quindi ricordare:
AB / CD = A′B′ / C′D′
Nel caso del triangolo:
OA′ / OA = OB′ / OB
La cosa importante non è imparare una singola formula a memoria, ma riconoscere quali segmenti sono corrispondenti. Una volta individuate correttamente le coppie corrispondenti, la proporzione diventa quasi automatica.
Perché funziona?
La risposta sta nella struttura della figura. Le rette parallele fanno sì che gli angoli corrispondenti siano uguali.
Questo produce triangoli simili oppure, nella configurazione generale, mantiene invariati i rapporti tra i segmenti corrispondenti.

Possiamo quindi ricostruire il ragionamento in tre passaggi:
1. Le rette sono parallele
2. Si creano figure simili
3. I lati e i segmenti corrispondenti sono proporzionali
Ecco perché il teorema di Talete è molto più di una semplice tecnica per risolvere proporzioni: è una conseguenza di una precisa struttura geometrica.
Un esempio svolto
Consideriamo due trasversali attraversate da tre rette parallele.
Sulla prima trasversale abbiamo:
AB = 5 cm
CD = 8 cm
Sulla seconda trasversale conosciamo:
A′B′ = 10 cm
Vogliamo trovare C′D′.
Applichiamo il teorema:
AB / CD = A′B′ / C′D′
Sostituiamo i valori:
5 / 8 = 10 / x
Moltiplichiamo in croce:
5x = 80
Da cui:
x = 16 cm
Quindi:
C′D′ = 16 cm
Il risultato ha senso anche geometricamente: il segmento da 5 cm è diventato di 10 cm, cioè è raddoppiato. Anche il segmento corrispondente deve quindi raddoppiare: da 8 cm a 16 cm.
Il trucco per non sbagliare
Quando risolvi un esercizio sul teorema di Talete, non partire subito dalla proporzione. Prima osserva la figura e chiediti:“Quali sono le rette parallele?”, e poi: “Quali sono le due trasversali?”. Infine: “Quali segmenti corrispondono tra loro?”. Solo dopo scrivi la proporzione. Questo piccolo procedimento evita uno degli errori più comuni: mettere a confronto segmenti che non occupano la stessa posizione nella configurazione geometrica.
Quando le rette parallele attraversano due trasversali, i segmenti corrispondenti mantengono gli stessi rapporti.
È la stessa idea che, nella storia raccontata dalla tradizione, permette di passare dall'ombra di un bastoncino all'altezza di una piramide: cambiano le dimensioni, ma la proporzione rimane.
La struttura logica del teorema di Talete
Ora che abbiamo visto da dove nasce l'idea e come si è sviluppata nel tempo, possiamo fermarci sulla struttura matematica del teorema. Capirla è più utile che imparare una formula a memoria, perché permette di riconoscere subito quando il teorema può essere applicato.
Enunciato moderno
Se tre o più rette parallele intersecano due trasversali, i segmenti corrispondenti individuati sulle trasversali sono proporzionali. In pratica, le rette parallele “mantengono” gli stessi rapporti passando da una trasversale all'altra: Rette parallele → segmenti corrispondenti proporzionali
Se sulla prima trasversale abbiamo i segmenti AB e CD e sulla seconda i segmenti corrispondenti A′B′ e C′D′, possiamo scrivere: AB : CD = A′B′ : C′D′, oppure: AB / CD = A′B′ / C′D′. Questa è la relazione fondamentale da utilizzare negli esercizi.
Da quali idee nasce il teorema?
Il teorema può essere visto come il punto d'incontro di diversi concetti matematici sviluppati nel corso della storia.
| Elemento | Fonte storica | Come Talete lo ha utilizzato |
|---|---|---|
| Proporzioni | Matematica egiziana e babilonese | Ha trasformato il rapporto tra grandezze in una relazione geometrica generale |
| Misurazione geometrica | Tradizioni matematiche dell'antichità | Ha collegato problemi pratici di misura a principi geometrici |
| Rette parallele | Geometria antica | Ha collegato il parallelismo alla proporzionalità dei segmenti |
| Similitudine | Osservazione geometrica e tradizione greca | Ha riconosciuto il legame tra figure simili e segmenti proporzionali |
| Metodo deduttivo | Tradizione filosofica e matematica greca | Ha contribuito al passaggio dall'osservazione di casi concreti alla ricerca di principi generali |
Il punto decisivo è proprio il collegamento tra questi elementi. Le proporzioni esistevano prima di Talete; il valore della geometria greca fu anche quello di inserirle progressivamente in un sistema di relazioni geometriche e dimostrazioni.
Il ruolo delle rette parallele
Per capire il teorema, immaginiamo due trasversali tagliate da tre rette parallele. Le parallele individuano una serie di segmenti sulle due trasversali.

Se la distanza tra due parallele aumenta, i segmenti corrispondenti sulle due trasversali aumentano mantenendo lo stesso rapporto. Se invece la distanza diminuisce, i segmenti si riducono nello stesso modo. Non conta quindi la lunghezza assoluta dei segmenti: conta il rapporto tra loro.
Questo spiega perché il teorema funziona tanto per una figura piccola disegnata sul quaderno quanto per una configurazione molto più grande.
Il legame con la similitudine
Nel caso del triangolo, il meccanismo diventa ancora più evidente. Una retta parallela alla base di un triangolo individua un triangolo più piccolo simile a quello originale. Se il triangolo grande ha lati proporzionati, il triangolo piccolo conserva gli stessi rapporti.
Per esempio: OA′ / OA = OB′ / OB
La proporzione non compare quindi dal nulla: deriva dalla similitudine dei triangoli. Possiamo riassumere il ragionamento così:
- Parallelismo
- Angoli corrispondenti uguali
- Triangoli simili
- Lati corrispondenti proporzionali
Questa catena è particolarmente utile per gli studenti perché permette di capire il “perché” della formula.
Teorema diretto e teorema inverso
La struttura logica del teorema può essere osservata anche confrontando il teorema diretto con quello inverso.
- Nel teorema diretto partiamo dal parallelismo: rette parallele → segmenti proporzionali
- Nel teorema inverso partiamo invece dalla proporzionalità: segmenti proporzionali → parallelismo
L'inverso permette quindi di utilizzare una relazione numerica per stabilire una proprietà geometrica. Questa distinzione è importante negli esercizi: prima di applicare una proporzione bisogna capire quale proprietà è già nota e quale invece dobbiamo dimostrare o trovare.
La formula non è il teorema
Uno degli errori più frequenti nello studio del teorema di Talete è ridurlo alla formula: AB / CD = A′B′ / C′D′. La formula è soltanto la traduzione numerica della relazione geometrica. Il vero contenuto del teorema è:
Quando una configurazione presenta rette parallele che intersecano due trasversali, i segmenti corrispondenti mantengono rapporti proporzionali.
Capire questa frase permette di riconoscere il teorema anche quando la figura è ruotata, deformata o rappresentata in modo diverso dal classico disegno del libro di matematica.
Dalla geometria alla storia del pensiero matematico
Talete, nella tradizione che gli attribuisce questo tipo di ragionamento, rappresenta il passaggio dall'osservazione di un fenomeno concreto alla ricerca di una relazione generale.

Euclide farà un passo ulteriore: organizzerà queste relazioni all'interno di una geometria deduttiva. Molti secoli dopo, la matematica continuerà a generalizzare concetti come proporzione, similitudine e linearità, portandoli in nuovi linguaggi e nuove strutture.
Il teorema di Talete è quindi semplice nella sua forma scolastica, ma profondo nella sua idea fondamentale: figure diverse possono avere la stessa struttura matematica. Ed è proprio questa capacità di riconoscere ciò che rimane invariato mentre cambiano le dimensioni a essere uno dei principi più potenti della matematica.
Come applicare il teorema di Talete
Il teorema di Talete diventa semplice quando impari a riconoscere la configurazione geometrica. Prima di scrivere qualsiasi proporzione, osserva la figura e individua rette parallele, trasversali e segmenti corrispondenti. Solo a questo punto puoi impostare il calcolo.
1. Individua le rette parallele
Per prima cosa cerca nella figura le rette parallele. Sono l'elemento che permette di applicare il teorema. Se, per esempio, tre rette parallele intersecano due trasversali, i segmenti corrispondenti che si formano sulle trasversali sono proporzionali. È questa la condizione geometrica di partenza.
2. Individua le due trasversali
Le trasversali sono le rette che vengono intersecate dalle parallele. Possono essere oblique, verticali o avere qualsiasi altra inclinazione: non è la loro posizione nel disegno a essere importante, ma il rapporto geometrico tra le rette.Una volta individuate, osserva quali segmenti vengono determinati dalle stesse rette parallele.
3. Abbina i segmenti corrispondenti
Questo è il passaggio più importante. Se sulla prima trasversale hai AB e CD, devi individuare sulla seconda i segmenti che occupano le stesse posizioni, per esempio A′B′ e C′D′.
Puoi quindi scrivere:AB / CD = A′B′ / C′D′
L'ordine deve essere coerente: al segmento AB deve corrispondere A′B′ e a CD deve corrispondere C′D′.
4. Inserisci i dati e risolvi la proporzione
Supponiamo di avere:
- AB = 6 cm
- CD = 9 cm
- A′B′ = 10 cm
- C′D′ = x
La proporzione diventa: 6 / 9 = 10 / x
Moltiplicando in croce: 6x = 90, quindi: x = 15 cm
Il segmento incognito misura quindi 15 cm.
Quando affronti un esercizio, puoi seguire sempre questa sequenza:
1. Cerca le parallele
2. Individua le trasversali
3. Trova i segmenti corrispondenti
4. Scrivi la proporzione
5. Risolvi l'incognita
6. Controlla che il risultato sia plausibile
Come capire se la proporzione è corretta?
Un buon controllo consiste nel confrontare i rapporti prima di risolvere il calcolo. Se sulla prima trasversale un segmento è il doppio dell'altro, anche i segmenti corrispondenti sulla seconda devono avere rapporto 2:1.
Per esempio: 4 / 8 = 10 / 20
Entrambi i rapporti valgono 1/2, quindi la proporzione è coerente. Questo controllo permette spesso di accorgersi subito di un errore nell'abbinamento dei segmenti.
Quando non puoi applicare direttamente Talete?
Non basta che una figura contenga molti segmenti. Il teorema richiede una precisa configurazione geometrica, in particolare la presenza delle rette parallele nel teorema diretto. Se le rette non sono parallele, non puoi applicare automaticamente:
AB / CD = A′B′ / C′D′
Prima devi verificare quali proprietà geometriche sono effettivamente presenti nella figura. È proprio questo il motivo per cui conviene guardare la figura prima della formula: il teorema di Talete nasce da una relazione geometrica e la proporzione è soltanto il modo matematico per esprimerla.
Esempi svolti del teorema di Talete
Una volta compreso il principio, il modo migliore per imparare a usare il teorema di Talete è applicarlo a situazioni diverse. Partiamo da un caso molto semplice e aumentiamo gradualmente la difficoltà.

Esempio 1: trovare un segmento sconosciuto
Due trasversali sono intersecate da alcune rette parallele. Sulla prima trasversale abbiamo:
- AB = 6 cm
- CD = 9 cm
Sulla seconda:
- A′B′ = 10 cm
- C′D′ = x
Il teorema ci permette di scrivere: AB / CD = A′B′ / C′D′
Sostituiamo i valori:6 / 9 = 10 / x
Moltiplichiamo in croce:
6x = 90, quindi:
x = 15 cm
Risposta: C′D′ misura 15 cm.
Il controllo è immediato: sulla prima trasversale il rapporto è 6 : 9 = 2 : 3. Anche sulla seconda deve quindi essere 10 : 15 = 2 : 3.
Esempio 2: quando l'incognita si trova al numeratore
Consideriamo ora:
- AB = 8 cm
- CD = 12 cm
- A′B′ = x
- C′D′ = 18 cm
La proporzione è: 8 / 12 = x / 18- Moltiplicando in croce: 12x = 144. Da cui: x = 12 cm
Risposta: A′B′ misura 12 cm.
Anche in questo caso possiamo verificare il risultato: 8 / 12 = 12 / 18 = 2 / 3
La proporzione è rispettata.
Esempio 3: il teorema di Talete nel triangolo
Consideriamo un triangolo OAB. Una retta parallela ad AB interseca i lati OA e OB nei punti A′ e B′.Supponiamo di conoscere:
- OA = 15 cm
- OA′ = 9 cm
- OB = 20 cm
- OB′ = x
Poiché A′B′ è parallelo ad AB, i triangoli OA′B′ e OAB sono simili. Possiamo quindi utilizzare: OA′ / OA = OB′ / OB
Inseriamo i dati: 9 / 15 = x / 20. Moltiplichiamo in croce: 15x = 180, quindi: x = 12 cm
Risposta: OB′ misura 12 cm.
Qui si vede bene il legame tra Talete e similitudine: non stiamo applicando una proporzione “perché sì”, ma perché il parallelismo ha prodotto due triangoli simili.
Esempio 4: l'esempio della piramide di Cheope
Torniamo alla storia da cui siamo partiti. Immaginiamo che un bastoncino alto 2 metri produca un'ombra lunga 3 metri. Nello stesso momento, l'ombra della piramide misura 120 metri. Indichiamo con H l'altezza della piramide.
Possiamo impostare: 2 / 3 = H / 120
Moltiplichiamo in croce: 3H = 240 e quindi: H = 80 metri
Risposta: nell'esempio, l'altezza della piramide sarebbe 80 metri.

Naturalmente questo è un esempio matematico basato sulla tradizione delle ombre, non una ricostruzione storicamente verificata della misurazione effettuata da Talete. La sua forza didattica sta però nel mostrare perfettamente il principio: una grandezza che non possiamo misurare direttamente può essere ricavata attraverso una relazione proporzionale.
Esercizi sul teorema di Talete
Esercizio 1. Livello base
Due trasversali sono intersecate da rette parallele.
Sulla prima trasversale:
- AB = 4 cm
- CD = 6 cm
Sulla seconda:
- A′B′ = 10 cm
- C′D′ = x
Quanto misura x?
Soluzione
Impostiamo: 4 / 6 = 10 / x. Moltiplichiamo in croce: 4x = 60
Quindi: x = 15 cm
Esercizio 2. Livello intermedio
In un triangolo, una retta parallela alla base divide i due lati. Sono noti:
- OA = 18 cm
- OA′ = 12 cm
- OB = 24 cm
Trova OB′.
Soluzione
I triangoli sono simili, quindi:OA′ / OA = OB′ / OB
Sostituiamo:
12 / 18 = x / 24
Semplifichiamo:
2 / 3 = x / 24
Da cui: x = 16 cm
Risposta: OB′ = 16 cm.
Esercizio 3. Applicazione geometrica
Due trasversali sono attraversate da tre rette parallele.
Su una trasversale i segmenti corrispondenti misurano:
- AB = 7 cm
- CD = 14 cm
Sulla seconda trasversale:
- A′B′ = 9 cm
- C′D′ = x
Trova x.
Soluzione
Il rapporto tra i primi due segmenti è: 7 / 14 = 1 / 2. Quindi anche: 9 / x = 1 / 2
Da cui: x = 18 cm
Risposta: C′D′ = 18 cm.
Esercizio 4. Livello avanzato: riconoscere il procedimento
In un triangolo OAB, una retta A′B′ è parallela ad AB.
Sono noti:
- OA′ = 8 cm
- OA = 20 cm
- OB′ = 12 cm
Trova OB.
Soluzione
Dalla similitudine dei triangoli: OA′ / OA = OB′ / OB
Sostituiamo: 8 / 20 = 12 / x
Moltiplichiamo in croce: 8x = 240
Quindi:x = 30 cm
Risposta: OB = 30 cm.
Un metodo in quattro passaggi
Per risolvere praticamente qualsiasi esercizio scolastico sul teorema di Talete, puoi seguire questa procedura:
1. Individua le rette parallele.
Senza il parallelismo, non puoi applicare direttamente il teorema.
2. Individua le trasversali.
Sono le rette che vengono attraversate dalle parallele.
3. Abbina i segmenti corrispondenti.
Questo è il passaggio più importante: non confrontare segmenti a caso.
4. Scrivi e risolvi la proporzione.

In forma sintetica:
parallele → trasversali → segmenti corrispondenti → proporzione
Un controllo utile dopo il calcolo
Dopo aver trovato l'incognita, chiediti sempre se il risultato è plausibile. Se, per esempio, un segmento di una trasversale passa da 5 a 10 cm, è raddoppiato. Il segmento corrispondente sull'altra trasversale dovrebbe quindi essere anch'esso raddoppiato. Questo controllo mentale è semplice, ma aiuta a individuare rapidamente gli errori nell'impostazione della proporzione.
Teorema inverso di Talete: quando le proporzioni dimostrano il parallelismo
Finora abbiamo utilizzato il teorema di Talete partendo da una condizione già conosciuta: alcune rette sono parallele e, di conseguenza, i segmenti corrispondenti sono proporzionali.Il teorema inverso di Talete compie il percorso opposto. Partiamo dalle proporzioni e le utilizziamo per capire se determinate rette sono parallele.
Che cosa dice il teorema inverso di Talete?
In una configurazione con due trasversali, se i segmenti corrispondenti determinati dalle rette rispettano le stesse proporzioni, allora le rette che determinano quei segmenti sono parallele, purché siano rispettate le condizioni geometriche della configurazione. In forma semplice:
Teorema diretto:
rette parallele → segmenti proporzionali
Teorema inverso:
segmenti proporzionali → rette parallele
È importante però non confondere questa formulazione con una semplice regola numerica: bisogna verificare che i segmenti siano realmente corrispondenti e appartengano alla configurazione geometrica prevista dal teorema.
Un esempio del teorema inverso
Immaginiamo due trasversali e due coppie di segmenti:
- AB = 6 cm
- CD = 9 cm
- A′B′ = 10 cm
- C′D′ = 15 cm
Calcoliamo i rapporti:
AB / CD = 6 / 9 = 2 / 3
e:
A′B′ / C′D′ = 10 / 15 = 2 / 3
I due rapporti sono uguali. Se la configurazione rispetta le condizioni del teorema inverso, possiamo quindi concludere che le rette che determinano i segmenti corrispondenti sono parallele.
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Gli errori più comuni con il teorema di Talete
Il teorema di Talete è semplice da applicare una volta riconosciuta la configurazione, ma alcuni errori ricorrono spesso negli esercizi.

1. Confondere il teorema di Talete con il teorema dell'angolo retto nella semicirconferenza
Questo è probabilmente l'equivoco più famoso. Con il nome teorema di Talete si indica, nella geometria scolastica italiana, il teorema delle rette parallele e dei segmenti proporzionali. Esiste però anche un altro risultato tradizionalmente associato a Talete: quello secondo cui un angolo inscritto in una semicirconferenza è retto.
Sono due teoremi completamente diversi.
- Il primo riguarda: parallele → proporzioni
- Il secondo riguarda: semicirconferenza → angolo retto
Per questo, quando si parla di “teorema di Talete”, è sempre utile controllare il contesto.
2. Applicare il teorema senza verificare il parallelismo
Non basta trovare quattro segmenti e scrivere una proporzione. Il teorema diretto richiede una precisa configurazione geometrica con rette parallele e trasversali. Prima di iniziare i calcoli, controlla quindi:
- quali sono le rette parallele;
- quali sono le trasversali;
- quali segmenti sono individuati dalle stesse parallele;
- quali segmenti sono corrispondenti.
Se manca la condizione geometrica necessaria, la proporzione potrebbe non essere valida.
3. Confrontare segmenti non corrispondenti
È possibile avere una figura piena di segmenti e scegliere per errore due lunghezze che non occupano la stessa posizione. Il criterio da seguire è semplice: mantieni sempre lo stesso ordine nella proporzione. Per esempio, se scrivi: AB / CD sulla prima trasversale, devi confrontarlo con il rapporto dei segmenti corrispondenti sulla seconda: A′B′ / C′D′ e non con un rapporto costruito mescolando segmenti di posizione diversa.
4. Invertire un solo rapporto
Questo errore è molto comune.
Se scrivi: AB / CD non puoi poi scrivere: C′D′ / A′B′ come rapporto corrispondente. Puoi invertire entrambi: AB / CD = A′B′ / C′D′ oppure: CD / AB = C′D′ / A′B′ ma devi mantenere la stessa struttura da entrambi i lati.
5. Dimenticare la similitudine
Un altro errore consiste nel considerare il teorema come una formula da applicare meccanicamente. In realtà, la proporzionalità ha una ragione geometrica: il parallelismo genera configurazioni simili. Capire questo collegamento rende molto più facile riconoscere quando il teorema può essere utilizzato.
La catena da ricordare è: rette parallele → angoli corrispondenti → similitudine → proporzionalità
6. Confondere lunghezze e segmenti
Quando si lavora con una figura complessa, bisogna distinguere tra un segmento intero e una sua parte. Per esempio, se un punto divide un lato in due segmenti, non possiamo sostituire automaticamente la lunghezza del lato intero con quella di uno dei due segmenti. Prima di impostare la proporzione, è quindi utile leggere con attenzione le lettere che identificano gli estremi di ogni segmento.
Come capire rapidamente se puoi usare Talete
Davanti a un esercizio, prova a farti queste quattro domande:
1. Ci sono almeno due trasversali?
2. Ci sono rette parallele che le intersecano?
3. I segmenti che voglio confrontare sono corrispondenti?
4. Posso costruire una proporzione tra questi segmenti?
Se la risposta è sì, molto probabilmente sei davanti a una situazione in cui il teorema di Talete può essere utilizzato.
Perché il teorema inverso è importante?
Il teorema inverso mostra qualcosa di molto interessante sul funzionamento della matematica. Il teorema diretto parte da una causa geometrica e ne deduce una conseguenza:
- Le rette sono parallele, quindi i segmenti sono proporzionali.
- Il teorema inverso percorre la strada opposta
- I segmenti sono proporzionali, quindi possiamo dedurre il parallelismo.

Non si tratta quindi soltanto di una tecnica aggiuntiva per risolvere esercizi. È un esempio concreto di come la matematica permetta di riconoscere una proprietà invisibile attraverso una relazione che possiamo misurare. Ed è un'altra forma della stessa idea che abbiamo incontrato nella storia di Talete: osservare una relazione concreta e utilizzarla per scoprire una struttura geometrica più generale.
L'eredità di Talete: su cosa hanno costruito i matematici successivi?
Il teorema di Talete non è importante soltanto per gli esercizi di geometria. La sua vera eredità sta nell'idea che proporzioni e configurazioni geometriche possano essere espresse attraverso principi generali. Nei secoli successivi, queste idee vennero organizzate, dimostrate e progressivamente generalizzate, fino a diventare parte della geometria moderna.
Da Talete a Euclide: dalla tradizione alla geometria sistematica
Il passaggio più importante avviene con Euclide, matematico attivo probabilmente intorno al 300 a.C. Nei suoi Elementi, Euclide raccoglie e organizza gran parte della conoscenza geometrica greca precedente, trasformandola in un sistema fondato su definizioni, postulati e proposizioni dimostrate.
Nella Proposizione VI.2 degli Elementi compare una relazione fondamentale tra una retta parallela a un lato di un triangolo e i segmenti proporzionali che essa determina sugli altri due lati. È molto vicina alla forma con cui oggi studiamo il teorema di Talete. Non significa però che Euclide abbia semplicemente “copiato” Talete: gli Elementi sono una sistematizzazione molto più tarda, costruita su una lunga tradizione matematica.
Con Euclide, la proporzionalità diventa quindi parte della struttura stessa della geometria. La similitudine permette di confrontare figure di dimensioni diverse mantenendone invariata la forma: stessa struttura, dimensioni diverse, rapporti costanti.
Archimede: proporzioni e problemi geometrici sempre più complessi
Nel III secolo a.C., Archimede porta la geometria greca verso problemi molto più sofisticati, studiando aree, volumi, circonferenze, parabole e spirali attraverso metodi geometrici avanzati.

È possibile vedere nella sua matematica la continuità di una tradizione nella quale proporzioni, similitudine e confronto tra grandezze erano strumenti fondamentali. La geometria poteva così passare dalla misurazione di figure semplici allo studio di problemi sempre più complessi.
Dal mondo antico al Rinascimento: la proporzione diventa prospettiva
Molti secoli dopo, durante il Rinascimento, proporzioni e similitudine assumono un nuovo ruolo: diventano strumenti per rappresentare lo spazio tridimensionale su una superficie piana. La prospettiva lineare sviluppata da artisti e architetti rinascimentali si basa infatti su una struttura geometrica precisa. Gli oggetti più lontani appaiono più piccoli, ma la loro riduzione segue rapporti determinati dalla posizione dell'oggetto e dal punto di osservazione. Con Filippo Brunelleschi, la prospettiva diventa così un vero problema geometrico: l'antica idea di proporzione viene utilizzata per trasformare lo spazio reale in una rappresentazione sul piano.
Cartesio: quando la geometria diventa algebra
Nel XVII secolo, René Descartes compie un'altra trasformazione decisiva con la geometria analitica. Le figure geometriche possono essere rappresentate attraverso coordinate ed equazioni. Una retta, per esempio, può essere descritta dall'equazione:
y = mx + q
Anche il parallelismo assume quindi una forma numerica: nel piano cartesiano, due rette non verticali sono parallele quando hanno lo stesso coefficiente angolare. La geometria che un tempo descriveva proporzioni tra segmenti può così essere tradotta in relazioni tra numeri, coordinate ed equazioni.
Se potessi scegliere, chi vorresti, tra i grandi scienziati del passato, come professore di matematica?
Dalla proporzionalità alla matematica moderna
Il percorso continua con la matematica moderna, dove l'idea di proporzionalità viene generalizzata attraverso concetti come linearità, trasformazioni lineari e spazi vettoriali.
Non significa che il teorema di Talete “diventi” direttamente la teoria degli spazi vettoriali: sarebbe una semplificazione eccessiva. Il legame è più interessante. La matematica continua a generalizzare l'idea che determinate relazioni possano conservarsi quando cambiano le dimensioni o la rappresentazione di un problema.
Il percorso storico può quindi essere letto come una successione di trasformazioni:
- Talete → proporzione e geometria
- Euclide → sistematizzazione e dimostrazione
- Rinascimento → similitudine e prospettiva
- Cartesio → coordinate ed equazioni
- Matematica moderna → linearità e trasformazioni
La timeline dell'eredità di Talete
VI secolo a.C.
Talete
La tradizione gli attribuisce risultati geometrici legati a proporzioni, figure e parallelismo.
IV-III secolo a.C.
Euclide
Organizza la geometria greca in un sistema deduttivo negli Elementi.
II secolo a.C
Archimede
Sviluppa la geometria delle grandezze e applica metodi geometrici a problemi sempre più complessi.
XV secolo
Rinascimento
La similitudine e la proporzione diventano strumenti fondamentali della prospettiva.
XVII secolo
Cartesio
La geometria viene tradotta nel linguaggio delle coordinate e dell'algebra.
XVIII-XXI secolo
Età moderna e contemporanea
I concetti di proporzione e struttura vengono generalizzati attraverso linearità e trasformazioni.
Perché questa eredità conta ancora oggi?
Quando uno studente usa il teorema di Talete per trovare una lunghezza sconosciuta, applica una relazione che appartiene a una storia molto più lunga della singola formula. Dietro quella proporzione ci sono tre idee fondamentali: confrontare, perché una grandezza può essere studiata attraverso il rapporto con un'altra; generalizzare, perché una relazione osservata in un caso particolare può diventare un principio valido per molte figure; e dimostrare, perché la matematica cerca non soltanto di verificare che un risultato funziona, ma di spiegare perché deve funzionare.
È questa, più della formula in sé, la vera eredità di Talete: trasformare un'osservazione particolare in una relazione generale. Dalle ombre di una piramide alla geometria analitica, la matematica ha continuato a sviluppare proprio questa capacità: cercare strutture comuni dietro problemi apparentemente diversi.
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Fonti
- Euclide. The Elements of Euclid, Libro VI, Proposizione 2. Perseus Digital Library, Tufts University.
https://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=urn%3Acts%3AgreekLit%3Atlg1799.tlg001.perseus-eng1%3A6.Prop. Consultato in data 12/08/2026. - Heath, Thomas L., editor. The Thirteen Books of Euclid's Elements. Cambridge University Press, 1908. Digital edition, Perseus Digital Library.
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- Piramidi, https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/af/All_Gizah_Pyramids.jpg?utm_source=en.wikipedia.org&utm_campaign=index&utm_content=original. Consultato in data 12/08/2026.
- Archimede, https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6e/Retrato_de_un_erudito_%28%C2%BFArqu%C3%ADmedes%3F%29%2C_por_Domenico_Fetti.jpg?utm_source=commons.wikimedia.org&utm_campaign=index&utm_content=original. Consultato in data 12/08/2026.
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