Sempre gli stessi sbocchi professionali: inglese, soprattutto, senza disdegnare il francese e, in alcuni casi, il tedesco. Per qualcuno, lo spagnolo potrebbe rappresentare una buona alternativa alla classica ricerca di lavoro nella madre patria, spingendosi a varcare i confini nazionali verso l’ovest europeo o oltre.

E se, invece, per una volta, lanciassimo noi stessi o i nostri figli nello studio di una lingua a torto poco considerata, ma dal potenziale enorme? Non stiamo parlando del cinese e nemmeno dell’arabo, ma del lusitano, ovvero del portoghese, anche nella sua variante brasiliana.

Imparare portoghese potrebbe essere la chiave di volta per risolvere il problema occupazionale: che si tratti di lavorare in Italia per un’azienda con legami commerciali con il Portogallo, il Brasile o l’Angola, o di trasferirsi in uno dei Paesi lusofoni, l’idea potrebbe non essere proprio malvagia … Riflettiamoci un po’!

Anche se meno popolare di molte altre lingue europee (non è in top5, ma si avvicina), il portoghese è un idioma neolatino dalle mille virtù economiche, dato che è lingua ufficiale in diversi organismi internazionali, come l’Unione Europea, e che, secondo le stime dell’Unesco, nel 2050 sarà utilizzata regolarmente da circa 335 milioni di persone in tutto il mondo (in quattro continenti su cinque, per essere precisi).

Non sei ancora convinto dell'importanza di conoscere questa lingua anche per differenziarti dagli altri candidati? Allora, leggi questo articolo, per scoprire molto altro sul portoghese e quello che può offrirti dal punto di vista degli sbocchi professionali.

Imparare portoghese per lavorare in Portogallo

Il portoghese può aiutarti a trovare lavoro a Lisbona, Porto, Coimbra o altre città di questo paese magico!

Dopo un viaggio con stage intensivo in Portogallo, uno scambio universitario o, ancora, dopo esserti innamorato/innamorata di una bella o di un bel portoghese, già ti vedi con i bagagli pronti per andare a vivere sulla costa atlantica (quella portoghese o quella brasiliana), dove la vita, a ritmo di fado o di samba, è più dolce?

In effetti, il Portogallo, almeno quello del sud, ha un clima piuttosto mite, simile a quello del sud dell’Italia; sul clima del Brasile, poi, si potrebbe scrivere moltissimo (anche su quello non meteorologico), per spronare chiunque a trasferirsi dall’altra parte dell’oceano, dove il modo di vita sembra essere più rilassato.

Non si impiega molto a "acclimatarsi".. coniugazione del verbo in portoghese, grazie!

Una volta in loco, la coniugazione dei verbi irregolari, la pronuncia, il vocabolario portoghese e la sua grammatica saranno più facili da memorizzare.

In Portogallo, il settore in cui potrebbe essere più semplice trovare da lavorare è quello dei servizi:

  • Turismo
  • Hotel e alberghi
  • Ristorazione

Noto per i paesaggi, per l’architettura e per la gastronomia, il Portogallo ha bisogno di personale per riuscire a offrire a chi sceglie di visitarlo la migliore delle esperienze.

Lisbona, considerata come una delle città più turistiche del Paese, è la più popolare per gli stranieri e gli espatriati. Questo si spiega con il fatto che è facile comunicare anche in inglese,  e questo vale sia per un primo approccio mentre si è in vacanza, sia per trovare un primo lavoro.

Se, però, ti sposti più a nord o più a sud – Porto, Vila Nova de Gaia, Amadora o Braga –scrivere, capire e imparare a parlare il portoghese è una condizione sine qua non per l’ottenimento di un lavoro; altrimenti, ti conviene studiare e migliorare o ripassare il tuo portoghese, prima di cercare un posto.

Ecco, quindi, l’utilità di seguire delle lezioni di portoghese con un insegnante privato, prima di partire.

In alternativa, puoi imparare portoghese con dei corsi online gratis, ma ci vorrà più tempo!

Studiare una lingua da autodidatta non è impossibile ma certamente non permette di confrontarsi con una persona competente in grado di far sedimentare le basi della grammatica e del vocabolario e, soprattutto, aiutarvi a comprendere le vostre lacune... per poi colmarle!

Lavorare in portoghese in Brasile (ma non solo!)

Paesi lusofoni come Brasile e Angola, possono essere al centro di interessi economici anche delle aziende italiane!

Lontano dalle zone estremamente povere delle favelas, è a Sao Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia, che vengono prese le decisioni importanti per l’economia brasiliana, che vedono la luce i progetti di innovazione, quelli di collaborazione con i Paesi esteri e i processi di reclutamento per le persone che non hanno la nazionalità brasiliana.

Alcuni accordi bilaterali consentono di prendere parte a uno dei progetti di emigrazione professionale in Brasile, di imparare il portoghese e, perché no, di trovare un’impresa sul posto, pronta ad assumere un italiano con conoscenze del brasiliano.

È raro, infatti, che un’impresa locale prenda in seria considerazione un CV italiano, senza farsi bloccare dalle differenze linguistiche, di diritto del lavoro e di cultura.

Per meglio dire: per chi è incaricato di vagliare i CV, un candidato italiano sarà sempre ritenuto come qualcuno che non parla il brasiliano come un nativo (ad eccezione degli immigrati di origine portoghese, capoverdiana e angolana, ma questo è un discorso a parte).

Inoltre, non possiede il visto per il lavoro e ha bisogno di un certo tempo di adattamento per entrare davvero nella cultura brasiliana del lavoro.

Allora, aspettando un’esposizione internazionale più importante delle imprese locali, dove questo sia possibile, i settori più promettenti, quelli che sembrano offrire anche a noi europei maggiore possibilità ,sono quelli relativi all’innovazione.

Affidarsi a esperti per trovare lavoro in Brasile

Se sei alla ricerca di un'occupazione al di là dell'oceano ma non sai da che parte cominciare, ti consigliamo di affidarti a esperti in materia.

Esistono anche in Brasile le agenzie di cacciatori di testa classici:

  • Michael Page Brasile
  • Page Personnel Brasile
  • Adecco Brasile
  • Manpower Brasile
  • Hays Brasile

Fare riferimento a una di queste aziende che si occupano di selezione del personale qualificato è certamente un'ottima idea per vedersi proporre impieghi stimolanti e in aziende di un certo livello.

Pronto a sostenere il colloquio in portoghese? Un bel respiro e si comincia!

Certo è che, per essere messi in contatto con le realtà professionali del territorio e avere la possibilità di muovere i primi passi di una brillante carriera, dovrete avere tutte le carte in regola e i requisiti per convincere il vostro recruiter!

Esperienze professionali, master, corsi di aggiornamento, periodi di soggiorno all'estero saranno utilissimi e dovranno certamente essere inseriti nel CV, ma è a questo punto che la conoscenza della lingua farà la differenza.

A questo proposito, se già sei intenzionato a cercare lavoro in Brasile e non in Portogallo, ti consigliamo di studiare il portoghese nella sua variante brasiliana fin da subito.

Sebbene sarà per te sempre possibile farti capire sia a Rio de Janeiro che a Lisbona, le due varianti della lingua differiscono per alcune regole di grammatica, il modo di utilizzare lettere maiuscole e lettere minuscole, l'accento e anche diverse parole.

Non vorrai trovarti a creare un incidente diplomatico proprio al tuo primo colloquio?

Meglio allora avere bene in mente le peculiarità della variante portoghese per fare un figurone e essere considerati alla stregua di un madrelingua.

Per giocarti al meglio il colloquio, se non ti senti sicuro delle tue competenze linguistiche, ricordati che puoi chiedere aiuto a un insegnante di portoghese (su Superprof puoi trovare quello giusto per te!) o a un coach professionale, magari madrelingua.

In questo modo lavorerai sulla sicurezza in te stesso oltre che sul perfezionamento del portoghese e sarai pronto ad affrontare al meglio la sfida che si apre davanti a te.

Quali sono i legami economici e commerciali tra Italia e Portogallo?

Imparare il giapponese? Imparare il russo? Studiare l’arabo? Magari il turco? O, perché no, il cinese? Forse il tuo futuro passa da una lingua neolatina, grazie a corsi di portoghese!

Ma quali sono i legami economici tra l'Italia e il Portogallo?

Nel 2016, il 79% del PIL del Portogallo è stato determinato dagli scambi con l’estero: se il progetto portoghese per il 2020 è quello di raddoppiare le esportazioni di prodotti derivati dall’agricoltura, per ora, il boom dell’export è stato rappresentato dalle innovazioni tecnologiche. Se l’Unione Europea è il principale partner di Lisbona per quello che riguarda l’export, anche le importazioni verso il Paese lusitano hanno un certo peso: l’Italia è al quarto posto con una quota del 5,5%.

Il settore industriale impiega il 25% della popolazione attiva e incide per il 22% sul PIL, ma il traino è dato, per ovvie ragioni strutturali, geografiche e paesaggistiche, dal turismo: 75% del PIL, con il coinvolgimento del 65% della popolazione attiva e con una crescita del 21% tra il 2016 e il 2017.

Come una partita di calcio... in cui si gioca tutti nella stessa squadra!

Nonostante un’economia agricola al di sotto delle proprie potenzialità, ma grazie ad industria e turismo, nel 2018 il PIL del Portogallo è cresciuto del 2,2%. E questo non può che significare possibilità di fare affari per le imprese italiane (import export, servizi, turismo, ristorazione, …) e possibilità di lavoro per i singoli.

Insomma, messa da parte qualche eccezione, sembra proprio che il Portogallo se ne stia uscendo bene dal periodo di crisi e che, per certi aspetti, sia anche in condizioni migliori rispetto al nostro paese (o, meglio, rispetto ad alcune regioni italiane, non tutte).

Cosa aspetti, allora, ad aprire la grammatica e ad iniziare a studiare? Il nostro consiglio è quello di cercare un insegnante privato che possa darti lezioni portoghese!

Considera che, con un buon posto di lavoro in Portogallo, potrai avere uno stile di vita interessante perché i costi della vita sono, in generale, contenuti.

Lavora allora sull'arricchimento delle tue esperienze per presentarti con un cv convincente che possa ambire a posizioni di alto livello.

Inizia subito!

Cosa serve per trovare lavoro in Portogallo?

Poiché sei cittadino di un Paese dell’Unione Europea puoi rimanere senza problemi in Portogallo per un periodo di tre mesi e non dovrai esibire nessun documento, oltre alla carta d'identità e al passaporto.

Se poi deciderai di spostarti a vivere in Portogallo, dovrai richiedere un permesso di residenza e e ottenere un Certificado de registo de cidadão da União Europeia che dovrai richiedere agli uffici del Serviço de Estrangeiros e Fronteiras.

A questo punto, la parte più difficile: dovrai trovare lavoro!

Potrai così farti rilasciare un Número de identificação fiscal (NIF) conosciuto anche come Número de contribuinte: si tratta di una sorta di codice fiscale e ti servirà per pagare le tasse.

Piccolo suggerimento: ricordati che sul portale Eures potrai trovare opportunità lavorative interessanti. Si tratta di una piattaforma pensata per coloro che sono alla ricerca di un impiego all'interno dell'Unione Europea.

Uno strumento utile per rimanere aggiornati sugli impieghi disponibili e entrare in contatto con nuove realtà professionali.

Non esitare a visitarlo!

Anche questi siti potrebbero tornare utili per la tua ricerca:

  • Trabalho rapido
  • Instituto do Emprego
  • Sapo
  • Mitula
  • Expresso emprego
  • Custo Justo
  • Net Empregos
  • Bons Empregos
  • Indeed
  • Trabalhando

Si aprono le danze, diamo il via alla ricerca del lavoro giusto!

Imparare portoghese e conoscere i legami commerciali con il Brasile

Come sviluppare gli scambi commerciali tra Paesi lusofoni e l’Italia?

Quando due Paesi intrattengono relazioni l’uno con l’altro, non è (solo) per gli aspetti culturali: se Roma e Milano sviluppano relazioni con Sao Paulo e Brasilia, non è di certo per la samba, per la nazionale di calcio giallo oro, né per la feijoada brasiliana.

Dopo alcuni anni di down, gli scambi commerciali con il Brasile sono tornati a crescere, con un incremento del 7% rispetto al 2016 raggiungendo quota 7,5 miliardi di Euro.

I dati forniti dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) di Roma i dicono come dall’Italia sia partito soprattutto vino (+62,9%, per un totale di 26,2 milioni di Euro) e olio d’oliva (+16,5%, per un totale di 18,8 milioni di Euro).

Allo stesso tempo, il Brasile vende all’Italia merce per 3,56 miliardi di U.S. Dollari (dati del 2017): compensati di legno e altri materiali fibrosi e cellulosi (588 milioni di dollari), caffè, te e spezie (496 milioni), pelli (342 milioni), ferro e acciai (335 milioni).

Ora, pensa a quante aziende italiane lavorano su materie prima come il legno, il ferro, l’acciaio o su prodotti di derivazione agricola, come il te e il caffè. Pensa a tutti i ruoli necessari all’interno di un’azienda che lavori con il Brasile in cui la conoscenza buona o ottima della lingua portoghese sia più che indispensabile.

E, ora, pensa alle opportunità che ti si aprirebbero se, sul tuo CV, potessi aggiungere “conoscenza della lingua portoghese, scritta e parlata”!

 Un corso portoghese è quello che ti serve per poter approfittare del boom economico brasiliano!

Le generazioni più giovani, che pensano di imparare portoghese nel corso dei prossimi anni, dovrebbero leggere con particolare attenzione le prossime righe, in modo da poter convincere, genitori, parenti, amici, professori della bontà della loro scelta.

Malgrado una crisi sociale e politica, soprattutto con elementi dolorosi e pesanti di corruzione non ancora ben chiariti, il Brasile si presenta come un mercato emergente con 190 milioni di abitanti.

In questo paese, conosciuto anche per aver dato i natali a Ronaldhino (ma prima di lui a Pelé), troviamo anche un mercato fiorente di consumatori, in particolare una classe media particolarmente dedita ai consumi.

Motivo per cui, tutte le aziende italiane dovrebbero sentirsi attratte dal Brasile, che potrebbe, in un futuro non troppo remoto, fungere da porta di accesso anche al resto dell’America Latina.

In effetti, le maggiori imprese italiane sono insediate qui da anni, lavorano e investono in settori quali le infrastrutture, comunicazioni, macchinari, turismo, costruzioni. Alcuni nomi? Enel, Tim, Pirelli, Magneti Marelli, Costa Crociere, Eataly, Barilla, Techint, Fca.

Il Brasile è un partner importante, e questo emerge anche dai dati dell'ultimo censimento: nel maggio 2019 erano 969 le imprese italiane in Brasile, dato fornito dal CCIE (Camera di Commercio Italiana all’Estero) e da fonti governative.

Se si pensa che nel 2015 si contavano 1262 imprese italiane in Brasile, è subito chiara l'entità della crescita di investitori italiani nel paese.

La maggior parte delle imprese industriali si trovano nella zona sud-est del Brasile, Sao Paolo sta diventando un polo di importanza sempre maggiore.

Forse avrai sentito parlare di Vila Olímpia... si tratta del quartiere finanziario di Sao Paolo scelto come scenario per il progetto Urban Futurability messo in atto da Enel alla fine del 2019.

Un progetto ambizioso per migliorare i servizi e la tecnologia non solo di questa grande città, ma dell'intero Stato.

Il progetto mira a dimostrare, in un vero scenario di laboratorio vivente, i vantaggi della piena digitalizzazione di un’area urbana in una megalopoli, a partire dalla rete elettrica e coinvolgendo tutte le parti interessate.

L’infrastruttura elettrica di Vila Olímpia diventerà una piattaforma digitale, intelligente e sostenibile che consentirà nuove applicazioni e un uso efficiente dell’energia. Con la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, renderemo la rete pronta per collegare i veicoli elettrici e la generazione distribuita, contribuendo alla crescita sostenibile della città.

Benché in crescita, la settima potenza economica mondiale continua la propria ricerca di investimenti internazionali.

A questo si può aggiungere un ruolo importante in seno al G20, quello di grande potenza dell’America Latina e un grande potenziale in settori come:

  • Le infrastrutture urbane,
  • I trasporti,
  • L’energia,
  • Le telecomunicazioni.

Insomma, un boom che continua e può continuare a far girare il settore dell’export e quello dell’import del nostro Paese, soprattutto da e verso regioni come il sud, il sud est e il nord est di questo immenso Paese che è il Brasile.

Cosa serve per trasferirsi in Brasile?

Non è facile ottenere un visto di lavoro e un permesso di lavoro in Brasile, ma non è impossibile ottenerlo se si soddisfano determinate condizioni.

Per ottenere un impiego remunerato in Brasile avrai bisogno sia di un permesso di soggiorno (sia temporaneo sia permanente) sia di un visto di lavoro (Autorizaçao de Trabalho). Dovrai coinvolgere il tuo futuro datore di lavoro in Brasile, sarà infatti lui a dover presentare domanda per un permesso di lavoro al Ministero del Lavoro e dell'impiego attraverso il contratto e altri documenti. Una volta che la richiesta sarà accettata dal Ministero, dovrai fare domanda per un visto presso il consolato o l'ambasciata brasiliani direttamente qui in Italia.

Quali sono le pratiche amministrative per trasferirsi in Brasile e entrare nella cultura?

Se sei interessato a saperne di più, puoi consultare  lista completa dei documenti che ti verranno richiesti sul sito web del Ministério do Trabalho e Emprego.

Sei pronto a ballare la samba o mangiare baccalà di fronte al mare di Lisbona?

Siamo sicuri che ti innamorerai... a proposito, come si dice innamorato in portoghese?

Lavora per migliorare le tue competenze linguistiche e per affinare tutti gli strumenti che ti permetteranno di diventare un candidato valido per le aziende dei paesi lusofoni.

Siamo sicuri che sarà una grande esperienza da tutti i punti di vista, non solo quello professionale!

Bisogno di un insegnante di Portoghese?

Ti è piaciuto l'articolo?

5,00/5, 1 votes
Loading...

Igor

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura