Il nostro titolo riguarda in realtà un paio di rivoluzioni, una scoppiata all'inizio del 1917 e l'altra verso la fine dello stesso anno, entrambe per le stesse cause: la leadership politica del paese e la stabilità economica. Gli eventi sono difficili da narrare in modo lineare perché, spesso, le cause e gli effetti stessi non sono lineari, per non parlare del fatto che la datazione degli eventi è davvero impegnativa per via dei diversi calendari utilizzati all'epoca. Inoltre la terminologia utilizzata ha un significato diverso in russo rispetto alla loro interpretazione nelle altre lingue europee.

Per questi ed altri motivi iniziamo la nostra dissertazione su questi eventi storici con un glossario; una sorta di tabella di marcia per aiutare a navigare tra i resti di quella che è stata una lotta davvero impressionante.

La rivoluzione russa: termini e condizioni

I manifestanti durante la rivoluzione di febbraio
I manifestanti durante la rivoluzione di febbraio

Per prima cosa, cerchiamo di risolvere la questione del calendario: giuliano o gregoriano?

Il calendario gregoriano presenta una suddivisione dei mesi molto più uniforme; tutti tranne febbraio hanno 30 o 31 giorni. Il calendario giuliano, invece, alterna 29 e 31 giorni e febbraio presenta le proprie variazioni in caso di anno bisestile; questo mese potrebbe infatti avere 23 o 24 giorni.

Perché questo dettaglio è importante per il nostro discorso? A differenza della maggior parte dell'Europa e, per alcuni scopi, della Gran Bretagna, la Russia utilizzava quasi esclusivamente il calendario giuliano al momento della rivoluzione. Il problema consiste nel dare per scontato che ogni evento registrato nella storia russa in una certa data sia stato registrato sempre con il calendario giuliano (cosa non sempre vera!): questo rappresenta una difficoltà specialmente quando gli eventi registrati in Russia appaiono in contrasto con gli eventi globali.

Al momento della Rivoluzione russa il calendario giuliano era indietro di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Questa discrepanza potrebbe portare a una certa confusione sulla sequenza degli eventi.

Ecco perché gli storici indicano qualsiasi data relativa alla storia russa con O.S. (Old Style) o N.S. (New Style) per indicare quale calendario consultare quando si considera esattamente cosa è successo e quando.

In questo articolo seguiremo questo sistema.

Terminologia della rivoluzione russa

  • Soviet: letteralmente significa “consiglio” in russo.
  • Bolscevico: tradotto dal russo come “uno della maggioranza”; i bolscevichi erano anche conosciuti come i “Rossi”. I menscevichi, al contrario, erano le minoranze politiche.
  • Duma: la camera bassa dell'assemblea legislativa
  • Pietrogrado: San Pietroburgo al tempo della rivoluzione, quando era la capitale della Russia. Tuttavia, durante la seconda guerra mondiale, la sede del governo fu spostata nell'entroterra, a Mosca.
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Architetti della Rivoluzione

Questi sono i principali ingegneri della rivoluzione russa:

  • Karl Marx: filosofo e teorico politico i cui scritti hanno ispirato profondamente Lenin e molti altri.
  • Vladimir Lenin: leader dei bolscevichi e creatore dell'ideologia politica marxista-leninista
  • Leon Trotskij: marxista e bolscevico, sebbene, mentre la rivoluzione prendeva piede, era un menscevico.
  • Julij Martov: un menscevico che suscitò le ire di Lenin suggerendo la pace con la Germania. Furono i suoi scritti a costituire la base del manifesto di Trotsky.
  • Grigorij Zinoviev: convinto sostenitore di Lenin, fu, insieme a Trotsky e Stalin, uno dei sette membri originari del Politburo.

A questo illustre elenco dovremmo aggiungere Nicolaj Ruzskij, il generale dell'esercito che costrinse l'abdicazione dello zar Nicola. Lo zar Nicola fu l'ultimo imperatore russo e la sua abdicazione segnò la fine della dinastia dei Romanov.

Il suo ruolo nella rivoluzione è il nostro punto di partenza, ora che abbiamo gettato tutte le basi.

Lenin cammina in strada a Pietrogrado
Lenin cammina in strada a Pietrogrado

La prima rivoluzione russa del 1917

Nessun evento nella storia è indipendente: ci sono sempre cause che portano a tutti gli accadimenti  a e successive ricadute – siano esse sociali, politiche, economiche o una combinazione di tutte e tre.

La Rivoluzione russa di febbraio (marzo 1917 N.S.) fu ispirata dalla Rivoluzione del 1905 e la causa principale di entrambe le insurrezioni fu lo zar Nicola II.

Il punto cruciale dell'evento del 1905 fu la “domenica di sangue”, quando le guardie imperiali del palazzo spararono sugli operai disarmati che si avvicinavano al Palazzo d'Inverno per presentare una petizione affinché il loro imperatore intercedesse in loro favore. Chiedevano migliori condizioni di lavoro ma in tutta risposta… furono assassinati!

Questo incidente produsse diverse conseguenze; tra le altre cose servì ad approfondire i disordini sociali e la sfiducia nei confronti dello zar, oltre a suscitare fervore politico. È importante notare che lo zar non era presente a palazzo in quel momento. Era stato informato della manifestazione degli operai e aveva ordinato rinforzi di truppe a palazzo prima del loro arrivo. Non ordinò alle guardie del palazzo di aprire il fuoco sugli operai; tuttavia, fu accusato del massacro.

Questo incidente contribuì a cementare l'idea che Nicola II fosse quantomeno codardo, se non addirittura incapace, un sentimento comune nutrito durante la guerra mondiale, specialmente quando la Russia iniziò a subire perdite sconcertanti.

Durante la Prima guerra mondiale, la stessa Russia era in subbuglio, non solo per le perdite subite in battaglia, ma perché, sul fronte interno, la gente stava morendo di fame - e la colpa era dello zar!

Spostiamoci ora al 1917: lo Zar aveva supervisionato le linee del fronte della guerra per due anni. Con l'approfondirsi della crisi socio-economica a Pietrogrado, la Duma di Stato consigliò al suo imperatore di istituire una monarchia costituzionale, almeno per far superare al paese questo periodo di agitazione. Ignorò il consiglio e qualsiasi briciolo di lealtà che la gente avrebbe potuto nutrire nei suoi confronti svanì del tutto.

Ulteriori manifestazioni portarono a terribili spargimenti di sangue, con la polizia che sparava indiscriminatamente sui manifestanti... prima di iniziare a schierarsi con la loro causa e unirsi a loro!

Anche altri reggimenti, alcuni in città per ordine dello zar, si ammutinarono.

Militari, armati fino ai denti, marciano per le strade delle città.
Militari, armati fino ai denti, marciano per le strade delle città.

Membri del Soviet e della Duma formarono rapidamente un governo provvisorio nel tentativo di ristabilire l'ordine. Il loro primo atto ufficiale fu quello di chiedere l'abdicazione dello zar.

Il 15 marzo 1917 (N.S.) lo zar Nicola II abdicò, nominando al trono suo fratello Michele. Saggiamente il duca rimandò la propria salita al trono fino a quando il popolo non poté votare se continuare con la monarchia o istituire un governo con un’assemblea costituente. Questa mossa, sebbene lodata, lasciò un vuoto nel governo del paese: la leadership era vacante.

I mesi “intermedi” e la rivoluzione bolscevica

Dopo il differimento della corona da parte del duca Michele, la Duma mantenne il governo provvisorio formato frettolosamente, che soddisfaceva principalmente i desideri dell'aristocrazia.

In altre parole: la gente non aveva ancora un paladino a livello nazionale e nessun sollievo dalle fatiche della vita quotidiana.

I soviet socialisti lavorarono duramente per il popolo e si guadagnarono la lealtà dei cittadini progressisti, ma subirono la costante pressione dei bolscevichi, che cercavano una strada - o almeno un modo per influenzare la Duma verso i loro ordini del giorno.

Lenin guidò il movimento che chiedeva l'immediata cessazione delle ostilità con la Germania e la fine reale della servitù della gleba: coloro che lavoravano la terra avrebbero dovuto averne la proprietà e accedere a un'adeguata fornitura di cibo.

Il governo voleva continuare a combattere la guerra, il che diede ai bolscevichi la giustificazione per intensificare le loro tattiche rivoluzionarie. Gli operai che in precedenza avevano manifestato senza una vera direzione furono organizzati in una milizia e mirarono all'insurrezione.

Il 7 novembre 1917 (N.S.) le Guardie Rosse, come venivano chiamate, rovesciarono violentemente il governo provvisorio e affidarono tutto il potere politico ai sovietici, con i bolscevichi come partito politico regnante.

Le conseguenze della rivoluzione russa

I bolscevichi, guidati da Lenin, trasferirono la sede del governo nazionale a Mosca dove, in uno dei suoi primi atti ufficiali, egli redasse e firmò il Trattato di Brest-Litvosk con la Germania (marzo 1918), ponendo fine al loro coinvolgimento nel Primo conflitto mondiale.

Mantenere quella promessa fece ottenere ai bolscevichi molta fiducia da parte dei loro elettori stanchi della guerra.

Sfortunatamente un trattato non determina la pace su tutti i fronti. Diverse fazioni politiche all'interno della Russia erano insoddisfatte del dominio bolscevico. I “bianchi” erano dei controrivoluzionari che volevano il ripristino del sistema borghese. I socialisti non bolscevichi si risentirono di tutto il potere che i bolscevichi si erano auto-attribuito nel trattato di Brest-Litvosk. E poi c'erano movimenti indipendentisti che miravano alla frattura della nazione in stati-nazione più piccoli, fuori dal controllo bolscevico.

I bolscevichi e la loro Armata Rossa – l'ex Guardia Rossa, ormai ben reggimentata e ben equipaggiata, furono in grado di reprimere tutte queste schermaglie, ribattezzandosi nel processo come Partito Comunista. Il loro ritiro dalla scena mondiale per entrare nella fase del comunismo servì a proteggere il paese dalle devastazioni provocate dalla Grande Depressione.

Cosa accadde allo zar Nicola e alla sua famiglia?

Dopo essere stato rifiutato l'esilio in Inghilterra, dove Nicola credeva di poter trovare una corte reale accogliente, lui e la sua famiglia furono trasferiti più volte; l'ultimo movimento  fu quello a Ekaterinburg. Intorno alle 2:00 del mattino del 17 luglio 1918, l'intera famiglia fu svegliata, fu dato loro il tempo di vestirsi, introdotta nel seminterrato della loro residenza e giustiziata. Gli storici non sembrano essere d'accordo su chi abbia dato l'ordine effettivo per questa tragedia, ma si pensa fortemente che fu ordine di Lenin.

Rara immagine della figlia più famosa dello Zar: Anastasija
Rara immagine della figlia più famosa dello Zar: Anastasija

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Igor

Traduttore e insegnante, mi occupo anche di montaggio video e recitazione. Amo la musica, dal pop italiano alla classica. Curiosità è l'anagramma del mio nome.