La prima media può essere un momento emozionante o terrificante, all’inizio. Poi, tutto si assesta ed i bambini di dieci e undici anni si abituano al nuovo universo e alla nuova routine.

In prima media, i bambini incontrano per la prima volta un gran numero di docenti, sebbene le materie siano oggi ben distinte e numerose anche alle elementari.

Il passaggio da un universo con un paio di maestri a quello con almeno una decina di professori è complesso e delicato. Ed il fatto che le discipline siano suddivise fra molti insegnanti non sempre consente un corretto dosaggio della quantità dei compiti a casa.

Aggiungiamo il cambiamento del gruppo-classe dopo cinque anni di vita e giochi insieme... ed anche il carico di aspettative nei confronti della scuola media di bambini e genitori...

Fratelli ed amici, spesso, operano involontariamente un vero e proprio terrorismo psicologico, nei confronti dei piccoli che lasciano la scuola elementare. Preannunciano loro orari lunghi, professori severi, mole inarrivabile di compiti e rischio di bullismo.

Ma davvero in prima media il sereno non torna mai...?

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Il primo passo: ai genitori il compito di rasserenare!

La prima cosa da fare, quando un bambino è in procinto di andare alla scuola media, è assicurarsi che egli sappia cosa cambierà nella sua vita.

Il momento va preso con serietà, dedizione e merita attenzione ed approfondimenti. Ma va evitato un incremento di paura o aspettative, anche positive, ansiogene e disfunzionali.

Molti libri ben fatti, anche in versione romanzata, spiegano cosa sia effettivamente “la prima media”. È utile incoraggiarne la lettura già dalla quinta elementare e durante l’estate.

 

Solo programmando i pomeriggi, verificando di non dimenticare niente e rispettando le consegne, un piccol può maturare!
E' fondamentale che gli studenti di prima diventino autonomi, anche programmando la propria settimana di lavoro pomeridiano!

 

Un check up relativo alla preparazione scolastica acquisita nei cinque anni di elementari è sempre utile. E, senza eccedere, può servire un ripasso estivo di qualche nozione chiave, se le vacanze estive sono molto lunghe.

È sconsigliato, tuttavia, far prendere lezioni private estive tra la fine della quinta elementare e l’inizio della prima media. I ragazzi potrebbero convincersi dell’estrema difficoltà del nuovo percorso di studi ed arrivarvi già terrorizzati.

Meglio riservare questo genere di iniziativa ad un periodo più avanzato dell’anno scolastico, se mai ve ne fosse bisogno.

Come aiuterai tuo figlio a fare i compiti quando sarà in seconda media?

I ragazzi devono sapere cosa succederà in prima media

La Scuola Secondaria di primo grado -  così è chiamata ufficialmente la scuola media in Italia – costituisce il secondo livello del primo ciclo di studio dell’istruzione obbligatoria. È frequentata da bambini e ragazzi in età compresa tra i 10 e i 14 anni di età e precede la scuola secondaria di secondo grado. Con la fine della scuola media termina il primo ciclo di istruzione. E tale termine è sancito dal superamento di un esame di Stato conclusivo.

Le materie studiate in Italia, a partire dalla prima media sono:

  • italiano
  • inglese
  • storia
  • geografia
  • matematica
  • scienza
  • tecnologia
  • informatica
  • musica
  • arte e immagine
  • scienze motorie e sportive
  • educazione alla convivenza civile

I più fortunati, alle elementari, hanno già acquisito tutti i contenuti che saranno riproposti e spiegati in prima media, almeno in materie come l’italiano.

Sarà quindi sufficiente sfogliare qualche vecchio quaderno: nomi, pronomi, aggettivi, avverbi, coniugazioni, preposizioni… Potrebbe anche essere una vera pacchia, per qualcuno!

In matematica verranno riprese le principali operazioni, insieme alle frazioni ed alle potenze, tutto materia di studio in quarta e quinta elementare. Sarà più ricco il programma di geometria, dove saranno date alcune basi di disegno geometrico.

Anche l’inglese, in prima media, si articola attorno a nomi, pronomi, colori, giorni, mesi, verbo essere. Si riparte da zero, per la fortuna di molti!!

Storia e geografia riprendono il programma svolto dalla terza alla quinta elementare.

Scienza e tecnologia possono, invece, apparire assai più consistenti negli obiettivi, fin dal primo periodo.

 

Per evitare che trascorra le ore davanti al pc, è necessario stabilire in anticipo un tempo massimo.
Cercare approfondimenti online è utile, ma non bisogna esagerare!

Se le discipline fondamentali vedono il ricorso equamente distribuito tra scritto e orale, discipline come l’educazione civica, la storia e la geografia, a volte, danno luogo a verifiche soltanto scritte o soltanto orali, data la minor consistenza del numero di ore. Tutto ciò rileva, poiché un ragazzo può avere maggiore difficoltà, paradossalmente, a dimostrare il proprio valore con un insegnante che incontra per poche ore alla settimana, pur apparendo assai motivato e produttivo in materie distribuite su più giorni.

Il rapporto che i ragazzi costruiscono con gli insegnanti che hanno più ore è sicuramente di grande aiuto per scoprire e ben vivere la nuova esperienza scolastica. Gli insegnanti che vedono i ragazzi più raramente, invece, possono aver qualche difficoltà ad allacciare da subito una relazione proficua con i nuovi studenti.

Un consiglio per avere delle buone relazioni con compagni vecchi, nuovi e con i professori è quello di apparire calmi, sorridenti, rispettosi dei turni di parola ed interessati a quel che succede.

Con queste prerogative sarà sempre facile ottenere risposta, nel caso in cui si formuli una domanda di chiarimento. In prima media, infatti, una delle prime cose da apprendere è di non aver paura di farsi rispiegare qualcosa.

Gli insegnanti tendono a chiamare i bambini adoperando il loro cognome, cosa che può far sentire alcuni piccoli un po’ spaesati. Inoltre, è consueto “dare del lei” agli insegnanti, a differenza di quanto accade alla scuola elementare.

Chi seguirà tuo figlio nei compiti a casa di terza media?

I compiti a casa in prima media

In prima media bisogna un po’ ricostruire la propria fama: nel bene e nel male.

Coloro che erano brillanti alle elementari dovranno farsi conoscere dai nuovi insegnanti. Coloro che hanno avuto un passato burrascoso fino alla quinta, potranno ricominciare tutto da capo.

Naturalmente, ciò vale di fronte agli insegnanti e di fronte ai compagni. Questi ultimi, in effetti, contribuiscono egualmente al successo scolastico e relazionale di ogni membro della classe.

Lo zaino della prima media rischia di essere molto più pesante di quello della quinta elementare.
Matematica, storia o geografia: cosa c'è domani?

Per partire con il piede giusto, allora, sarà opportuno:

  • presentarsi sempre in ordine e rispettando i codici di condotta della scuola (regole vestimentarie, puntualità ed obbedienza relativamente ad orari, consegne, compiti),
  • essere garbati e positivi con i pari e con gli adulti della scuola,
  • esprimere curiosità, interesse per gli altri e per gli argomenti,
  • apportare sempre un contributo personale che vada anche al di là del ristretto quesito cui si risponde,
  • afferrare dai primi giorni i trucchi per vivere bene la prima media.

Circa quest’ultimo punto, naturalmente, i blog online si sprecano. Ragazzi, insegnanti e genitori danno mille consigli.

Il più rilevante, a nostro avviso, riguarda il fatto che…”il buon giorno di vede dal mattino”….

E dunque, sarà utilissimo:

  • essere sempre precisi nell’esecuzione dei compiti a casa e di quelli in classe,
  • avere una calligrafia ordinata negli appunti personali e nei compiti scritti,
  • prendere o mantenere l’abitudine di studiare ogni lezione giorno per giorno, per evitare rischiosi accumuli,
  • ripetere le lezioni da memorizzare almeno tre volte ad alta voce, dopo aver effettuato una sottolineatura precisa (anche monocolore),
  • evitare di accontentarsi dei risultati della prima pagina di Google nel caso in cui venga richiesta una ricerca,
  • personalizzare i contenuti delle lezioni con aggiunte personali, laddove il tempo e la comprensione lo consentano.

Incontrare un compagno a casa per svolgere assieme i compiti può essere un ottimo modo per stringere amicizia o mantenerla. Tuttavia, è rilevante che, almeno all’inizio, i bambini di prima media interiorizzino un ritmo ben definite di studio, senza disperdersi.

In tal caso, si potrà optare per effettuare due ore di studio prima e vedere un compagno in seguito, per ripassare o fornirgli un aiuto compiti.

Le prime settimane della prima media servono non solo per conoscere gli insegnanti e farsi da loro conoscere, ma soprattutto per dare il via ad un nuovo sistema di studio.

 

In prima media, il ragazzo deve programmare la settimana e la singola giornata.
Sono le tre meno dieci: quasi ora di iniziare i compiti per casa!

In secondo luogo, è opportuno che il bambino scopra com’è strutturata la vita in prima media: dal numero di materie, al tipo di voti che verranno assegnati, alla struttura scolastica, passando, ovviamente, per l’analisi del tragitto e la scoperta dei compagni futuri con cui eventualmente percorrerlo.

Naturalmente, a volte, il tipo di studio sperimentato alle elementari sarà già adeguato. In altri casi, i ragazzi dovranno scoprire da zero come organizzarsi.

Nel caso di questi ultimi può essere utile:

  • chiedere agli insegnanti di scuola se un determinato modo di procedere al pomeriggio vada bene ed eventualmente farsi dare dei suggerimenti più specifici,
  • chiedere aiuto ad un conoscente più avanti nel sistema scolastico (un fratello, ad esempio),
  • ricorrere all’aiuto provvisorio di un genitore per i primi mesi della prima media (il tempo di impostare un modus operandi efficace per i pomeriggi),
  • ingaggiare un insegnante privato, cui chiedere non solo l’aiuto-compiti, ma un vero e proprio corso sul metodo di studio.

Leggi la nostra guida completa sulle scuole medie e sulle scuole superiori!

La scrivania di un ragazzo di prima media

In prima media, ormai, i bambini hanno tutti una propria scrivania, dato che svolgono compiti da cinque anni.

Eppure, negli anni delle elementari è tipico che i piccoli possano itinerari con libri e quaderni, per ricevere aiuto dai vari componenti della famiglia.

Ebbene, sin dalla prima media, il ragazzo dovrebbe ormai abbracciare la propria postazione come spazio dedicato e quasi inviolabile per mettersi al lavoro.

Ciò non vuol dire che egli non possa usufruire di compagnia o aiuto dai famigliari. Ma la scrivania fissa e personale indica perentorietà del ruolo di studente: ormai le cose sono più che serie e serve una sfera autonoma spazialmente e… in termini di azione pratica.

L’obiettivo, alla scuola media, è che il ragazzo sia del tutto autonomo nello studio, già dal mese di dicembre della prima classe!

Ripristinare o ribadire l’esistenza di uno spazio personale consente di far afferrare al ragazzino la rilevanza di uno studio da grande, sfruttando la tendenza adolescente a volersi un po’ distaccare dal resto della famiglia!

Accanto alla scrivania di un ragazzo che frequenta la prima media, non dovrà mancare:

  • un dizionario dei sinonimi e contrari (da usare anche per ripetere una lezione orale più ricca),
  • un tablet o un pc a disposizione per le ricerche (eventualmente collegato con una stampante),
  • una risma di fogli di ogni genere e sorta per stampare, scarabocchiare, fare conti,
  • una lampada ed una calcolatrice, ovviamente, insieme a tutto il materiale utile al disegno tecnico ed al disegno artistico.

È importante che il ragazzo ami la propria postazione e la trovi una sorta di rifugio silenzioso per concentrarsi. In assenza di queste condizioni, sarà difficile un*adesione adeguata al ruolo di studente. Se la prima media appare ingestibile…

Nonostante il ciclo della scuola elementare sia ancora organizzato piuttosto bene in Italia, possono esservi dei casi particolari di ragazzi che, fin dal primo giorno delle medie, lamentino disorientamento, difficoltà, paure…

Al triennio delle superiori, l’aiuto a casa serve ancora?

I genitori e gli insegnanti della prima media dovrebbero essere i primi ad accorgersi di questo. A volte, basta ascoltare il ragazzo ed incitarlo raccontare come si sente.

Spesso, la mole di materie e il peso dell’immaginario legato alla prima media gravano a tal punto che un bambino bravo sino alla quinta elementare si blocca e non riesce più a studiare in modo efficace. È vittima di confusione, disordine organizzativo, giudizi reali o presunti da parte dei compagni, …

In questi casi, la prima cosa da fare è una bella chiacchierata col ragazzo. Se risulta che  tutte le difficoltà sono legate ad una incapacità di gestire lo studio, si potrà proporgli di incontrare un insegnante specializzato nel dopo scuola o nell'aiuto compiti per le medie.

Esistono molti professori privati dediti al dopo-scuola. A volte si tratta proprio di insegnanti della scuola pubblica che arrotondano gli introiti. Altre volte, si trovano giovani laureati in attesa di un primo incarico consistente.

Può essere davvero utile reperire un giovane insegnante privato che sia al contempo più vicino al ragazzo di prima media rispetto agli insegnanti della scuola, ma pur sempre un adulto con un ruolo definito: insegnante del doposcuola dedito all’aiuto compiti.

Un bambino di prima media, laddove i genitori non possano aiutarlo nei compiti a casa, potrebbe sentirsi davvero sollevato all’idea di incontrare questo giovane professore al pomeriggio, anche una o due volte per settimane, scoprendo da lui il metodo adeguato per studiare rapidamente ed efficacemente.

Le difficolta dei ragazzi di prima media non sono sempre legate a problemi di comprensione. Al contrario: spesso un ragazzino di prima "perde il filo", non essendo abituato a gestire in modo autonomo ed efficiente il tempo: troppo aiuto dai genitori, troppi pochi compiti alla scuola elementare, inabitudine alla concentrazione o mille altre cause…

Solo una sana conversazione tra genitore e figlio puo´portare alla scelta eventuale  di un ottimo Superprof per un aiuto-compiti efficace ed anche divertente!

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Charlotte

Lettrice plurilingue, appassionata di entomologia e robotica.