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Emilio
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| ✅ Tariffa media: | 22€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 3h |
| ✅ Insegnanti disponibili: | 18 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Stai seguendo un corso di batteria a Padova? Sei una ragazza? Ami la storia dell’emancipazione femminile? Ti consigliamo di immergerti nella biografia di una grande donna il cui spirito ancora risplende negli echi musicali del secolo scorso e di quello attuale: Viola Smith.
Seguendo un corso di batteria a Padova, di certo hai già incontrato diverse persone che, come te, da piccolissime hanno sempre seguito il ritmo, in ogni azione quotidiana.
Ed è proprio quello che ha sempre fatto anche Viola.
Tenere il tempo è naturale nella maggior parte degli esseri umani. Già nel ventre materno, infatti, il nascituro si adegua al battito cardiaco della madre e, se costei ascolta la musica, appare muoversi a tempo.
Il ritmo è prevalentemente innato, proprio per questa speciale e lunga convivenza tra madre e piccolo, la quale consente un adeguamento cardiaco (sebbene ad un ritmo notevolmente frazionato nel feto: il ritmo embriocardico è elevatissimo, come quello del neonato durante le prime fasi della vita, se paragonato ai battiti medi di un essere adulto).
Lasciare che un bambino ascolti il ritmo della natura – come le onde del mare – il ritmo dei canti degli uccelli, il modo in cui grilli e cicale cantano rispettando delle immaginarie misure è fra le esperienze che meglio consentono agli individui di portare poi a galla la tendenza ritmica innata.
Non soffocare il piccolo con stimoli chiassosi e fuori tempo, ovviamente, consente loro di ascoltare meglio il mondo circostante ed anche il loro stesso ritmo cardiaco, fonte primaria del senso del tempo.
Si aggiunga, ad una buona esperienza ritmica infantile, la libertà di poter tamburellare, pestare a tempo, battere coperchi, emettere suoni di ogni genere e sorta, senza troppe restrizioni (ambiente abitativo permettendo)!
A completamento di ciò, qualora un bambino lo chieda, sarà utile che egli possa essere eventualmente assecondato nella richiesta di studiare musica, percussioni o qualsiasi strumento colpisca la sua curiosità.
Sei una ragazza e ti attrae la batteria, ma non hai ancora capito se sia opportuno che una ragazza suoni questo strumento?
Hai una bambina e ti chiedi se farle studiare, o meno, la batteria?
Ebbene, non è che si tratti poi di un pensiero avveniristico, sappilo.
La storia della batteria, quella del jazz e quella del rock contano già diversi passaggi di meteore femminili.
Ripercorriamo assieme la storia di vita di Viola Smith, dunque.
Statunitense, la batterista Smith è nata nel 1912 e, purtroppo, ci ha recentemente lasciati. È morta, infatti, nell’ottobre del 2020, sempre negli States. Ma la sua vita si è davvero svolta in perfetta salute, fisica e mentale. Merito del bicchiere di vino rosso giornaliero (anche due, in gioventù)? Non soltanto, stando ai racconti di questa veterana della batteria, nata addirittura prima della prima Guerra mondiale, col cognome originario di Schmitz!
La musica è stata la sua vera ispiratrice, educatrice, la sua medicina, la sua attività fisica e mentale, oltre che passione, filosofia di vita e dimensione politica.
La vita di Viola, in un certo senso, grazie anche alla sua lunghezza, è parallela alle grosse evoluzioni sociali e musicali dell’intero ventesimo secolo. Leggerla ci fa scoprire un universo in trasformazione di cui oggi osserviamo l’esito.
Dal musical alla musica classica, dallo swing al jazz, nulla è potuto sfuggire a questa musicista, figlia e sorella di musicisti (ben sette sorelle e due fratelli!).
Il padre di Viola è all’origine della ferrea e costante preparazione musicale di tutti i figli. Imponeva loro almeno due ore al giorno di pratica, fin dalla tenerissima età.
Nata in una famiglia… estremamente musicale - dato che i genitori gestivano proprio una sala da concerto a Mount Calvary - Viola, come le sorelle, fece presto parte di un’orchestra musicale al cento per cento femminile, messa in piedi dal padre. Aveva allora dodici anni. I fratelli, invece, studiarono entrambi pianoforte. Ad ogni figlio, su volere del padre, veniva assegnato uno strumento da studiare, già attorno ai tre anni.
E per Viola era stata scelta la batteria.
Viola Smith rappresenta, ai nostri occhi, un’antesignana dei diversi movimenti per la parità delle donne. In occasione della seconda guerra mondiale, ad esempio, quando i musicisti erano spesso impossibilitati ad esibirsi, poiché arruolati, si espresse chiaramente a favore della possibilità, per donne di talento, di rimpiazzarli. Non aveva senso, dichiarò, che si ripiegasse su sostituti di livello mediocre, purché maschi!!
L’epoca del film muto vedeva la musica dal vivo come componente centrale di ogni proiezione. Le orchestre lavoravano molto in queste circostanze.
Anche il teatro domandava ottimi musicisti e dava loro spazio, a quel tempo.
Erano gli anni d’oro dello swing.
La batteria di Viola fu assai speciale nella composizione – e qualcuno tentò anche di copiarla parzialmente. Consisteva, infatti, di ben 13 tamburi, fra cui due tom da 16 pollici all’altezza delle spalle.
Viola calcò le scene e non smise mai di suonare, nemmeno una volta compiuti i cent’anni (fino a centosei, infatti, si è esibita con la Forever Young Band).
Nota da giovanissima per essere la più veloce batterista tra tutte le ragazze (tanto da finire sulla copertina di Billboard nel febbraio del 1940), questa giovane agguerrita, circondata da sorelle che suonavano ogni genere di strumento, ebbe addirittura l’onore di suonare per la celebrazione dell’insediamento del presidente Truman (nel 1949)!
Viola, insieme alle altre musiciste donne, rappresentava la resistenza statunitense alla situazione di guerra. Ed ecco perché, spesso, tutte venivano chiamate per suonare dinnanzi alle truppe militari.
Sono numerose le band di cui Viola ha fatto parte, come gli eventi rilevanti durante i quali ha potuto esibirsi. Si va dall’orchestra della Julliard School di Phil Spitanly (una banda commerciale femminile) alle esibizioni con Ella Fitzgerald e Chick Webb, fino all’approdo alla Kit Kat Band (appartenente alla produzione originale del Cabaret di Broadway anni Sessanta. In mezzo, ovviamente, hanno luogo numerose altre esperienze, come la partecipazione alla National Simphony Orchestra e, giovanissima, la creazione con la sorella Mildred – clarinettista e sassofonista - della band Coquettes (1942).
All’epoca, è la radio ad essere la grande protagonista della vita pubblica, politica e musicale della gente. E proprio grazie ad un programma radiofonico, pare, la via musicale di Viola Smith si apre solennemente, per mai chiudersi. Il programma si intitola Major Bowes Amateur Hour.
Da allora, il passo dalla band formata dal padre in cui si era esibita negli anni Venti e Trenta (nota come Smith Sisters Orchestra) all’ascesa sulla scena nazionale è stato davvero agevolato.
Matteo
Insegnante di batteria
Per me che ho iniziato la batteria a 44 anni la chiarezza, calma e flessibilità di Matteo sono qualità fondamentali.
Enrico, Più di 5 anni fa
Claudio
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Marta, 3 giorni fa
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Francesco, 4 giorni fa
Federico
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Marco, 6 giorni fa
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Mauro, 2 settimane fa
Giorgio
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Caterina, Un mese fa