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I nostri consigli imparare a suonare la batteria seguendo delle lezioni batteria

Batteria a Palermo città

A Palermo, oggi, sono molti i ragazzini e gli adolescenti che scelgono di dedicarsi alla batteria. Lo fanno al Conservatorio Alessandro Scarlatti (già Vincenzo Bellini) di via Squarcialupo 45 o presso accademie, associazioni e scuole private di musica, come:

  • l’Ateneo Musicale, in via Alessio Narbone 15;
  • Il Centro Musicale, in viale Campania 14;
  • Il Centro Formazione Musicale, in via Montepellegrino 151.

La batteria è uno strumento a percussione composto da diversi tamburi, che richiede coordinazione a tutto tondo. Ecco perché i più piccini la amano da subito. E non è un caso che le percussioni siano oggi il primo passo, stando alle direttive pedagogiche dell’educazione musicale, da far compiere agli allievi anche in età pre-scolare, ossia verso i tre e quattro anni di età.

Ma come mai il ritmo della batteria piace tanto?

Probabilmente, una risposta immediata ci giunge leggendo informazioni sulla componente atavica del ritmo e del tempo. Il feto percepisce e segue il ritmo (che scopre dalla madre, dal suo cuore e dalle attività musicali e non che ella svolge). Il nascituro, a tre giorni dalla sua venuta al mondo, ha già rielaborato la decodificazione del ritmo ed il modo di adeguarvisi, per istinto di sopravvivenza.

Il ritmo, infatti, è associato innanzitutto alla vita. Ed ecco perché i primi richiami legati alla fame sono ritmici, sorprendentemente “a tempo”.

Dalla batteria al cervello…

Le funzioni cognitive superiori sono particolarmente ben rappresentate ed espresse attraverso la forma musicale che denominiamo “musica”.

Se il termine “arte” può indurre erroneamente a pensare a qualcosa di astratto, indefinito e spontaneo, la musica è in realtà il risultato del rispetto di una serie assai complessa e raffinata di regole. Il più scatenato dei batteristi, il solista che improvvisa, in realtà, rispetta schemi numerici di una precisione sorprendente, sebbene prevalentemente impliciti.

Le neuroscienze, oggi più che mai, mettono etichette ed assegnano nomenclature di continuo, scoprendo quanto bene la musica faccia comprendere ed anche funzionare le diverse aree cerebrali.

Se un tempo gli spiriti più illuminati non facevano mistero della loro grande ammirazione per la musica in quanto attività che rende completo l’uomo, le scienze del cervello oggi spiegano a fondo cosa succeda esattamente all’uomo ed al suo cervello grazie alla musica.

Le intuizioni dei più illustri pensatori, da Shakespeare a Nietzsche - per citare solo due nomi - nel corso dei secoli sono state scientificamente approfondite, scandagliate e corroborate in parte dai neuro-studiosi e, in generale, dal progredire della scienza tutta (con particolare ruolo, ovviamente, della tecnica di immagini cerebrali).

La scienza di fronte ad un batterista

Tra i motivi del grande interesse delle neuroscienze nei confronti della musica in generale - e delle capacità ritmiche in particolare - possiamo citare innanzitutto il totale coinvolgimento che la pratica di uno strumento, ed anche quella dell’ascolto musicale, determina a livello fisico e mentale.

I filosofi hanno spesso parlato di “pensiero e sentimenti”, a proposito degli ingranaggi coinvolti dalla musica. Gli studiosi esperti di cervello, ovviamente, scendono nel dettaglio dei neuroni, delle sinapsi, delle aree cerebrali, …

Tutti, comunque, siamo facilmente in grado di ammettere che “fare musica” richiede la compartecipazione di ogni minimo componente corporeo e mentale: il batterista si muove a tempo, coordina braccia e gambe, batte il tempo anche con la testa, segue a mente una melodia che magari accompagna, canta fra sé le parole….inoltre respira, si ossigena, lascia che il suo cuore batta per rigenerarlo ad ogni secondo e ..., certamente, scaccia via molti pensieri e preoccupazioni non attinenti alla sua performance, per riuscire ad eseguirla come si deve.

Quanti meccanismi abbiamo chiamato in causa…: e non ci siamo nemmeno soffermati sul benessere psicologico che proviene da una buona esecuzione, dal fatto di aver dedicato tutta l’attenzione al solo brano (senza cadere in pensieri nefasti sul vivere corrente o anche eccessiva eccitazione legata ad un’altra dimensione temporale) e dal regolare e sostenuto impegno fisico, vero toccasana per cuore e cervello.

Il senso “genetico” del ritmo

Spessissimo, abbiamo sentito dire che la musica può essere “una dote genetica”. Ossia, si nota spesso che i figli di musicisti sono anch’essi “portati” per la musica. Tutti sappiamo a che età precocissima il figlio di Tullio De Piscopo ha preso in mano le bacchette!!!

Genetica o fortuna di essere educato musicalmente in età verdissima?

Le neuroscienze non disdegnano di prendere in considerazione anche la componente ereditaria, come la psicologia ed altre discipline amano dedicarsi soprattutto all’aspetto educativo, ossia “appreso” dell’intera faccenda.

Esistono delle aree di familiarità nel modo di percepire ed ascoltare la musica? Nel modo di riconoscerla, memorizzarla e riprodurla?

Ovviamente, simili risposte vengono solo dopo un approfondimento sui modi in cui la musica entra ed esce da noi! Un’area scientifica assai interessante, soprattutto per chi intenda diventare un grande batterista internazionale, uno studioso del cervello negli States o un insegnante di batteria a Palermo città.

La musica è un’attività a tutto tondo, proprio come il cervello governa la totalità del nostro funzionamento psico-fisico. Ecco una grande similitudine tra una scienza ed un’arte come la musica.

Batteria e attività cerebrali complesse

Tutta la musica richiede un lavoro fitto ed intricato da parte del cervello: per l’ascolto, per la pratica, per l’emissione di suono con voce o strumento, per l’assecondamento del ritmo.

Se riconoscere ed eseguire brani richiede l’attivazione dell’intero lobo temporale destro, il lobo sinistro dà luogo alla elaborazione del linguaggio musicale, come anche alla scrittura, alla composizione ed alla esecuzione di un pezzo. Osservando le immagini del cervello di un ascoltatore inesperto nel corso della durata di un brano, si nota che l’area cerebrale più attiva è la parte destra del cervello: la stessa collegata specificamente a determinate emozioni. Invece, i musicisti lavoreranno soprattutto di lobo sinistro, ossia con la parte reputata “più razionale”.

Questo è solo un esempio del livello analitico cui si può scendere per scoprire come mai studiare la batteria faccia lavorare corpo, anima e cervello!

A te proseguire negli approfondimenti ritmici e cerebrali…

Le domande più frequenti:

💰 Quanto costa in media una lezione di batteria a Palermo?

A Palermo, il costo medio di un/un'insegnante privato/a di batteria è di 25 e può variare per tre motivi.

  • L'esperienza e gli studi del/della docente.
  • Il luogo delle lezioni: avranno luogo a casa dell'allievo/a, a casa dell'insegnante, su internet o altrove?
  • Il ritmo e il formato delle lezioni.

 

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Certamente! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi a distanza.

 

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I corsi di batteria via webcam sono un'eccellente opzione per continuare a imparare da casa.

🥁Perché contattare un/un'insegnante di batteria a Palermo può essere una buona scelta?

La batteria è lo strumento perfetto per chi ama il ritmo. Sogni di suonare in un gruppo ed esibirti di fronte a un pubblico? Ti piacerebbe diventare un mago con le bacchette? un corso di batteria è quel che ti serve!

 

Non c'è da stupirsi se la batteria ha raggiunto una tale popolarità, poiché i suoi vantaggi sono tanti. Per prima cosa, è uno strumento personalizzabile aggiungendo piatti a piacimento.

 

In seconda istanza, perché la batteria è uno strumento intuitivo. Contrariamente al violino non richiede una grande conoscenza della teoria musicale, solo molte energie da investire!

 

Terzo, perché la batteria è uno strumento essenziale in ogni rock band. È la batteria che dà il  tempo agli altri strumenti, che permette ai diversi componenti di suonare sincronizzandosi. Con un po' di perseveranza, in poche settimane sarai capace di eseguire i ritmi più semplici. Non demordere se non ci riesci in fretta: la pratica musicale richiede costanza. Su internet potrai trovare moltissimo materiale: partiture, tutorial e consigli per continuare a imparare.

 

Quarto, la batteria è un buon mezzo per aiutarti ad affermare la tua personalità. Suonare questo strumento ti permette di stimolare la tua creatività, liberare le emozioni e accrescere la tua autostima. Essere creativo può essere anche un bonus per la tua carriera professionale e permetterti di trovare soluzioni originali a problemi quotidiani.

 

Entrare in contatto con i/le nostri/e maestri/e superprof è facilissimo!

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