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Emilio
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| ✅ Tariffa media: | 16€/ora |
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Come spesso si sente dire, il disegno può dire davvero molto del vissuto di chi lo traccia.
Per gli amanti della psicanalisi, possiamo sostenere che il disegno è un po’ come il sogno: può rivelare vissuti, desideri, fantasie, fantasmi, paure e difficoltà, oltre che traumi…
Un disegno, al di là dell’oggetto raffigurato, che può anche non avere attinenza diretta col contenuto simbolico svelato, sintetizza rappresentazioni del se’, del momento, di una tendenza, insite in colui che lo traccia, anche inavvertitamente (come si fa parlando al telefono o seguendo una conferenza).
La possibilità di interpretare il disegno, come anche la calligrafia, dà adito a fantasie ed eccessi di zelo, da sempre. Un avvertimento è utile.
Sebbene interpretare un disegno possa davvero apportare informazioni rilevanti, quest’attività non ha nulla di oggettivo ed universalmente codificabile. Insomma: un disegno può sì essere interpretato e apportare conoscenze veritiere circa il suo autore. Ma la lettura e l’analisi di ogni elaborato non possono non tenere conto di informazioni specifiche relative al quotidiano di chi disegna. In altri termini: la lettura del disegno è utile e costruttiva solo se effettuata alla luce di conoscenze specifiche rivelate a voce dal soggetto stesso, dal suo entourage, da dati oggettivi interpretabili da tutti nello stesso modo.
Insomma: non basta che un bambino o un adulto disegnino un albero con rami secchi, per dedurne un’indole pessimista. Infatti, occorrerebbe bilanciare la lettura interpretativa del disegno con informazioni aggiuntive: quando, come e dove il soggetto ha appreso a disegnare? Quante opere naturalistiche ha osservato? In che tipo di habitat ha vissuto o vive?
È chiaro, infatti, che se un bambino impara a disegnare copiando da un’altra persona che, a sua volta, ha appreso a disegnare solo alberi secchi, poiché copiava da un quadro disponibile in casa avente come soggetto un paesaggio invernale, per generazioni questo albero spoglio, apparentemente indicatore di nostalgia, potrà essere disegnato da numerosi membri della stessa famiglia, senza che ciò costituisca un segnale di allarme depressivo! Si tratta solo della disponibilità di un modello, aspetto utilissimo nella memorizzazione di una pratica come il disegno.
Tendiamo tutti a copiare la calligrafia o i disegni di chi trascorre molte ore con noi nei primi anni di vita. Ecco tutto.
Solo una conversazione profonda potrà far capire all’analista che un soggetto è ansioso o depresso e che eccezionalmente si è messo a disegnare alberi spogli, pur avendo per tutta la vita disegnato sempre e solo dei soli raggianti e degli orsacchiotti!
Degli elementi orientano chi ama lanciarsi nella lettura del disegno, per riuscire a tracciare una sorta di profilo di personalità e sviluppo di un soggetto giovane o adulto.
Partiamo dalla posizione: il posto esatto di un foglio nel quale un soggetto decide di tracciare il disegno è un primo elemento da considerare. Il lato, la parte bassa, la zona centrale?
In linea generale è possibile ritenere che un uso immediato della parte centrale della pagina per posizionare il proprio disegno indica la centralità di se stesso, da parte del disegnatore, nonché il fatto di mettere al centro di tutto i propri bisogni.
La parte sinistra sarebbe prescelta dai più timidi, che tendono a guardare più al passato che al presente ed al futuro. Sarebbero, costoro, anche i più attaccati alla figura materna.
La parte destra vedrebbe invece l’installazione grafica da parte di soggetti più attaccati alla figura paterna, bendisposti e sicuri nel guardare al futuro.
Relativamente alla posizione, anche la scelta fra alto e basso è rilevante, secondo il simbolismo spaziale, teoria di derivazione junghiana ripresa dalla grafologia di Max Pulver. La parte alta del foglio sarebbe sfruttata dai creativi, dai pensatori fantasiosi, mentre quella bassa sarebbe scelta dai disegnatori più portati ad una logica pragmatica e materialista, ben organizzati e campioni di problem solving.
L’uso dei colori è ugualmente oggetto di attenzione, da parte degli psicologi intenti a decifrare il simbolismo dei disegni.
Come sappiamo, il colore non esiste oggettivamente, in natura. L’occhio assorbe dalla luce una radiazione elettromagnetica che la retina invia, come segnale, al cervello, in base alla lunghezza d’onda e all’intensità dello stimolo. Qui sarà, per così dire, decodificata in quanto ‘‘colore’’.
Il colore è usato sia a livello “diagnostico” o di profilazione, sia a livello terapeutico, in psicologia.
Secondo il noto test di Luscher del 1947 si può dedurre lo stato d’animo di una persona a partire dai colori che questa sceglie.
Nei colori di un disegno, in realtà, sono poi più che altro le emozioni che si tenta di decifrare.
Il blu, secondo Luscher ed Heller, rappresenta pace e tranquillità. Ed è anche il colore più apprezzato in generale. Per quanto appartenga ai colori freddi, in psicologia è associato a sensibilità e spiritualità. Ne esistono ben 11 tonalità, ognuna delle quali può apportare calma, armonia e fedeltà.
Il rosso è il colore dell’energia, della forza e dell’attività vitale e nervosa. È considerato il colore della passione e del desiderio in ogni sua forma. Il rosso spinge o denota una spinta all’azione. È dunque spesso considerato anche un colore “rivoluzionario”. Si identifica col presente, a livello temporale. È tipico di chi vive ancorato al presente. Può denotare forte temperamento, ma anche una certa aggressività. Non a caso, è usato nel marketing, ove conta stimolare l’impulsività.
Il giallo è un colore luminoso, quello più leggero, nella gamma dei colori primari. Evoca leggerezza, ma anche una personalità rilassata, potente. È il colore del sole, della felicità e dell’estate. Colui che preferisce il giallo è energico, ma non costante come colui che preferisce il rosso. Il giallo, infatti, rappresenta il futuro: l’attesa di una felicità più grande o la soluzione di un conflitto interno. Il giallo, psicologicamente, designa il cambiamento, il movimento continuo, l’incessante ambizione. Il marketing lo usa per richiamare ottimismo, giovinezza. Ma può risultare pesante, a lungo andare. Si tratta di un colore ambivalente, perché evoca ottimismo, ma anche qualche sensazione negativa, come l’attesa.
Il viola o il lilla, nascono dall’unione del rosso e del blu. Indicano allora, al contempo, calma ed inquietudine. Ecco perché li si associa alla spiritualità, alla magia, alla possibilità di realizzare dei desideri e ad una certa spensieratezza. Persistere nella predilezione di questo colore in età adulta, per alcuni psicologi, può essere spia di traumi subiti nell’infanzia.
Il verde significa resistenza al cambiamento. Chi lo predilige è equilibrato, fiero, riesce a proteggersi dagli stimoli esterni. Colui che lo sceglie ha una posizione ferma, opinioni chiare, sta su un piedistallo. Il verde è associato a natura, salute, rinascita. È adeguato alle persone depresse, poiché rilassa.
L’arancione nasce dal giallo e dal rosso, due colori collegati all’energia. È il colore della pace interiore, della trasformazione. Usato nel buddismo, non a caso. Usato nel marketing in versione tenue, per indurre all’acquisto senza suscitare senso di pesantezza.
Il bianco rappresenta l’inizio di qualcosa, la purezza e l’innocenza. Apporta sensazione di pace, tranquillità, guarigione.
Il nero “intrappola” la luce al cento per cento e la assorbe. Ecco perché è stato spesso associato alla malvagità. In realtà è, per definizione, il colore dell’eleganza.
Il grigio è un colore neutro, privo di stimoli e di tendenze psicologiche. Chi lo predilige non vuole responsabilità o coinvolgimenti. È il colore dell’immobilità, della giustificazione, di chi non partecipa ad alcun evento e non esercita nessuna influenza.
Roberto
Insegnante di disegno
Un insegnante empatico e capace, che mette a suo agio chiunque
Maria grazia, 2 anni fa
Ágnes teréz
Insegnante di disegno
Agnes è una persona speciale sia professionalmente che umanamente! I suoi insegnamenti sono stati basilari e peculiari per la mia crescita artistica e a lei devo tanto! Continuerò ad essere sua allieva e per me sarà un grande onore!
Anna, Più di 5 anni fa
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Persona molto capace e molto disponibile per le spiegazioni richieste! Ottima
Vito lucio, Più di 5 anni fa
Chiara
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Mi sono trovato di fronte una persona preparata, padrona, dell'argomento e dotata di un alto grado di empatia che mi ha fatto sentire sempre a mio agio, spiegandomi in modo semplice e comprensibile cose che mi sembravano più che complicate. Ha...
Pietro, Un giorno fa
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Lorenzo, 5 giorni fa
Lavinia
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Laura, Una settimana fa