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La nostra selezione di insegnanti privati e private di filosofia a Torino

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Il voto medio dato ai e alle nostre insegnanti di filosofia a Torino è di 5,0 con più di 67 commenti.

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Le domande più frequenti:

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La tariffa media di una lezione a domicilio di filosofia a Torino è di 14 €.

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Lezioni di filosofia per bambini/, ragazzi/e e adulti a Torino

La Filosofia a Torino: solo nei Licei o anche negli Istituti tecnici?

Nelle ultime settimane, si è fatto un gran parlare di una proposta del ministro dell’Istruzione: portare la filosofia negli istituti tecnici!

Come ogni volta, i cori delle curve opposte si sono fatti sentire alti. Da un lato, vi sono coloro che sono totalmente contrari: il filosofo veneziano Massimo Cacciari, ad esempio, considera quella del ministro una delle tante operazioni di facciata, non supportate da una riforma strutturale di cui il sistema scolastico italiano avrebbe invece bisogno. E poi, insiste, Cacciari, quale filosofia verrebbe insegnata negli istituti tecnici? Storia della filosofia o elementi di logica? Ai potenziali futuri ingegneri che stanno per diplomarsi in un istituto tecnico industriale, la logica potrebbe anche risultare utile; ma che dire delle lezioni sui presocratici e su Sant’Agostino?

Dall’altro lato, troviamo gli entusiasti della “filosofia all’ITIS”; costoro, anzi, pensano che sia poco, che la filosofia vada insegnata anche al professionale, alle scuole medie, alle elementari e, addirittura, alla scuola dell’infanzia.

Tra i due poli, si disperdono gli indecisi e i misti, coloro che dicono “sì, ma …”.

Insegnare la filosofia negli Istituti tecnici: quale professionalità?

Una cosa è certa, ovvero che andare ad aggiungere una o due ore di filosofia a settimana a degli studenti che già stanno seduti sui banchi 35 – 40 ore, non sarà cosa facile, come non sarà facile convincere loro, i loro genitori e gli altri insegnanti della scuola stessa dell’utilità della filosofia per chi si vede, dopo pochi anni, al tornio o a gestire una macchina a controllo numerico o in un laboratorio di chimica, …

Un’altra questione da sollevare è relativa all’insegnante di filosofia: capita, purtroppo non di rado, che anche nei licei classici (Massimo D’Azeglio, Vittorio Alfieri, …), scientifici (Galileo Ferraris, Piero Gobetti, Alessandro Volta, Carlo Cattaneo, …) e delle Scienze umane (Regina Margherita, Albert Einstein, Domenico Berti), i prof di filosofia non riescano a suscitare interesse tra i liceali, che dovrebbero comunque avere una certa predisposizione per le materie umanistiche (altrimenti si sarebbero iscritti in qualche altra scuola). Di che formazione avranno allora bisogno i professori di filosofia degli istituti tecnici di Torino, come il G. Sommelier, l’Amedeo Avogadro, il Carlo Levi? E all’agrario Vittone o all’Accademia di agricoltura, come faranno a farsi ben volere, considerando che la riforma di un decennio fa sta impedendo loro di studiare botanica e meccanica?

Dei filosofi all’Istituto tecnico Pininfarina di Moncalieri?

Forse ha ragione Cacciari, quando sostiene la necessità di una riforma che vada nel profondo delle scuole italiane e non si limiti, invece, a levare delle ore di qui, per aggiungerne di là. Il che, del resto, non significa negare la validità e l’utilità di un insegnamento filosofico anche in scuole diverse dai licei.

Anche perché vi sono stati dei casi che hanno dimostrato come la predisposizione per le materie tecniche possa andare a braccetto anche con la filosofia. È il caso, ad esempio, di uno studente dell’Istituto Tecnico Pininfarina di Moncalieri, che, partecipando alla XXVIII edizione delle Olimpiadi di Filosofia, è risultato tra i vincitori della sezione “Saggi filosofici in lingua straniera”: il ragazzo è riuscito nell’impresa, pur dovendo far fronte ad altre migliaia di studenti di liceo! Un altro ragazzo di Torino (studente presso il Liceo musicale Cavour, è invece risultato vincente nella sezione “Saggi filosofici in lingua italiana”.

Le Olimpiadi di Filosofia sono promosse dal ministero degli Affari Esteri con la partecipazione del Liceo classico Massimo D’Azeglio di Torino; alla competizione, che per l’anno 2021 si è svolta interamente su piattaforme online, hanno partecipato 316 istituti italiani e 6 scuole italiane all’estero, per un totale di circa 10.000 studenti.

Un metodo per insegnare la filosofia a Torino: l’apprendimento significativo

Ma come insegnare la filosofia a scuola? Un tentativo potrebbe essere fatto con il cosiddetto apprendimento significativo, che già è applicato ad altre discipline.

In breve, si può riassumere come segue: i concetti filosofici non possono essere semplicemente trasmessi dal docente agli studenti, né possono essere memorizzati dallo studente stesso. Vanno negoziati!

Secondo l’esperienza di tanti, tantissimi insegnanti, è frequente che anche gli studenti più preparati abbiano la tendenza non tanto a comprendere a fondo quello che studiano, ma a memorizzare solo i contenuti. Quello che si perde, in questi casi, è la comprensione di un senso di quello che si studia, il che porta, oltretutto a dimenticare quello che si è studiato dopo breve: tanta fatica per nulla!

È come se gli studenti si rendessero impermeabili ai contenuti di filosofia, se li facessero scivolare addosso; gli autori e il loro pensiero restano qualcosa di estraneo alle conoscenze dello studente.

L’apprendimento significativo nella filosofia a Torino

In termini pratici, come dovrebbe svolgersi l’apprendimento significativo?

Abbiamo detto che i docenti non devono trasmettere le conoscenze e che gli studenti non devono ascoltare in modo passivo le spiegazioni; ne consegue che le due figure devono mettersi a confronto, devono interagire e la scuola e l’aula, da grigia stanza di lezioni noiose, devono diventare un forum, un’agorà. Così, e solo così, saranno possibili profondi livelli di comprensione, soprattutto quando si parla (come nel caso della filosofia) di concetti astratti, inafferrabili,…

La filosofia, se insegnata in questo modo, oltre ad assumere la veste di ennesima disciplina scolastica, sarà anche parte per sempre del bagaglio di conoscenze e risorse dello studente: sarà la filosofia come habitus investigativo. Ogni studente potrà sentirsi un Socrate, un Platone, ma anche un Heidegger o un Sartre, in possesso degli strumenti per riflettere sul mondo e sull’esistenza, in grado di svolgere un lavoro intellettuale creativo, un esercizio di pensiero divergente; sarà sempre autonomo!

Che cosa vuoi imparare?