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La nostra selezione di insegnanti di d'inglese

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5,0 /5

Insegnanti Star con un punteggio medio di 5,0 stelle e più di 10.431 commenti positivi.

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I/Le nostri/e allievi/e
esprimono un giudizio sui/sulle loro insegnanti di d'inglese

Beatrice

Insegnante d'inglese

Purtroppo non ha potuto seguirci a causa di diversi ragazzi che sta già aiutando. E' stata molto gentile e chiara ad informarci subito senza farci perdere tempo.

Marianne

Insegnante d'inglese

Insegnante molto qualificata, attenta nel correggere gli errori e molto friendly e gradevole nella gestione della lezione. Ottimo approccio

Elio, 3 giorni fa

Angelica

Insegnante d'inglese

Bravissima insegnante con accento molto British, si adatta perfettamente alle esigenze e al livello dell'allievo e stimola la conversazione con argomenti sempre molto interessanti.

Ivan, 4 giorni fa

Chiara

Insegnante d'inglese

Io non sono uno studente semplice, io sono una persona che in questo momento lavora come programmatore e non avendo le basi della lingua inglese ho cercato un aiuto. Chiara è stata è sarà eccezionale perché in poco tempo è già riuscita a farmi...

Daniel, 4 giorni fa

Francesca

Insegnante d'inglese

Francesca è un’insegnante professionale, gentile e super disponibile. Le lezioni sono sempre interessanti, improntante principalmente sullo speaking in aggiunta allo studio della grammatica e listening, infatti il suo approccio all’insegnamento...

Antonella, 4 giorni fa

Manon

Insegnante d'inglese

Manon è un'insegnante non solo molto preparata ma anche decisamente stimolante! Attenta alle esigenze del singolo studente e molto paziente, sa come metterti a tuo agio e non farti sentire in imbarazzo! Il materiale da lei fornito è preciso,...

Valeria, 4 giorni fa

Le domande più frequenti:

💸 Qual è la tariffa media di un corso di Inglese livello per bambini?

Il prezzo medio di una lezione di Inglese livello per bambini è di 14 €.

Le tariffe variano in funzione di tre fattori:

  • L'esperienza dell'insegnante di inglese
  • Il luogo delle lezioni (a domicilio o online) e la situazione geografica 
  • La durata e la frequenza dei corsi

Il 97% degli/delle insegnanti offre la prima lezione.

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💻 Gli/Le insegnanti d'inglese livello per bambini propongono lezioni a distanza?

La maggior parte degli/delle insegnanti d'inglese propongono corsi di Inglese online livello per bambini.

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🎓 Quanti sono gli/le insegnanti disponibili per dare dei corsi di Inglese livello per bambini?

55.062 insegnanti di inglese livello per bambini propongono un aiuto inglese.

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✒️ Che voto medio è attribuito agli/alle insegnanti di TPL_MATIERE@ livello per bambini?

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I bambini e l’inglese: quando iniziare a studiare?

Il cervello dei bambini è come una spugna: assorbe con estrema facilità tutti gli input che gli vengono sottoposti e risponde elasticamente e prontamente a tutte le sollecitazioni che riceve. Per questo motivo, insegnare l’inglese ad un bambino è molto più semplice che ad un adulto; e, per questo motivo, un bambino imparerà la lingua straniera più rapidamente e più efficacemente che un adulto.

Non è tutto: l’età di studio di una lingua influisce anche sul modo in cui questa lingua verrà poi parlata. I neuro - scienziati e i pedagoghi che si occupano di studiare la relazione tra age of acquisition, da una parte, e proficiency e code switching, dall’altra, sono arrivati a delle conclusioni stupefacenti. Più presto si inizia a parlare inglese (age of acquisition) e maggiori saranno il livello di competenza raggiunto e il controllo che il soggetto avrà di questa lingua. Se sul concetto di competenza non vi sono dubbi, per controllo è bene chiarire che si intende la capacità di passare dalla lingua materna (l’italiano, nel nostro caso) alla lingua straniera (l’inglese) in una interazione con una o più persone.

Se ponessimo in relazione su una scala le diverse età a cui si è iniziato a studiare l’inglese e la conoscenza raggiunta nella lingua straniera in questione, ad un estremo avremmo una persona anziana o comunque non più giovane e all’altro estremo il bambino bilingue, ovvero colui che sin dalla nascita vive in un contesto plurilingue (il bambino con genitori italiani che vive a Londra, quello con genitori inglesi che vive a Roma, quello con genitori misti, che parlano ognuno la propria lingua,…).

Perché chi prima inizia è… ben oltre la metà dell’opera?

Questo avviene perché il modo in cui il cervello processa le informazioni linguistiche muta sensibilmente da un’età all’altra. Se nei primi mesi e nei primi anni di vita è il lobo temporale ad essere coinvolto, nell’età giovane, adulta o anziana ciò che lavora (sullo studio dell’inglese) è il lobo frontale. Le differenze sono notevoli: nel primo caso, viene stimolata la parte uditiva del cervello e le elaborazioni degli input sono sensoriali; nel secondo caso, il lavoro compiuto dal cervello è più razionale.

Insomma, chi studia l’inglese da piccolo o piccolissimo farà completamente sua la lingua e, quando l’utilizzerà o quando passerà dall’una all’altra, non avrà bisogno di riflettere (quale tempo verbale? Quale forma del periodo? Quali termini impiegare? …), ma lo farà in modo istintivo, proprio come ognuno di noi fa con la propria lingua materna.

Più anni passano prima che il soggetto inizi a studiare la lingua inglese e più questo potenziale affascinante si disperde, si assottiglia; più tempo trascorre e più l’utilizzo della lingua straniera sarà razionale, quindi meno spontaneo, più complesso e lento.

Il caso del bilinguismo: quando iniziare con la seconda lingua?

Studi recenti hanno mostrato come affrontare correttamente un’educazione bilingue del proprio figlio. Prendiamo il caso di un bambino con due genitori, uno di madrelingua inglese e l’altro di madrelingua italiana.

Si potrebbe pensare che sia indifferente l’ordine con cui iniziare a parlare l’una e l’altra lingua di fronte al bambino. Anzi, si crede che comunicare alternando italiano e inglese sia un metodo efficace per trasmettere entrambi gli idiomi; l’importante è che ogni genitore parli la propria lingua, in modo da non trasmettere forme o accenti poco precisi al bambino, il quale li assorbirebbe immediatamente.

In realtà, l’osservazione portata su dei bambini cresciuti in famiglie perfettamente bilingue e degli specifici studi di psicologia e pedagogia hanno provato che la strategia corretta da seguire non è questa.

La lingua con cui si dovrà sollecitare maggiormente il bambino, almeno fino all’età di 4 o 5 anni, dipende dalla lingua ufficiale del Paese in cui ci si trovi a vivere! Se la famiglia in questione vive a Londra, in casa il bambino dovrà interagire (e si dovrà interagire con lui) in italiano; viceversa, se la famiglia vive a Roma, le interazioni avranno luogo in inglese.

Ma perché è necessario dare la priorità alla lingua che potremmo definire secondaria (ovvero quella non parlata nel Paese di residenza)? La ragione è, almeno in parte, la stessa vista in precedenza.

Il bambino della famiglia bilingue inglese – italiano che viva a Roma, in casa, parlerà per i primi quattro cinque anni di vita inglese, assimilando in modo istintivo le specificità di questa lingua. Nel momento in cui accederà alla scuola dell’obbligo, il suo cervello sarà ancora sufficientemente giovane per apprendere in modo istintivo la lingua italiana; inoltre, fuori dalla porta di casa, tutto il mondo che lo circonda lo ricoprirà di stimoli e input in italiano: amici, compagni di scuola e compagni di giochi; interazioni con gli insegnanti e con qualsiasi altra persona per strada; cartelloni pubblicitari, messaggi televisivi e radiofonici, … Tutto attorno a lui parlerà italiano ed egli non avrà, dunque, alcuna difficoltà a recuperare il ritardo dovuto all’assimilazione dell’inglese durante il periodo di vita precedente.

Anche nell’eventualità dovesse smettere di parlare inglese (possibilità particolarmente improbabile, dato che uno dei due genitori è comunque anglofono), tutto quello che ha imparato resterebbe sopito dentro di lui, per emergere in modo immediato e quasi inconsapevole alla prima necessità.

Se i genitori del nostro esempio parlassero al figlio in entrambe le lingue, egli imparerebbe inglese e italiano, ma in modo meno preciso. E questo andrebbe a discapito della lingua secondaria, l’inglese, per la quale non vi sono a Roma sufficienti input da stimolare un apprendimento totale della lingua.

L’inglese: prima possibile!

Per riassumere, possiamo dire che quanto prima i bambini italiani iniziano a studiare la lingua inglese, tanto meglio è; e questo in virtù di quanto acquisirà in termini di competenza (proficiency) e di controllo (ovvero la capacità di passare dall’italiano all’inglese e viceversa - code switching) all’interno di una stessa comunicazione o tra una comunicazione e l’altra. Questo non significa che passati i 10 anni sia inutile aprire una grammatica di inglese: anche un over 80 può raggiungere ottimi livelli di inglese, pur iniziando da zero. Semplicemente, lo sforzo che dovrà mettere nello studiare e nel parlare l’inglese sarà molto più importante, rispetto allo sforzo che dovrà fare chi ha imparato prima dei sette – otto anni.

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