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Emilio
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Tra i bambini da 1 a 4 anni di età, la prima causa di morte accidentale è… l’annegamento! Perché non dare a tuo figlio, sin dai primi mesi di vita, la possibilità di non spaventarsi e di cavarsela, nel caso dovesse involontariamente finire in acqua?
Sembra, infatti, che ciò che più crea danni non sia tanto il fatto di non saper nuotare, quanto il fatto di spaventarsi per la presunta incapacità di non sapere cosa fare. In realtà, i bambini piccoli e piccolissimi sanno nuotare (dato che trascorrono i primi nove mesi immersi nel liquido amniotico) e non c’è motivo per cui debbano spaventarsi. A patto, però, che mantengano l’abitudine al contatto con l’acqua.
Ecco il perché di tanto successo dei corsi di acquaticità per neonati e di nuoto per bambini.
Fermiamoci, per un istante, ai neonati: nei primi mesi di vita, i piccoli e piccolissimi non sono in grado di chiudere volontariamente la bocca, quando infilano la testa sotto acqua; ed è proprio questo pericolo a spaventare le mamme e i papà. In realtà, però, se il sistema volontario non agisce è perché è quello involontario ad intervenire: il riflesso di chiudere la glottide (e, quindi, di non bere) è innato nei neonati. Si tende, però, a perderlo, se non viene mantenuto portando in acqua i bambini già dai primi giorni o dalle prime settimane dopo il parto.
Istruttori di nuoto, pedagoghi e chinesiterapeuti si stanno prodigando in corsi specifici, al punto che oggi si parla di idrochinesiologia, che, secondo Wikipedia “rappresenta un avanzato punto di integrazione tra le metodiche riabilitative e formative più consuete risultando altamente specifica al trattamento di svariate condizioni patologiche o di supporto alla crescita, grazie alla valenza relazionale dell’acqua nel rapporto utente-operatore”.
I corsi di acquaticità e l’idrochinesiologia sono un modo per accompagnare la crescita armoniosa dei neonati attraverso la relazione con l’acqua: si approfitta del fatto che l’acqua viene riconosciuta dai neonati come un luogo familiare. Siamo al punto che le capacità motorie sono maggiori dentro l’acqua, che fuori dell’acqua. E, puntando su questo, i corsi di nuoto sono l’occasione non tanto per imparare a nuotare (i primi due, tre anni di vita sono considerati prematuri a questo fine), quanto per sviluppare una psicomotricità corretta, che servirà anche e soprattutto al di fuori dell’acqua.
Gli idrochinesiologi utilizzano una serie di accessori specifici (come i tappeti galleggianti o i sonagli), allo scopo di far sperimentare ai piccoli e ai piccolissimi diverse sensazioni di stabilità, che andranno ad accrescere il loro senso dell’equilibrio e ad apportare benefici al sistema motorio, alla respirazione e al sistema cardiocircolatorio.
Senza dimenticare tutti i benefici che l’immersione in acqua con il bambino apporta anche ai genitori: uno tra tutti, la diminuzione dell’ansia e dello stress che spesso caratterizza neo papà e neo mamme.
Tra i consigli che vengono impartiti dagli esperti, vale la pena riproporne alcuni:
A seconda dell’età dei bambini, i corsi di acquaticità sono differenziati. Anche se ogni piscina o centro sportivo può decidere in autonomia secondo le proprie esigenze e secondo le richieste dei genitori, in genere, una prima fascia di età è quella che arriva fino ai 9 mesi (come già detto, qui l’acqua deve avere una temperatura controllata a 33°C).
A partire dai 9 mesi e fino ai 14 mesi, i bambini iniziano a muovere i primi passi, anche se ancora molto incerti: questo però consente di utilizzare un’altra piscina o comunque altri metodi di insegnamento. I bambini vengono fatti camminare e, quindi, l’altezza dell’acqua dovrà essere adeguata.
Dai 14 ai 20 mesi, il livello dell’acqua può salire progressivamente e si punterà ancora molto sui passi in piscina. Mentre dai 20 ai 36 mesi, le possibilità sono estremamente più ampie, considerato il livello di psicomotricità e abilità manuali dei bambini di questa età.
Solitamente, fino ai tre anni di età è sempre richiesta la presenza di un genitore in acqua, che diventa facoltativa (a seconda della sicurezza acquisita dal bambino e del livello di ansia della madre o del padre) subito dopo, con i corsi di avvicinamento al nuoto, mentre a partire dai 4 - 5 anni di età, i bambini possono iniziare a seguire un vero e proprio corso di nuoto in piscina (i più fortunati, al mare).
Non tutti i genitori riescono a trovare il tempo per portare i propri figli ai corsi di acquaticità durante i primi mesi e i primi anni di vita. Ecco, allora, che prima di iniziare ad imparare lo stile libero, il dorso, la rana e il delfino, sarà necessario insegnare ai bambini di 5 – 6 o più anni a galleggiare e a non avere timore dell’acqua.
Gli istruttori di nuoto utilizzano una serie di accessori, che hanno lo scopo di facilitare la conoscenza di questo nuovo elemento, superando l’eventuale paura e spingendo i neo natanti a staccarsi senza ansia dal bordo vasca.
Ecco, allora, che in piscina si possono trovare ed utilizzare tavolette (kickboard), tubi galleggianti, cinture galleggianti, cerchi galleggianti, braccioli, pinne, pull buoy,…
A questi, si aggiungono la cuffia e gli occhialini.
Attenzione, però: se la cuffia è obbligatoria in piscina e assolve anche allo scopo di tenere le orecchie al riparo dall’acqua (e i capelli lontani dagli occhi), gli occhialini non sempre sono consigliati: questi andrebbero indossati solo dai bambini paurosi o da quelli che ci vedono poco o hanno dolori agli occhi. Negli altri casi, meglio soprassedere e far abituare i piccoli a tenere gli occhi aperti anche sott’acqua, nonostante il cloro: chi cade accidentalmente in acqua, difficilmente indossa gli occhiali; meglio essere pronti sin da subito!
Paolo
Insegnante di nuoto
Bravo insegnante, molto cordiale e disponibile. Mio figlio ha apprezzato la competenza e la pazienza nelle lezioni.
Nicoletta, 3 settimane fa
Alessandro giuseppe
Insegnante di nuoto
Alessandro è stato un piacere partecipare alla nostra prima lezione a cui sicuramente se ne aggiungeranno altre . Tobias mio figlio si è trovato benissimo grazie all’approccio gentile e professionale che ha dimostrato Alessandro. Devo dire che...
Luana, 3 mesi fa
Maria luisa
Insegnante di nuoto
Maria Luisa mi ha messo subito a mio agio! Super professionale ed empatica! Grazie mille!
Stefania, 3 mesi fa
Marica
Insegnante di nuoto
Fantastica,non avrei potuto desiderare un’insegnante migliore.Marica è estremamente paziente, preparata e attenta, capace di trasmettere sicurezza e fiducia fin dalla prima lezione. Ha costruito il percorso passo dopo passo, rispettando sempre i...
Riham, 4 mesi fa
Paolo
Insegnante di nuoto
Paolo è un insegnante preparato, paziente e molto attento alla persona. Sa metterti a tuo agio e rendere le lezioni efficaci fin da subito. Consigliatissimo sia per migliorare la tecnica sia per vincere la paura dell’acqua
Antonio, 5 mesi fa
Chiara
Insegnante di nuoto
Chiara è un’insegnante di nuoto straordinaria! Sempre professionale e attenta alle esigenze dell’allievo. È empatica, gentile e capace di personalizzare ogni lezione, variando gli esercizi in modo mirato. Si lavora tanto e in modo piacevole e...
Nicoletta, 7 mesi fa