Pagina iniziale
Dare lezioni
,
Cerca vicino a casa mia Online

Top ville

Pagina iniziale
Dare lezioni
Eccellente
commenti

La nostra selezione di insegnanti privati/e di nuoto a Torino

Visualizza più insegnanti

5,0 /5

Il voto medio dato ai/alle nostri/e insegnanti di nuoto a Torino è di 5,0 con più di 2 commenti.

20 €/ora

Le migliori tariffe: il 67% dei/delle nostri/e insegnanti offre la prima ora di lezione. In media, le lezioni di nuoto a Torino costano 20€.

7 h

Veloci come saette, i/le nostri/e insegnanti ti rispondono in 7h.

Imparare non è mai
stato così semplice

2. Organizza le tue lezioni private di nuoto a Torino

Parla con l'insegnante di nuoto per condividere le tue necessità e disponibilità. Programma le lezioni di nuoto e pagale in tutta sicurezza attraverso la chat Superprof. Nuotare come un delfino non è mai stato così facile.

3. Vivi nuove esperienze

Il "Pass Alunno" ti consente l'accesso illimitato a tutti/e gli/le insegnanti e maestri/e di Nuoto a Torino, o in altre città, oppure online, per 1 mese. Un mese intero per scoprire nuove passioni.

Le domande più frequenti:

💸 Qual è la tariffa media di un corso di Nuoto a Torino?

Il prezzo medio di un corso di Nuoto a Torino è di 20 €.

Le tariffe variano in funzione di tre fattori:

  • L'esperienza dell'insegnante di nuoto
  • Il luogo delle lezioni (a domicilio o online) e la situazione geografica 
  • La durata e la frequenza dei corsi

97% degli/delle insegnanti offrono la prima lezione.

Scopri le tariffe degli/delle insegnanti vicino a casa tua (0).

🥇 Perché seguire un corso di Nuoto a Torino?

Dei corsi di Nuoto con un/un' insegnante specializzato/a sono l'occasione per imparare e progredire velocemente.

Scegli l'insegnante che preferisci e programma, in presenza o online, il corso in totale libertà!

Una chat ti consentirà di conversare direttamente con l'insegnante per scegliere e organizzare le lezioni in piena serenità.

Un motore di ricerca ti permette di trovare la perla rara tara centinaia di insegnanti privati/e a Torino .

Lanciati nella ricerca, basta un click!.

💻 Gli/Le insegnanti di nuoto propongono lezioni a distanza?

La maggior parte degli/delle insegnanti di nuoto propongono

lezione di nuoto online.

Non esitare a consultare i loro annunci o utilizzare il motore di ricerca (puoi scegliere il filtro via webcam) per scoprire i corsi di Nuoto disponibili online

🥇 Quanti sono gli/le insegnanti disponibili per dare delle lezioni di Nuoto a Torino?

9 insegnanti di nuoto propongono un aiuto nuoto.

Puoi cercare i lori profili e scegliere quello che corrisponderà di più alle tue necessità a Torino.

Scegli il tuo corso tra più di9  profili.

✒️ Che voto medio è attribuito agli/alle insegnanti di Nuoto a Torino?

Su un campione di 2 voti, gli/le allievi/e attribuiscono un voto medio di 5,0 su 5.

Per qualsiasi dubbio o difficoltà, un servizio clienti è disponibile per trovare rapidamente una soluzione (per telefono o via mail, dal lunedì al venerdì).

Conoscere di più sulle domande più frequenti.

Voglia di iimparare?

Potrai scegliere tra moltissimi insegnanti di talento!

Visualizza più insegnanti Inizia subito

Corsi di nuoto Torino con i/le migliori istruttori/trici

La passione del nuoto a Torino: trovare i buoni istruttori

Si fa presto a dire: “corso di nuoto”! Ma siamo certi che le lezioni siano organizzate in modo serio ed efficace?

Anche al netto dei più recenti successi olimpici e paralimpici e prescindendo dall’effetto traino esercitato da atleti carismatici e dalle prestazioni elevate, è in continua crescita la passione per il nuoto a Torino, come in altre città italiane. Nei negozi di sport e nei reparti dedicati al settore, gli scaffali presentano costumi, cuffie, occhialini, ma anche mute, pinne (per il mare, ma anche per la piscina) e accessori differenti per il galleggiamento. E questo è chiaramente indice del fatto che il nuoto è in grado di attirare, oggi più di ieri e domani più di oggi, migliaia e migliaia di praticanti, di tutti i livelli.

Perché il bello del nuoto è proprio questo: chiunque, a qualunque età, può indossare costume e cuffia e tuffarsi in acqua (o scendere le scalette). Chiunque, a qualunque età, può decidere, se ancora non lo sa fare, di imparare a nuotare. Inoltre, non c’è praticamente patologia che impedisca di nuotare; o meglio, non c’è patologia dalla quale non si possa provare almeno parziale sollievo con il nuoto: recupero fisico dopo un infortunio o un intervento chirurgico, mantenimento in esercizio per soggetti cardiopatici,… Addirittura, come le immagini provenienti dalle Paralimpiadi di Tokyo hanno mostrato, nemmeno le gravi menomazioni fisiche, né gli handicap fisici di un certo rilievo impediscono di nuotare!

Cresce il numero di iscritti in piscina, cresce il numero di istruttori di nuoto

Come accade spesso, ad una grande passione si deve dare seguito: e così, al crescente numero di frequentanti delle piscine, sono venuti in soccorso decine, centinaia di istruttori di nuoto. I corsi per imparare a nuotare o quelli per migliorare la tecnica del singolo stile non si contano: lezioni di acquaticità per gestanti e per neonati; corsi di avvicinamento al nuoto per bambini e per adulti; corsi di nuoto (tecniche di base) per bambini, ragazzi e meno giovani; corsi di preagonistica (per tutte le età) e corsi di agonistica. Ce n’è per tutti i gusti, per tutte le età e per tutte le capacità.

Ma, per riprendere il filo con quanto sostenevamo all’inizio, siamo certi che tutti i corsi si equivalgano? Il rischio, riscontrato da più di qualche allievo di corso di nuoto, è quello di trovarsi a che fare con istruttori qualificati e dotati di abilitazione FIN (e ci mancherebbe altro!), ma senza il dovuto approccio pedagogico o, peggio, con una scarsa volontà di fare.

Insomma, è lo stesso discorso che fa capolino ogni qual volta un fenomeno di democratizzazione colpisca un settore, un ambito, una pratica: se fino a un ventennio fa, le piscine attraevano meno iscritti, gli istruttori di nuoto erano sempre – o quasi sempre – dei veri appassionati; il loro metodo di insegnamento era valido, sperimentato e consentiva di riscontrare risultati positivi. Oggi, con l’aumento importante di iscritti ai corsi di nuoto, c’è stato un aumento sensibile nella domanda di istruttori di nuoto: e questo ha portato tanta più gente a lanciarsi nel settore, pur se dall’altra parte della cattedra. Anche chi, magari, non ha una vera predisposizione per l’insegnamento, ha visto nelle corsie da 25 metri un’opportunità per guadagnare, spiegando come si fanno le bracciate e le battute di gambe.

Il fatto è, però, che, in mancanza di una vera e propria passione – allo stesso tempo, per il nuoto e per l’insegnamento del nuoto – prima o poi, i nodi vengono al pettine. Ed ecco allora il perché di tante lamentele registrate tra chi si tuffa in piscina per tutta una stagione, senza vedere, alla fine della stessa, dei risultati effettivi, dei miglioramenti nella propria tecnica.

Qui di seguito, riportiamo alcune tra le tendenze a nostro avviso errate, poco educative e per niente professionali, seguite da taluni istruttori durante i corsi di nuoto.

Difetti di alcuni istruttori di nuoto

Istruttori abitudinari

Alcuni maestri di nuoto, non solo non rinnovano mai il programma di allenamento che propongono ai propri allievi (spesso, mantengono invariata anche la suddivisione interna: 10 vasche di stile libero, 10 vasche di dorso, 10 vasche di rana, …), ma addirittura riprendono il programma o lo stile di insegnamento di chi aveva insegnato loro a nuotare! Insomma, bambini e ragazzi del 2021 si ritrovano a fare gli stessi allenamenti che facevano bambini e ragazzi negli anni Settanta del secolo scorso.

Se è vero che l’acqua è sempre la stessa e che gli stili di nuoto sono sempre i medesimi quattro, è altrettanto vero che la pedagogia, anche nello sport, ha fatto passi da gigante; la psicologia dello sport non esisteva trenta o quaranta anni fa e, guardando agli atleti – professionisti o dilettanti – di oggi, si possono imparare tante cose.

Insomma, vale la pena variare, sperimentare, andare alla ricerca di altre soluzioni. Diversamente, starà al praticante di cercare un altro istruttore, un’altra piscina, un altro centro sportivo.

L’istruttore amicone

È una tendenza che, manco a dirlo, viene d’oltre oceano (e che si cristallizza, anche qui da noi, nelle storie d’amore tra nuotatrice e allenatore, senza bisogno di fare nomi o cognomi). Attenzione, non vogliamo dire che allenatori e atleti non possano essere amici; ma è vero che i ruoli, almeno in piscina, devono essere ben distinti, se l’obiettivo è che l’istruttore possa veramente insegnare qualcosa all’allievo.

E come potrebbe farlo, senza poter assumere un ruolo distaccato, senza imporre uno stile di vita sano (all’agonista o al preagonista), senza poter mettere in punizione l’allievo che non si presenta a lezione, che arriva in ritardo, che non rispetta le consegne, che chiacchiera con i compagni di squadra, appena il mister gira la testa dall’altra parte?

E come potrebbe assumere il ruolo del mister in modo serio ed efficace, se, terminati gli allenamenti, i due si ritrovano assieme al bar, davanti ad una birra?

La lezione… a piacere

Alla partenza del corso, l’allenatore dovrebbe impostare il programma della lezione, anticipare i vari momenti, così come gli obiettivi da raggiungere.

Se fa così, tutto bene! Ma molte, troppe volte capita che la prima consegna sia … dieci vasche a piacere! Certo, sempre dieci vasche sono, ma dare la possibilità all’atleta di scegliersi l’allenamento non è educativo, né formativo. Inoltre, è un atteggiamento che, a lungo andare, minerà la credibilità, l’autorità, il carisma del mister. L’autogestione non è un metodo efficace nella preparazione atletica.

"Se siete bravi, alla fine facciamo i tuffi!"

Un’altra frase che, complementarmente alla precedente, esplicita scarsità di fantasia dell’istruttore e desiderio dello stesso di arrivare rapidamente a fine lezione, è proprio quella che istituzionalizza i tuffi a fine lezione come un non meglio specificato premio, per aver assolto a tutte le consegne impartite o per non aver chiacchierato con i compagni di corso.

A parte il fatto che nuotare e non perdersi in chiacchiere dovrebbe essere l’obiettivo di ogni allievo di un corso di nuoto e non necessiterebbe di nessun premio aggiuntivo (oltre al beneficio stesso che l’atleta stesso trarrà dal praticare in modo continuativo e costante il nuoto durante la lezione), i tuffi non sono, non possono e non devono essere un regalo. I tuffi sono una tecnica specifica del nuoto e, in quanto tale, devono rientrare nel programma della lezione, con tanto di spiegazione dettagliata sulla posizione da tenere, sull’entrata in acqua, sull’uscita, … proprio come deve essere per i quattro stili di nuoto!

L’istruttore frettoloso

Come accennato poc’anzi, poi, gli ordini di “10 vasche a piacere” e i “tuffi a fine lezione” hanno un altro inconveniente: sembra (o è proprio così?) che l’istruttore non aspetti altro che la fine della lezione.

Una lezione ha una durata variabile tra 40 e 60 minuti: se un quarto d’ora o poco più viene dedicato “alle vasche a piacere”, altri dieci minuti sono lasciati ai tuffi liberi, resta molto poco per l’affinamento della tecnica, per il potenziamento delle bracciate e dei colpi di gambe, per il lavoro sulla respirazione,…

Insomma, siamo certi che l’istruttore abbia veramente voglia di fare l’istruttore? O è meglio cercare qualcuno con una passione e una deontologia maggiori?

Che cosa vuoi imparare?