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Perché studiare programmazione nella città di Bari?

Il bello di studiare programmazione a Bari o in un’altra città d’Italia è che si acquisiranno tutte le competenze necessarie per comunicare con una macchina. Programmare, infatti, significa questo: scrivere in un linguaggio che sia comprensibile alla macchina e di facile utilizzo per l’uomo, in modo che il computer (la macchina, per l’appunto) faccia quello che l’uomo le chiede.

Comunicare con una macchina: il caso di Alan Turing

Tra i più famosi scienziati che hanno cercato di estrapolare dalle macchine dei risultati immediatamente utili, c’è senza dubbio Alan Turing, il matematico, logico e filosofo inglese che ha lavorato per mesi nel tentativo di decifrare i codici segreti che i nazisti utilizzavano durante la Seconda guerra mondiale. Un film del 2014, diretto dal regista norvegese Morten Tyldum – The Imitation Game – ne ripercorre la triste storia (Turing, infatti, è stato vittima di intolleranza e persecuzioni per la propria manifesta omosessualità e pose fine ai propri giorni suicidandosi).

Il test di Turing: imitation game

Legata strettamente al nome di Alan, vi è la macchina di Turing, il test che consente di decidere il livello di efficacia di una macchina; ovvero, il test consente di rispondere alla domanda: il computer sa pensare? Turing aveva nominato questo test l’imitation game.

Ovviamente, nel corso dei decenni ne sono state formulate differenti versioni, ma è possibile semplificarle tutte in questo modo. Un essere umano deve interagire con un interlocutore sconosciuto, su temi differenti. Entrambi comunicano digitando su di una tastiera un testo che l’altro può leggere su di uno schermo. Se da un lato c’è un umano, dall’altra parte potrebbe nascondersi un altro uomo o, indifferentemente una macchina.

Il gioco termina quando l’uomo sarà in grado di dire in maniera assolutamente precisa e sicura se dall’altra parte vi sia un uomo o una macchina. Ma, se non sarà in grado di dirlo, allora, la macchina avrà vinto e avrà dimostrato di saper simulare la propria identità. O meglio: la macchina avrà dimostrato di essere intelligente!

Il computer deve mentire all’uomo

C’è un dettaglio, cui bisogna prestare particolare attenzione: la macchina nelle interazioni con l’umano può mentire. Questa è una regola base, fosse anche solo per ovviare alle conseguenze dell’eventuale domanda che l’uomo potrebbe porre: “Sei una macchina?”. Ovviamente, se il computer non potesse mentire, il gioco finirebbe immediatamente, senza possibilità, per la macchina, di dimostrare le proprie capacità.

Quali sono le implicazioni, in questo caso? Semplicemente che il metro dell’intelligenza risiede nella capacità di dissimulare o, peggio, di mentire.

Non vi è nessun dubbio che una perfetta imitazione delle capacità umane implichi anche la capacità di nascondere, dissimulare e mentire: del resto, chi, bambino, adulto o anziano, uomo o donna, non ha mai mentito almeno una volta? Chi non lo saprebbe fare, con dolo o semplicemente per evitare un male peggiore, a fin di bene?

È altrettanto vero che quando l’uomo inventa una macchina intelligente, che prenda ispirazione dall’uomo e dalle sue capacità intellettive, probabilmente non pensa ad insegnarle a mentire. Ma sembrerebbe che questo sia inevitabile, almeno per superare il test di Turing.

Il quale, sia detto per inciso, al giorno d’oggi non è ancora stato superato, anche se, secondo i meglio informati, non mancherebbe molto al raggiungimento di questo storico risultato.

Certo, però, che il giorno in cui un computer saprà mentire, scenari apocalittici come quelli descritti da Kubrick in “2001, Odissea nello Spazio”, potranno veramente materializzarsi: quel giorno, HAL 9000 riuscirà davvero a sbarazzarsi di tutto il personale della Discovery, bloccando il sostentamento agli astronauti criogenizzati e inviando ad una infinita e definitiva passeggiata negli spazi siderali un altro astronauta?

L’uomo non può mentire al computer

Resta il fatto consolante che, per ora, nessuna macchina ha superato il test di Turing, ma è altrettanto vero che, oggi, i computer ce lo rivolgono contro: oggi, sono dei bot che chiedono a noi di dimostrare di essere uomini e non programmi.

L’obiettivo ultimo – questo va detto – sono la nostra protezione e la nostra sicurezza, quanto meno a livello informatico; basti pensare a tutte le volte che dobbiamo risolvere un captcha: in questo modo, dobbiamo dimostrare che chi vuole entrare in un account, ad esempio, è un umano e non una macchina. Oppure tutte le volte che indossiamo un dispositivo (come uno smart watch) che interroga in continuazione il nostro corpo, per misurarne la pressione sanguigna, il numero di battiti cardiaci, il consumo di calorie,…

Vi è un’implicazione di un certo rilievo in tutto ciò: quando l’uomo sottopone al test di Turing una macchina, questa può, anzi deve, mentire. Quando, al contrario è la macchina a sottoporre all’uomo il corrispettivo di questo test, l’uomo non può dire il falso!

Nel caso del captcha, se lo facesse, l’uomo non otterrebbe l’accesso all’account o al sito in questione. Nel caso dello smart watch, il trasferimento delle informazioni verso il dispositivo è immediato, nel senso che non può essere mediato dalla volontà umana e quindi è immodificabile.

In un caso e nell’altro, questo vincolo è a tutto vantaggio dell’uomo stesso, ma cosa siamo in grado di dire delle conseguenze sul medio lungo periodo di una relazione similmente impari tra uomo e macchina?

Da Turing all’Internet of Things

Queste tematiche interessano (e affascinano) di certo più i filosofi che gli informatici; ma anche questi ultimi devono prendere le mosse da tali constatazioni, soprattutto quando si trovino a programmare oggetti e dispositivi complessi.

Dietro tutto ciò, dietro l’Internet of Things, vi sono informatici, matematici, filosofi, fisici, … ma vi è soprattutto la curiosità del singolo, di chi, come te, sta per decidere a quale percorso di programmazione iscriversi a Bari.

Istituto tecnico informatico, facoltà di informatica o lezioni private con uno dei nostri superprof, anche tu puoi intraprendere questa strada, lunga e perigliosa, ma di sicuri fascino, interesse e potenzialità professionali.

Le domande più frequenti:

✍️ Qual è il giudizio medio che gli/le alunni/e hanno dato agli/alle insegnanti privati/e di programmazione a Bari?

Su un totale di 7 voti, gli/le alunni/e hanno dato ai/alle professori/esse di programmazione di Bari un punteggio medio di 5,0 su cinque.

 

Se hai qualche domanda, puoi contattare il nostro servizio clienti durante la settimana per telefono o mail.

 

Per altre domande, visita la nostra pagina FAQ.

🙋🏼‍♂️ Quanti/e professori/esse insegnano programmazione a Bari?

A Bari ci sono un totale di 34 insegnanti di programmazione che accetteranno volentieri di averti come allievo/a.

 

Consulta, con una semplice ricerca, gli/le insegnanti privati/e di programmazione che si trovano vicino a casa tua e contatta quello/quella che più ti convince. Bisogna prendere in conto diversi elementi per scegliere il profilo ideale.

 

Nei loro profili potrai vedere tutte le informazioni importanti riguardo al/alla prof come la sua esperienza, la formazione, gli argomenti informatici in cui è specializzato/a, se fa lezione a casa dell'allievo/a o se offre prezzi speciali per pacchetti di 5 o 10 ore. Tutto questo ti permetterà di scegliere tra i/le diversi/e insegnati.

 

Cosa aspetti a cercare l'insegnante di programmazione ideale per te?

💻 Si può seguire un corso di programmazione a distanza con un prof incontrato/a su Superprof?

Ovviamente! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti, oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi via webcam.

 

Le lezioni via webcam sono meno care rispetto alle presenziali perché non ci sono supplementi di spostamento e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

Le lezioni di programmazione a distanza sono un'opportunità eccellente per seguire l'apprendimento a casa.

 

 

💸 Qual è il prezzo medio di una lezione di programmazione a Bari?

Il prezzo medio di  una lezione di programmazione a Bari è di 16 €/h.

 

Bisogna ricordarsi che i prezzi possono cambiare per varie ragioni, e che sono gli/le insegnanti a fissare le proprie tariffe:

  • Il luogo in cui si svolgono le lezioni di programmazione: a casa dell'alunno, nell'abitazione del/della maestro/a o via webcam.
  • La regolarità e il formato delle lezioni di programmazione.
  • La formazione, l'esperienza e il percorso del/della professore/ssa di programmazione.

9 insegnanti su 10 offrono la prima lezione gratis. Molti propongono anche tariffe interessanti per l'acquisto di pacchetti di più ore.

 

Con una semplice ricerca sulla nostra piattaforma potrai verificare le tariffe di tutti/e i/le prof che si trovano a @TPL VILLE@. Troverai di certo un/un'insegnante di programmazione che fa al caso tuo!

👨‍💻 Perché prendere lezioni di programmazione?

In un mondo sempre più digitalizzato, avere qualche competenza di base per quanto riguarda la programmazione offre molti benefici in campo lavorativo e non solo. Nella società di oggi non c'è professione che non richieda una certa dose di dimestichezza con le nuove tecnologie. Essere in grado di sviluppare app per iOS e Android è ad esempio una competenza  molto richiesta nel mercato del lavoro. Inoltre, il linguaggio informatico può aiutarti a creare programmi originali e inventare il mondo che verrà.

 

Le conoscenze informatiche hanno quindi un impatto positivo sulla carriera professionale, il che significa maggiori probabilità di trovare lavoro rapidamente e a lungo termine.

 

Prima di iniziare a studiare la programmazione ti sembrerà di capirci gran poco, ma se persisti farai grandi progressi nel giro di poco. Come per tutte le altre materie, l'apprendimento sarà graduale: non ti troverai quindi a dover affrontare argomenti troppo complessi fin da subito.

 

Le lezioni di programmazione ti danno le conoscenze necessarie per comprendere i computer e le nuove tecnologie. In quest'epoca digitale, in cui una buona parte delle nostre attività si svolge davanti a un schermo, conoscere i segreti della scienza informatica è un'ottima risorsa per il mercato del lavoro.

 

È stato dimostrato da diverse ricerche che qualche conoscenza nel campo dell'informatica e della programmazione nel curriculum aumenta le probabilità di essere assunti durante un colloquio di lavoro.

 

Allora, che scuse hai per non iniziare studiare la programmazione?