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Statistica
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Emilio
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Le lezioni di solfeggio coprono diversi aspetti della lettura musicale.
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Le lezioni di solfeggio a Genova costano generalmente 22€/ora.
L'importo dipende da:
Alcuni professori propongono pacchetti scontati per ridurre il costo nel tempo.
La durata dello studio varia da persona a persona, anche se i fondamenti si acquisiscono abbastanza in fretta.
Affidarsi a un tutor esperto è il modo più efficace per raggiungere i propri obiettivi musicali.
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| ✅ Tariffa media: | 22€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 4h |
| ✅ Insegnanti disponibili: | 59 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Quello del solfeggio cognitivo è un campo davvero sorprendente del sapere che concerne la nostra dotazione neuronale.
Il solfeggio, come tutti sappiamo, consiste nella pratica della lettura di note, con rispettive durate ed anche posizioni (nel solfeggio cantato). Tempo e ritmo sono importantissimi e vengono generalmente scanditi con la mano aperta o col pugno chiuso, battendo il primo movimento sul tavolo ed il terzo sul petto…
Il solfeggio cognitivo si basa molto sul corpo e sulla neuro motricità per fare scoprire ed apprendere ritmo, melodia, scrittura musicale. Il rapporto visivo che l’individuo intrattiene con lo spazio è fondamentale nel solfeggio cognitivo. La coordinazione oculo-motoria e la prassia sono cruciali per sequenziare le attività rispetto alle funzioni esecutive.
Scoprire la musica, imparare a leggere le note: si tratta di un’attività in tutto e per tutto simile alla scoperta e all’acquisizione di una lingua. La lingua materna e quella straniera, in tale senso, non sono diverse.
Ognuno di noi, potenzialmente, è in grado di apprendere segni e termini infintiti. Al cervello non importa, in realtà, che essi siano stati codificati come italiano, inglese o musica.
In nessuna lingua è auspicabile un insegnamento – ed un apprendimento – del tutto teorico. Non si capisce, allora perché ciò debba essere ritenuto utile in musica. Una struttura mentale interamente teorica è un costrutto folle, insomma. E non solo per pedagoghi e didatti esperti, ma per chiunque adoperi un minimo di raziocinio.
Quando un piccolo inizia a pronunciare le prime parole, ad emettere suoni, nessuno si preoccupa di avvisarlo che si tratta di locuzioni verbali, preposizioni, etc.
Ebbene, anche nella musica non è davvero pensabile, soprattutto in età prescolare, di anteporre la questione formale e descrittiva, all’appropriazione effettiva di suoni e ritmo.
I piccoli hanno quasi sempre uno spiccato senso del ritmo, che andrà coltivato ed incoraggiato nella sua stessa forma intuitiva della comparsa. Lo stesso varrà per i suoni.
In seguito, opportunamente, tutto ciò sarà adeguatamente inserito in categorie e dotato di etichette. Ma questo lavoro dovrebbe avvenire più tardi possibile … e sicuramente non come inizio di un corso di solfeggio per bambini.
Chiunque abbia avuto la fortuna di insegnare ad un gruppo di bambini piccoli la musica sa già quanto il corpo sia al contempo lo strumento chiave ed il sistema comunicativo prevalente di una lezione.
I piccoli apprendono attraverso il corpo, tanto i suoni, quanto le vibrazioni necessarie a dar vita ai suoni.
Il solfeggio, esiste già nella pratica dei più piccoli, ed essi lo svolgono come esercizio frequente, ascoltando, ritmando, riproducendo i suoni, cosi come li interpretano.
I migliori insegnanti di musica sono coloro che strutturano le lezioni sulla scoperta e sulla pratica corporea degli allievi. Battere con mani, piedi su pavimenti, tavoli, sul proprio petto, sulle gambe. Ecco delle azioni talmente spontanee che nemmeno vengono considerate come veri e propri compiti dei corsi di solfeggio dei più piccini. Giocare, saltare, battere a terra, muoversi, insomma! Ecco un primo punto essenziale del solfeggio spiegato ai piccini.
Interagire coi compagni, correggersi, scoprire i propri errori e quelli degli altri, aiutandoli ad interpretare meglio i movimenti assegnati. Ecco l’attività base di un corso di solfeggio cognitivo.
La componente sociale è evidente, data la necessità di un piccolo gruppo di allievi, che si controlleranno ed imiteranno a vicenda, incoraggiandosi anche implicitamente.
Il solco percepiti per secoli tra il solfeggio e la pratica strumentale, tanto dagli insegnanti quanto dagli studenti di musica, insomma, non ha ragion d’essere. E il solfeggio cognitivo mostra proprio come il passaggio dalla teoria alla pratica avvenga automaticamente. Il bambino scopre il corpo, il ritmo e diventa subito tutt’uno con lo strumento, senza che si frappongano presentazioni formali.
Le funzioni esecutive, l’intelligenza esecutiva, sono chiaramente al centro di questo approccio didattico e pedagogico alla pratica del solfeggio e dell’insegnamento musicale.
Naturalmente, agendo in maniera diversa, il solfeggio cognitivo prende spunti diversi, per strutturare il proprio percorso.
A questo punto, sarà più facile che i futuri musicisti si adoperino per cantare un solfeggio, godendosela fino in fondo. Infatti, daranno una struttura formale ed ordinata a ciò che hanno imparato a percepire ed hanno, praticamente, sempre saputo in precedenza!!!!
E nessuna demonizzazione del solfeggio avrà luogo!
Se vivi a Genova e vuoi sperimentare un metodo come quello che ti abbiamo descritto, cerca di contattare un maestro all’avanguardia, che si sia formato ai diversi metodi correnti della pratica e della propedeutica musicale.
Vuoi chiedere consigli ad amici che già abbiano sperimentando il metodo? Puoi rivolgerti presso il Conservatorio Nicolo Paganini di Genova, con sede in via Albaro 38 e scoprire i contenuti dei corsi di propedeutica musicale
Oppure, puoi, cercare un insegnante qualificato, esperto nel metodo BAPNE, direttamente sul sito di Superprof.
La piattaforma Superprof mette facilmente in contatto allievi e docenti, consentendo loro di scegliersi e di prendere accordi in via del tutto gratuita e facendo usufruire di una prima lezione, generalmente offerta dall’insegnante.
La cosa che conta, nella scelta di un maestro di solfeggio è la coincidenza e la compatibilità di alcuni parametri: disponibilità orarie, costi, questioni logistiche e, soprattutto, il metodo!
Se desideri scoprire il solfeggio cognitivo, specifica questo quando contatti per la prima volte l’insegnante di cui hai selezionato il profilo. Puoi anche contattare due o tre insegnanti, per effettuare la cernita solo successivamente. La questione metodologica è essenziale nell’instaurazione di una buona relazione tra docente e discente. Ponila in primo piano e valuta, in base alle risposte che riceverai, se un buon feeling pedagogico possa scaturire. Non dimenticare, che si tratti di te o di tuo figlio, che il piacere deve restare sempre presente durante ogni lezione del corso di solfeggio e mai, in nessun caso, il tedio dovrà farla da padrone. Essere a proprio agio, sentirsi e capiti e non giudicati, sostenuti ed incoraggiati è praticamente l’unico obbligo accettabile!!
Serena
Insegnante di solfeggio
Simpatica, disponibile e molto competente, è stata capace di coinvolgere mia figlia un po’ introversa con grande dolcezza
Joe, 5 anni fa
Doriana
Insegnante di solfeggio
In questa prima lezione ho trovato da parte dell'insegnanteDoriana professionalità, capacità di trasmettere la tecnica e la passione musicale. Ho trovato empatia e mi sono sentito a mio agio.
Marco, 5 anni fa
Giulia
Insegnante di solfeggio
Giulia è meravigliosa e dolcissima, capace di trasmettere la sua passione e sempre con il sorriso! Mi sono trovata molto bene!
Eleonora, 5 anni fa
Federico
Insegnante di solfeggio
Federico è super paziente, scrupolosissimo, attento ad ogni minimo particolare! Super consigliato!
Federica, Più di 5 anni fa
Pietro
Insegnante di solfeggio
Molto disponibile e molto preparato. Ha fatto un’ottima impressione anche alla mia bambina di 10 anni.
Silvia, Più di 5 anni fa
Giulia
Insegnante di solfeggio
Giulia oltre ad essere molto capace è estremamente gentile e disponibile La consiglio a chiunque voglia cominciare o perfezionarsi
Maria-grazia, Più di 5 anni fa