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La nostra selezione di insegnanti privati/e di solfeggio a Napoli

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5,0 /5

Il voto medio dato ai/alle nostri/e insegnanti di solfeggio a Napoli è di 5,0 con più di 39 commenti.

21 €/ora

Le migliori tariffe: il 97% dei/delle nostri/e insegnanti offre la prima ora di lezione. In media, le lezioni di solfeggio a Napoli costano 21€.

3 h

Veloci come saette, i/le nostri/e insegnanti ti rispondono in 3h.

Imparare non è mai
stato così semplice

2. Organizza le tue lezioni private di solfeggio a Napoli

Parla con l'insegnante di solfeggio per condividere le tue necessità e disponibilità. Programma le lezioni di solfeggio e pagale in tutta sicurezza attraverso la chat Superprof. Imparare il solfeggio a Napoli non è mai stato così facile!

3. Vivi nuove esperienze

Il "Pass Alunno" ti consente l'accesso illimitato a tutti/e gli/le insegnanti, coach, maestri/e alle masterclass di Solfeggio a Napoli, o in altre città, oppure online, per 1 mese. Un mese intero per scoprire nuove passioni.

Le domande più frequenti:

🎼 Per quale ragione scegliere lezioni di solfeggio a Napoli?

Sogni di esibirti su un palco suonando brani originali con la tua band? O preferiresti essere ammesso in conservatorio e utilizzare la musica per dar forma alle tue emozioni? Qualsiasi sia il tuo obiettivo, le lezioni di solfeggio fanno al caso tuo!

 

I corsi di solfeggio offrono grandi vantaggi a tutti gli aspiranti musicisti. Per iniziare, avrai modo di scoprire le nozioni principali della notazione musicale, e sarai così in grado di leggere spartiti e partiture.

 

In seconda istanza, perché il solfeggio è una risorsa fondamentale per gli aspiranti musicisti, che spesso sottovalutano l'importanza del ritmo quando suonano. Con i corsi di solfeggio Superprof, tempi e pause non avranno più segreti!

 

Insomma, che tu voglia fondare una rock band o essere ammesso ai corsi del conservatorio della tua città, le lezioni di solfeggio ti daranno quella spinta in più che ti permetterà di distinguerti dalla concorrenza. Con un po' di perseveranza, in poche settimane sarai capace di eseguire i ritmi più semplici e di leggere le note e le pause sul pentagramma senza difficoltà. Che tu voglia suonare il pianoforte, la batteria, il violino, la chitarra o qualsiasi altro strumento, il solfeggio è una materia che ti permetterà di passare alla velocità superiore!

 

Cosa aspetti a diventare un/una musicista a 360° con i corsi di solfeggio?

⏰ Ci sono insegnanti disponibili per dare lezioni private di solfeggio a Napoli?

L'offerta di insegnanti di solfeggio a Napoli è importante. Si contano più di 105 maestri/e disponibili per dispensare lezioni private di solfeggio.

 

Guarda i/le maestri/e di solfeggio presenti a Napoli e contatta l'insegnante con il/la quale ti senti in sintonia.

 

Prima di scegliere il profilo puoi guardare le informazioni del suo annuncio, i commenti dei/delle vecchi studenti/esse e trovare i dettagli sulle tariffe.

 

Vedrai che trovare un/ua maestro/a privato/a di solfeggio è un gioco da ragazzi!

💻 Si può imparare le basi del solfeggio a distanza con un/un'insegnante trovato/a su Superprof?

Assolutamente sì! La maggior parte dei/delle nostri/e insegnanti oltre a dispensare lezioni presenziali, propongono corsi via internet.

 

Le lezioni a distanza sono meno care rispetto a quelle faccia a faccia perché non ci sono supplementi di spostamento e sono più flessibili con l'orario perché si risparmia il tempo del tragitto.

Le lezioni di solfeggio a distanza sono un'eccellente opzione per continuare a imparare da casa.

💸 Qual è il prezzo medio di una lezione di solfeggio a Napoli?

A Napoli, la tariffa media per un corso privato di solfeggio è di 21€ all'ora. Il costo cambia a seconda dell'insegnante, poiché è l'insegnante stesso/a a fissarlo.

Gli/le insegnanti tengono in conto l'esperienza e i titoli, il luogo dove le lezioni vengono effettuate (a domicilio dell'allievo/a, a domicilio del/della professore/essa, oppure su internet); la regolarità, la durata delle lezioni, o ancora l'offerta degli/delle insegnanti di solfeggio in città.

 

La maggior parte dei/delle nostri/e docenti di solfeggio offre la prima lezione.

 

Dai un'occhiata la tariffa dei/delle insegnanti di solfeggio vicino a casa tua facendo una semplice ricerca su Superprof.

✒️ A Napoli, qual è la valutazione media che hanno ricevuto i/le nostri/e professori/esse di solfeggio?

I/le prof di solfeggio a Napoli hanno ricevuto un voto totale di 39 valutazioni e la media globale è di 5,0 su cinque. Non male, no?

 

Dietro Superprof c'è un'équipe disponibile tutta la settimana per aiutarti. Puoi contattarci per telefono o via e-mail, oppure consultare questa sezione dove rispondiamo alle domande più frequenti.

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Lezioni di solfeggio per imparare le note musicali

Solfeggio e musica a Napoli

Il termine solfeggio, spesso, è associato ad un’attività noiosa, imposta a chi preferirebbe, piuttosto, lanciarsi da subito a capofitto nell’esecuzione di brani, nell’improvvisazione, nell’invenzione musicale vera e propria.

Ma come fare a correre, senza imparare correttamente a stare bene in piedi?

Certo, esistono diversi esempi di musicisti che hanno dapprima scoperto i propri doni, solo poi iniziato a studiare la musica per leggere e scrivere partiture. Ma si tratta davvero di casi rari e, comunque, chiediamoci dove altro sarebbero potuti arrivare, costoro, se solo avessero da subito conosciuto note, pentagramma, chiavi…

A Napoli, i doni musicali di diverse persone – non solo artisti, ma anche gente comune – sembrano appartenere ad una caratterizzazione genetica, tanto sono numerosi i casi di grandissimi artisti dalle doti canore e dalle abilità musicali con determinati strumenti.

Ma proprio a Napoli, da secoli, esiste un modo per avviarsi correttamente al percorso musicale, seguendo tutte le tappe formative, e partendo, per l’appunto del solfeggio.

Ma vediamo cosa si intende con questo nome tanto “ostico”.

Solfeggiare a Napoli…prima del sistema musicale moderno

Il sostantivo “solfeggio”, come è facile notare analizzandone le sillabe, deriva dai due nomi di note SOL e FA.

Il Termine solfeggio risale, addirittura, ad un’epoca in cui le note adoperate e menzionate erano sei – non sette. Il SI, come narra la storia della musica, fu introdotto dal Monaco Guido d’Arezzo, che lo ricavò dalle prime due lettere rispettive delle ultime parole dell’inno a S. Giovanni.

Ciò significa che, in precedenza, chi intraprendeva lo studio della musica con approccio colto (e pre-moderno) incontrava il cosiddetto esacordo. Il sistema di lettura delle note era piuttosto complesso e portava il nome di solmifazione.

Curiosità storiche sul solfeggio del passato

Tre erano gli esacordi adoperati prima della “riforma” di Guido d’Arezzo:

  • l’esacordo duro
  • l’esacordo naturale
  • l’esacordo molle.

Tutti e tre i sistemi avevano una successione costante tra gli intervalli. Ma partivano da una nota diversa (che però era sempre chiamata DO!):

  • nel primo tipo si partiva dalla seconda linea (che veniva denominata Ut, ossia DO),
  • nel secondo dal vero e proprio DO che noi oggi riconosciamo come tale ed indichiamo con una nota tagliata in testa al di sotto della prima riga del pentagramma,
  • mentre il terzo esacordo era una scala da Fa a RE, che appunto venivano sempre denominate come una successione di note che da Do arriva a La! Davvero difficile…

Gli insegnanti di Musica ed i maestri di solfeggio, per aiutare gli allievi delle lezioni ad apprendere bene i nomi delle note ricorrevano al metodo detto “mano Guidoniana”: indicavano, sulla propria mano, le linee e gli spazi, insomma, proprio come avviene oggi ad ogni prima lezione di solfeggio, a Napoli come Madrid!

I nomi delle note per Solfiziare nel Rinascimento

Se oggi tutto il mondo conosce i nomi delle note da DO a SI, proprio grazie all’esportazione della nomenclatura originata in Italia, non dobbiamo dimenticare che in precedenza le litterrae o claves erano denominate sulla base di un criterio alfabetico. Le tre chiavi e le note, infatti, prendevano il nome dalla prima lettera iniziale di ogni esacordo.

Troviamo traccia di questo, ad esempio, nel sistema di notazione musicale che tutt’oggi si adopera nel Regno Unito, tanto per il solfeggio, quanto per comunicare tra musicisti di ogni genere e livello, a scuola, come in scena, in teatro come a lezione di teoria e solfeggio.

Le chiavi oggi a noi note come violino, basso e baritono – o chiavi di Sol, Do e Fa – nacquero proprio da una graduale trasformazione calligrafica delle lettere iniziali degli esacordi: “S” (trasformata nella elegante chiave di violino nota a tutti, “D” (divenuta la chiave a doppia pancia), “F” (divenuta, nel tempo, il famigerato “nove” che tutti associamo alla chiave di basso).

In epoca rinascimentale, “solfiziare” corrispondeva alla pratica di leggere e cantare al contempo le note.

Per estensione, poi, nel Seicento, si usò il termine anche per indicare qualsiasi esercizio vocale ed ogni esecuzione di composizioni anche estemporanee che i maestri scrivevano per far allenare gli allievi nella lettura delle note. Di solito, sulle lavagnette i maestri improvvisavano creativamente delle successioni di note a due voci da far cantare agli allievi, in modo da tenere alto l’interesse per la lezione di solfeggio.

I giovani riuscivano, insomma, a non annoiarsi, poiché si dilettavano in prestazioni canore ad ogni lezione di solfeggio!

Il solfeggio italiano esportato ovunque

Come spesso accade, sebbene tutt’oggi gli allievi italiani dei conservatorii, dei licei musicali e delle lezioni private di musica tendano a lamentarsi dei corsi di solfeggio, che affermano di trovare tediosi, all’estero, grazie al metodo italiano di origine rinascimentale ed al suo affinamento pedagogico promosso in primis da Pierfrancesco Tosi, si afferra subito la sottigliezza della metodica indispensabile ad una conoscenza esaustiva di ritmo, tempo, chiavi, note, durate.

E la prova ne è che oggi, anche presso gli oratori e alla scuola elementare di diversi Paesi del mondo, si propone da subito qualche lezione di solfeggio, mentre in Italia si tende a voler riservare questo specialistico approccio al mondo musicale agli ambienti più circoscritti del Conservatorio, della lezione privata di pianoforte… e così via.

Raramente, per il coro della chiesa, si pensa di presentare dapprima le note scritte, con vere e proprie lezioni di teoria e solfeggio: come se esistessero due approcci musicai, uno di serie A ed uno di serie B!!

Le cose stanno cambiando, per fortuna. Ed oggi, a Napoli come a Milano, molti insegnanti propongono la scoperta del pentagramma in classe fin dalla terza elementare.

Vorrà pur dire qualcosa l’emulazione del sistema pedagogico musicale italiano da parte di popoli come i francesi, già dal secolo XVIII! Perché abbandonare, proprio noi, questo procedere coerente, preciso e per tappe all’universo musicale?

I solfeggi di scarlatti ed i gorgheggi di Rossini

Se ancora vi fosse qualche dubbio della gradevolezza del solfeggio, ove esso sia proposto col giusto metro della giocosità, basti dare un’occhiata alle proposte didattiche di autori che tutti associamo a composizioni assai godibili, come quelle di Gioacchino Rossini e Domenico Scarlatti!

Scoprire queste produzioni didattiche consente ai giovani allievi dei corsi di solfeggio di non sentirsi , sebbene provvisoriamente, “reclusi” in un ambito che di ludico passionale parrebbe nona vere nulla!

Il solfeggio, presentato opportunamente da un insegnante - privato o di conservatorio, alla scuola media come al liceo musicale – dovrebbe dare l’impressione ai giovanissimi di accedere ad un mondo incantato, misterioso, dalla porta principale, scoprendone con curiosità misteri e meccanismi.

Scoprire le battute, i tempi, le crome, le semibiscrome, cantandole praticamente da subito, piuttosto che recitando a memoria qualcosa che non si colleghi empiricamente alle vibrazioni delle corde vocali, è la chiave (e non è un gioco di parole) per appropriarsi del senso della musica.  In tal senso, il solfeggio è la via maestra per diventare un cantante o un musicista, decifrando via via in modo sempre più autonomo ed immediato ogni genere di notazione e riuscendo poi, un giorno, a trasportare su carta le proprie idee melodiche ed armoniche.

Nota sul Conservatorio di Napoli

Il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli nasce degli antichi Conservatori di Santa Maria di Loreto, Sant’Onofrio a Capuana e Santa Maria della Pietà dei Turchini, in un’unica istituzione, decretata addirittura reale, nel 1801.

La Riforma Gentile, nel 1923, contribuirà all’evoluzione di questa istituzione fino a farla divenire, con la riforma del 1999, uno studio di alta formazione artistica musicale, come prospettato dalla legge 508 delo stesso anno (e tentato, del resto, cento anni prima, con i regi decreti del 1899).

Oggi, il Conservatorio di Musica di Napoli, che ha sede a due passi dal Vomero, offre grandi possibilità per i giovani che vogliano intraprendere una carriera musicale.

Primo e secondo livello, specializzazione, ascolto, perfezionamento e master: ecco cosa puoi fare a Napoli città, dopo aver fatto tue le basi del solfeggio ed i segreti del pentagramma!

Che cosa vuoi imparare?