Il nome dell'Italia ha la magia nelle sue stesse sillabe.

Mary Shelley

Serve la laurea per insegnare italiano alle medie, all'estero o privatamente? Se ami la lingua italiana, il suo lessico, la grammatica e le coniugazioni e hai voglia di trasmettere le tue conoscenze, è probabile che tu ti sia fatto questa domanda.

La voglia di impartire un corso di italiano per bambini, ragazzi o adulti è più forte che mai, ed è naturale interrogarsi su quale sia il modo per trasformare la tua passione in un lavoro.

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Perchè insegnare l'italiano?

Insegnare l'italiano è uno dei modi più efficaci eper promuovere il patrimonio culturale, storico e letterario di una delle lingue più ricche e affascinanti del mondo.
L'italiano è infatti il veicolo di moltissime forme d'arte: dalle arti figurative alla musica, dalla moda alla cucina, e insegnarlo può offrire una preziosa chiave di accesso a tutte questi ambiti.

Tra il momento in cui si decide di insegnare lettere alle medie, per esempio, e il momento in cui si diventa davvero insegnanti di italiano passano molte altre domande, dubbi e curiosità, che rimandano tutte alla stessa questione: il titolo di studio da ottenere per diventare insegnante di italiano.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non esiste una sola strada per dare lezioni di italiano. Ve ne sono diverse perché sono altrettanto vari i modi per svolgere l'attività di insegnante di italiano in Italia e all'estero.

Ecco qualche informazione utile per chi vuole offrire corsi di italiano sia che si tratti di studenti alle prime armi, sia per aspiranti docenti con esperienza.

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Come diventare insegnante di italiano nella scuola pubblica

Nell'immaginario collettivo l'insegnante di italiano è il punto di riferimento a scuola, dalle elementari alle superiori, visto che è la materia d'insegnamento che prevede più ore.

La scuola in Italia è obbligatoria fino ai 16 anni, si divide in 2 cicli, la scuola primaria e la scuola secondaria, a sua volta divisa in due parti, quelle che prima si chiamavano medie e superiori.

I requisiti per insegnare italiano a scuola variano a seconda del grado di istruzione e purtroppo cambiano di continuo, a seconda dei governi eletti. Dal 2016 a oggi, si sono susseguite diverse riforme con l'obiettivo di rendere gli insegnanti più qualificati, più preparati e possibilmente meno precari valorizzandone l'esperienza o rendendoli pronti per la prima lezione d'italiano dopo ore di studio e tirocinio.

Fotografia vintage di donne in una biblioteca, proveniente dalla collezione di Museums Victoria, Australia

Per capire come diventare docente nella scuola, tieni a mente i due requisiti fondamentali stabiliti dal Ministero per l'istruzione:

Il titolo di studio (sulla laurea richiesta, si è fatta chiarezza istituendo le classi di concorso).

L'abilitazione all'insegnamento

L'idea è che per poter insegnare non bisogna solo avere delle solide conoscenze della propria materia, ma anche la giusta attitudine per poter mettere gli studenti al centro di un percorso di apprendimento moderno. Dal Covid in poi, è anche chiaro che l'insegnante deve avere delle competenze digitali per poter applicare nuove metodologie e stare al passo con i nativi digitali.

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Come si ottiene l'abilitazione all'insegnamento?

Con 60 CFUche sostituiscono i 24 CFU, con un tirocinio teorico e pratico di diverse ore, il famigerato TFA, con un percorso di formazione iniziale, il FIT. L'altro requisito (che il sito del Miur purtroppo dimentica di citare!) è che per lavorare come docente a tempo indeterminato bisogna aver superato un concorso.

Insegnare l'italiano alla scuola primaria

Come ogni altro docente della scuola d'infanzia e primaria, l'insegnante di italiano deve avere dei titoli che danno l'accesso alla didattica:

  • Laurea in scienze della formazione primaria, per insegnare ai bambini dai 6 ai 10 anni.
  • Diploma magistrale ottenuto entro il 2002 per insegnare ai bambini in età pre-scolare della scuola d'infanzia, 3-6 anni.

Molti insegnanti di italiano della scuola primaria hanno ottenuto l'abilitazione completando la laurea magistrale e seguendo il percorso di abilitazione che prevedeva diverse ore di insegnamento.

Oggi, salvo modifiche, e ce ne sono state molte negli ultimi anni, per avere l'abilitazione bisogna:

  • Avere dei crediti formativi specifici per la didattica con esami aggiuntivi
  • Superare il concorso pubblico
  • Fare un periodo di prova e, dopo averlo superato, ottenere la cattedra di ruolo

In attesa di superare il concorso per docente di ruolo, l'aspirante insegnante di italiano di primaria, medie e superiori, può iscriversi alle Graduatorie provinciali per le supplenze, GPS, e ottenere delle supplenze a tempo determinato, dal 30 giugno al 31 agosto dell'anno scolastico.

Gli aspiranti docenti che possiedono i titoli per l'insegnamento, si iscriveranno alla prima fascia. Tutti gli altri andranno alla seconda fascia.

Attenzione: nella seconda fascia possono rientrare anche gli studenti che abbiano conseguito un certo numero di crediti formativi e stiano per laurearsi entro la data stabilita (di solito entro luglio).

Un altro modo per insegnare la lingua italiana a scuola, è usare la messa a disposizione, MAD, uno strumento usato per trovare supplenti che lavorano per un numero stabilito di ore, se non disponibili nelle GPS. Scegli la scuola in cui vuoi insegnare italiano e invii la tua domanda online o tramite raccomandata direttamente al dirigente scolastico.

Le supplenze per molti aspiranti docenti sono a tutti gli effetti il primo contatto con gli studenti di italiano.

Insegnare italiano alle medie e alle superiori

I requisiti per insegnare italiano alle medie e alle superiori sono i seguenti

Laurea magistrale nella propria classe di insegnamento: lettere moderne e antiche, lingue, storia, geografia

60 crediti formativi universitari, CFU, o 24 CFU ottenuti prima del 31 ottobre 2022 in materie antropo-psico-socio-pedagogiche

Concorso pubblico, che dovrebbe uscire ogni 2 anni a partire dal 2018

Immissione in ruolo al completamento di un periodo di prova.

L'accesso all'insegnamento è stato cambiato più volte negli ultimi anni, in particolare dal 2017. Il punto è che i vari governi sembrano andare avanti e indietro sulla questione dell'abilitazione:

Secondo alcuni, prima bisogna passare il concorso pubblico e poi si può accedere al percorso per l'abilitazione, la cosiddetta formazione iniziale; secondo altri è il contrario, prima ci si abilita e poi si fa il concorso. Per non sbagliare, chiedi sempre informazioni aggiornate alle associazioni di docenti.

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Come insegnare italiano nella scuola pubblica?

La prima cosa da fare per lavorare come insegnante di italiano nella scuola pubblica è prendere la laurea giusta: lettere, lingua e letteratura italiana, ecc. La seconda cosa da fare è informarsi sul titolo di studio (laurea e non master) e sui crediti formativi universitari o percorsi di abilitazione (con ore di studio e lavoro) che ti permettono di accedere al concorso pubblico.

CLASSI DI CONCORSO PER L'INSEGNAMENTO DELL'ITALIANO
A-11, Discipline letterarie e latino
A-12, Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado (le superiori)
A-22, Italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di I grado (le medie)
A-23 per insegnare italiano agli stranieri e alle minoranze linguistiche

La terza cosa da fare è superare il percorso per l'abilitazione all'insegnamento o il periodo di prova per ottenere la cattedra a tempo indeterminato.

Per insegnare italiano a distanza invece il percorso è totalmente diverso!

Insegnare italiano nelle scuole paritarie e private

L'obbligo di istruzione viene assolto non solo dagli istituti scolastici pubblici ma anche da quelli paritari e privati.

Bambini di una scuola privata che corrono nel corridoio

Le scuole paritarie sono scuole private inserite nel sistema pubblico che seguono i programmi ministeriali e rilasciano lo stesso titolo di studi di quelle statali.

Le scuole private non paritarie invece, sono inserite nelle apposite liste regionali del Miur ma non rilasciano un attestato pubblico. Gli studenti dovranno dare gli esami come esterni.

Per insegnare italiano nelle scuole paritarie bisogna essere in possesso dell'abilitazione all'insegnamento.

Prima della riforma della Buona Scuola del 2016, l'abilitazione veniva conseguita prima del concorso pubblico, con ore di tirocinio formativo attivo e le scuole di specializzazione. Dal 2016, il concorso precede l'accesso al periodo di tirocinio per l'abilitazione all'insegnamento. Attualmente, la Riforma Bianchi che è in corso di approvazione, sembra che voglia tornare al tirocinio con 60 CFU e non più 24 CFU, prima del concorso.

Ancora una volta, per avere informazioni aggiornate chiedi alle associazioni di categoria!

Insegnare italiano all'università

Per poter insegnare italiano all'università bisogna seguire l'iter per diventare professore associato o professore ordinario.

Entrambi accedono a un concorso pubblico se sono in possesso dei titoli e hanno un curriculum invidiabile nell'ambito della ricerca, nelle pubblicazioni e nell'insegnamento.

Un professore di II fascia di norma è un giovane che ha concluso tutto il ciclo di studi terziario: laurea, assegni di ricerca, dottorati di ricerca o post-dottorati. Più titoli si hanno più è alto il punteggio di partenza. Anche le pubblicazioni e le relazioni alle conferenze contribuiscono ad aumentare ila forza dell'aspirante professore.

Un professore di I fascia è in genere più anziano ed esperto, può provenire dal mondo accademico perché in passato è stato professore associato, oppure essere una figura di riferimento nel suo ambito e quindi essere nominato per merito.

Il reclutamento dei professori universitari viene gestito autonomamente dalle università tramite i concorsi per titoli e/o esami e la chiamata diretta.

La via accademica richiede uno studio costante e continuo, se pensi che sia la strada giusta per te, comincia con la laurea in lettere!

Ti darà molti spunti per preparare le tue lezioni di italiano.

Insegnare l'italiano come lingua straniera

Alcuni possono decidere di insegnare l'italiano agli stranieri o italiano per principianti in Italia o in ogni altro paese del mondo.

Nel caso decidessi di insegnare l'italiano come lingua straniera nel settore privato, sappi che non esiste un unico percorso. Trattandosi di cooperative, associazioni, centri di lingua privati, non hai bisogno di passare un concorso pubblico, e i titoli richiesti cambiano a seconda dell'ente.

Alcuni organismi chiedono la laurea e il DITALS, Diploma di italiano come lingua straniera, rilasciato dall'Università per Stranieri di Siena, e altri master e certificazioni per la didattica dell'italiano L2.

Se invece vuoi insegnare l'italiano come seconda lingua o come lingua straniera nella scuola pubblica, devi seguire tutto il percorso per l'insegnamento e iscriverti alla classe di concorso A23; è una classe nuova a cui si accede con laurea in lettere, lingue e affini e che permette di venire incontro alle esigenze degli studenti che non hanno l'italiano come lingua madre, siano essi stranieri o appartenenti alle minoranze linguistiche.

Potrai assegnare loro dei compiti di italiano per approfondire le loro conoscenze.

Dare lezioni di italiano a domicilio

I titoli di studio richiesti per partecipare ai concorsi per la scuola sono utili anche per diventare insegnante privato di italiano.

Insegnare l'italiano privatamente.
Sono molti i professori che decidono di offrire corsi di italiano nell'ambito del sostegno scolastico privato.

Alcuni insegnano privatamente per arrotondare a fine mese, altri per mantenersi attivi durante la pensione, ma in comune c'è sempre la voglia di trasmettere il proprio sapere.È sempre possibile diventare insegnanti di italiano e dare lezioni di italiano a domicilio senza laurea, master o qualunque forma di abilitazione alla didattica.

Infatti, se le tue competenze linguistiche nella lingua italiana sono elevate rispetto a quelle del tuo allievo, puoi mettere un annuncio su Superprof o lavorare presso uno degli organismi che si occupano di lezioni private.

Un maturando del liceo classico, uno studente di lettere o un ricercatore in letteratura possono dare lezioni private di italiano agli studenti anche senza CFU! A seconda della clientela, possono essere richieste competenze e certificazioni specifiche, come un master universitario per l'insegnamento ad alunni disabili o il cosiddetto Dils, il diploma di insegnamento della lingua italiana a stranieri, che permette di approfondire la dimensione didattica dell'insegnamento della lingua italiana come seconda o terza lingua. Tenere una lezione di italiano a domicilio o anche un corso di italiano online, permette anche agli aspiranti docenti della scuola pubblica di capire se il mestiere che hanno scelto è davvero quello giusto.

Il prezzo di corso di italiano dipenderà molto dal livello dell'insegnante e dall'allievo.

Con tutte queste informazioni puoi dunque decidere se e in quale modo diventare insegnante di italiano! Buono studio e... buon lavoro!

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Catia Dos Santos

Traduttrice e scrittrice con una passione per le lingue