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Corso di cucina: l’influenza della gastronomia italiana nel mondo

Di Martina, pubblicato il 12/11/2018 Blog > Arte e Svago > Cucina > La Cucina Italiana nel Mondo a Lezione di Cucina

Se la gastronomia francese è riuscita ad imporsi come cucina di riferimento in molti paesi del mondo, ha tuttavia un degno avversario: la cucina italiana.

In effetti, per la sua semplicità, i suoi sapori mediterranei e il suo lato popolare, la cucina italiana si è affermata in molti paesi del mondo.

Secondo il sito francese Francetvinfo, 14 miliardi di piatti di pasta (fusilli, penne, spachetti e ravioli) sarebbero consumati ogni anno nel mondo!

La pasta o pasta alimentare è un alimento a base di semola o farina Gli spaghetti hanno da molto tempo superato i confini italiani!

La famosa pasta alla carbonara sarebbe d’altronde la ricetta più cucinata sul pianeta, sebbene rivisitata a seconda del luogo. Quanti italiani si indignano ogni anno alla presenza della panna in molte ricette?

La pasta italiana ha saputo conquistare il mondo e gli stomaci, ma le le bruschette, i formaggi, i salumi non sono da meno!

Le migliori ricette delle specialità italiane hanno il vento in poppa ai quattro angoli del pianeta, e ciò è strettamente legato alle ondate migratorie degli italiani negli ultimi secoli.

Attraverso questo articolo, Superprof ti propone un vero e proprio viaggio gastronomico davvero gustoso nel cuore della cucina italiana, per mostrarti quanto la sua storia e i suoi ingredienti iconici abbiamo influenzato costantemente la cucina di tutto il mondo.

Pronti? Via!

La cucina italiana in Nord America

Gli Stati Uniti, ma anche il Canada, sono certamente gli esempi più emblematici dell’influenza italiana oltre i suoi confini, come lo dimostra il famoso quartiere Little Italy a New York!

Avviso per tutti coloro che stanno per visitare la Grande Mela: questo quartiere vivace e animato è quasi inevitabile come la Statua della Libertà!

“Little Italy” è il nome dato al quartiere che raggruppava in passato i migranti italiani all’estero; il paese ha infatti conosciuto due forti periodi di emigrazione:

  • La Grande Emigrazione che durò dal 1860 al 1930 circa, durante la quale gli italiani partirono per l’America,
  • L’Emigrazione detta “Europea” a partire dagli anni 50’.

Per ragioni sanitarie, economiche e sociali, il popolo italiano è partito alla ricerca di una vita migliore.

E per la grande felicità dei locali, hanno esportato con loro gnocchi, focaccia, prosciutto di Parma e altre tradizioni culinarie, e dato così vita a questi famosi quartieri.

La cucina italoamericana è la cucina italiana degli immigrati italiani negli Stati Uniti, modificata per l'influenza della cultura locale e di quella degli altri gruppi etnici lì presenti. Gli americani hanno saputo appropriarsi dei piatti italiani tipici!

Se oggi, il quartiere di Manhattan non è più abitato dagli italiani “nati e cresciuti in Italia”, ma da Americani di origine italiana, troviamo molti ristoranti italiani piuttosto turistici, così come fabbriche di pasta fresca, come in Italia!

Negozi di alimentari italiani propongono anche il pesto italiano (salsa a base di basilico e pinoli), il marscapone, il gorgonzola e altri alimenti indispensabili che permettono ai locali di preparare i piatti tipici italiani fatti in casa.

Ogni anno, la festa di San Gennaro è organizzata nel quartiere italiano. Questo festival di strada, che dura undici giorni, è una vera e propria ode alla cucina italiana e alle tradizioni del paese.

La cultura americana richiede anche di partecipare alla gara “mangiatore di pasta”!

Altri quartieri italiani che mettono in evidenza la gastronomia da scoprire negli Stati Uniti e in Canada sono:

  • The Hill a Saint-Louis, in cui si trovano negozi di alimentari italiani e numerosi ristoranti;
  • Little Italy a Cleveland, che propone gallerie d’arte italiane oltre alle tradizionali trattorie;
  • Federal Hill a Providence, famoso per le sue numerose pizzerie ma anche per le sue gelaterie all’italiana;
  • Petite Italie (ciò non si inventa!), a Montréal, con le sue numerose caffetterie e trattorie;
  • Little Italy a Toronto, piccolo quartiere impregnato dell’atmosfera europea introdotto dai migranti italiani.

La cucina e i ristoranti in Nord America sono quindi largamente influenzati dalla gastronomia italiana. Hanno saputo appropriarsi in modo molto significativo della pizza e della lasagna, e altro ancora.

La cucina italiana in Sud America

Ma l’Argentina non è da meno, e Buenos Aires, la capitale, sarebbe la città che raggruppa più abitanti di origine italiana nel mondo.

Di conseguenza, la cucina argentina è ampiamente influenzata dall’Italia: la pasta e la pizza sono nei menù di tutti i ristoranti classici argentini!

La cotoletta di vitello alla milanese, ricetta di cucina italiana in cui la carne di vitello è impanata con del parmigiano, farina e pangrattato, è diventato un piatto tipico argentino.

Il più famoso cuoco italiano in America è stato il piacentino Ettore Boiardi nella prima metà del 1900 Parmigiano: l’ingrediente principale della cotoletta alla milanese, anche in Argentina!

Ogni 29 del mese, gli argentini mangiano gnocchi, e la polenta è cucinata regolarmente da tutte le famiglie argentine!

Contrariamente al Nord America, non troviamo Little Italy a Buenos Aires: ma passeggiando per la città, le influenze culinarie del paese europeo sono lampanti.

Negli altri paesi del Sud America, l’influenza italiana è meno evidente. Ciò nonostante, in Bolivia, Cile, o Perù troviamo una cotoletta alla milanese rivisitata nei menù di molti piccoli ristoranti. Aggiungono la salsa al pomodoro, appropriandosi della ricetta, ma la ricetta italiana di base è sempre ben presente!

La cucina italiana in Europa

Un sondaggio condotto da Trip Advisor lo conferma: la cucina italiana è la cucina preferita dagli europei!

È tuttavia in Francia, Belgio, Inghilterra e Germania che la gastronomia dello stivale è la più presente.

Ciò si spiega logicamente dalla forte presenza della diaspora italiana in questi paesi durante il XX secolo.

Da Bruxelles a Paris passando per Londra e Monaco, i turisti stranieri e i locali possono facilmente:

  • mangiare nei ristoranti tipici italiani ispirati alla trattoria tradizionale,
  • comprare prodotti locali negli alimentari italiani,
  • frequentare corsi di cucina italiana con uno chef italiano.

L’apertura delle frontiere dell’Unione europea ha largamente favorito la diffusione delle tradizioni culinarie di questo paese nel nord dell’Europa, anche senza aver seguito corsi di cucina.

n origine era un piatto povero croato In Europa, non c’è più bisogno di andare fino a Venezia per mangiare un vero risotto al nero di seppia!

I ristoranti che propongono la combinazione “antipasti / primi piatti / secondi piatti” nelle città europee si moltiplicano.

Ma non ti preoccupare: il limoncello, il famoso digestivo italiano, ti aiuterà a digerire!

E l’aperitivo non è da meno! Il popolare Spritz originario di Venezia non è stato il cocktail più in voga dell’estate 2016?

E parlando di alcool, il vino italiano è famoso anche in Europa, in particolare il prosecco, che è un vino bianco frizzante che sostituisce spesso lo champagne. Sapevi che l’Italia è inoltre il primo produttore di vini nel mondo?

A partire dal 1960, i ristoranti italiani europei che non rispettavano necessariamente alla lettera le ricette tradizionali si sono diffusi in tutta Europa; è giunto il momento di ripristinare la verità.

Sempre più chef italiani in Europa propongono ricette tradizionali come in Italia.

La pasta alla bolognese non è più una semplice pasta al pomodoro, ma è cucinata con della vera carne di manzo macinata come vuole la tradizione. Ed è deliziosa.

Pinin Mongelli, tre volte campione del Mondo della pizza originaria della regione della Puglia nel sud Italia, ha aperto le sue pizzerie a Tolosa con un obiettivo preciso: far conoscere ai francesi la vera pizza italiana!

E in particolare la vera pasta della pizza, che fa veramente la differenza (e sono le nostre papille gustative che parlano!).

Perché la gastronomia italiana è universale?

Nel suo libro Mangiare: istruzioni per l’uso?  (edizione PUF, 2013), il sociologo francese di fama mondiale Claude Flischer stima che la cucina italiana sia la più popolare al mondo.

Non bisogna cercare lontano per capire le ragioni di questo straordinario successo, ma solamente lasciar parlare le nostre papille!

L’uso degli ingredienti semplici, naturali e dal gusto inimitabile spiega gli effetti di questa infatuazione.

Ritroviamo nelle ricette degli antipasti, dei primi piatti e dei secondi piatti l’olio extra vergine d’oliva, il formaggio, i salumi, che sono deliziosi e non richiedono una preparazione difficile. Il basilico, l’aglio, i pomodorini, i capperi o i funghi fanno anche parte degli ingredienti base delle migliori ricette italiane, dalla pasta tradizionale alla pizza napoletana sempre alla moda.

Cucina meridionale per eccellenza, la cucina dello stivale è particolarmente nota per i suoi benefici per la salute.

L’Italia ha saputo dare delle denominazioni di origine protette, che simbolizzano il Made in Italy, per valorizzare il patrimonio tramandato di generazione in generazione dai suoi produttori.

Tra una mozzarella comprata al supermercato e la vera mozzarella di bufala, la differenza di gusto è sorprendente, non è vero?

La mozzarella di bufala è un prodotto caseario dell'Italia Meridionale, prodotto tradizionalmente in Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno La vera mozzarella di bufala sa come sublimare le tue ricette italiane!

In Algeria, in Tunisia, in Francia, e negli Stati Uniti e in molti altri paesi, numerose manifestazioni hanno avuto luogo per celebrare la gastronomia italiana.

Si tratta di:

  • Far conoscere le vere tradizioni culinarie dello stivale in Europa,
  • Valorizzare le competenze italiane,
  • Sviluppare la collaborazione tra l’Italia e altri paesi.

Le ambasciate, gli chef italiani all’estero e gli allievi delle scuole di cucina hanno messo le mani in pasta per diffondere il più possibile la cultura italiana.

Un parco di attrazione dedicato alla cucina italiana ha aperto le sue porte a Bologna nel 2017, e sappiamo che l’infatuazione per la “cucina della mamma” non svanirà.

Su 20 ettari risiedono ristoranti, drogherie e altri orti, grazie ai quali si è potuto scoprire la catena di produzione e la fabbricazione dei prodotti italiani, ma anche (e soprattutto) gustarli!

E aspettando il prossimo, possiamo sempre gustare il tiramisù, famoso dessert italiano. O la panna cotta… e si può in tutto il mondo!

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