Non è tanto prestigioso sapere il latino, quanto è sconveniente non saperlo.

Cicerone

Imparare le declinazioni latine è spesso considerato l’ostacolo principale nello studio del latino1, sebbene rappresentino la chiave per comprendere davvero la struttura della lingua.

Se non si imparano in modo adeguato tradurre potrebbe rivelarsi un esercizio davvero arduo!

Tabella delle declinazioni latine.

Questa guida completa ti accompagnerà passo dopo passo alla scoperta dei sei casi latini e delle cinque declinazioni: le loro funzioni, gli schemi delle diverse declinazioni e le strategie più efficaci per memorizzarle in modo duraturo.

Che tu sia uno studente alle prime armi, un autodidatta o un docente in cerca di un riferimento organizzato, qui troverai un metodo chiaro, strumenti pratici e tabelle di sintesi pensate per facilitare l’apprendimento e accelerare i progressi.

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Cosa sono le declinazioni latine?

Le declinazioni latine2 costituiscono il sistema morfologico mediante il quale il latino esprime le funzioni sintattiche dei nomi, degli aggettivi, dei pronomi e talvolta dei numerali.

Libri antichi in cui poter imparare le declinazioni latine.

A differenza delle lingue neolatine moderne, che dipendono in larga misura dall’ordine delle parole e dalle preposizioni per segnalare il ruolo degli elementi nella frase, il latino utilizza un meccanismo flessivo: ogni parola variabile modifica la sua terminazione (detta desinenza) in base al caso grammaticale e al numero.

Queste variazioni non sono casuali, ma organizzate in cinque serie regolari, le cosiddette declinazioni, ciascuna caratterizzata da un tema vocalico o consonantico e da un insieme ricorrente di desinenze.

Dal punto di vista linguistico, le declinazioni non vanno intese come mere liste da memorizzare, ma come la manifestazione visibile di un processo più profondo: l’appartenenza di un termine a una declinazione riflette la sua origine etimologica, la struttura del tema e l’evoluzione fonetica del latino arcaico.

Per questo motivo, dopo aver appreso l' alfabeto latino e le prime competenze di base, dovrai comprendere in modo adeguato le declinazioni al fine di acquisire non solo uno strumento pratico per la traduzione, ma anche una prospettiva più ampia sulla morfologia storica della lingua latina.

I sei casi latini: significato e uso

Il latino possiede sei casi principali, ciascuno con funzioni sintattiche e semantiche precise che determinano il ruolo del sostantivo, dell’aggettivo o del pronome all’interno della frase.

Tabella esplicativa dei casi della lingua latina.

Il nominativo designa il soggetto e risponde alla domanda “chi?” o “che cosa?” ed è il caso di riferimento per la forma base del sostantivo.

Il genitivo esprime il possesso, la specificazione o la relazione tra sostantivi, corrispondente spesso al “di” italiano; può anche indicare partitivo o qualitativo.

Il dativo denota il complemento di termine, cioè il destinatario o beneficiario dell’azione, rispondendo alle domande “a chi?” o “a che cosa?”.

L’accusativo viene utilizzato per il complemento oggetto diretto e per molte espressioni di tempo o moto a luogo.

L’ablativo ha funzioni molto ampie e varie: può indicare mezzo, causa, modo, compagnia, luogo o tempo, spesso reso in italiano da “con”, “per”, “in”, “da”.

Colonne di un edificio romano, che evocano l'importanza delle declinazioni latine nella grammatica.


Infine, il vocativo serve per rivolgersi direttamente a qualcuno o qualcosa, esprimendo un’interpellazione o chiamata, ed è formalmente vicino al nominativo, con alcune differenze nelle declinazioni di seconda e quinta classe.

La comprensione dei casi latini è cruciale per interpretare correttamente la sintassi della lingua, poiché la flessione dei sostantivi sostituisce spesso la posizione fissa delle parole tipica delle lingue analitiche come l’italiano.

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Le cinque declinazioni: spiegazione dettagliata

La lingua latina presenta cinque declinazioni principali, ciascuna caratterizzata da un insieme di desinenze regolari che determinano il caso e il numero dei sostantivi, permettendo di stabilire le relazioni sintattiche senza fare affidamento sulla posizione delle parole.

Manoscritto in lingua latina, per la cui comprensione si rendono necessarie le declinazioni latine.

La conoscenza delle cinque declinazioni è essenziale per comprendere la flessione dei sostantivi latini, poiché le desinenze indicano ruolo sintattico, numero e talvolta genere, sostituendo la funzione che nelle lingue moderne è affidata prevalentemente all’ordine delle parole.

Vediamo in breve le loro catratteristiche generali prima di entrare nel dettaglio:

  • La prima declinazione è prevalentemente femminile, con il nominativo singolare in -a (es. puella) e il genitivo singolare in -ae, ed è utilizzata per nomi astratti o concreti riferiti soprattutto a persone o entità femminili.
  • La seconda declinazione comprende sostantivi maschili in -us o -er e neutri in -um; il genitivo singolare termina in -i e permette di distinguere il genere attraverso le desinenze nominative e accusative.
  • La terza declinazione è la più eterogenea, comprendendo tutti e tre i generi; il nominativo può avere varie terminazioni, mentre il genitivo singolare in -is è costante e fondamentale per determinare la radice del sostantivo.
  • La quarta declinazione include principalmente sostantivi maschili in -us e neutri in -u, con desinenze particolari soprattutto per l’ablativo singolare (-u) e il nominativo plurale (-ūs).
  • Infine, la quinta declinazione è prevalentemente femminile, con il nominativo in -es e il genitivo in -ei, ed è spesso associata a nomi astratti.

Entriamo ora nel vivo del nostro approfondimento analizzando nel dettaglio le caratteristiche di tutte e cinque le declinazioni del latino!

La prima declinazione

Buona parte dei nomi femminili appartiene alla prima declinazione, come nel caso di rosa-ae. Ed ecco qui la prima declinazione:

Tabella della prima declinazione latina.

Come nell'esempio qui sopra, la parola che solitamente è utilizzata per imparare questa declinazione è proprio "rosa".

Appartengono a questa declinazione i sostantivi che terminano con la vocale -a, soprattutto femminili. La facilità di questa declinazione è dettata dal fatto che molte desinenze si ripetono, anche se non sempre con la stessa quantità.

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Seconda declinazione

Per la seconda declinazione, al maschile utilizzeremo lupus, i, m (ovvero maschile):

Lo studio della seconda declinazione è decisamente più complesso, perché vi si possono trovare sostantivi maschili, femminili e neutri, che a volte si comportano in maniera diversificata.

Esistono Anche nomi che in latino sono neutri. Per la seconda declinazione del neutro, l’esempio può essere quello di bellum, i:

Tabella relativa alla seconda declinazione latina.
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La terza declinazione

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Non per scoraggiarti subito, ma la terza declinazione latina è la più complessa da imparare. In effetti, vi è una distinzione tra i termini parisillabi e quelli imparisillabi. Questa declinazione raggruppa il maggior numero di nomi, maschili, femminili e neutri.

Libro di grammatica aperto sulle declinazioni latine.
La terza declinazione è senza dubbio la più complessa e articolata.

I nomi parisillabi comportano uno stesso numero di sillabe al nominativo e al genitivo, mentre per gli imparisillabi il genitivo comporta la presenza di una sillaba in più rispetto al nominativo. Stai però attento: esistono dei “falsi” imparisillabi. Si tratta di nomi che hanno ben due sillabe davanti alla desinenza. Ad esempio: urbs, urbis (la città); mens, mentis, (la mente); mons, montis, (la montagna) o cor, cordis, (il cuore).

Per i nomi parisillabi maschili o femminili, il modello sarà quello di civis, civis, (il cittadino):

Tabella relativa alla terza declinazione latina.

Per i parisillabi neutri, il modello è mare, maris, (il mare):

Tabella relativa alla terza declinazione latina.

Per i nomi imparisillabi maschili o femminili, il modello è quello di rex, regis:

Tabella relativa alla terza declinazione latina.

Per i nomi imparisillabi neutri, il modello è nomen, nominis:

Tabella relativa alla terza declinazione latina.

Bene, ora che abbiamo analizzato la terza declinazione, facciamo un ripasso con questo video molto approfondito e chiaro:

La quarta declinazione

Le prime tre declinazioni comprendono un gran numero di nomi.

Per la quarta declinazione sono molto diverse le desinenze dei nomi da un lato maschili o femminili e dall’altro neutri. A unificarli in una declinazione comune è il fatto che entrambi terminano in -ūs al genitivo singolare.

Antica iscrizione in cui è possibile riconoscere traccia delle declinazioni latine.

Per questa declinazione si userà l’esempio di spiritus, spiritus:

Tabella della quarta declinazione latina.

Per la quarta declinazione neutra, si userà l’esempio di cornu, us, (il corno):

Tabella della quarta declinazione latina.

La quinta declinazione

Nel caso della quinta declinazione vi sono solo nomi femminili, fatta eccezione per dies-ei, (il giorno), che però è anche femminile, quando ci si riferisce alla data. Si userà l’esempio di res, rei (la cosa):

Tabella della quinta declinazione latina.

È possibile trovare ogni declinazione latina in un dizionario di latino o semplicemente navigando in internet.

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Irregolarità e particolarità

Le declinazioni latine presentano una serie di irregolarità e particolarità che derivano dall’evoluzione storica della lingua e dalla coesistenza di modelli flessivi diversi.

Iscrizione su roccia in cui è possibile riconoscere le declinazioni latine.

All’interno della prima declinazione compaiono alcuni sostantivi maschili, come nauta o poeta, che mantengono le desinenze tipiche della classe pur avendo genere maschile. La seconda declinazione presenta invece variazioni soprattutto nei nomi in -er, che possono conservare o perdere la -e- del tema al nominativo (ad esempio puer vs. ager); inoltre, i neutri seguono regolarità proprie, come la coincidenza tra nominativo e accusativo.

La terza declinazione è la più complessa, con numerosi temi consonantici e vocalici, sostantivi con alternanza di radice (come homo, genitivo hominis), apofonie, forme monosillabiche e regole particolari relative ai neutri, tra cui la tendenza del nominativo e dell’accusativo a essere identici e talvolta asillabici. La quarta declinazione annovera irregolarità per alcuni sostantivi in -us che presentano declinazioni miste o varianti arcaiche, mentre alcuni neutri come genu mostrano tratti distintivi nel plurale.

Infine, la quinta declinazione contiene pochi sostantivi ma con peculiarità di rilievo, come la duplice forma del genitivo singolare in -ei o -eī e l’uso frequente di termini astratti con distribuzione limitata nei numeri (molti sono raramente attestati al plurale).

Se hai dei blocchi e se per te imparare il latino è davvero una fatica, pensa alla possibilità di seguire un corso di latino per principianti a casa.

Esercizi per imparare le declinazioni

Per imparare bene le declinazioni latine è utile combinare esercizi semplici ma regolari, da svolgere quotidianamente per permettere a questo nuovo bagaglio di nozioni di sedimentarsi al meglio.

Un primo passo consiste nel ripetere ogni giorno la declinazione di un sostantivo, ad esempio rosa, rosae o servus, servi, scrivendo tutte le forme dal nominativo all’ablativo, singolare e plurale. Poi si possono fare esercizi di riconoscimento, cioè guardare una forma isolata e stabilire a quale caso e numero appartenga: per esempio rosārum (genitivo plurale), servo (dativo o ablativo singolare).

Ragazzo alla scrivania studia le declinazioni latine sul libro di grammatica.

Molto efficaci sono anche gli esercizi di completamento, in cui alcune forme mancano e lo studente deve inserirle: ad esempio “rosa, …?, rosae, rosam, …?” da completare con rosae e rosā.

Infine, è utile fare piccole trasformazioni: prendere una frase breve e cambiare il caso del sostantivo per capire come varia la forma, come in “Puella rosam portat” (la ragazza porta la rosa) e trasformarlo in ablativo: “Puella rosā portat” (la ragazza porta con la rosa).

Questo tipo di esercizi, ripetuti con costanza, permette di memorizzare le desinenze e di applicarle correttamente nelle frasi.

Oppure puoi sempre imparare a memoria delle celebri citazioni latine di Virgilio o di Cicerone.

Risorse online per imparare le declinazioni latine

Anche per una lingua così antica come il latino che mette alla prova tutti gli studenti, le nuove tecnologie possono offrire un grosso aiuto.

Scaricando sul tuo smartphone o tablet un'applicazione specifica, ti sarà possibile studiare il latino e, in particolare, le declinazioni, in qualsiasi luogo e in qualunque momento. Oltra a seguire lezioni di latino nella tua città potrai anche imparare mentre sei sull'autobus!

  • Mondly: Tra le 40 lingue che si possono studiare su questa app, c'è anche il latino.
  • LingQ: offre un totale di oltre 1000 ore di lezione di latino con diversi media e registrazioni (come podcast, news, articoli e molto altro) totalmente in latino ma compresi di sottotitoli. Con LingQ si avrà quindi la possibilità di imparare la lingua nella maniera che più si preferisce.
  • iLatinista: grammatica spiegata, esercizi, lezioni, guide al tradurre bene, versioni di maturità. Un supporto efficace e moderno pensato per semplificare la vita agli studenti!

Vediamo invece i siti web che potresti trovare utili per approfondire lo studio dellla lingua latina:

  • TutorLatin – una piattaforma gratuita che offre una vasta banca di moduli didattici, esercizi a scelta multipla e testi con supporto alla lettura. È pensato per tutti i livelli e permette di progredire con lezioni strutturate e strumenti per memorizzare vocaboli e grammatica.
  • Discamus (Latin beginner lessons) – sito con lezioni gratuite per principianti che coprono i concetti base della grammatica latina, con quiz interattivi per verificare l’apprendimento e moduli scalabili.
  • Latinitium – risorsa ricca di articoli, video, audio e letture in latino, utile sia per principianti che per apprendenti di livello intermedio/avanzato. Include materiali per esercitare la comprensione e l’ascolto, nonché dizionari online e strumenti di supporto.
  • Learning Latin (learninglatin.net) – piattaforma con strumenti come grafici interattivi, giochi di vocabolario e traduttori online; ideale per studenti autodidatti che vogliono integrare la grammatica con esercizi pratici.
  • Perseus Project3 – enorme biblioteca digitale di testi latini (e greci) con versioni in lingua originale e traduzioni, utile per esercitare la lettura di autori classici e consultare materiali di studio affidabili.
  • edX – corsi di latino online – piattaforma di MOOC che include corsi universitari online sulla lingua latina e la sua storia, con contenuti didattici di livello strutturato e accessibile.

Imparando il latino step by step potrai accedere a un ampio universo culturale, una ricca letteratura e soprattutto a una lingua affascinante e magica, su cui si sono costruite le basi del pensiero occidentale.

Tutti i siti sono stati consultati in data 12/12/2025.

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Igor Tosi

Appassionato lettore quasi onnivoro, moderatamente digitale, esperto di content marketing e amante della natura