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Sapere tutto sulla lingua latina

Di Igor, pubblicato il 05/04/2018 Blog > Sostegno Scolastico > Latino > Domande e Risposte per Imparare il Latino!

Negli ultimi 20 anni, il numero di studenti di latino si è dimezzato.

E tuttavia questa lingua è utile, per più di un motivo: comprensione della nostra lingua, miglioramento dell’ortografia, assimilazione della storia antica e della mitologia, …

Se studi latino, forse vorrai saperne di più su questa lingua antica:

  • Come si è originato l’alfabeto latino?
  • Come fare per imparare facilmente questa lingua?
  • In che misura la grammatica italiana è influenzata dal latino?
  • Quali sono le lingue, ufficialmente riconosciute, o meno, derivano dal latino?

Si tratta di altrettante domande, cui questo articolo cercherà di dare una risposta.

Da dove arriva l’alfabeto latino?

Prima dell’imperatore, si utilizzavano solo le maiuscole o oppure non vi erano delle rigide regole per l’utilizzo di un carattere o di un altro. Carlo Magno è all’origine della ufficializzazione delle lettere minuscole!

La scrittura latina deriva dalla Mesopotamia, nell’attuale Medio Oriente. È proprio là che il sistema di scrittura, che in un secondo momento diventerà latino, è stato inventato.

Il nostro alfabeto, quindi, ha un’origine semitica. I geroglifici egiziani hanno originato la scrittura cuneiforme dei Fenici.

Più tardi ancora, i Greci hanno ripreso l’alfabeto fenicio per creare il loro.

Successivamente, gli Etruschi sono stati i creatori dell’alfabeto latino. Hanno ripreso l’alfabeto greco per creare quello che ancora oggi conosciamo. La linga etrusca rimane tuttavia un mistero. La popolazione, secondo gli esperti, sarebbe originario dell’Asia minore, ma ancora oggi nessuno sa comprenderne la lingua.

La civilizzazione etrusca si è estesa in tutta Italia e nel III secolo, l’alfabeto latino contava ben 20 lettere.

A, B, C, D, E, F, H, I, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, V, X. 

In origine, la scrittura serviva per ritrascrivere dei poemi, dei testi letterari, ma soprattutto dei discorsi, dato che il latino era prevalentemente una lingua orale, all’epoca. Esistevano solamente le maiuscole; fu Carlo Magno a riformare la scrittura, introducendo anche le minuscole. Era l’anno 771.

Nel rinascimento, l’arrivo della stampa portò definitivamente l’alfabeto latino a 26 lettere. Da allora, non è intervenuta nessuna modifica particolarmente importante. Al pari delle altre lingue, solo la scrittura e il vocabolario hanno subito delle evoluzioni nel corso dei secoli.

Quale dizionario di latino scegliere?

E in italiano questa usanza si è trasmessa, ad esempio, nell’espressione - abbreviazione “etc.”, ovvero et cetera, le altre cose. Nella lingua latina, alcuni termini corrispondono a delle abbreviazioni!

Esistono in commercio diversi dizionari di latino italiano e di italiano latino. Ma certamente il più noto in assoluto, almeno tra gli studenti e i docenti italiani, è IL, noto anche come Castiglioni Mariotti, dal nome dei due autori originari. Nel corso degli anni, IL è evoluto e ha attraversato quattro edizioni, di cui l’ultima provvista anche di CD ROM.

Esiste ovviamente anche la possibilità di scaricare l’app, per poter beneficiare dei contenuti del dizionario anche su smartphone e tablet. L’app, come quasi tutte le applicazioni principali oggi, è disponibile in un formato per android e in un formato per iPad e iPhone.

Il Castiglioni Mariotti non è il solo, anche se sicuramente quello più acquistato, più completo e più noto. Puoi in alternativa acquistare il “Nuovo Campanini Carboni”, arrivato alla settima edizione, oppure “Il Latino. Vocabolario della lingua latina”.

Per chi invece voglia spostarsi con uno zaino leggero (i dizionari cartacei constano in genere di 2.000 – 3.000 pagine, e si fanno quindi sentire sulle spalle dei poveri liceali), esistono delle buone soluzioni online, come il “Dizionario Latino Olivetti”, Splash Latino e Sapere.it.

Ma il dizionario cartaceo rimane comunque insostituibile, soprattutto nel medio lungo periodo.

Come imparare facilmente le declinazioni latine?

In latino, ci sono:

  • 5 declinazioni (singolare, plurale; femminile, maschile e neutro);
  • 6 casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, ablativo e vocativo).

Impararli è fondamentale per chiunque si accinga a studiare il latino. La declinazione di un nome o di un aggettivo dipende dalla sua funzione nelle frase: soggetto, complemento oggetto, complemento di modo, di tempo, … Il vocativo ha una funzione di interpello.

In questo modo approfitteresti dei vantaggi della scuola privata a casa: comodità della casa e massimo dell’attenzione da parte del prof. Perché non fare come nella Roma antica e chiamare un precettore?

Per imparare le cinque declinazioni, si utilizza un modello:

  • Prima declinazione: rosa, rosae
  • Seconda declinazione maschile: lupus, lupi
  • Seconda declinazione neutro: bellum, belli
  • Terza declinazione, nomi parasillabi maschili: civis, civis
  • Terza declinazione, nomi parasillabi neutri: mare, maris
  • Terza declinazione, nomi imparasillabi maschili: rex, regis
  • Terza declinazione, nomi imparasillabi neutri: nomen, nominis
  • Quarta declinazione maschile: spiritus, spiritus
  • Quarta declinazione neutro: cornu, cornus
  • Quinta declinazione: res, rei

Ok, ora che sappiamo quello di cui parliamo, ecco alcune astuzie per memorizzare meglio le differenti declinazioni latine:

  • Utilizzare la teoria delle intelligenze multiple: l’intelligenza linguistica, l’intelligenza logico matematica e l’intelligenza spaziale si prestano bene all’apprendimento del latino. Verbalizzare quello che si sente rispetto alle declinazioni, preparare della tabelle, utilizzare dei codice colore, fare degli schemi, … devi provare e vedere quale sistema possa andare meglio per te.
  • Cantare le declinazioni latine: mettere in musica qualcosa che si deve imparare a memoria è un ottimo modo per riuscire nell’intento. Anche su Youtube si possono trovare degli esempi di declinazioni latine musicate.
  • Fare esercizi di latino: niente di meglio per imparare a memoria che applicare quello che si è imparato. Ci sono numerosi esercizi di latino sulle declinazioni: li puoi trovare facilmente online.
  • Studiare con un insegnane privato: se nessuno dei metodi visti qui sopra dovesse funzionare o se tu dovessi essere incapace di studiare in autonomia, da solo, beh, allora non ti resta che trovare un insegnante privato che ti apprenda la lingua di Cicerone. Sicuramente, ti insegnerà dei metodi infallibili per aiutarti a memorizzare meglio e più in fretta!

Quali sono le locuzioni latine che si utilizzano ancora oggi in italiano?

L’italiano è una lingua latina, questo è un dato di fatto. Ma cosa è rimasto nella nostra lingua delle origini latine? Le citazioni latine sono numerose e anche tu ne conosci sicuramente. Poiché non sempre si conosce il significato delle brevi locuzioni o delle abbreviazioni di origine latina, ecco una breve guida a quelle più utilizzate:

  • Ad impossibilia nemo tenetur: nessuno è tenuto a fare cose impossibili;
  • Barba non facit philosophum : la barba non fa il filosofo (l’abito non fa il monaco),
  • Canis sine dentibus vehementius latrat: un cane senza denti, abbaia più forte, ma non è pericoloso (cane che abbaia non morde),
  • Carpe diem : cogli l’attimo (approfitta del momento, del giorno stesso),
  • Cucurbitae caput habere: avere una testa di zucca,
  • Dum vivis sperare decet: fin che c’è vita, c’è speranza,
  • Errare humanum est: errare è umano,
  • Ex ore parvulorum veritas: la verità esce dalla bocca dei bambini,
  • Hic et nunc: qui e ora,
  • In aqua scribere: scrivere sull’acqua (perdere il proprio tempo),
  • In scirpo nodum quaerere: cercare un ago in un pagliaio,
  • Oculum pro oculo, dentem pro dente: occhio per occhio, dente per dente,
  • Quae sunt Caesaris Caesari: dare a Cesare quel che è di Cesare,
  • Verba volant, scripta manent: le parole volano, lo scritto resta,
  • Vulnerant omnes, ultima necat: tutte feriscono, l’ultima uccide.

Conoscere bene il latino aiuta anche nell’utilizzo dell’italiano e quindi sarai avvantaggiato in tutte le discipline. Anche per scrivere la tesi di laurea, è meglio conoscere le basi del latino!

Quali lingue viventi sono di origine latina?

Oggi 430 milioni di persone parlano una lingua di origine latina, ovvero l’8% della popolazione mondiale.

Le lingue parlate in Europa sono lingue indo europee per la maggior parte, ovvero delle lingue parlate tra il continente europeo e l’India (dal greco al sanscrito, passando per il francese, lo spagnolo, l’occitano, il portoghese, …).

Le lingue neolatine o lingue romanze sono numerose e soprattutto in Europa dove l’Impero Romano ha esercitato la propria influenza per molti secoli, diffondendo con la stessa occasione la lingua latina, in particolare nel bacino mediterraneo.

È la volgarizzazione del latino che ha dato luogo innanzitutto alla lingua “romana” rurale, poio, poco alla volta, alle diverse lingue che conosciamo oggi. Le lingue oggi parlate correntemente e più vicine al latino delle origini sono:

  • Il sardo;
  • L’italiano;
  • Lo spagnolo;
  • Il romeno;
  • L’occitano;
  • Il portoghese;
  • Il francese.

Come mostrato dalla tabella qui sotto, esistono numerose somiglianze tra queste lingue:

Latino Italino Spagnolo Romano Occitano Portoghese Francese
Clave Chiave Llave Cheie Clau Chave Clé
Nocte Notte Noche Noapte Nuèit/nuèch Noite Nuit
Cantare Cantare Cantar Cînta Cantar Cantar Chanter
Capra Capra Cabra Capra Cabra Cabra Chèvre
Lingua Lingua Lengua Limbǎ Lenga Lingua Langue
Platea Piazza Plaza piaţǎ Plaça Praça Place

 

Ma queste somiglianze valgono solo allo scritto. All’orale, le lingue latine differiscono molto le une dalle altre e soprattutto il francese che ha avuto in eredità dal germanico diversi termini.

In funzione delle somiglianze più specifiche, all’interno del macro gruppo delle lingue di derivazione latina, si individuano dei sottogruppi:

  • Il gruppo ibero-latino, che riunisce diversi dialetti e, tra questi, l’andaluso, il galiziano o il catalano, ma anche delle lingue come il portoghese e il castigliano (spagnolo);
  • Il gruppo occitano-latino, che è composto dal francese, oltre che da dialetti come il guascone o il linguadocciano;
  • Il gruppo italo-latino, che riunisce l’italiano e i dialetti come il piemontese, il lombardo, il toscano, ma anche il corso;
  • Il gruppo gallo-latino, che raggruppa le langues d’oïl e quindi i dialetti del nord della Francia e del Belgio, come il vallone, il picaro e il normanno;
  • Il gruppo reto-latino, composto dal friulano e dal romancio svizzero;
  • Il gruppo balcano-latino, comprendente il dacio-latino, il romeno, il moldavo, ma anche lingue morte come l’istriano.
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Davide Vota

Buongiorno a tutti, avrei gentilmente bisogno di un aiuto in latino, devo tradurre la frase ANDAI E…, volevo capire se la traduzione corretta é ET VENI oppure VENI ET.
Ringrazio fin da ora, chi fosse così gentile da illuminarmi!