Oltre 430 milioni di locutori parlano lingue neolatine.
Le lingue di derivazione latina (o romanica) sono parlate tanto quanto quelle germaniche.
Sai quali sono le lingue Indo-Europee che derivano dal latino?
Qual è l’origine della lingua latina?

Le lingue in Europa sono prevalentemente delle lingue indo-europee, ossia delle lingue parlate dall’Europa all’India (dal Greco, al Sanscrito). Le lingue del gruppo indo-europeo sarebbero nate sulle rive del Volga, diversi millenni orsono.
Ma, pur avendo quasi tutte una stessa origine, le lingue europee differiscono tra loro. In effetti, troviamo lingue slave, lingue germaniche, lingue celtiche e lingue latine.
Le lingue latine usano l’alfabeto latino e seguono l’evoluzione del latino, la cui origine è etrusca. Gli Etruschi presero in prestito l’alfabeto greco. I Greci, per crearne uno, avevano dapprima utilizzato l’alfabeto fenicio, da cui poi trassero le proprie lettere.
All’inizio, il latino era solo una lingua italica fra tante altre parlate sulle rive del Tigri.
Il latino era, in origine, parlato nella regione del Latium e dell’Italia Centrale.
Roma esercitò un’influenza importante sul bacino mediterraneo durante l’Antichità ed ecco perché divenne una lingua di massa, che pose fine all’esistenza di altri dialetti. Le nostre lingue, oggi giorno, provengono in gran parte dal latino.
La lingua latina possiede:
- 5 declinazioni e numerose desinenze,
- 3 generi nei nomi e negli aggettivi, come il Greco e il Tedesco,
- Un singolare e un plurale,
- Nessun articolo,
- 4 coniugazioni,
- 1 forma passiva come nella lingua greca.
Il latino è una lingua inversiva: le parole si sistemano nella frase in base al valore e all’importanza, ma anche secondo le leggi dell’armonia (quando si scrive o si parla in versi o in prosa). La lingua latina era una lingua oratoria e veniva praticata molto nell’esercizio della giurisprudenza e del diritto e della politica.
Ovviamente, il popolo, gradualmente, si appropriò della lingua per trasformarla attraverso i secoli e dare vita alle lingue latine che oggi conosciamo e parliamo.
Ma tu sai come imparare il latino e le declinazioni?
Che cos’è una lingua romana?

Le differenti lingue romaniche sono lingue derivate dal latino volgare. Questo era parlato dal popolo – cosiddetto latino vernacolare – che lo usava per comunicare nella vita quotidiana.
Le lingue romaniche sono state parlate, o sono ancora parlate, entro un’area geografica designata col nome di Romania, il nord-est europeo dell’Antico Impero Romano. La parola Romania è una derivazione di romanus (romano). Di fatto, i locutori usavano una lingua derivata dal romano, in contrapposizione, ad esempio, alla lingua usata dalle popolazioni germaniche e parlata nelle zone del Nord della Francia.
L’evoluzione del latino volgare ha condotto alla nascita di diverse lingue.
Cronologicamente, esistevano varie forme di latino volgare tra il 200 e il 400. Poi, poco alla volta, le forme si differenziarono sempre più, tra il 500 ed il 600. Nell’813, esisteva una lingua romana ed i discorsi si tenevano in rusticam Romanam linguam, lingua romana rurale. Consultando un dizionario latino troverai, ancora oggi, qualche discorso pronunciato all’epoca.
Per finire, nell’842, un primo testo totalmente in lingua romana venne redatto, Siamo agli albori della futura lingua d’oïl.
Tutte le lingue romaniche presentano caratteristiche quali:
- Origine delle parole derivanti dal latino volgare;
- Vocaboli del latino volgare;
- Sistema vocalico diverso dal latino (dittonghi, apofonie, sincopi);
- Evoluzione consonantica verso una palatalizzazione rilevante;
- Scomparsa del genere neutro (che persiste solo nel romeno oggi giorno);
- Sistema verbale riorganizzato (scomparsa del futuro latino, creazione di ausiliari e del condizionale),
- Sviluppo degli articoli, che non esistevano nella frase latina.
Le lingue romaniche sono esse stesse suddivise in due gruppi, secondo la linea Spezia-Rimini: lingue romaniche occidentali (gallo-romane, ibero-romane, occitano-romane, reto-romane) e lingue romaniche orientali (italo-romane, sarde, traco-romane, dalmate).
Leggi le nostre domande e le nostre risposte sul latino!
Lingue derivate dal latino: quale si avvicina di più all'originale?

Ecco una domanda ben complessa cui rispondere: oggi qual è la lingua che più somiglia al latino?
Il sardo, la lingua parlata in Sardegna, sarebbe la lingua più vicina al latino (lezioni di latino). In un contesto più generale, le lingue del Sud Italia sono quelle che più si avvicinano al latino, mentre al Nord se ne distaccano.
Data la presenza del Vaticano in Italia, ove ancora il latino figura come lingua ufficiale, non sorprende che l’italiano sia la lingua che più resta vicina al latino.
Ed ecco perché gli stranieri che studiano latino riescono poi, un po’ meglio degli altri, a capire qualche parola di italiano.
Ma sai che anche l’Inglese possiede molti termini derivati dalle lingue latine? Questo è dovuto ad una discendenza indiretta dal latino, tramite le lingue neo-latine attuali!
Cosa aspetti? Inizia subito a cercare le lezioni di latino che fanno per te!
Le lingue neolatine
La somiglianza tra le lingue romane può essere messa in risalto attraverso alcuni esempi, che riportiamo nella tabella sottostante:
| Latino | Italiano | Spagnolo | Romeno | Occitano | Portoghese | Francese |
| Clave | Chiave | Llave | Cheie | Clau | Chave | Clé |
| Nocte | Notte | Noche | Noapte | Nuèit/nuèch | Noite | Nuit |
| Cantare | Cantare | Cantar | Cînta | Cantar | Cantar | Chanter |
| Capra | Capra | Cabra | Capra | Cabra | Cabra | Chèvre |
| Lingua | Lingua | Lengua | Limbǎ | Lenga | Lingua | Langue |
| Platea | Piazza | Plaza | Piaţǎ | Plaça | Praça | Place |
| Clave | Chiave | Llave | Cheie | Clau | Chave | Clé |
Le differenze linguistiche si devono ai diversi avvenimenti storici che hanno interessato i diversi paesi. Ogni lingua ha «pescato» in altre lingue. Per esempio: il Francese ha preso molto da Arabo, Spagnolo e Italiano; lo Spagnolo ha fatto ricorso al Francese e all’Arabo; l’Italiano è stato influenzato dal Francese; il Rumeno ha preso dalla lingua della Dacia.
Per quanto le somiglianze tra lingue siano notevoli, il fatto, poi, di aver subito o meno influenze germaniche distingue le lingue: come ad esempio il Francese dall’Italiano.
Le somiglianze riguardano molto più spesso lo scritto, che non l’orale. Prendi il numero 5, ossia cinq, cinque, cinci (romeno):
- La vocale nasale [~ε] si sente solo in Francese,
- All’inizio della parola sentiamo «tch» in Rumeno e in Italiano, mentre «s» in Francese,
- Alla fine, abbiamo [k] in francese, mentre [kw] e «tch» nelle altre due lingue.
Lingue neolatine: elenco e dettagli
L’Italiano, lingua neolatina
L’Italia si forgia di una estrema varietà linguistica, data la tardiva unificazione del Paese (1861). I dialetti italiani del Nord si avvicinano di più alle lingue romane occidentali (come fanno il Francese e lo Spagnolo) mentre al Sud sono le lingue romaniche orientali che hanno influenzato il parlare (somiglianza con il Rumeno, allora). L’opposizione Nord-Sud non è cosa recente, insomma!
La lingua designata come Italiano ufficiale è il toscano di Dante Alighieri, come già ben sai.
Per la cronaca, la Corsica, che è francese, ha un dialetto italiano vicino al toscano delle origini.
62 milioni di persone parlano Italiano nel mondo.
Lo Spagnolo, lingua neolatina
Lo Spagnolo, anche detto Castigliano (da non confondere col Catalano), deriva dal Latino ma è stato molto influenzato dall’Arabo. I Mori furono presenti per oltre sette secoli in seno alla penisola iberica. Nell’America latina, la lingua si è evoluta diversamente, dando origine a diverse varianti e innumerevoli termini differenti.
Oggi lo Spagnolo è la lingua madre di ben 437 milioni di persone.

Il Romeno, lingua neolatina
La lingua Romena è molto vicina ai dialetti del Sud Italia, come il Napoletano, ma rivela anche influenze slave. «Sì» è detto «Da» come nella maggior parte delle lingue slave, ad esempio.
Il Moldavo, per quanto scritto in Cirillico, si avvicina al Romeno. Le differenze tra le due lingue sono più politiche, che linguistiche.
24 milioni di persone parlano il Romeno come lingua madre.
Il Portoghese, lingua neolatina
Il Portoghese è un’altra lingua presente nella penisola iberica. Esso si è diffuso nel mondo al ritmo delle conquiste portoghesi.
219 milioni di persone al mondo parlano il Portoghese come lingua madre
Il Francese, lingua neolatina
Questa lingua è stata unificata e codificata molto precocemente: nel Rinascimento. Ma essa contiene comunque innumerevoli nuances. Due gruppi linguistici coabitano in Francia: le lingue d’oc a sud e le lingue d’oïl a nord. Le due parole furono scelte per distinguere le parlate poiché significano “sì”, nelle rispettive realtà linguistiche.
Il Francese si è imposto poco alla volta come lingua nazionale, ma, alla base, si tratta di una lingua d’oil, diffusa poi nella Capitale. Questa influenza si nota leggendo le citazioni latine, ove parecchi termini somigliano agli attuali francesi.
76 milioni di persone al mondo parlano oggi Francese come lingua madre.
Lingue latine: quali sono le altre?
Esistono numerose lingue neo-latine, a cui si fa spesso riferimento anche durante il corso di latino scuola media. Attualmente molte parlate appartengono al gruppo italiano, francese e spagnolo.
Il gruppo ibero-romanico è diviso in più lingue dialettali o meno:
- Gruppo spagnolo: Castigliano, Asturiano, Lionese, Andaluso, Estremaduro, Giudaico-spagnolo,
- Gruppo portoghese: portoghese, galiziano, mirandese, acoriano, algarvio, alenteiano, dialetto del Minho…
- Gruppo catalano: il Catalano è parlato in una parte della Spagna, in Francia, in Andorra, in Catalogna, parzialmente nell’Aragona, parzialmente a Valencia e nelle isole Baleari. Da un punto di vista linguistico, il Catalano si avvicina più all’Occitano che al Castigliano.
Il gruppo occitano-romano comprende il Francese, l’Alverniate, il Guascone, il Linguadociano, il Limosino, il Provenzale, il Vivaro alpino (nella zona transfrontaliera italiana).
Il gruppo italo-romanico comprende tutti i dialetti e le lingue parlati nella penisola italica: piemontese, lombardo, ligure, emiliano, bolognese, vicini al francese per via della pronuncia. Ma anche: i dialetti trentini, oltre a Toscano, Corso, Sardo, Romano, Campano, Siciliano, Calabrese.
Il gruppo gallo-romano o gallo-italico è composto da più lingue d’oïl: franciano (dialetto dell’Ile de France), vallone, piccardo, normanno, parlata della Champagne, francoconteese, borgognone, lorenese, pittavino-santongese, gallò (una variante parlata nell’Alta Bretagna), …
Nel gruppo reto-romano bisogna menzionare il friulano e il ladino per l’Italia e il romancio per la Svizzera.
Infine, il gruppo balcano romano comprende il dacio-romano, ma anche le lingue scomparse come l’istro-romano.
Tutte queste lingue regionali o tutti questi dialetti, all’origine, provengono dal latino.
Hai già iniziato le tue lezioni di latino o un corso di latino online?
Il Tedesco: lingua latina?
E del Tedesco cosa possiamo dire? Esso fa parte del ceppo delle lingue germaniche, sottofamiglia delle lingue indoeuropee, assieme ad altri idiomi del nord Europa, come le lingue scandinave, l'inglese, il nederlandese e il tedesco. Il tedesco come lo conosciamo oggi è il frutto di un lungo processo iniziato nel medioevo, durato fino ai nostri giorni e che, come per tutte le lingue vive, proseguirà ancora e ancora.
Infatti, anche se ad un primo sguardo potrebbe sembrare strano, nel mondo germanico (e quindi nella sua lingua) l'influenza della lingua latina è stata estremamente importante, per diversi secoli. Il prestigio e la potenza di Roma si trasmettevano "anche" attraverso la lingua latina: le persone di scienza e conoscenza di tutta Europa utilizzavano il latino, per parlare e comunicare tra loro, per studiare e per scrivere. Inevitabile, dunque, che anche gli uomini dotti di Germania utilizzassero il latino, per quanto nella sua forma volgare.
Da un punto di vista storico, l'entrata del latino nel tedescoè avvenuta in tre step successivi l'uno all'altro.
- Il primo step risale all'epoca dei primi contatti delle due popolazioni, quella romana e quella germanica: siamo tra il I secolo e il VI secolo d.C.;
- Il secondo step corrisponde con l'epoca della cristianizzazione dell'Europa: si parla dell'epoca compresa tra i VI secolo e l'VIII secolo;
- Il terzo e ultimo step è ovviamente quello dell'Umanesimo, corrispondente al XV secolo.

Il tedesco deriva dal latino: i primi contatti con i romani
Dopo aver conquistato tutte le terre bagnate dal mar Mediterraneo, i romani si espansero anche a Nord, conquistando le Gallie ed entrando in contatto con le popolazioni germaniche. Sono sorte tra il I e il VI secolo d.C. le città romane di Colonia, Augusta, Vienna e Treviri. Ma non è tutto: al successivo indebolimento dell'Impero romano corrispondono le invasioni barbariche del III, IV e soprattutto V secolo. Il culmine si ebbe con la sconfitta di Romolo Augustolo nel 476 per opera di Odoacre: anche in questi casi, vi furono contatti tra i due popoli e le rispettive lingue.
Ecco come il latino ha influenzato il tedesco per quello che riguarda i termini legati all'agricoltura:
| planta | die Pflanze |
|---|---|
| prunum | die Pflaume |
| fructus | die Frucht |
| radix | der Rettich |
| vinum mostum | die Most |
| ficus | die Feige |
| persica | der Pfirsich |
Qui, invece, puoi leggere quali termini tedeschi relativi ad attrezzi e recipienti abbiano una derivazione latina:
| tabula | die Tafel |
|---|---|
| discus | der Tisch |
| catinus | der Kessel |
| scutula | die Schüssel |
| calix | der Kelch |
| pondus | das Pfund |
| catena | die Kette |
Infine, ecco i termini tedeschi legati all'edilizia provenienti dall'antica lingua di Roma:
| calx | der Kalk |
|---|---|
| murus | die Mauer |
| camera | die Kammer |
| fenestra | das Fenster |
| cellarium | der Keller |
| extufare | die Stube |
| porta | die Pforte |
| hospitale | das Spital, das Hotel |
Il tedesco deriva dal latino: i secoli della cristianizzazione dell'Europa
A partire dal VI secolo e fino all'VIII, Merovingi, Carolingi e Franchi in generale iniziarono un periodo di fusione di elementi culturali, sociali e linguistici romani, cristiani e germanici. Durante il Medioevo germanico, si assistette alla suddivisione del regno franco in Regno Franco Occidentale (corrispondente grossomodo all'attuale Francia) e Regno Franco Orientale (i cui confini approssimano per eccesso quelli dell'attuale Germania).
L'epoca della cristianizzazione ebbe, com'è ovvio pensare, una forte influenza sui termini ecclesiastici ed affini:
| epsicopus | der Bischof |
|---|---|
| clastrum | das Kloster |
| monasterium | das Munster |
| monachus | der Monch |
| cella | die Zelle |
| libellus brevis | der Brief |
Il tedesco deriva dal latino: l'epoca dell'Umanesimo
Il movimento intellettuale del XV secolo partì il secolo precedente dall'Italia e colpì in pieno la Mitteleuropa e non solo. Le discipline morali, civili e letterarie puntavano al recupero delle tradizioni classiche. Ecco alcuni dei termini tedeschi - e i corrispettivi latini - che corrispondono a quell'epoca:
| declinatio | die Deklination |
|---|---|
| disputatio | die Disputation |
| disciplina | die Disziplin |
| epistula | die Epistel |
| matricula | die Matrikel |
| exprimentum | das Experiment |
Riassumi con IA










Per la cronaca il Sardo non è un dialetto, ma una lingua separata all’interno della famiglia Romanza, che tra le altre cose non appartiene nemmeno allo stesso sotto-gruppo dell’Italiano. Ma forma un gruppo tutto suo. Il gruppo Romanzo Insulare, che come caratteristiche è una via di mezzo tra le lingue Romanze Occidentali e Orientali.
L albanese non fa parte di nessun gruppo . È una lingua tutta a se la quale non è derivante dal latino
L’italiano si stima sia parlato da all’incirca 85 milioni di persone, con una variabile massima che arriva sul centinaio, considerando chiunque lo parli dai madrelingua/C2 a chi lo parla al livello dell’A1.
.Molto bello, ma il sardo è una lingua a sé e non un dialetto italiano. Inoltre fa parte del gruppo occidentale delle lingue neolatine (e non orientale) in quanto forma il plurale di nomi e aggettivi dall’accusativo plurale latino. Le lingue neolatine del gruppo orientale, come italiano e rumeno, formano il plurale dal nominativo plurale latino.
Grazie per il tuo commento e per la precisione delle informazioni! 😊 Hai ragione: il sardo è una lingua autonoma e non un dialetto dell’italiano. Inoltre, appartiene al gruppo occidentale delle lingue neolatine, come hai correttamente sottolineato. Grazie per averci aiutato a chiarire meglio questo aspetto, faremo del nostro meglio per aggiornare l’articolo e rendere l’informazione più accurata! 🌍