Con la perseveranza della resistenza, possiamo ottenere tutto ciò che vogliamo. Mike Tyson

Gli sport di combattimento corpo a corpo sono spesso rappresentate, nell'immaginario collettivo, come discipline sportive brutali e violente.

Di primo acchito, dunque, anche la boxe può fare lo stesso effetto.

Ma è davvero così?

Sapete dove è nata questa disciplina e come si è diffusa fino a diventare uno degli sport più popolari?

Ne sapete più dei membri della Federazione Pugilistica Italiana?

Ecco, per soddisfare la vostra curiosità, una storia condensata della boxe.

Pregiudizi da sfatare sulla boxe

Boxe vuol dire bad boys cresciuti nei quartieri poveri in cui la delinquenza la fa da padrone e regna incontrastata sopra le leggi.

La boxe femminile è in piena ascesa: a dispetto di quanto si creda, non è uno sport per soli uomini!

Questo è quello che si avrebbe la tendenza a pensare guardando le notizie relative a personaggi come Mohamed Dridi (1968-2016) - prima campione di boxe poi giornalista - che è stato ritrovato morto per un colpo d'arma da fuoco nel suo appartamento di Palavas-les-Flots nel dicembre del 2016.

O quando si legge che  Tyson Fury - campione di boxe anglaise - è risultato positivo alla cocaina nel settembre 2016, prima di un combattimento contro Vladimir Klitschko.

Ma questi casi non sono rappresentativi di un'intera categoria.

Di certo, non tutti coloro che praticano la boxe inglese, thai boxe o altre discipline come karate e full contact sono dei delinquenti o hanno una vita turbolenta una volta scesi dal ring.

D'altra parte, i valori promossi in palestra sono in netta contrapposizione con la forza bruta: parliamo di rispetto, protezione, astuzia, coraggio, combattività...

Se volete vederlo con i vostri occhi, che ne dite di guardare 10 film cult dedicati al mondo della boxe?

La boxe, uno sport dalle origini antiche

Le prime tracce di esistenza di una forma primitiva di boxe risalgono all'epoca antica, nel momento in cui gli uomini si misero a utilizzare i pugni come arma naturale: parliamo del pancrazio e il pugilato.

Il pugilato era già presente nella Grecia antica e era molto cruento. Spesso portava alla morte dei pugili.
2500 anni fa in Grecia o fino al IV secolo sotto l'Impero Romano, i combattimenti erano spesso fatali...

Ricerche sui testi antichi hanno permesso di comprendere che la boxe esisteva già in Mesopotamia, in Africa del Nord e in Grecia millenni or sono.

I documenti rivelano infatti che i combattimenti a mani nude erano organizzati a Babilonia, dagli Assiri e dagli Ittiti.

Gli storici e i ricercatori hanno potuto anche determinare che l'utilizzo dei guantoni risalirebbe al 2000 a.C.

Statue dell'epoca rinvenute in tempi recenti rappresentano infatti pugili muniti di guanti da boxe e con caschi di protezione sulla testa.

Sappiamo anche che le rive del Nilo erano lo scenario in cui i soldati si affrontavano in un corpo a corpo per divertire re e faraoni.

Più tardi - in Grecia antica e sotto l'Impero Romano - i combattenti colpivano alla testa, cosa che faceva spesso concludere i round con la morte di uno degli avversari.

Il primo campione olimpico di pugilato fu Onomasto di Smirne, in occasione dei 23esimi Giochi Olimpici del 688 a.C.

I Giochi Panellenici furono i primi in cui la boxe fece la sua comparsa come vero e proprio sport con due discipline: pugilato e pancrazio.

La pratica del pugilato proseguì nell'epoca etrusca per arrivare poi nella Roma antica.

Numerosi imperatori romani, come Caligola, fan dei giochi per far divertire la folla, hanno mantenuto il successo della boxe rendendola più violenta nel corso del tempo: contrariamente al pugilato, nel pancrazio erano permessi tutti i colpi.

I giochi dei gladiatori furono vietati dall'imperatore Teodosio I nel 392, decretando lo stop della boxe per almeno mille anni.

Dopo tutto questo, vi state davvero ancora chiedendo perché cominciare a praticare la boxe?

Entrate nella storia come hanno fatto prima di voi questi grandi campioni italiani di pugilato!

La boxe secondo i poeti dell'antichità

Nell'Iliade di Omero troviamo Nestore, re di Pilo,che descrive la boxe.

Meglio non trovarsi a combattere in quest'arena sotto Caligola!

Lo sport è descritto come l'arte di spostarsi riuscendo a colpire il bersaglio con entrambe le braccia.

Ecco alcune citazioni di Omero a proposito del pugilato:

"Erano ammessi tutti i tipi di colpi, poiché mancava un arbitro."

"Faccia a faccia, tendendo le loro braccia vigorose, si gettavano l'uno sull'altro e mescolavano le loro mani pesanti."

"Il combattimento è finito e il vincitore rialza la vittima e la aiuta a raggiungere i suoi compagni che lo portano via trascinandolo per le gambe, la testa di lato. Quello che si portano via è un uomo che ha perso conoscenza."

Il match terminava solo quando il perdente sputava sangue, sintomo di una ferita interna, cosa molto più grave della boxe di oggi, che termina con un KO.

Se ne volete scoprire di più recenti, ecco le migliori citazioni dei campioni del ring!

La boxe ai tempi di soldati e gladiatori

I geroglifici scoperti in Egitto rappresentano combattenti atletici che si colpiscono completamente nudi,  suscitando grande interesse negli spettatori.

La sconfitta in un match era considerata una vera catastrofe per il perdente.

Non si facevano sconti a nessuno.

Anche sotto l'impero romano i prigionieri e alcuni schiavi venivano reclutati e allenati come gladiatori.

I combattimenti nell'impero romano erano molto violenti... e la plebe li amava!

Essi si battevano nell'arena per riabbracciare la libertà.

L'imperatore Caligola, benché abbia regnato per soli 4 anni fino al suo assassinio, lasciò dietro di sé l'immagine di un imperatore sanguinario, violento e autocratico. Durante i combattimenti prometteva il matrimonio con una giovane donna romana come ricompensa per i vincitori, gladiatori provenienti dall'Africa.

Con la decisione dell'imperatore Teodosio che di fatto mise in silenzio la boxe per mille anni, altre forme di pugilato si svilupparono in Asia: il Tai Chi e il Kendo.

Si dovette attendere il XVII secolo perché la boxe inglese moderna facesse la sua apparizione, con le scommesse dei matchmakers che organizzavano combattimenti clandestini nei bassifondi delle città inglesi.

Nel XX secolo, la pratica della boxe divenne un mezzo di espressione nei paesi occidentali: in quanto lotta per la libertà dei neri degli Stati Uniti ma anche in quanto esaltazione del senso di appartenenza nazionale per i bianchi.

Scoprite tutte le curiosità del mondo della boxe!

L'ascesa della boxe inglese

In mancanza di fonti, gli storici non possono dire con certezza se la boxe scomparve completamente o se continuò a essere praticata nell'ombra.

Tuttavia, sappiamo che la nobiltà inglese iniziò a scommettere su incontri di pugilato clandestini nel XVII secolo.

James Figg, il padre della boxe moderna

Primo boxeur a mani nude è stato James Figg (1695-1734). Considerato padre della boxe moderne, creò la prima scuola nel 1719 e, fino al 1730, sembra che abbia perso un solo combattimento su 270 totali.

Morì nel 1734 dopo una grande carriera durante la quale rimase pressoché imbattuto.

Jack Broughton, il successore

Jack Broughton (1704-1789), vedendo che gli incontri potevano a volte portare alla morte, fu il primo a fissare delle regole universali: si tratta delle London Prize Ring Rules, redatte nel 1743.

Pare che il pugile abbia vinto circa 400 incontri, fino al giorno in cui uccise un avversario sul ring. Traumatizzato da questa morta accidentale decide di codificare le regole per evitare che accadesse di nuovo.

Ad esempio, decise che il combattimento poteva dirsi concluso se l'avversario, a terra, non si alzava nel giro di 30 secondi.

Istituì anche il ring, un quadrato al di fuori del quale era proibito colpirsi: prima di allora, gli scommettitori scontenti si univano spesso all'incontro, portando a un clima di caos generale.

Fu consacrato campione di Inghilterra nella categoria pesi massimi nel 1736.

La boxe inglese fu dapprima considerata illegale in ragione della violenza che suscitava. Ancora nel XIX secolo si praticava clandestinamente.

Solo dopo la boxe moderna, in quanto "Nobile arte" fu riconosciuta come disciplina sportiva legale.

La boxe durante "la Belle Époque"

Nel 1866, morti, corruzione e imbrogli sono ancora protagonisti degli incontri di boxe clandestini.

Ecco un colpo vietato nella Nobile Arte: l'utilizzo dei piedi non è contemplato sul ring!

Per porvi rimedio, John Graham Chambers (1843-1883), un giornalista, scrisse nel 1866 un insieme di regole con John Douglas, detto il Marchese di Queensberry (1844-1900).

16 nuove regole della boxe moderna: le Regole del marchese di Queensberry.

L'utilizzo dei guantoni diviene obbligatorio per limitare l'impatto dei colpi e le ferite.

A proposito, sapete come scegliere i migliori guanti per boxare e diventare campioni sul ring?

Oltre alle regole sui guantoni, il round viene limitato a 3 minuti, così come il conteggio a 10 secondi per un avversario messo a tappeto, prima di  dichiararne la sconfitta.

Si stabilisce anche come organizzare gli incontri a seconda del peso dei boxeur: si inizia a parlare di pesi massimi, pesi piuma...

Di fatto, la boxe sarà autorizzata solo nel 1891 sia in Inghilterra che in America del Nord. La boxe americana utilizzerà le stesse regole di quella inglese.

Combattimenti meno violenti, regolamentati, più rapidi e più tecnici. L'accento si sposta sull'agilità dei pugili, più che sulla loro forza.

La boxe e la sua espansione nel XX secolo

Nel 1901, Il Comitato Olimpico (CIO) inserisce la boxe amatoriale nei Giochi Olimpici. La partecipazione delle donne ai Olimpiadi estive del 1904 segna l'inizio della boxe femminile.

La boxe professionale è rappresentata nei Giochi Olimpici solo a partire dal 2016 (un male ?, un bene ?, dibattito aperto...). 

In USA e UK, la boxe diventa un doppio mezzo di espressione:

  • per la comunità nera è un modo per esprimere la libertà di un popolo oppresso e discriminato. Icona ne è Jack Johnson (1878-1946), soprannominato il "Gigante di Galveston", campione mondiale di pesi massimi dal 1908 al 1915, e tuttavia vittima di insulti razzisti,
  • per la comunità bianca: un mezzo di esaltazione del senso di appartenenza nazionale.

Le regole in vigore oggi prevedono, tra le altre cose, l'obbligo di guantoni, scarpe da boxe, proteggidenti, caschi e conchiglia per gli uomini.

Nella seconda metà del XX secolo abbiamo visto l'ascesa di boxeur entrati nella leggenda, come Mohammed Ali (1942-2016), Mike Tyson, Floyd Mayweather Jr., Rocky Marciano, Rocky Balboa (no, si scherza!), Jake LaMotta, George Foreman, o ancora Joe Frazier.

Siete pronti a battervi?

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Bisogno di un insegnante di Boxe?

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Alice

Ho calzini volanti, 6 buchi alle orecchie, nessun filtro, troppe parole. Nella vita Giornalista + SocialMediaManager + qualsiasi cosa comprenda il parlare, lo scrivere e il comunicare.