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Ortografia: 5 cambiamenti apportati dall’ Académie Française

Di Igor, pubblicato il 30/08/2017 Blog > Lingue straniere > Francese > A Quante Riforme della Lingua Francese Abbiamo Assistito?

Fin dalla sua creazione, l’Académie Française ha fatto fluttuare la grammatica francese e la sua regolamentazione. Difficile dire quanti cambiamenti siano intervenuti dall’epoca del vecchio “françois” fino al “français” dei giorni nostri.

Il francese è una lingua molto ricca che non cessa di evolvere e perfino i francesi, nella loro rigidità, cedono ormai ai neologismi!

Può quindi essere utile ed importante che insegnante e allievi siano o vengano a conoscenza dei termini antichi. Sarà così più facile dedicarsi, ad esempio, alla lettura di opere di rilievo in lingua originale. Pensiamo a Gargantua di Rabelais.

Un’insegnante che conosca il retroscena dei termini attuali, del resto, è molto più efficace nell’illustrazione e nella spiegazione di una lingua attuale.

Uno sguardo alla storia della lingua francese e delle riforme ortografiche!

Riforma del 1740

In epoca classica, la lingua francese conobbe diversi cambiamenti, specialmente per via dell’avvento della stampa.

In effetti, ai fini della stampa, era necessaria una semplificazione della scrittura.

Vi fu allora un vero e proprio scisma tra due parti della popolazione: gli intellettuali, legati alla vecchia ortografia e la gente del popolo favorita dalla nuova.

Nel 1740 furono ufficializzate delle modifiche!

L’Acadèmie Française, coi nuovi pensatori, iniziò a rimodernare il dizionario. In effetti, certi filosofi cercarono di modificare le mentalità proponendo una versione più attuale della lingua, adatta alla società francese dell’epoca.

Oltre un terzo delle parole cambiarono ortografia (6000 termini su 17000)!

Accenti circonflessi, eliminazione di vocali mute, ... hanno portato dal "francois" al "francais". Il cambiamento introdotto al dizionario porta verso un francese più “popolare”!

L’evoluzione più evidente fu la comparsa dell’accento circonflesso sui nomi comuni e gli aggettivi, che rimpiazzava le lettere mute.

Troviamo, tra i termini modificati:

  • « Abysme » oggi « abîme » (abisso)
  • « Chrestien » oggi « chrètien » (cristiano)
  • « Apostre » oggi « apôtre » (apostolo)
  • « Estre » oggi « être » (essere)
  • « Adjouster » oggi « ajouter » (aggiungere)
  • « Chasteau » oggi « château » (castello)
  • « Authoritè » qui devient « autoritè » (autorità)
  • « Bestise » oggi « bêtise » (sciocchezza) etc.

Oltre all’accento circonflesso, la Riforma introdusse gli accenti acuti e rimpiazzò alcune “y” con “i”.

Ma alcune parole di questa vecchia epoca, come “sculpteur” (scultore) o “baptême” (battesimo) vengono lasciate inalterate e sono giunte fino ai nostri tempi!

La Riforma ebbe un impatto diretto sulla società francese del XVIII secolo. Per la prima volta il “popolino” era finalmente ascoltato ed il “françois” non era più appannaggio dell’élite letteraria.

Lo scopo di tutto, naturalmente, era quello di favorire l’alfabetizzazione di massa, perché la Francia mantenesse il proprio ruolo di grande Potenza culturale.

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Riforma del 1835

Dalla riforma del 1740, il francese contò innumerevoli aggiunte!

Innanzitutto, il famigerato accent grave comparve nel 1762 e le forme verbali cambiarono da “oi” a “ai” (ad esempio, “je feroi” è diventato “je ferai (farò).

Questi due cambiamenti furono molto importanti per la lingua francese. E sono stati mantenuti fino ad oggi. Non è stato lo stesso per i risultati di certe riforme obsolete.

Di seguito, però, l’epoca moderna fu segnata dal regime autoritario di Napoleone: l’Académie dovette piegarsi al regime proponendo alcune marce indietro a livello ortografico.

Dopo il regno di Napoleone, l’Académie Française considerò le raccomandazioni dei grandi filosofi come Voltaire desiderosi di ammodernare la lingua.

Per la sesta edizione ufficiale, il Dizionario francese apportò le seguenti trasformazioni:

  • Apparizione del francese moderno: il « françois » arcaico divenne ufficialmente il « français »
  • Modifica delle forme verbali: (« oi » divenne « ai »)
  • La « t » venne aggiunta al plurale (« parens » divenne « parents », « enfans » divenne « enfants » etc.)
  • Il simbolo « & » cessò di essere utilizzato e venne rimpiazzato dalla congiunzione coordinativa « et »
  • Il supplemento alla quinta edizione del dizionario del 1789 venne soppresso

Il 1835 fu dunque un anno importante per l’evoluzione della lingua di Molière (considerata la lingua dell’amore): gli ultimi residui del vecchio “françois” iniziarono a sparire.

Gli influssi dell'inglese dovuti all'espansionismo linguistico americano e l'invasione del lessico delle nuove tecnologie portano a continui adattamenti del francese. Le riforme dell’Académie Francaise tengono in considerazione anche il modo di esprimersi all’orale!

 Fu l’occasione per lasciar spazio ad altri dizionari come il Larousse, apparso alla fine del XIX secolo. Il Petit Robert, dal canto suo, apparve un secolo dopo.

Questi due dizionari sono oggi molto diffusi e vendono da sempre molte più copie rispetto al Dictionnaire de l’Académie!

La Riforma del 1835 cambiò anche il modo di esprimersi e di comunicare del popolo: alcune intonazioni cambiarono (“connaisseur” non si pronunciò più “connoisseur”).

Scopri anche l’influenza del latino e del greco nello sviluppo della lingua francese!

Riforma del 1878

La Riforma del 1878 permise di aggiornare la settima edizione del Dizionario per rendere l’apprendimento del francese più accessibile.

Di fatto, la linguistica francofona poteva risultare difficile da imparare per gli studenti durante il corso di francese.

Per promuovere il francese all’estero, l’Académie Française tentò d’arricchire il vocabolario pur semplificandolo. E ciò incrementò il riconoscimento della lingua al di là delle frontiere dell’Esagono.

Ecco alcune modifiche apportate:

  • Altri termini contenenti la lettera « y » vennero modificati per includere la lettera « i »
  • L’applicazione dell’accento acuto fu rinforzata
  • Il trèma (dieresi) venne eliminato da molte parole a vantaggio dell’accento grave (come « poëme » che divenne « poème »)
  • Prefissi come « contre » o « entre » vennero aggiunti per creare nuove parole
  • Le « h » mute ed inutili furono soppresse (par exemple, « phthore » devenne « phtore »)
  • Certi accenti acuti furono rimpiazzati da accenti gravi (« collége » divenne « collège »)

Dal 1838, si cominciò ad avere a che fare con il lessico oggi familiare a tutti (a condizione di studiare o parlare il francese)!

Infatti le modifiche volute dall'Académie Francaise hanno voluto semplificare la fonetica e l'ortografia della lingua. Imparare il “vecchio” francese, all’epoca era ancora più difficile!

La Riforma permise di adattare la lingua ufficiale al contesto culturale, proponendo, dopo attenta riflessione, una nuova prospettiva più adatta alle evoluzione della civilizzazione.

La modernizzazione fu un modo per tentare di rafforzare la posizione della Francia rispetto ad altri Paesi, in termini culturali!

Cambiamenti importanti nella lingua e nella cultura francesi!

Riforma del 1935

La riforma dell’anno 1935 appariva timida, rispetto alle precedenti, perché dato il momento storico piuttosto delicato, l’Académie propose un approccio più edulcorato alle trasformazioni!

Per apportare ricchezza ulteriore alla lingua francese, l’Académie Française propose una nuova ortografia accompagnata da una fonetica adattata per migliorare la pronuncia di certe parole.

Tuttavia, delle vecchie parole vennero conservate e addirittura ritirate fuori, cosa che rappresentò più un passo indietro che un avanzamento!

I cambiamenti apportati erano più che altro delle timide varianti:

  • Accenti circonflessi vennero rimpiazzati con « e » mute (« remercîment » divenne « remerciement »)
  • Consonanti vennero raddoppiate (« agraver » divenne unicamente « aggraver »)
  • Altre furono soppresse (« aggrègation » divenne allora « agrègation »)

Questa Riforma prese anche in conto i cambiamenti apportati dall’inizio del XX secolo, come la sostituzione dell’apostrofo col trait d’union.

Molte parole dell’epoca avevano un’ortografia diversa da una regione all’altra!

In base al luogo d’abitazione, si poteva imparare un francese differente alla scuola elementare, alla media e alle superiori, adottando modi di parlare regionali.

All’inizio del XX secolo, un decreto propose quindi di tollerare le diverse ortografie per uno stesso termine in occasione degli esami ufficiali. Non trovò mai applicazione, però.

Si tratta ancora di modifiche e di riforme che hanno contribuito a facilitare l’espansione del francese nel mondo.

L’ultima riforma (dal 1989 al 2016)

In uno sforzo continuo di modernizzazione della lingua ufficiale della Francia, l’Académie Française continua oggi a modificare le nozioni grammaticali per prendere in conto le diversità della Francia.

Prendendo a modello gli abitanti del Quèbèc e quelli del Belgio i francesi iniziano a femminilizzare i nomi dei mestieri a partire dalla seconda metà del XX secolo (doctoresse, professeure etc.).

Con l’ampliarsi della francofonia, l’Académie Française tenta anche di considerare la grammatica e la sintassi degli altri Paesi francofoni.

Soprattutto gli insegnanti si sono detti molto delusi dalle riforme degli ultimi anni imposte dall'Academie Francaise. I manuali scolastici cambiano, ma non tutti sono contenti!

Nel 1990, la riforma introdotta da Rocard venne applicata con le seguenti conseguenze:

  • L’accento circonflesso divenne facoltativo in certi casi (« diner » e « dîner » ad esempio, sono entrambi corretti)
  • Chiarificazione del plurale per i termini composti
  • Soppressione del trait d’union a favore della saldatura di alcuni termini (« porte-feuille » si scrive ora « portefeuille »)
  • Il plurale si applica anche agli anglicismi e alle parole straniere
  • I verbi coniugati non raddoppiano più la « t » (« il ètiquètera » etc.)
  • Il participio passato del verbo « laisser » cambia e diventa invariato se è seguito da un infinito

La Riforma ortografica del 1990 è l’ultima proposta dall’Académie Française che per i 25 anni successi vi ha considerato non necessario introdurre ulteriori modifiche nel francese contemporaneo.

Detta anche « Rectification du Conseil Supèrieur de la Langue Française », non ha avuto carattere di obbligatorietà ed è rimasta facoltativa fino ad oggi!

Solo nel 2016 i cambiamenti così introdotti sono stai presi in considerazione nei manuali scolastici ed applicati dagli editori dell’Acadèmie.

E d’altro canto, quest’applicazione ha fatto molto discutere: numerosi genitori si sono opposti alla nuova terminologia proposta. E non senza ragioni!

Accenti circonflessi e traits d’union facoltativi, lettere mute soppresse, (« ognon » per « oignon ») o ancora la soppressione di accenti (« secheresse » per « sècheresse ») … La riforma ortografica del 2016 ha un po’ fatto scandalo nel Paese di Molière!

L’obiettivo di questa riforma?

Rendere più accessibile ai giovani la padronanza del francese scritto e orale, facilitando il lavoro dell’insegnante nel trasmettere le proprie conoscenze, anche tramite il web attraverso corsi di francese online.

Il dibattito è ancora vivo, dato che questa riforma rimette in causa le regole del dettato toccando l’ortografia francese.

Per quanto molte regioni siano favorevoli a questi cambiamenti, gli insegnanti criticano questa semplificazione delle lingue viventi. Anche questa è storia della lingua francese!

La cosa certa è che la politica linguistica del Paese di Molière continua a far parlare della Francia! 

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