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Nascita e principi spirituali di una disciplina millenaria

Di Igor, pubblicato il 12/01/2018 Blog > Sport > Yoga > Le Origini dello Yoga e i Testi Fondatori!

Pratichi già lo yoga da qualche anno?

O hai appena scoperto questa disciplina imperniata attorno alla comprensione del proprio corpo e delle emozioni?

Comunque sia, la storia e la filosofia connesse allo yoga ti aiuteranno ad addentrarti meglio nei meandri di questa pratica millenaria.

Preparati ad un viaggio spirituale ed iniziatico, ripiombando nell’India di vari millenni fa.

Se ne vuoi sapere di più, leggi la nostra guida completa sullo Yoga!

Nascita, in India, di questa Disciplina

Definizione di yoga

In sanscrito yoga discende dal termine “jug”: “mettere insieme, unire, legare”. I concetti di unione e quello di unisono sono fondamentali, nella traduzione, mentre quello “jug” non deve far pensare a ”gioco”, nel senso deteriore di assoggettamento. Al contrario.

L’unione in questione è quella tra il sé universale (brahman) ed il sé individuale (atman). In sintesi, il punto è quello del legame tra l’essere umano e l’universo.

Tramite i corretti movimenti ed una respirazione adeguata, possiamo armonizzarci tanto fisicamente quanto dal punto di vista psichico e spirituale.

Lo yoga non è comparso dal nulla. Millenni di maturazione hanno consentito a questa disciplina di pervenire a noi come la conosciamo oggi.

La lezione di yoga non serve solo per liberarsi dallo stress quotidiano tramite alcuni esercizi.

Si tratta di una pratica a 360 gradi che attraversa il tempo.

Ma tu, conosci la storia dello Yoga?

Come nasce lo yoga?

Gli storici specializzati in storia indiana non riescono a datare con esattezza gli albori dello yoga.

Reperti archeologici provano, tramite la raffigurazione di posture yogiche, che la pratica yoga esisteva già 5.500 anni prima di Cristo.

Si parla di una civilizzazione pacifica dedita a concetti astratti e sprovvista di armi.

Anche Herman Hesse la descrive nel suo romanzo omonimo. Chi non conosce la storia di Siddharta?

Spirito comunitario, solidale e non gerarchico, dunque, alla base dello yoga.

I bramani erano dediti ad esercizi particolarmente impegnativi, svolti in solitudine, per il corpo e lo spirito, volti ad accrescere la forza dei praticanti stessi.

Col tempo, questi esercizi subirono una trasformazione, addolcendosi…

Gli stili di Yoga

Oggi contiamo diversi stili di yoga:

  • Lo Yoga Vinyasa;
  • Lo yoga Ashtanga;
  • Lo Yoga dinamico;
  • Lo Yoga Iyengar;
  • Lo Yoga Hatha;
  • Lo Yoga Nidra;
  • Lo Yoga Kundalini;
  • Lo Yoga Humour ..

Il testo chiave di riferimento è lo Yoga sūtra.

Redatto tra il II ed il V secolo a. C., contiene 195 sūtra (corte frasi da memorizzare) e 1161 parole.

Si compone di 4 capitoli.

Samādhi pāda (sull’unificazione)

Il secondo sutra dice che è lo yoga è “l’interruzione delle attività del pensiero”.

I 51 sutra parlano della serenità, come dello stato cui tende la pratica dello yoga.

Si parla degli ostacoli da sormontare, delle posture da praticare (asana), dei diversi stadi del samâdhi (estasi o realizzazione, in sanscrito).

Sādhana pāda

“Sul percorso”, è il capitolo dedicato a due forme di yoga: il Kriyā Yoga (yoga dell’azione) e l’Ashtanga Yoga (yoga degli otto rami).

Il primo si basa sulla pratica di posture e di meditazione.

Il secondo si articola sugli otto rami:

  • Yama (doveri morali): ahiṃsā (non-violenza), satya (verità), asteya (onestà), brahmacarya (controllo dei sensi), aparigraha (non-possessività);
  • Niyama (osservanze): śauca (purezza), santoṣa (l’accontentarsi), tapas (disciplina), svādhyāya (motivazione degli atti e studio dei testi sacri), īśvara-praṇidhāna (dedicare i propri atti a Ishvara, l’Essere universale);
  • Āsana (stare in una postura stabile e gradevole);
  • Prāṇāyāma (adottare una respirazione cosciente, lunga e fluida);
  • Pratyāhāra (armonizzazione o sospensione dei sensi);
  • Dhāraṇā (concentrazione che permette di accedere alla meditazione);
  • Dhyāna (meditazione);
  • Samādhi (contemplazione profonda e stato di unità, a volte definito entasi).

Vibhūti pāda

Contiene altri 55 sutra “Sui Poteri”, e descrive come raggiungere uno stato superiore di coscienza.

Kaivalya pāda

Si parla qui «Della liberazione», attraverso 24 sutra.

Inizialmente la cosa corrispondeva ad una sorta di isolamento dello yogi.

Oggi si parla più facilmente di libertà e di unità dell’essere fra il corpo e l’universo che lo circonda.

Lo Yoga conduce idealmente all'unione con l'Universo. Conosci te stesso grazie alla pratica regolare dello Yoga!

Ed è questo il fine ultimo dello yoga.

Le diverse vie dello Yoga

Le vie tradizionali

Sono 4:

  • Lo Yoga Bhakti basato sulla devozione alla divinità;
  • Lo Yoga Jnana per accedere alla trascendenza;
  • Il Karma Yoga volto all’azione disinteressata.
  • Lo Yoga Rāja (anche detto reale o integrale) articolato attorno ai sutra.

I primi tre tendono a far scaturire la vigilanza o il trimarga.

Il quarto riprende le tre altre vie dello yoga e vi associa l’Hatha Yoga.

Ogni via si serve di pratiche proprie. Esse non si escludono mutuamente. Al contrario.

Sei triste? Fatti due risate con lo Yoga!

Le vie dello Yoga Kria

L’altra grande via dello yoga è quella del cosiddetto Kriya Yoga. A differenza dell’Aṣṭāṅga-Yoga, che incita a seguire delle regole di vita, il Kriyā Yoga è basato su tecniche.

Si tratta di due vie ben distinte nel testo Yoga Sūtra.

Le tre forme più note della via tradizionale sono:

  • Mantra Yoga ;
  • Tantra Yoga ;
  • Hatha Yoga.

Il Mantra Yoga è la ripetizione di sillabe, secondo un ritmo ben preciso. Chi ripete queste formule, tiene in mano una sorta di “rosario” composto di 108 grani (mālā). Questo rituale apporta benefici spirituali e fisici.

Il Tantra Yoga è troppo spesso considerato come una visione carnale e sessuale della pratica dello Yoga. In realtà lo scopo dello Yoga tantrico è quelli di entrare in unione totale con l’energia shakti, un concetto che riunisce in sé la potenza femminile creatrice e della fecondità. Simbolizza l’unificazione delle due entità, quella femminile e quella maschile, al fine di accedere all’energia e alla coscienza suprema.

Nella modernità il tantrismo è associato, nella mente di chi non lo conosce, al sesso. Il Tantra Yoga è molto più della semplice ricerca del piacere carnale!

Spesso simbolizzato da una scena carnale tra due esseri di sesso opposto, rappresenta in realtà una fusione psichica e mentale interiore.

Tra le forme di yoga che prendono spunto nel Tantra, si possono citare lo Yoga Nidra (Yoga del sonno), lo shivaismo del Cachemire e lo Yoga Kundalini.

La forma di Yoga più diffusa in Occidente è sicuramente lo Hatha Yoga, anche se nella tradizione, la pratica è molto lontana da quello che noi conosciamo oggi.

Si concentra su delle posizioni che favoriscono una certa flessibilità del corpo e una grande concentrazione, spinte entrambe al raggiungimento della perfezione.

Hai mai sentito parlare di Yoga dinamico?

Le grandi domande poste dallo Yoga tradizionale

Lo Yoga tradizionale cerca di fornire delle risposte plausibili a domande del tipo «Chi sono?”, “Da dove vengo?”, “Dove vado?”, “Cosa devo fare?”.

È il genere di domande che tutti, prima o poi ci poniamo. L’idea soggiacente è che, in fondo, siamo tutti dei filosofi, perché ognuno di noi ha bisogno di dare un senso alla nostra vita.

Alcuni di noi ritardano il momento in cui si pongono queste domande, altri sono più precoci.

Lo Yoga non favorisce solo il “benessere”, ma permette anche di risvegliare la propria coscienza (e non solo la coscienza di sé), di divenire più consapevoli.

Origini delle posture di Yoga

Nelle rovine della città di Mohenjo-Daro, situata nell’attuale Pakistan, sono state scoperte le rappresentazioni più antiche degli asana …

Fondata oltre 3.000 anni prima della nostra era, questa città, oggi considerata il punto di partenza dello Yoga, proteggeva delle illustrazioni di personaggi nell’atto di effettuare posture molto simili a quelle che si ritrovano oggi nello Haṭha Yoga.

E questo lascia supporre che gli asana, o posture, esistessero molto prima della nascita della “bibbia” dello Yoga: gli Yoga Sutra e i suoi 196 aforismi, scritti da Patanjali o da Yogabhashya di Vyāsa.

All’origine, tutte queste posture avevano un nome in sanscrito – la lingua indo-europea parlata nel sub continente indiano – ed è solo molto più tardi, con la l’esportazione e la diffusione dello Yoga in Occidente che tali termini sono stati traslitterati e tradotti in italiano, inglese, spagnolo, …

La pratica collettiva dello Yoga è un'esperienza di conoscenza comune. La parola Yoga deriva dal sanscrito e significa “unione”!

Questa lingua antica rinasce oggi dalle sue ceneri, come la sfinge, grazie allo slancio della pratica dello Yoga e degli asana.

Terzo “anga”, o porzione, dei Sutra di Patañjali, gli asana sono chiamati anche posture o esercizi corporali, a seconda dell’insegnante di Yoga, della scuola di Yoga o della regione del mondo in cui ci si trovi ad essere e a praticare.

Il termine Āsana è una traduzione letterale del sanscrito e significa:

  • Nel senso originale, filosofico e spirituale: “postura rituale”;
  • Nel senso “grezzo”, corrente e contemporaneo: “il fatto di sedersi”, il “modo in cui si sta seduti”, la “postura”, o ancora, la “contingenza, il momento attuale”.

In costante evoluzione da almeno due millenni, le posture di Yoga, gli asana, non si inscrivono in una tradizione. In effetti si sono modificate, create e inventate per rispondere alle aspettative delle nuove forme di Yoga, che discendono dallo Hatha Yoga, come il Bikrma Yoga, lo Yoga Vinyasa o ancora il Power Yoga. Allo stesso tempo, per la maggior parte queste posture sono ispirate alla natura.

Infatti, tra le posizioni più ricorrenti tradotte dal sanscrito, avremo:

  • Tadasana o postura della montagna,
  • Adhomukhashvanasana o postura del cane con la testa bassa,
  • Bhujagasana o postura del cobra,
  • Padmāsana o postura del fiore del loto
  • Garudasana o postura dell’aquila
  • Vrksasana, o postura dell’albero
  • Ustrasana, o postura del cammello
  • Marjaryasana, o postura del gatto
  • Adho Mukha Svanasana, o postura del cane

Namastè a te!

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