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Cosa significa l’interiezione utilizzata nello Yoga per salutarsi?

Di Igor, pubblicato il 30/09/2018 Blog > Sport > Yoga > Qual è il Significato di Namastè?

“Facile diventare maestro. Essere allievo richiede tutta una vita.

La cosa più facile al mondo è insegnare ciò che non si sa fare.

La cosa più difficile è fare ciò che si insegna”.

Questa acuta e importante riflessione è stata compiuta da Swami Vishnudevananada (1927-1993), un celebre maestro spirituale e insegnante di yoga, il quale con la concisione e la profondità tipica dei grandi maestri è riuscito a illustrare tutta la difficoltà che ognuno di noi può incontrare nell’apprendere e nell’insegnare lo yoga.

Questa sentenza del maestro indiano esprime un concetto che, a prima vista -o almeno per noi occidentali!- non è poi così evidente: dire agli altri ciò che devono fare è più facile che farlo noi stessi, al punto che molte volte nelle posizioni di “comando” troviamo persone che messe “dall’altra parte” non saprebbero proprio dove mettere le mani. Si tratta di un meccanismo piuttosto comune e diffuso, ma spesso coloro che si trovano nella posizione e nella necessità di dover insegnare una disciplina scordano quanto possa essere complesso e impegnativo stare dalla parte di chi apprende!

Seguire una lezione o un ciclo di lezioni prevede infatti una grandissima concentrazione, oltre a una forte motivazione ad apprendere! Senza il giusto di mix di entusiasmo, capacità di concentrazione e di fiducia nell’insegnante e nelle sue competenze imparare in modo efficace può risultare un’impresa impossibile! Per questa ragione spesso l’arte dell’insegnare può risultare assai più agevole e rilassante rispetto al mestiero del discente!

Ma è inutile dilungarsi eccessivamente su questi argomenti, che per molti dei lettori sono cosa assai nota! Torniamo dunque ad occuparci del nostro corso di yoga.

Praticare lo Yoga non significa semplicemente saper eseguire le posizioni e le sequenze che tutti noi conosciamo. Praticare Yoga non significa solo eseguire le posizioni e le sequenze che tutti noi conosciamo.

Quali sono le origini dello Yoga?

Praticare lo Yoga non significa semplicemente saper eseguire le posizioni e le sequenze che tutti noi conosciamo, i celebri asana (“postura” in lingua sanscrita). Sebbene questa antica disciplina, sorta millenni fa sul territorio del subcontinente indiano, preveda una forte attenzione al corpo e al suo benessere, non dobbiamo assolutamente pensare che ciò costituisca l’aspetto centrale della teorizzazione yogica.  Attraverso la pratica dello yoga è certamente possibile allungare muscoli e tendini e rendere più flessibile il proprio corpo, alleviando in tal modo le tensioni dei propri organi interni e rinforzando i propri muscoli, ma questi effetti positivi sul piano fisico non sono assolutamente l’obbiettivo finale che i grandi maestri yoga han sempre tentato di far raggiungere ai propri allievi!

La disciplina dello Yoga consente infatti di trovare il proprio centro gravitazionale, acquisendo progressivamente maggior coscienza di sé e sviluppando un grande equilibrio interiore. Lo Yoga  consente inoltre di armonizzare la propria dimensione mentale con la globalità del proprio corpo e con l’intero sistema dell’organismo, ma non solo: questa antica e preziosa disciplina permette infatti di sintonizzarsi in modo profondo con la propria natura, aprendosi in tal modo alla realizzazione del sé. Si tratta infatti di una disciplina finalizzata all’unificazione di corpo, spirito, e mente attraverso raffinate tecniche psicofisiche e per mezzo di pratiche di controllo e di consapevolezza del respiro (pranayama). Il controllo del respiro è infatti uno degli elementi chiave dello yoga: per mezzo di esso è possibile avere un maggior controllo dei propri stati mentali e delle proprie emozioni, e in tal modo affrontare le sfide della vita quotidiana può diventare molto più semplice! Le tecniche respiratorie proposte all’interno delle lezioni di yoga costituiscono infatti una risorsa preziosa per ciascuno di noi poiché ci consentono di affrontare l’esistenza con maggiore calma, equilibrio e consapevolezza! Il respiro deve inoltre sempre accompagnare la pratica degli asana, i quali possono essere migliorati e approfonditi solamente attraverso l’utilizzo delle tecniche respiratorie!

L’esercizio fisico eseguito mediante la pratica delle sequenze yoga consente di lavorare sia sui muscoli che sul benessere del sistema scheletrico. Esistono infatti asana specifici per ciascuna parte del corpo (dalle spalle sino alle caviglie, passando per le anche e le ginocchia) e ciascuna postura va sempre accompagnata da pratiche di respiro profondo e di respiro cosciente. Lo yoga prevede inoltre posture per lavorare sulla contrazione e sulla decontrazione, posture che aiutano a eliminare le tossine e le energie negative e che consentono di godere a pieno della vita.

Frequentando le lezioni di yoga e imparando le più note tecniche di respirazione e le principali posizioni – saluto al sole, cane che si guarda la pancia, candela, etc. – è possibile inoltre imbattersi nel saluto tradizionale di chi termina una sessione di yoga! Parliamo del celebre saluto “namaste”, da pronunciarsi con le mani giunte e appoggiate al petto, chinando gentilmente il capo in avanti

La redazione di Superprof ha scelto di dedicarsi al significato di questo bellissimo e antico termine sanscrito, utilizzato ancora oggi da milioni di indiani e dai tantissimi praticanti di yoga sparsi per il mondo.

«Namaste»: spiegazione e senso di una parola

Durante le lezioni di yoga – che si tratti di yoga nidra, yoga secondo il metodo Iyengar, yoga kundalini, raja yoga, yoga prenatale o yoga post-natale – il termine sanscrito namaste è spesso utilizzato alla fine di ogni sessione, in una sorta di pratica rituale per potersi accomiatare dal maestro e dagli altri allievi. La dimensione rituale è davvero molto importante nello yoga, quindi la gestualità e le parole che vengono pronunciate durante una lezione rivestono una grande importanza, e non vanno mai trascurate o preso con leggerezza. Dobbiamo infatti ricordare che lo yoga nacque e si sviluppò in seno alla cultura religiosa dell’India antica, la quale attribuiva un valore centrale e assoluto al rito e alla dimensione sacra della vita. Gli antichi maestri yoga si dedicarono infatti all’elaborazione di un sistema complesso e articolato di pratiche psico-fisiche finalizzate al raggiungimento della pace mentale e della fusione con l’Assoluto. Questa disciplina è stata sin dal principio connessa a una dimensione rituale e sacra.

Anche il saluto classico del subcontinente indiano, namaste, fa riferimento a tale dimensione sacra e rituale da cui trasse origine lo yoga, e merita pertanto chiarimenti e spiegazioni.

Si tratta di un saluto, che è anche una premessa a ciò che verrà dopo. “Namaste”, un’introduzione prima di concentrarsi su se stessi!

A volte, a dire il vero, potrebbe capitare di sentir pronunciare il termine “namaskar”, una variante del saluto namaste, ma che reca il medesimo significato.

Gli innumerevoli benefici dello Yoga sono ormai sotto gli occhi di tutti: nel corso degli ultimi decenni sono infatti numerosissime le persone che si  sono avvicinate a questa disciplina in cerca di uno strumento per imparare a rilassarsi, a respirare adeguatamente e a migliorare la propria postura. Sono infatti molti i praticanti che desiderano prendere coscienza del proprio corpo o migliorare la propria condizione fisica tramite le posture e le sequenze dello yoga, e tra di essi sono in molti coloro che avranno di certo sentito pronunciare almeno una volta questo termine.

Lo yoga si pone l’obiettivo di agire sia sulla salute fisica che su quella mentale, aiutando i praticanti a calmare la mente e ad ascoltare le proprie emozioni. Le posture dello yoga e le pratiche respiratorie a esse associate consentono inoltre di liberare il praticante  dagli agenti patogeni, spesso frutto di  idee negative, paure, emozioni negative represse e inespresse,  e di allontanare il più possibile lo stress accumulato.

Il termine namaste è stato per molto tempo solamente considerato un modo per ringraziarsi reciprocamente nella routine quotidiana, come anche tra l’insegnante e l’alunno di yoga. In realtà si tratta principalmente di un saluto che sottolinea benevolenza reciproca tra le parti, un modo ben augurante per rivolgere il proprio saluto a un altro individuo.

Culturalmente, dirsi namaste in India consente di salutarsi fra persone che non si conoscono bene, che non sanno esattamente quale modalità di saluto utilizzare, se poter prevedere un eventuale contatto o meno, non essendo certe di provenire da una stessa casta. In pratica il termine consente di evitare di sbagliare il tipo di contatto con una persona di cui non si conosce la casta e la provenienza sociale, e permette in tal senso di commettere un errore o  di risultare scortesi con gli altri. Simbolicamente il saluto namaste rappresenta un gesto di cordialità, di rispetto e di reverente distacco, oltre che rappresentare un gesto ben augurante.

Lo yoga si pone l'obiettivo di agire sia sulla salute fisica che su quella mentale. Lo yoga si pone l’obiettivo di agire sia sulla salute fisica che su quella mentale.

Attualmente quando ci si reca in India è molto facile imbattersi nel ben più comune saluto inglese Good morning, che rappresenta in effetti il modo più diffuso per salutarsi, ma il gesto induista del namaste continua a rappresentare il modo più cordiale e rispettoso, carico com’è di antichi significati simbolici e culturali. Come i lettori sapranno la cultura del subcontinente è caratterizzata da gestualità e da prassi quotidiane intrise di spiritualità e di significati arcani.

Il termine “namasteproviene dal sanscrito, lingua indo-europea utilizzata nell’India antica e nella quale sono stati redatti tutti i testi della tradizione letteraria classica hindi e – parzialmente – di quella buddhista. L’espressione è ancora molto utilizzata in numerosi paesi asiatici, ma l’origine pare debba essere attribuita ai padri spirituali originari delle aree montane del meraviglioso Nepal.

Sebbene il sanscrito venga considerato un idioma sacro nella cultura induista, il termine namaste non va necessariamente considerato un saluto religioso, poiché con il passare del tempo tale modalità di saluto ha assunto un significato e una modalità di saluto decisamente più ampie.

Etimologicamente la parola namaste è costituita da due elementi: “namas” è un sostantivo da interpretare come “salve”,  “riverenza”; il suffisso “te” è invece un pronome che significa «a te». Il significato di questa espressione può quindi essere “Io ti saluto”, “Ti rivolgo i miei omaggi”. Il termine ha assunto e mantiene tuttavia un significato più globale e generale.

La spiritualità dell’India, che sia buddista o induista,  ritiene che ogni essere umano porti dentro di sé una parte di divinità, – immaginata come luce ed energia – che è necessario scoprire e svelare attraverso una pratica regolare della meditazione o delle posture dello yoga, le quali hanno l’obiettivo di frenare e interrompere stabilmente il flusso dei nostri pensieri.

Frequentare le lezioni di yoga permette infatti di trovare la capacità di stare nel qui e ora, godendo del momento presente, di liberarsi da ogni giudizio, inquietudine o preoccupazione, le quali possano influenzare negativamente lo spirito e la mente, e, di riflesso, anche il corpo.

La disciplina dello yoga tende infatti a uno stato di piena coscienza, di piena consapevolezza e di auto conoscenza, basate sull’ascolto di sé. Questo aspetto costituisce un elemento chiave all’interno della pratica dello yoga, e moltissime pratiche sono infatti finalizzate allo sviluppo della capacità di ascolto. Lo yoga prevede infatti un’attività psico- fisica che ha come scopo principale quello di restare connessi con il tutto e  dissolvere il Sé individuale in quello Universale.

Frequentare le lezioni di yoga permette infatti di trovare la capacità di stare nel qui e ora. Frequentare le lezioni di yoga permette infatti di trovare la capacità di stare nel qui e ora.

Possiamo allora tradurre “namaste” con “io saluto la luce o il divino che è in te”, oppure “la mia luce interiore saluta la tua luce interiore”.

Ed eccoti ora qualche spunto sullo Yoga dinamico!

Come pronunciare correttamente “namaste”?

Pronunciare namaste correttamente non linguisticamente cosa complessa, soprattutto per un italiano! La fonetica del sanscrito presenta infatti molte similitudini con quella della lingua sanscrita, ma non si deve dare nulla per scontato. Per poter pronunciare e ed eseguire al meglio questo antico saluto è necessario, per prima cosa, appropriarsi delle informazioni importanti relative al termine e capirne il suo significato nel contesto della filosofia induista. Ed è così che si inizia a entrare nel mondo della pratica yoga: lo yoga non è solo costituito da pratiche fisiche o da tecniche respiratorie, ma anche da gesti e da modi di comportarsi, oltre che da profondi e importanti principi etici.

Essere corretti nel pronunciare “namaste”

Nella cultura indiana si utilizza molto il saluto “namaskar” , oltre al già citato “namaste”. Pronunciare questi termini con lo schema posturale adeguato implica il fatto di  posizionare adeguatamente le braccia e le mani, come prevede l’antica tradizione yogica.

L'unione con se stessi, con gli altri e con l'universo ha un che di ... divino. Unire le due mani a allungare il proprio corpo al di sopra della testa: namaste per salutare gli dei!

Questa pratica è definita “mudra”: eseguire una mudra (“sigillo” in lingua sanscrita), indica il fatto di compiere dei gesti delle mani associati ad atti respiratori controllati finalizzati all’indirizzamento della corrente vitale verso specifiche aree del corpo.

Si tratta, in poche e semplici parole, di una sorta di yoga delle dita e delle mani, da svolgersi unendo le due mani a livello del cuore, con le punta delle dita inclinate verso il mento, la testa leggermente inclinata in avanti, mentre si pronuncia il termine “namaste”.

Questa postura delle mani è poi utilizzata e ripresa da moltissime posture e sequenze fondamentali dello yoga: la ritroviamo nel celebre suryanamaskar (“saluto al sole”), in tadasana (“montagna”), e in vrikshasana (“albero”).

Esistono tre modalità per praticare le mudra pronunciando namaste, seguendo una gerarchia stabilita e ben precisa tra coloro che vengono salutati.

Innanzitutto il praticante di yoga dovrà porgere omaggio agli dei: alzerà le mani e le braccia unite al di sopra della testa inviando il proprio saluto verso il cielo.

In secondo luogo, il saluto al guru (nella cultura indiana il guru – maestro spirituale- gode della stessa stima e importanza sociale di un sacerdote o di un imam, trattandosi di colui che impartisce l’insegnamento religioso): il praticante dovrà in questo caso portare le mani giunte al livello degli occhi e porgere in tal modo i propri omaggi al maestro.

Per finire, il terzo modo per utilizzare il namaste/namaskar consiste nell’unire le mani all’altezza del cuore, per onorare, salutare e ringraziare un pari, un simile. Questa estrema ritualizzazione dei saluti nella tradizione indiana rappresenta un elemento di estremo fascino e di grande interesse culturale per chiunque intenda accostarsi al misterioso e arcano mondo dello yoga.

Sono ormai decenni che il mondo occidentale nutre un’incredibile fascinazione nei confronti del mondo indiano e di tutto il suo articolato sistema di usanze, credenze e pratiche cultuali! Spesso i praticanti di yoga si avvicinano a questa disciplina nel tentativo di comprendere e afferrare gli aspetti più profondi della sapienza antica del subcontinente. Lo yoga, in quanto via di liberazione tradizionale codificata nei testi antichi e praticata da millenni,  racchiude in sé alcuni dei tratti fondamentali della cultura sapienziale dell’India antica.

Conosci la storia dello Yoga?

Come effettuare la mudra associata a namaste?

Dai blog dedicati alla pratica dello yoga, cui il maestro antico  Patanjali contribuì enormemente con la sua celebre opera, gli Yoga-sutra, si apprende che la mudra namaste può essere praticata in qualsiasi posizione: in piedi, seduti o sdraiati, a seconda delle preferenze o dalle necessità del momento.

Non solo, anche da sdraiat: l'importante sono la posizione delle mani e dello spirito, Il vantaggio del namaste è che lo si può praticare seduti o in piedi!

Al fine di eseguirlo nel miglior modo possibile occorrerà essere seduti in un luogo confortevole, su un cuscino o su un supporto comodo e che non generi fastidio e distrazione, col dorso e la testa allineati ed eretti come vuole la buona salute della colonna vertebrale. La posizione della schiena e della colonna sono importantissimi per la pratica dello yoga: la schiena dritta ed estesa consente di eseguire al meglio gli asana e di canalizzare l’energia all’interno dei chakra.

Si congiungeranno poi i palmi delle mani, con i gomiti ben distesi sui due lati, i pollici all’altezza del cuore, le mani allineate in posizione di preghiera. Le dita dovranno restare unite, e puntare verso l’alto. Le mani dovranno aderire l’una all’altra, con precisione ma senza pressione eccessiva. Lo yoga chiede armonia e delicatezza, lo sforzo eccessivo non è mai giusto in questo contesto.

Questo gesto si riferirà al centro del cuore, il cosiddetto  anahata chakra, sede delle emozioni, dell’amore, della compassione, che porta a concentrarsi su ciò che di buono abbiamo in noi, sulle nostre qualità, piuttosto che sulle nostre paure e sui nostri istinti egoistici, velenosi e nocivi per il nostro equilibrio mentale ed emotivo.

L’efficacia della mudra namaste si ritrova ad essere amplificata quando il gesto si associa ad un atteggiamento mentale positivo, ossia quando ci si sente già bene e si vuole enfatizzare questa meravigliosa sensazione.

Esiste anche lo Yoga della risata!

Che relazione c’è tra «namaste», meditazione e yoga?

Che c'è di meglio di farlo assieme e sentire circolare l'energia di tutt. Per vivere in armonia con sé stessi, rilassarsi o trovare il “pensiero positivo”: fai la mudra in spiaggia!

Il gesto del namaste sarebbe insomma indissociabile dalla pratica dello yoga stesso: tramite l’interconnessione delle membra durante il mudra, i praticanti di Yoga invitano il proprio Essere a decentrarsi dall’ego e a pacificare la mente.

Ecco quali sono i tipi di Yoga. Ed ecco quali sono gli obiettivi perseguiti dallo Yoga e dalla meditazione.

La meditazione implica una stretta relazione tra le mani (mudra), la bocca (mantra) e lo spirito (yoga).

Nell’ambito della spiritualità indù, il cuore energetico è un loto posto a livello del torace dello yogi, il praticante yoga.

Esso consente di onorare e celebrare il momento presente, per ben regolare il flusso energetico (prana): si ricerca l’umiltà, piuttosto che la superficialità e la perfezione a livello fisico.

Il nostro corpo è estremamente sollecitato da un gran flusso di informazioni che il cervello deve analizzare: sono innumerevoli i dati accumulati nel corso dei periodi precedenti (infanzia, adolescenza, esperienze diverse, etc.).

La pratica regolare di questo gesto ritualemudra namaste – permette al praticante di giungere al cosiddetto ”contrai e rilascia”. Lo yogi impara a dire a se stesso che i pensieri possono essere i nostri primi nemici, che le paure sopprimono ogni audacia, e che imponendo alle membra di rilassarsi, si può agire contro lo stress mentale.

A che punto sei? Vuoi seguire delle lezioni per concentrarti meglio, tonificare il tuo corpo o semplicemente stressarti di meno e ritrovare un pensiero positivo?

Le nostre lezioni private su Superprof servono proprio ad aiutarti. Si tratta di un servizio finalizzato allo stare meglio. Che si tratti di yoga per donne incinte, yoga per bambini, yoga per tutti, darsi alla pratica yoga farà bene a chiunque.

Armonia, benessere, equilibrio, pace interiore e compassione. Armonia, benessere, equilibrio, pace interiore e compassione: i principi dello Yoga.

Se già a scuola ognuno imparasse i principi dello yoga, probabilmente la gente non consumerebbe tutti questi anti-depressivi e soffrirebbe meno di malattie cardiovascolari croniche. Lo yoga è infatti un ottimo strumento di prevenzione contro un’innumerevole quantità di malattie, e combatte in modo efficace tutte quegli stati emotivi negativi capaci di dar vita a delle patologie. Armonia, benessere, equilibrio, pace interiore e compassione: lo yoga è in grado di produrre una vera rivoluzione.

Namastè!

Vuoi uno sguardo d’insieme? Leggi la nostra guida completa allo Yoga,

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