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Cosa significa l’interiezione utilizzata nello Yoga per salutarsi?

Di Igor, pubblicato il 17/01/2018 Blog > Sport > Yoga > Qual è il Significato di Namastè?

“Facile diventare maestro. Essere allievo richiede tutta una vita.

La cosa più facile al mondo è insegnare ciò che non si sa fare.

La cosa più difficile è fare ciò che si insegna”.

Questa citazione è presa da Swami Vishnudevananada (1927-1993), un celebre insegnante di Yoga, che illustra tutta la difficoltà che ognuno di noi può incontrare nell’apprendere e nell’insegnare lo Yoga.

Anzi, data la saggezza indiana, esprime un concetto che, a prima vista e almeno per noi occidentali, non è poi così evidente: dire agli altri ciò che devono fare è più facile che farlo noi stessi, al punto che molte volte nelle posizioni di “comando” troviamo persone che messe “dall’altra parte” non saprebbero proprio dove mettere le mani.

Ma questo è un altro discorso: torniamo al nostro corso di Yoga.

Quali sono le origini dello Yoga?

Praticare lo Yoga non consiste solo nel saper svolgere le posture e gli esercizi di Yoga – asanas e pranayama in sanscrito. Non si tratta solo di allungarsi per flessibilizzare il proprio corpo, per alleviare le tensioni dei propri organi interni, rinforzare i propri muscoli.

Fare Yoga permette di trovare un proprio centro di gravità prendendo coscienza di sé. Si tratta di armonizzare il proprio mentale rispetto all’organismo tutto intero, alla natura, aprendosi alla realizzazione del sé: si tratta di una disciplina che unifica corpo, spirito, mentale.

L’esercizio fisico, la meditazione, il lavoro dei muscoli, le posture specifiche, gli esercizi di respiro profondo o respiro cosciente, le posture per abituare alla contrazione e decontrazione, le posture che eliminano l’energia negativa per consentire di godere a pieno della vita…

Imparando le più note tecniche di respirazione e le posture chiave – saluto del sole, triangolo, candela, etc. – si scopre anche il saluto tipo di chi termina una sessione di Yoga. Parliamo del decantato “namastè”, pronunciato con le mani giunte e appoggiate al petto.

La redazione di Superprof si è dedicata al significato di questo termine sanscrito.

«Namastè»: spiegazione e senso di una parola

A lezione di Yoga – si tratti di Yoga nidra, iyengar, Yoga kundalini, Yoga rilassamento, Yoga prenatale e Yoga post-natale -, il termine sanscrito namastè è spesso usato alla fine di ogni sessione, in sorta di rituale per accomiatarsi.

Tutto si rifà alle origini dello Yoga!

Si tratta di un saluto, che è anche una premessa a ciò che verrà dopo. “Namasté”, un’introduzione prima di concentrarsi su se stessi!

A volte, a dire il vero, si sentirà pronunciare il termine “namaskar”.

I benefici dello Yoga, innumerevoli, sono ormai sotto gli occhi di tutti e tutti i praticanti che desiderino prendere coscienza del proprio corpo o migliorare la propria condizione fisica tramite esercizi di Yoga avranno di certo sentito questo termine.

Lo Yoga agisce sulla salute fisica e mentale, aiuta a pacificare il mentale liberandolo da agenti patogeni – idee negative, paure – scacciando via lo stress.

Il termine namaste o namastè è stato lungamente, e a torto, considerato un modo per ringraziarsi reciprocamente nella routine quotidiana, come anche tra l’insegnante e l’alunno di Yoga.

In realtà, si tratta più che altro di un saluto che sottolinea benevolenza reciproca tra le parti.

Culturalmente, dirsi namaste in India consente di salutarsi fra persone che non si conoscono bene, che non sanno se stringersi la mano, non essendo certe di provenire da una stessa casta. Insomma il termine consente di evitare di “sporcarsi le mani” … in senso pratico e simbolico.

Attualmente, quando ci si reca in India, il saluto più comune è l’inglese Good morning, ma il gesto induista persiste.

Il termine “namastèproviene dal sanscrito, lingua indo-europea di induisti e buddisti. L’espressione oggi è molto usata nei paesi asiatici, ma l’origine si deve ai padri spirituali del Nepal.

Se il sanscrito è ritenuto lingua sacra nella cultura induista, il termine namastè non è affatto un gesto da considerarsi religioso.

Etimologicamente, “namas” è un sostantivo da interpretare come “salve” e “riverenza”. Il suffisso “tè”, dal canto suo, è un pronome che significa «a te».

“Io ti saluto”, insomma. Ma il termine ha assunto e mantiene un significato più globale.

La spiritualità buddista ed induista considera che ogni essere umano ha in sé una parte di divinità, di luce e di sole che urge scoprire attraverso una pratica regolare della meditazione o delle posture Yoga.

Infatti, frequentare delle lezioni di Yoga permette di trovare il proprio posto nel momento presente, di liberarsi da ogni giudizio o inquietudine e preoccupazione che possano influenzare lo spirito e la mente; e di riflesso, anche il corpo.

La disciplina tende ad uno stato di piena coscienza, in tal senso. Si tratta di un’attività che porta a praticare dello sport restando connessi con il tutto, ove l’ego di ciascuno si dissolve.

Possiamo allora tradurre “namastè” con “io saluto il sole, la luce o il divino che è in te”, oppure “la mia luce saluta la tua luce”.

Ed eccoti qualche spunto sullo Yoga dinamico!

Come pronunciare correttamente “Namastè”?

Pronunciare namastè correttamente fin dall’inizio non è cosa scontata. Bisogna appropriarsi del termine e capire la filosofia induista.

Ed ecco che si inizia già a praticare lo Yoga.

Essere corretti nel “namastè”

Nella religione induista si parla di “namaskar” più che di “namastè”. Pronunciare il termine con lo schema posturale adeguato implica il fatto di ben posizionare le braccia e le mani, come indica la tradizione.

L'unione con se stessi, con gli altri e con l'universo ha un che di ... divino. Unire le due mani a allungare il proprio corpo al di sopra della testa: Namasté per salutare gli dei!

Questa pratica è definita “Mudra. Effettuare un mudra, in sanscrito, indica il fatto di compiere un gesto con la mano che diriga la corrente vitale per tutto il corpo.

Si tratta, insomma, di una sorta di Yoga delle dita e delle mani, svolto unendo le due mani a livello del cuore, con le punte delle dita inclinate verso il mento, la testa leggermente inclinata in avanti, mentre si pronuncia il termine “Namastè”.

Questa postura delle mani è poi ripresa dalla maggior parte delle posture fondamentali dello Yoga: Suryanamaskar (saluto al sole), Tadasana (montagna), e Vrksasana (albero).

Esistono tre maniere di praticare il mudra dicendo namastè, seguendo una gerarchia tra coloro che vengono salutati.

Innanzitutto, lo yogi renderà omaggio agli dei: alzerà le mani e le braccia unite al di sopra della testa.

In secondo luogo, il saluto al guru (corrispettivo del prete o di un imam, colui che effettua l’insegnamento): mani giunte alzate al livello degli occhi.

Per finire, le mani unite all’altezza del cuore, per onorare, salutare e ringraziare un pari, un simile.

Conosci la storia dello Yoga?

Come effettuare il mudra namastè?

Dai blog dedicati alla pratica dello disciplina cui tanto Patanjali contribuì, si apprende che il mudra namastè può praticarsi in qualsiasi posizione: in piedi, seduto, sdraiato.

Non solo, anche da sdraiat: l'importante sono la posizione delle mani e dello spirito, Il vantaggio del Namasté è che lo si può praticare seduti o in piedi!

Perché sia fatto bene, occorrerà essere seduti in un luogo confortevole, su un cuscino o un materiale comodo, col dorso e la testa allineati ed eretti come vuole la buona salute della colonna vertebrale.

Si congiungeranno poi i palmi delle mani, coi gomiti sui due lati, i pollici all’altezza del cuore, le mani allineate in posizione di preghiera.

Le dita dovranno restare unite, e puntare verso l’alto. Le mani saranno incollate una all’altra, con precisione.

Questo gesto si riferirà al centro del cuore, il cosiddetto Chakra Anahata, sede dell’emozione, dell’amore, della compassione, che porta a ricentrarsi su ciò che di buono abbiamo in noi, sulle nostre qualità, piuttosto che sulle nostre paure e i nostri stimoli egocentrici.

L’efficacia del mudra namaste si ritrova ad essere amplificata quando il gesto si associa ad un atteggiamento mentale positivo, ossia quando ci si sente già bene.

Esiste anche lo Yoga della risata!

Che relazione c’è tra «Namaste», meditazione e Yoga?

Che c'è di meglio di farlo assieme e sentire circolare l'energia di tutt. Per vivere in armonia con sé stessi, rilassarsi o trovare il “pensiero positivo”: fai il mudra in spiaggia!

Il gesto del namastè sarebbe insomma indissociabile dallo Yoga stesso: tramite l’interconnessione delle membra durante il mudra, i praticanti di Yoga invitano il proprio Essere a decentrarsi dall’ego e a pacificare la mente.

Ecco quali sono i tipi di Yoga. Ed ecco quali sono gli obiettivi perseguiti dallo Yoga e dalla meditazione.

La meditazione implica una stretta relazione tra le mani (mudra), la bocca (mantra) e lo spirito (Yoga).

Nell’ambito della spiritualità induista, il cuore energetico è un loto posto a livello del petto dello yogi.

Esso consente di onorare e celebrare il momento presente, per ben regolare il flusso energetico (prana): si ricerca l’umiltà, piuttosto che la superficialità e la perfezione a livello fisico.

Il nostro corpo è estremamente sollecitato da un gran flusso di informazioni che il cervello deve analizzare. Ed innumerevoli dati sono stati ancorati nel corso dei periodi precedenti (infanzia, adolescenza, esperienze diverse, etc.).

La pratica regolare di questo gesto ritualemudra namaste – permette al praticante di giungere al cosiddetto ”contrai e rilascia”. Egli impara a dire a se stesso che i pensieri possono essere i nostri primi nemici. Che le parure sopprimono ogni audacia. E che imponendo alle membra di rilassarsi, si può agire contro lo stress mentale.

A che punto sei? Vuoi seguire delle lezioni per concentrarti meglio, tonificare il tuo corpo o semplicemente stressarti di meno e ritrovare un pensiero positivo?

Le nostre lezioni private su Superprof servono proprio ad aiutarti. Si tratta di un servizio finalizzato allo stare meglio. Che si tratti di Yoga per donne incinte, Yoga per bambini, Yoga per tutti, darsi alla pratica Yoga farà bene a chiunque.

Se già a scuola ognuno imparasse i principi dello Yoga, probabilmente la gente non consumerebbe tutti questi anti-depressivi e soffrirebbe meno di malattie cardio-vascolari croniche ..

Namastè!

Vuoi uno sguardo d’insieme? Leggi la nostra guida completa allo Yoga,

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