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Venezia e l’aiuto compiti: dopo scuola dalla prima alla quinta elementare

Dalla prima elementare fino alla quinta, un insieme di scoperte prende il via, alimentando ed assecondando la curiosità di ogni bambino. Se tutto fila liscio, egli svilupperà amore per la ricerca, per l’indagine, attitudine all’applicazione alla soluzione di problemi, interesse per lo scambio interpersonale e per la dialettica, in italiano ed altre lingue.

Ovviamente, ogni piccolo alunno risentirà delle proposte didattiche e del clima pedagogico in classe, del clima famigliare, degli incontri coi compagni.

Il compito di un mentore del dopo scuola per questa fascia di età è far in modo che tutti i cosiddetti prerequisiti vengano a costituirsi con fermezza. Parliamo delle lettere, dei numeri, delle operazioni di base, della capacità di orientamento spaziale, dell’acquisizione dei concetti di figura piana, solida….

In parallelo, ogni bambino che esce dalle elementari dovrà: saper leggere, scrivere, capire, sintetizzare, creare frasi di senso compiuto e scriverle correttamente. Non guasterà l’acquisizione di uno stile oratorio e descrittivo elegante e degno di nota…

Le mansioni della scuola elementare, però, non finiscono qua.

Ogni bambino dovrebbe sviluppare una corretta immagine di sé, fiducia nelle proprie doti, un amore per qualche materia e un desiderio di condividere con altri il proprio sapere.

Se questo non avviene o tarda a manifestarsi, si può pensare di arricchire la vita educativa di un bambino inserendolo in contesti aggiuntivi: associazioni culturali, circoli specifici, laboratori teatrali o situazioni di aiuto compiti particolarmente creative, ludiche, dedicate!

Il dopo scuola, insomma, non interviene solo laddove si ravvisino mancanze in termini di nozioni ed abilità cognitive. È un contesto che può facilitare il bambino nella sua acquisizione di valori, nell’assicurarsi un divertimento cui ha diritto ed un approccio gradevole col mondo del sapere.

Si opterà, allora, per una situazione più generale o per lezioni specifiche in una disciplina, a seconda della caratteristiche e dei risultati già raggiunti da ogni ragazzino. Lezioni individuali, o attività ludiche in gruppo, Spiegazioni aggiuntive o laboratori per esperimenti scientifici e linguistici in armonia e compagnia…

Eccesso di cure?

A volte, si tacciano i genitori di essere iperprotettivi o eccessivamente attenti alla riuscita scolastica dei figli. In realtà, vegliare affinché la scuola elementare sia davvero un percorso di crescita culturale e intellettiva, oltre che psico-sociale, è il minimo sindacale, fra le preoccupazioni di un padre o di una madre attenti.

Non solo, le nozioni e le competenze di base sono indispensabili per proseguire la vita scolastica e quella sociale e lavorativa. Il fatto che esse appaiano difficoltose e manchevoli va considerato un vero e proprio campanello di allarme.

Detto in parole assai semplici: non è poi “normale” (e tanto meno una cosa da niente) che, al giorno d’oggi, un bambino abbia problemi già alla scuola elementare. E se li ha, egli merita cure dedicate ed una relazione specifica di supporto durante lo studio.

È indispensabile, infatti, non solo escludere eventuali disturbi di apprendimento o deficit seri. È d’obbligo evitare che il piccolo sperimenti, cosi giovane, l’insuccesso nell’adempiere ad un ruolo - quello di scolaro - col rischio di restare intrappolato da un’etichetta di inadeguatezza, valida agli occhi del gruppo-classe e, ben presto, ai suoi stessi occhi (il che è decisamente peggio!).

Il genitore che sceglie di seguire da vicino il proprio bambino già in prima elementare o che chiede un aiuto compiti ad insegnanti privati e specialisti, quindi, merita approvazione ed elogi. Sta semplicemente verificando “che tutti i requisiti siano in regola” e che tutti i mezzi siano a disposizione del bambino, affinché egli goda appieno della sua infanzia, della fantastica esperienza che è la scuola e dell’incontro coi pari e gli insegnanti.

Prendere alla leggera la scuola elementare è un grossissimo errore, da parte delle famiglie. Ed è assai grossolano ed inutile, ovviamente, iniziare a preoccuparsi della resa scolastica all’epoca della terza media!

Il buongiorno si vede dal mattino

Oggi giorno, a differenza di quanto accedeva nei decenni passati, esiste una tendenza importante alla esternalizzazione di attività di cura ed attenzione un tempo esclusiva della famiglia (e, in particolare, delle figure femminili).

Ciò, se a volte fa gridare “all’eccesso!”, è anche un risultato pregevole del progresso scientifico.

Le discipline afferenti all’area pedagogica, psicologica, didattica, neurologica e psichiatrica, infatti, consentono attualmente di guardare con obiettività e previdenza al potenziale dei più piccini, in modo da scongiurare – con diagnosi ed interventi specifici – eventuali difficoltà fino a poco tempo fa paralizzanti, in termini sociali e lavorativi.

Pensiamo a difficoltà assai note – ma mal conosciute ancora dalla massa – come la dislessia…

Oggi, con estremo piacere, possiamo affermare che non si tratta di un problema insormontabile, destinato ad assicurare un pessimo avvenire agli interessati.

Numerosissimi specialisti non fanno che provare ed applicare strategie di potenziamento sempre nuove, modi per stimolare opportunamente le abilità, supporto e sostegno ad hoc, incontrando bambini, ragazzi ed adulti con “problemi ad apprendere, scrivere, leggere…”.

Naturalmente, prima si agisce nel capire l’origine e le caratteristiche di un eventuale disturbo della cognizione, prima si potrà aiutare l’individuo che le incontra ad integrare metodi diversi per far fronte alle sfide intellettuali e scolastiche.

Prima si nota un problema, prima ci si rivolge a specialisti e, naturalmente, prima si corre ai ripari, evitando di lasciar sedimentare lacune, sentimenti negativi su di sé e sulla scuola, automatismi inadeguati nell’apprendere.

Cosa sono i DSA?

I disturbi dell’apprendimento sono chiamati in causa laddove si escludano deficit legati a condizioni neurologiche consistenti. Occorre, ugualmente, poter escludere un’esperienza educativa pregressa fatta di deprivazione socioeconomica e culturale. Se, in assenza di questi aspetti, un soggetto ha problemi a scrivere correttamente, a copiare numeri o lettere, a collegare correttamente una certa ortografia ad un determinato insieme fonologico, a memorizzare o a capire delle parole, allora si può richiedere un consulto specialistico, in modo da verificare se siano presenti: disgrafia, dislessia, disortografia, discalculia.

Mettere un nome su una condotta specifica, quando si tratta di giovani individui che faticano ad appropriarsi metodi e saperi, può essere l’inizio di una piacevole svolta. Non solo nella vita scolastica di un individuo, ma nella vita sociale e famigliare di tutto il suo entourage.

È importante non temere “la diagnosi” e riconoscere di aver bisogno di un’impostazione del modo di lavorare ad opera di esperti psicomotricisti, psichiatri, logopedisti, foniatri…

Basti pensare che gli stessi insegnanti non nascondono le loro difficoltà di fronte a queste specifiche situazioni di insegnamento. Ed ecco perché sono i primi a rivolgersi a gruppi, associazioni e studi di professionisti dei DSA e dei BES (bisogni specifici di apprendimento), in modo da avere diritte ed insegnamenti che migliorino operatività e relazioni con gli studenti.

Non è raro che gli studi specialistici in materia di DSA forniscano consulenze continuative alle scuole, laddove le dirigenze sono sensibili al benessere a trecentosessanta gradi della popolazione studentesca.

Aiuto compiti a Venezia: alunni svogliati o alunni con DSA?

Parlando dell’aiuto compiti nella città di Venezia va considerato che le politiche scolastiche regionali hanno sempre manifestato attenzione, sensibilità e solerzia agli alunni con difficoltà di apprendimento. Di fronte a genitori assai severi, le scuole veneziane invitano a verificare che gli allievi ritenuti “svogliati” o fannulloni, possano alla base avere disturbi specifici di apprendimento.

È importante capire se ci si trova di fronte ad un alunno con necessità di aiuto generalmente inteso o di alunni da indirizzare verso un aiuto compiti specialistico. La rilevazione precoce delle difficoltà di lettura e scrittura fa parte delle strategie illuminate del Veneto in materia di politica educativa. Già nel primo decennio di questo millennio, il Veneto forniva statistiche dedicate sui DSA, denotanti attenzione e sensibilità estreme all’intera popolazione studentesca. Ecco qualche punto di rilievo:

  • tutte le sette province aderiscono, da sempre, al monitoraggio;
  • circa l’1.4 per cento della popolazione studentesca veneziana (tutti i gradi) risulta interessata da DSA;
  • una particolare concentrazione di DSA tende ad osservarsi in seconda media (3.2%).

Sebbene questi siano i dati tendenziali degli ultimi quindici anni, possiamo dire che molto, in essi, dipende dalle politiche di rilevazione.

Se si sottovaluta un problema in terza elementare, insomma, è quasi scontato che esso si ripresenti poi in quinta o prima della terza media!

Meglio prevenire… per ben “curare”!

Le domande più frequenti:

💡 Per quale ragione scegliere un corso a domicilio di ripasso scolastico a Venezia?

Il ripasso permette a milioni di allievi/e di superare le difficoltà incontrate durante l'anno scolastico.

 

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