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Emilio
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<li><b>L'apertura del diaframma</b> regola la quantità di luce e definisce la profondità di campo.</li>
<li><b>Il tempo di scatto</b> controlla la durata dell'esposizione alla luce.</li>
<li><b>Il valore ISO</b> permette di scattare al buio a costo di un po' di grana.</li>
<li><b>Il fuoco</b> guida l'occhio sul punto più importante dell'immagine.</li>
<li><b>La composizione</b> dispone il soggetto per dare equilibrio all'immagine.</li>
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Essere turista in una città ti consente di apprezzarla secondo una prospettiva che non è quella del cittadino, di colui che vi è nato e cresciuto, che vi lavora o va a scuola e che la percorre in lungo e in largo tutti i giorni, per i più disparati motivi.
Il turista non ha fretta, si può fermare in qualsiasi momento e per tutto il tempo che vuole; per il turista, tutto è nuovo o, nel caso non sia alla sua prima visita in città, quello che vede gli è comunque poco noto: ha sempre delle scoperte da fare. È tutto molto più caratteristico, più folclorico, più bello, insomma; e come ogni cosa bella, è bella perché dura poco! Infatti, dopo un paio di giorni, dopo una settimana o massimo due, il turista torna alla sua camera d’albergo, prepara i bagagli e se ne torna a casa propria, alla sua vita di sempre, al lavoro, alla scuola,…
Ed è proprio allora che il cittadino riprende possesso della propria città; anzi, forse, non aveva mai perso questo possesso: per il fatto di abitare 12 mesi l’anno a Palermo, ad esempio, il palermitano conosce la propria città in ogni stagione, non solo durante i mesi estivi, quando la spiaggia di Mondello è affollata o durante le vacanze di Natale, quando, lungo le stradine strette e caratteristiche della Vucciria, si vedono passeggiare anche i turisti, non solo i locali.
Insomma, il palermitano a Palermo conosce e vive la propria città anche durante tutti gli altri mesi dell’anno. Egli ha la possibilità di cogliere ciò che sfugge a chi resta in città per soli quindici giorni; egli conosce angoli che solo chi vive Palermo può conoscere.
Ed è così che, passeggiando tranquillamente verso le ore del tardo pomeriggio, se porta con sé la propria macchina fotografica, il palermitano ha la possibilità di cogliere delle luci (come quelle autunnali, estremamente caratteristiche), che il turista non potrà mai vedere.
E poi il palermitano appassionato di fotografia a Palermo conosce dei punti privilegiati da cui poter ammirare e prendere in foto tutta la sua città.
Uno di questi è certamente la Torre di San Nicolò, sita nel quartiere dell’Alberghiera, proprio accanto al quartiere e all’omonimo mercato di Ballarò. Siamo in pieno centro di Palermo, e la Torre è l’ideale per fotografare tutta Palermo, perché salendo i suoi gradini fino in cima, è possibile ammirare il capoluogo siciliano tutto in un colpo solo. La posizione, infatti, consente di gettare uno sguardo a 360° su strade, stradine, monumenti, quartieri, mare e montagne. Imperdibile davvero, per chi vuole fare fotografia a Palermo!
La Torre di San Nicolò ha origini medievali, dato che è stata edificata nel XIII secolo, allo scopo di avvistare con largo anticipo eventuali nemici in arrivo via terra e soprattutto via mare. Ovviamente, con il trascorrere dei secoli e il mutare delle esigenze e delle strategie belliche, lo scopo militare della Torre è venuto meno, ma la costruzione è rimasta.
Ora, rappresenta la postazione ideale per chi voglia gettare uno sguardo sulla Cattedrale di Palermo, sul Palazzo dei Normanni (sede del Parlamento della Sicilia), sul teatro Massimo, ma anche su tutte le decine di altri campanili e cupole più importanti della città, oltre ovviamente al porto e al monte Pellegrino.
La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è prospicente a due delle più belle piazze di Palermo: Piazza Pretoria e Piazza Bellini. Chiusa a lungo per lavori di restauro, oggi è nuovamente accessibile a chi voglia ammirare con calma tutte le bellezze che contiene, oltre alla sua architettura.
Tra le opportunità offerte a chi acceda alla chiesa per ammirarla, c’è la visita ai tetti: questi sono stati pensati appositamente per consentire il giro attorno a tutta la cupola. E, quindi, anche in questo caso, è possibile ammirare tutta la città e scattare delle foto meravigliose: il consiglio è quello di andarci all’approssimarsi del tramonto, per cogliere le luci migliori, quelle soffuse e calde, che per le foto scattate a Palermo non hanno bisogno di filtri o fotoritocchi!
Piccola nota di tono culinario: aggirando l’entrata e portandoti in piazza Bellini, troverai una pasticceria: I segreti del chiostro. Qui, potrai assaggiare dolci deliziosi, preparati secondo le ricette delle monache domenicane che pregavano in quegli stessi luoghi fino alla seconda metà del XX secolo. Una prelibatezza da non perdere assolutamente è il couscous dolce al pistacchio, ricetta che non si trova quasi più, oggi.
Lasciamo, almeno per ora, queste goloserie e torniamo all’argomento principale dell’articolo: dove scattare fotografie di Palermo dall’alto?
Eccoci, allora, alla Chiesa del Santissimo Salvatore, la cui cupola merita di essere vista da dentro e da fuori. Grazie a delle pratiche scale, puoi salire in cima alla cupola stessa e, da lì, girare tutto attorno per i tuoi più bei scatti di Palermo: ci troviamo, infatti, lungo Corso Vittorio Emanuele e, dall’alto, la Cattedrale di Palermo sembra ancora più vicina che a piedi (tre minuti al massimo, camminando).
Ma la chiesa del Santissimo Salvatore va vista anche per gli interni: si caratterizza per una particolare forma circolare e per i numerosi marmi e stucchi presenti su tutte le pareti interne. Insomma, un monumento da non perdere assolutamente.
Eccoci, finalmente, alla già citata Cattedrale di Palermo.
I tetti non sono sempre stati visitabili, ma ora si può: ecco allora che, nonostante una salita impervia, resa ancora più complessa dagli spazi angusti in cui sarai costretto a muoverti (attenzione, se soffri di claustrofobia o se sei particolarmente alto), una volta in cima, ti sentirai ripagato degli sforzi.
Da lì sopra, potrai ammirare buona parte della città, il porto, il monte Pellegrino, ma anche, da una distanza estremamente ravvicinata, le torri e il campanile della cattedrale stessa.
Certo, stando a quello che dice il noto attore e cuntastorie palermitano Salvo Piparo, l’arco di Porta Felice non si può più ammirare, dato che sarebbe stato levato per far passare un … gran cornuto! Ciò nonostante, in quei pochi giorni all’anno in cui la Porta è accessibile per le visite (corrispondenti ad eventi o manifestazioni particolari), vale la pena andare, per ammirare le mura delle Cattive (monumento ottocentesco) da un’angolazione particolare o la passeggiata sul mare di Palermo.
Porta Felice, infatti, costituisce l’accesso lato mare alla città e lungo il Cassaro basso (Corso Vittorio Emanuele) consente di arrivare alla porta opposta, Porta Nuova. Puoi gettare uno sguardo anche sul rione della Kalsa, dove hanno trascorso l’infanzia i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, barbaramente uccisi dalla mafia che stavano combattendo.
Ci sono, a tuo avviso, altri luoghi di Palermo da cui fotografare tutta o buona parte della città? Siamo certi che tu ne conosca almeno altrettanti e che non mancherai, nei prossimi giorni, di farti un giro con la tua fedele macchina a tracolla, pronto a cogliere i momenti migliori della vita della tua Palermo
Giovanni
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John, Un giorno fa
Stefano
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Giuliana, Una settimana fa
Noemi
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Giuseppe, 2 mesi fa
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Guido, 2 mesi fa