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Emilio
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Per padroneggiare la matematica, serve prendere confidenza con diversi ambiti complementari.
Queste discipline dialogano tra loro in ogni applicazione pratica della matematica.
Il percorso scolastico introduce progressivamente questi concetti dall'elementare all'università.
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Se vivi a Livorno, probabilmente hai sentito parlare più volte del brillante matematico che proprio in questa città nacque ed in buona parte operò.
Ci riferiamo a Francesco Cecioni, nato nel 1884 e morto nel 1968 nella splendida terza città toscana (dopo Firenze e Prato), che è considerata la più moderna della regione ed assunse particolari rilevanza e peso nel periodo mediceo (ossia dalla metà del XVI secolo).
Del resto, proprio a Cecioni è intitolato, dal 1972, il Liceo Statale che annovera oggi le sezioni: liceo scientifico (che è la scuola originaria), liceo artistico, liceo delle scienze umane, liceo delle scienze applicate, liceo linguistico. La scuola ha sede in via Galileo Galilei 58-60, ed è attorniata dalle altre scuole superiori livornesi.
Certamente, quando si parla del profilo di un importante matematico conta molto la sua capacità di farsi comprendere, la sua attenzione alle strategie didattiche, oltre che, naturalmente, l’insieme delle sue teorizzazioni iper-specifiche inerenti al mondo dei numeri.
E Francesco Cecioni viene tutt’oggi ricordato anche per la grande abilità nel trarre conseguenze ed indicazioni pratiche dalla carriera di insegnante, applicabili alla formulazione ed alla illustrazione della matematica in quanto disciplina.
Non solo numeri, algebra, analisi matematica a Livorno, insomma. Quest’uomo fu internazionalmente riconosciuto grazie alle sue abilità didattiche. Inoltre, da grande religioso quale era, Cecioni fece dell’infinito uno dei suoi oggetti di studio principali. Il tema è affascinante, e venne da lui trattato sempre con una certa circospezione, naturalmente. Il tutto si rifletté nella formulazione matematica.
Altri temi matematici cari a Cecioni furono:
E da dove poteva mai originare tutta questa passione non solo numerica ma anche didattica, filosofica e mistica?
Certamente dal rilevante bagaglio umanistico che egli ebbe la fortuna di poter costituirsi in gioventù.
In un’epoca in cui l’istruzione non era certamente aperta a tutti, il giovane Francesco, di origini umili, ed anche orfano di madre, ebbe la fortuna di essere notato da uno zio. Questi, credendo da subito nel suo potenziale, gli consentì di proseguire nei desiderati studi umanistici (sebbene il padre del fanciullo l’avesse destinato ad una formazione pratica).
E così, Francesco Cecioni, figlio di un calzolaio, non dovette ripiegare sull’impiego presso il Comune di Livorno sperato per lui dal padre, ma poté conseguire il Diploma di Maturità presso il Liceo Classico.
La strada era ormai aperta all’istruzione universitaria ed egli poté studiare presso la Normale di Pisa, seguito dal prof. Bianchi, che lo incoraggiò a proseguire con la sua passione fino alla stesura della tesi di laurea nel 1905: un imponente lavoro sulla rappresentazione conforme delle aree piane pluriconnesse che gli valse la prima pubblicazione.
Dal 1907, Francesco Cecioni insegnò come assistente universitario Algebra e geometria analitica presso l’Università di Pisa.
Per quanto matematico, questo matematico toscano era pur sempre un uomo… e presto fondò una famiglia, sempre nella sua Livorno, dove iniziò a lavorare come insegnante presso l’Istituto Nautico.
Sopraggiunta la prima guerra mondiale, naturalmente, prestò servizio al fronte come Capitano di Fanteria e, dopo la pace, riprese ad insegnare dapprima alle scuole medie, poi in cattedra presso l’Accademia Navale Livornese (fino al 1942).
Presso l’Ateneo di Pisa, nel 1926 si tenne un concorso a cattedra per l’insegnamento di Analisi matematica, algebrica e infinitesimale. Cecioni lo superò come vincitore, potendo realizzare il sogno di lavorare al fianco dei suoi grandi e stimati insegnanti di un tempo: dal relatore Bianchi ai professori Bertini e Nicoletti.
La sua carriera universitaria fu assai soddisfacente, dato che egli restò in carica fino al 1955 come insegnante e, nel frattempo, esercitò le funzioni di Preside della Facoltà di Matematica e Scienze nonché quello di Direttore dell’Istituto Matematico “Leonida Tonelli”.
Dopo il 1955, Cecioni continuò ad insegnare e non si staccò praticamente mai dall’ambiente universitario e degli studenti, tenendo spesso corsi complementari e volontari proprio per passione.
Naturalmente, da grande umanista qual era, Cecioni non poté esimersi dal fornire contributi anche civici, politici e culturali ampi alla città di Livorno ed alla sua regione, in un periodo rilevante come quello successivo alla Seconda Guerra. Nel 1946, fu eletto consigliere comunale e, partecipando alla ricostruzione della città, puntò fortemente sulla salvaguardia di archivi e biblioteche.
La ridente città di Livorno ha la fortuna di trovarsi in una posizione assai strategica rispetto alle sedi universitarie di Pisa, Firenze e Siena.
La classe delle Scienze matematiche, fisiche e naturali, per esempio, è ampiamente rappresentata presso l’Ateneo di Pisa, dove è possibile frequentare corsi di:
Vi sono, poi, sedi di facoltà scientifiche anche nella città di La Spezia, ove conseguire la laurea in Scienze matematiche dell’Università di Pisa.
Anche a Firenze è possibile laurearsi in Scienze matematiche e le specializzazioni sono assai numerose, mentre, come noto, la matematica resta una materia assai rilevante del percorso di studi previsto presso la rinomatissima ed ambita Accademia Navale di Livorno, sita in Viale Italia. Ciò significa che anche alla scuola media, al liceo, chi abbia l’aspirazione di accedere a questo prestigioso percorso di studi, dovrà fare delle discipline matematiche, fisiche ed ingegneristiche un centro di interesse, un obiettivo, un mezzo prioritario.
Pensare a rinforzare le competenze numeriche fin dalla più tenera età, quindi, può essere un’ottima idea. I giochi matematici sono ormai proposti presso molte scuole elementari e dell’infanzia. E alla scuola media, oltre a seguire il programma svolto insieme agli insegnanti della classe, è possibile investire del tempo in un rafforzamento, prendendo parte a progetti che comportano ore supplementari di esercizio e farsi seguire da un insegnante di matematica privato.
Per stimolare maggiormente l’interesse dei giovani per la matematica, infine, è consigliato contattare direttamente le università, per informarsi circa le giornate “porte aperte” e le iniziative per avvicinare i piccoli al mondo numerico, condotte ormai sempre più spesso, un po’ in tutte le sedi universitarie, per aprire le porte dell’universo matematico, fisico e chimico ai più piccini.
Giacomo
Insegnante di matematica
Ottima esperienza Mio figlio si è trovato molto bene sia a livello di insegnamento che a livello umano Grande disponibilità Consigliatissimo
Daniela, 4 giorni fa
Alessio
Insegnante di matematica
Bravissimo, calmo e paziente, sempre in grado di spiegare con chiarezza e semplicità anche gli argomenti più difficili. Consigliatissimo!
Alberto, Un anno fa
Alessio
Insegnante di matematica
Ho contattato Alessio per aiutare mio figlio ed è stato subito molto disponibile e gentile.
Lucia, 2 anni fa
Alessio
Insegnante di matematica
Disponibile , capace e professionale... la lezione è stata utile ed efficace. Grazie per adesso
Diana, 2 anni fa
Andrea
Insegnante di matematica
Competente, paziente, alla prima lezione mia figlia è rimasta molto soddisfatta! Grazie!
Silvia, 5 anni fa
Pietro
Insegnante di matematica
Molto,molto soddisfatta dei risultati che mio figlio sta ottenendo con l'aiuto del prof Pietro Paziente,disponibile ed attento,non avrei potuto chiedere di meglio! Grazie davvero
Alessandra, 5 anni fa