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I migliori insegnanti privati di portoghese a Napoli

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Le domande più frequenti:

🗣️ Il portoghese è accessibile per chi parla già italiano?

Imparare il portoghese partendo dall'italiano è spesso più semplice del previsto.

  • Il vocabolario: gran parte dei termini ricorda l'italiano e facilita i primi passi.
  • La grammatica: strutture e coniugazioni richiamano quelle italiane, salvo qualche eccezione.
  • L'accento: rappresenta la sfida maggiore, per via dei tipici suoni nasali.
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💰 Quale budget prevedere per imparare il portoghese a Napoli?

La tariffa oraria per il portoghese a Napoli si aggira intorno a 22€/ora.

Diversi fattori influenzano questo prezzo:

  • Il livello dello studente (principiante, intermedio, avanzato)
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  • La formula scelta (occasionale o regolare)
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💬 In quanto tempo si raggiunge un buon livello di portoghese?

La durata dello studio del portoghese varia in base alla costanza e al punto di partenza.

  • I primi passi: in qualche mese si imparano le frasi utili di tutti i giorni.
  • Livello intermedio (B1-B2): servono in media da uno a due anni per conversare con disinvoltura.
  • La piena padronanza: arriva dopo alcuni anni di studio approfondito.
  • La costanza: praticare con regolarità riduce sensibilmente i tempi.

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⭐ Cosa pensano gli studenti dei professori di portoghese a Napoli?

Gli insegnanti di portoghese a Napoli si distinguono con 5/5.

Questo punteggio proviene da 6 valutazioni autentiche.

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✅ Tariffa media:22€/ora
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Perché studiare il portoghese a Napoli

Studiare portoghese, oggi, è soprattutto una scelta legata alla curiosità culturale, politica e storica nei confronti di un universo sociale ed anche letterario al contempo vicino e lontano da noi.

L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, in tutta Europa, è il più antico Istituto sinologico ed orientalistico. La sua tradizione è la più consolidata negli studi linguistici, culturali e sociali relativi all’Europa, all’Asia, alle Americhe, all’Africa.

La sua mission, da sempre, è stata mettere in risalto punti di contatto tra culture, oltre che valorizzare le differenze. L’Orientale, in tal senso, che tu voglia studiare portoghese a Napoli o scoprire le basi delle principali lingue asiatiche, costituisce una scelta attuale, di alto contenuto culturale, nonché valoriale e morale.

Incoraggiare i giovani a studiare una lingua come il portoghese a Napoli significa non solo consentire loro di appropriarsi di una parte rilevantissima della storia dei popoli e di apprezzare la letteratura lusitana e portoghese. Una scelta del genere legittima soprattutto l’apertura al prossimo, alle diversità tra i popoli, alla possibilità di venire in aiuto a Paesi in difficoltà e di cogliere elementi di crescita utili in Patria, colti qua e là in giro per tutti i continenti.

E questo è davvero un proposito intelligente, per indirizzare i giovani verso un cammino positivo e foriero di crescita umana, culturale e professionale.

La letteratura portoghese del XX secolo

La lingua portoghese ci regala da secoli scritti pregevoli, fatti di un mix di tracce di letteratura brasiliana e di elementi che provengono dai sistemi letterari di tutti gli altri Paesi di lingua portoghese.

Il codice espressivo alla base dei vari sistemi linguistici di origine portoghese riemerge sempre sullo sfondo di ogni testo, pièce, poesia, dramma teatrale…Inoltre, appaiono ineliminate, ad oggi, le componenti letterarie galeghe, risalenti all’epoca in cui portoghese e galego non erano ancora due lingue distinte.

La letteratura portoghese del XX secolo affascina proprio per la sua ricchezza espressiva, nonché per la sua natura al contempo ibrida e poliedrica, che trasuda storia: storie e vicende di sofferenza, riscossa, liberazioni, sottomissioni, onore e sconfitte. Politica e storia, approcci al potere e sue ricadute culturali e sociali: ecco l’humus della letteratura portoghese dei decenni più recenti.

Gli intrecci politici, i mutamenti di fine secolo – pensiamo all’esperienza neo-colonialista dell’Africa, ma anche all’uccisione del re e all’avvio della repubblica, oltre ai lunghi contrasti con la Gran Bretagna – sono i nuclei sparsi degli intrecci letterari portoghesi.

Il Saudosismo è, a tal proposito, il movimento culturale – corrente di pensiero – basato sul concetto di Saudade, sempiterna nostalgia di cui tutta la storia del Portogallo è e resterà intrisa.

La corrente si riconduce a Teixeira de Pascoaes, il filosofo e poeta emblema di tutta un’era, di cui molto fece parlare il testo Arte de Ser Portugues, dedicato allo spirito di fondo del Portogallo come nazione.

Verbo Escuro o Senhora da Noite sono ugualmente due testi conosciuti, particolarmente apprezzati poiché rappresentativi dell’accesa sensibilità dell’autore.

Saudade e Saudosismo

Attorno al 1910, ferve la Renascença Portuguesa, cui simbolo è la rivista “A Aguia“, e che sfocerà presto nella caduta della monarchia, con contemporanea instaurazione della Repubblica. I sentimenti prevalenti di inizio secolo, infatti, sono impregnati di decadenza culturale, intellettuale, sociale ed alimenteranno lo spirito rivoluzionario responsabile del cambiamento.

Teixeira de Pascoaes si pone come missione una vera e propria rifondazione culturale e mentale del Portogallo, indispensabile perché sia pensabile una resurrezione della patria. Occorre “ripristinare”, all’epoca, un animo nazionale e ciò è indispensabile a livello delle idee e in termini di una riorganizzazione pratica della vita del Paese.

Il Saudosismo si articola attorno al concetto di Saudade, sorta di nostalgia, malinconia presente da sempre nel modo di essere e in tutta la letteratura lusitana, secondo Pascoaes. La saudade fa da collante universale di tutto il sentire portoghese: lega presente e passato, ricordo e desiderio, spirito e materia, componenti religiose, pagane ed atee diversissime, immanenza e trascendenza.

La saudade è un sentimento individuale e collettivo. Essa riguarda, oltre l’uomo, anche la natura, Dio, il pensiero generalmente inteso. Superare la patologica scissione tra questi aspetti è il limite cui tutto tende, in un movimento verso l’unità col tutto supremo. Ogni lirica portoghese di questo periodo, allora, non può che esprimere ansia, desiderio e tensione verso il ricongiungimento e il superamento di una scissione esistenziale.

Saudade: un dantesco disio?

Naturalmente, non è possibile credere di liquidare la saudade in poche righe.

Il concetto è così denso da dare adito ad una sola certezza internazionalmente avvalorata: impossibilità di traduzione in altra lingua!

Ed in effetti, non è un caso che, tanto in galiziano, quanto in lingua portoghese, saudade sia l’unico termine adoperato per designare le diverse e numerose variabili di un sentimento:

  • struggimento
  • tristezza legata ad un ricordo felice
  • nostalgia per un passato amabile, ma anche speranza per un futuro prossimo o lontano…

Lo scrittore italiano Tabucchi, grande conoscitore della lingua, suggerisce di appoggiarsi ad un termine ricorrente in Dante, per cogliere a pieno il senso della saudade. Questo riferimento dantesco è il termine “disio”.

La saudade può essere suscitata da – e rivolta a:

  • una figura amica
  • una persona amata
  • una persona assente
  • un compagno di vita
  • un luogo
  • una situazione di vita o affettiva
  • una condizione politica

Se il pensiero ed il ricordo riescono, anche per un breve attimo, a farci rivivere una situazione gradevole del passato o a farci immaginare in una condizione futura appagante e se riusciamo a rivedere una persona amata in sogno o a rincontrarla nella realtà, il sentimento di saudade è sospeso. Questa condizione è indicata, in portoghese, con l’espressione matar a saudade (con diverse varianti, tipo matar saudades).

Non sfugge, ovviamente, l’estrema somiglianza con l’espressione usata nel Sud del Portogallo per felicitarsi o mandare dei saluti: mandar saudades!

Come ogni termine ricco, poetico, filosofico di gande portata evocativa, la saudade risulta parola difficilissima da tradurre. E ciò è “scientificamente” dichiarato dai traduttori professionisti. Today Translation, un’importante agenzia di traduzioni, afferma che si tratta addirittura della settima parola al mondo più difficile da tradurre.

E proprio questa sua natura non imbrigliabile da pochi termini ne consente il potenziale espressivo, indicativo, descrittivo e sintetico.

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