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Emilio
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La società industriale, oramai alle nostre spalle, è stata resa possibile dall’elettricità e dal motore a combustione. La contemporanea e moderna società post industriale deve, invece, la propria esistenza al software e al codice che gli dà linfa vitale.
Il paragone tra i due modi di vivere, quello in atto fino a qualche decennio fa e quello in cui siamo inesorabilmente immersi ora, potrebbe continuare: come non è possibile vedere gli elettroni che si muovono e ci consentono di illuminare una stanza o di azionare tutta una serie di macchinari più o meno grandi; come non si riesce a vedere il carburante miscelato all’olio e all’aria che prende fuoco e mette in movimento pistoni, cilindri e alberi a camme; … allo stesso modo, non ci è possibile vedere il codice che sottostà a tutti i software che fanno oramai parte della nostra esistenza quotidiana e che la regolano, che noi lo vogliamo oppure no.
Pensa, a titolo di esempio, a tutte le volte che utilizzi un sistema di pagamenti per e-commerce: la sicurezza dei dati della tua carta di credito e l’inviolabilità del tuo conto corrente bancario sono garantite da un codice. Quando i social network, come LinkedIn o Facebook, propongono un incontro con un'altra persona che fa parte della medesima comunità (per trovare lavoro in base alle tue qualifiche o per trovare qualcuno con i tuoi stessi interessi cui mostrare i post), in back-end un codice lavora silenziosamente, per consentire un matching efficace. E c’è un codice anche dietro i software che consentono di prevedere l’orario di arrivo di un bus, in base al traffico in tempo reale, e che mostrano al passeggero alla fermata i minuti di attesa rimanenti.
Chi ha visto il film Matrix, ricorderà della pillola rossa che consente al protagonista Neo di vedere il codice.
Oggi, anche noi abbiamo a disposizione il corrispettivo della pillola rossa: studiare informatica e approfondire la programmazione ci consente di vedere il codice: detto altrimenti, diventando programmatori potremo capire il funzionamento di tutto quello che ci circonda!
Capita la stessa cosa all’ingegnere meccanico, in grado di comprendere nel dettaglio il funzionamento della macchina su cui viaggia; l’informatico, a sua volta, può capire il meccanismo intrinseco di un’app scaricata sullo smartphone, di un software del pc o di una qualsiasi altra applicazione che sta dietro il fluire di dati che passano da un dispositivo all’altro in ognuna delle nostre azioni quotidiane.
Insomma, la conoscenza del codice è quell’informazione che fa in qualche modo decadere la famosa gabbia d’acciaio weberiana, dentro la quale, secondo il pensatore tedesco, saremmo tutti imbrigliati, a causa della complessità del mondo artefatto che ci circonda e della scarsa conoscenza degli intrinseci meccanismi che la maggior parte di noi ha di suddetto mondo.
Come al solito, quando un’innovazione fa la propria comparsa e, gradualmente, occupa una posizione di crescente rilevanza, le implicazioni etiche sono al centro del dibattito. È stato così al momento dell’invenzione del motore a scoppio, che ha provocato tanti licenziamenti tra i moltissimi che prima svolgevano un lavoro indispensabile e che, poi, sono stati soppiantati da poche macchine. Ed è così anche in questo periodo, in cui si stanno sperimentando, per produrle poi su ampia scala, le auto a guida autonoma.
L’intelligenza artificiale è uno degli ambiti in cui i programmatori lavorano sui codici con le più ampie speranze di successo: il software che guiderà il veicolo al posto nostro non dovrà solo essere collegato al satellite per reperire la strada più rapida e con meno traffico, ma dovrà essere anche in grado di apprendere. È questo il concetto di intelligenza artificiale, così come viene applicato da qualche anno in diversi ambiti, come il web marketing: dalle preferenze del consumatore, i programmi di advisoring imparano e si adattano per proporre al pubblico i prodotti con più alta probabilità di essere acquistati.
Allo stesso modo, i software delle auto a guida autonoma sono pensati per adattarsi alla realtà (traffico, condizioni meteo, condizioni manto stradale, …) e per migliorare sempre più le proprie capacità di guida.
Fino ad ora, vi sono diverse sperimentazioni in corso e i programmatori, gli ingegneri e il resto delle equipe fanno passi da gigante verso il successo del progetto (alcune auto sono già in circolazione, ma non siamo ancora alla distribuzione su ampia scala). Vi sono alcuni dubbi da risolvere e i problemi sorgono quando accadono degli incidenti.
Nel corso del 2016, ad esempio, un’auto Tesla procedeva in modalità totalmente autonoma e si è scontrata con un camion. Non interessa, qui, capire l’origine del problema tecnico informatico che ha causato il sinistro, né tantomeno contare quanti incidenti da quel giorno si siano susseguiti e quanti invece ne siano stati evitati (sempre a causa e per merito del software di intelligenza artificiale). Quello che interessa è che lo scontro Tesla a guida autonoma – camion a guida umana è stato all’origine del primo decesso di un essere umano a bordo di un’auto a guida autonoma.
È altrettanto vero, d’altro canto, che nel corso dello stesso anno, un’altra auto a guida autonoma ha condotto autonomamente al pronto soccorso del più vicino ospedale il passeggero che era in preda ad un attacco cardiaco. Questo episodio è il primo registrato in cui un’auto a guida autonoma abbia salvato la vita ad un uomo.
Solo il corso degli anni a venire potrà dirci con esattezza la dimensione del fenomeno dell’intelligenza artificiale. Quello che è certo, però, è che l’ambito informatico in generale, della programmazione e dei codici in particolare, è ricco di opportunità lavorative estremamente interessanti.
Se anche tu hai il pallino dell’informatica e della programmazione, pensaci al momento dell’iscrizione alla scuola superiore (al Marconi di via Vescovo Maurizio, all’Archimede di viale Regina Margherita o al Cannizzaro di via Carlo Pisacane) o alla facoltà universitaria, presso le aule di viale Andrea Doria. A Catania, non mancano né gli istituti superiori ad indirizzo informatico, né la facoltà di informatica. In un caso e nell’altro, se hai bisogno di un aiuto per affrontare la preparazione per un esame o se vuoi imparare un linguaggio di programmazione specifico, puoi fare affidamento sui nostri superprof. Sono a tua disposizione, agli orari e nei giorni che più ti fanno comodo, per affrontare assieme la tua preparazione informatica.
Francesco
Insegnante di programmazione
Francesco ha aiutato me ed una mia collega per un progetto universitario di informatica. E' stato molto bravo , gentile e disponibile! Consigliamo di chiedere il suo aiuto se ne avete bisogno!
Rossella, Un anno fa
Matteo
Insegnante di programmazione
Ho avuto modo di collaborare con Matteo per risolvere alcune problematiche e il confronto è stato molto proficuo.
Andrea, Un anno fa
Davide
Insegnante di programmazione
Insieme a Davide abbiamo lavorato ad un progetto PHP. È estremamente competente e appassionato del suo lavoro, oltre ad essere velocissimo e simpatico! Per i miei futuri progetti lo risceglierei senza il minimo dubbio. Straconsigliato!
Damiano, 2 anni fa
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È stato un piacere essere una studentessa di Fabio per il corso di Python. Le sue lezioni chiare e coinvolgenti hanno reso l'apprendimento divertente. Grazie alla sua esperienza e disponibilità, ho acquisito una solida comprensione di Python....
Viviana, 3 anni fa
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Valerio è molto competente e aggiornato. Ho prenotato un paio di lezioni con lui per dei progetti, e nonostante qualche difficoltà (nel mondo della programmazione ce n’è sempre una dietro l’angolo) è riuscito sempre a trovare la soluzione...
Damiano, 3 anni fa
Salvo
Insegnante di programmazione
Salvo è un ragazzo molto in gamba e sempre molto disponibile
Lucrezia, 5 anni fa