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Statistica
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Emilio
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<p>Iniziare con la programmazione è più accessibile di quanto sembri, a patto di seguire le tappe giuste.</p>
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<li><b>Scegliere un linguaggio di partenza:</b> Optare per un primo linguaggio accessibile come Python o JavaScript permette di apprendere i concetti base senza perdersi in sintassi complesse.</li>
<li><b>Padroneggiare le basi della logica:</b> Prima di affrontare progetti complessi, è essenziale assimilare le strutture di controllo, le variabili e i tipi di dati.</li>
<li><b>Praticare con piccoli progetti:</b> Creare piccoli programmi reali — un calcolatore, un gioco testuale, uno script — consolida le competenze più rapidamente della sola teoria.</li>
<li><b>Imparare a leggere i messaggi di errore:</b> Saper analizzare gli errori e cercare soluzioni in autonomia è una delle abilità più preziose per un programmatore.</li>
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<p>Un insegnante privato di programmazione può guidarti nelle fasi iniziali, aiutarti a evitare i blocchi tipici dei principianti e personalizzare il percorso in base ai tuoi obiettivi.</p>
<p>A Genova, prevedi circa 20€/ora per un'ora di programmazione.</p>
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<p>Diversi fattori influenzano questo prezzo:</p>
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<li>Il livello dello studente (principiante, intermedio, avanzato)</li>
<li>L'esperienza e le qualifiche del professore</li>
<li>Il numero di ore prenotate</li>
<li>Il formato della lezione (online, a domicilio, dal professore)</li>
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<p>Alcuni professori propongono pacchetti scontati per ridurre il costo nel tempo.</p>
<p>La differenza tra coding e programmazione è sottile ma utile da comprendere per orientarsi nel mondo dello sviluppo.</p>
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<li><b>Il coding:</b> si riferisce alla scrittura vera e propria del codice sorgente, ovvero la traduzione di un'idea in istruzioni comprensibili dalla macchina.</li>
<li><b>La programmazione:</b> abbraccia l'intero ciclo di sviluppo: dal pensiero algoritmico alla scelta dell'architettura, fino alla verifica del funzionamento del programma.</li>
<li><b>In sintesi:</b> il coding è una componente della programmazione, così come dipingere è una parte del processo creativo di un artista.</li>
<li><b>Perché importa:</b> sapere cosa si vuole imparare orienta la scelta degli strumenti, dei linguaggi e del tipo di formazione più adatta.</li>
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<p>Un insegnante privato può aiutarti a chiarire questi concetti e costruire una formazione coerente con i tuoi obiettivi professionali o personali.</p>
<p>Il voto medio di 5/5 testimonia la qualità delle lezioni di programmazione a Genova.</p>
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<p>Questo punteggio proviene da 11 valutazioni autentiche.</p>
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| ✅ Tariffa media: | 20€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 2h |
| ✅ Insegnanti disponibili: | 35 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Come sostiene Cosimo Accoto, filosofo italiano che lavora al MIT di Boston, il codice software è il motore invisibile della nostra società contemporanea, che detta le condizioni di possibilità del nostro mondo. È una sorta di inconscio tecnologico che dà forma e dinamizza le vite di tutti noi, nella sfera pubblica, personale, professionale e privata.
Il codice software è dietro o dentro quasi tutto quello che facciamo, ogni giorno, mattina, sera e notte.
C’è un codice software – e quindi il lavoro di decine di programmatori e codificatori – dietro le applicazioni ludiche, che adulti, ragazzi e bambini utilizzano per distrarsi 5 minuti durante il tragitto di ritorno da scuola o dal lavoro.
C’è un codice software dietro le piattaforme digitali, da quella di Superprof a quella di Airbnb, Booking, Subito, … Ne usufruiamo, quindi, anche senza rendercene conto, ogni volta che cerchiamo un corso di programmazione a Genova, quando prenotiamo una stanza in una città dall’altra parte del mondo, quando organizziamo una vacanza in Italia o in Europa o in qualsiasi altro Paese, quando compriamo una mountain bike usata, un frigorifero, un libro,…
C’è un codice software, ovviamente, nel cervello di ogni auto Tesla o Google Car, con sistema di guida autonoma e c’è un codice software dietro l’app che ci consente di prenotare uno spostamento con Uber.
E, poi, ci sono codici software nei sistemi di domotica di casa; negli indossabili come gli smart watch, che monitorano le nostre prestazioni fisiche e sportive; dietro l’utilizzo della moneta virtuale bitcoin; dietro il navigatore satellitare dello smartphone o dell’auto; …
La pervasività dei codici software ha delle conseguenze a diversi livelli nella vita di tutti noi e non solo in quelli più evidenti, come il vivere quotidiano: le nostre azioni e i nostri gesti sono semplificati, più rapidi e immediati, ma sono anche maggiormente dettati o indotti dalla tecnologia e da chi la gestisce (visione ottimista e visione pessimista si rincorrono nell’interpretazione di questo particolare fenomeno).
Ma delle conseguenze sono visibili anche a livello globale, a livello industriale e occupazionale. Basti pensare che, nella prima metà del secondo decennio di questo secolo, per quel che riguarda il valore di capitalizzazione di mercato, abbiamo assistito al netto e definitivo sorpasso da parte delle aziende del comparto tecnologico a forte componente software, a danno delle aziende del comparto petrolifero o bancario. Insomma, le aziende più ricche e più attive al mondo, oggi, non sono più Exxon, PetroChina, Shell, ICB e Apple, ma, in ordine decrescente di valore di mercato, Apple, Alphabet, Microsoft, Amazon e Facebook.
Tradotto in termini pratici, questo significa che il maggior numero di offerte di lavoro e le migliori opportunità gratificanti da un punto di vista professionale e salariale sono da ricercare nel settore hi-tech e, più precisamente, nella programmazione.
Come ha sostenuto più volte Lev Manovich (teorico dei nuovi media e docente al Computer Science Program di New York) il codice ha preso il comando (come recita il titolo di uno dei suoi libri di maggiore successo, Software Takes Command, del 2013).
Se il mercato si adatta autonomamente alle mutanti condizioni, a livello formativo ed educativo si rischiano ritardi e gap; insomma, governi e scuole sono pronte?
Negli Stati Uniti, nel 2016, l’allora Presidente Barack Obama, istituì il programma Compueter Science For All, proprio per dare alle nuove generazioni gli strumenti indispensabili per affrontare il mondo del lavoro: saper scrivere e interpretare le linee di codice oggi è la base della cultura di massa, sembra voler dire Obama (e come dargli torto?).
E in Italia? E a Genova?
Nel nostro Paese, lo studio del coding inizia alla scuola primaria. Ma, a nostro avviso, le carenze sono ancora preponderanti rispetto alle buone intenzioni.
Basti pensare al numero di pagine dedicate al coding sui libri di testo delle elementari (risibile). Basti pensare al tipo di coding affrontato dai nostri bambini a scuola (estremamente elementare e praticamente ridicolo). Basti pensare, ancora, al livello di preparazione della classe insegnante della scuola primaria relativamente all’informatica: praticamente pari a zero, soprattutto in considerazione dell’età media delle maestre e dei maestri italiani.
La prova si è avuta durante il lockdown, quando la classe insegnante si è trovata a dover fronteggiare ed organizzare la DAD: atteggiamento passivo, decine di minuti cercando di capire cosa fare e come farlo, impreparazione quasi assoluta. Insomma, un disastro annunciato!
C’è molto da fare, affinché l’informatica diventi il pane quotidiano della classe insegnante: formazione continua, svecchiamento del personale, infrastrutture nelle scuole, …
Fortunatamente, i nativi digitali sono, per definizione, portati per l’informatica e a loro spesso basta uno sguardo all’app di uno smartphone per capire come utilizzarla. Un mistero, questo, considerato che molti dei loro genitori si limitano all’utilizzo di applicazioni di social networking (Facebook, Whatsapp, …) o di piattaforme di streaming (Netflix, Raiplay, Prime Video, …). Da dove deriverà questo capitale culturale ai nostri bambini?
In attesa che pedagoghi, psicologi e scienziati vari possano rispondere a questo interrogativo, non resta che seguire o far seguire un percorso di formazione il più informatizzato possibile.
A Genova, chi voglia studiare informatica può iscriversi presso:
Come presso la maggior parte delle principali sedi universitarie del nostro Paese, anche a Genova, per quel che concerne l’informatica, puoi scegliere tra due indirizzi di studio differenti:
Alessandro
Insegnante di programmazione
Con Alessandro mi sono trovata bene, è preparato e le sue lezioni sono chiare. Grazie a lui ho superato un esame in C# molto temuto nel mio corso per la sua difficoltà
Debora, 9 mesi fa
Alessandro
Insegnante di programmazione
Alessandro, è un insegnate veramente molto preparato con un'ottima capacita' nelle spiegazioni e un'infinita pazienza.Trova sempre il modo con cui spiegare cose che possono risultare poco intuitive con esempi chiari e semplici.
Luca, Un anno fa
Marco
Insegnante di programmazione
Marco è un insegnate estremamente disponibile, preparato ed attento alle esigenze dei suoi studenti, super consigliato!
Giacomo, 2 anni fa
Felice
Insegnante di programmazione
Ottimo prof., spiega bene e trova rapidamente una soluzione al problema
Lorenzo, Più di 5 anni fa
Marco
Insegnante di programmazione
Non sto a ripetere tutte le cose che hanno detto gli altri. Marco è stato semplicemente eccellente. Provatevi per crederci.
Renato, Più di 5 anni fa
Gabriele
Insegnante di programmazione
Ottimo insegnante, disponibile simpatico e preparato, ti guida passo passo a risolvere i problemi, in questo caso seguo con lui sistemi operativi
Salvatore, Una settimana fa