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Statistica
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Emilio
5
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Il solfeggio comprende tre ambiti principali che si integrano tra loro.
Con queste basi, leggere uno spartito diventa un'abilità concreta e accessibile.
A Milano, prevedi circa 26€/ora per un'ora di solfeggio.
Diversi fattori influenzano questo prezzo:
Molti insegnanti offrono una prima lezione gratuita per testare il loro metodo.
I tempi per imparare il solfeggio dipendono da diversi fattori, ma i progressi arrivano prima di quanto si pensi.
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Il voto medio di 5/5 testimonia la qualità delle lezioni di solfeggio a Milano.
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| ✅ Tariffa media: | 26€/ora |
| ✅ Tempo di risposta: | 5h |
| ✅ Insegnanti disponibili: | 432 |
| ✅ Formato del corso: | In presenza o via Webcam |
Se vivi a Milano, hai mille possibilità per iniziare da zero lo studio della musica. Il solfeggio rappresenta una delle prime tappe, per chi voglia appropriarsi bene di una pratica musicale strumentale.
In una città come Milano, è possibile frequentare il Conservatorio, delle scuole private di musica, richiedere lezioni private in presenza oppure a distanza.
Vi sono sistemi di annunci, scambi di ore presso la banca del tempo, piattaforme di incontro tra prof ed allievi (come Superprof), che soddisfano davvero ogni genere di necessità e preferenza.
Ma vediamo, oggi, come si situa il solfeggio in seno al percorso di studi musicali.
Come molte discipline, il canto e la musica sono affrontati al meglio se intrapresi in tenera età.
Naturalmente, ciò significa che il migliore degli insegnamenti da proporre è quello intuitivo, induttivo, implicito e spontaneo, fatto di pratica e non, da subito, di lezioni esclusivamente frontali.
Un bambino che scelga di studiare canto o di apprendere a suonare uno strumento ha una passione e certamente un determinato potenziale. Sperimenterà il piacere che si prova nel far vibrare correttamente le corde vocali per riprodurre una melodia amata, avrà provato delle forti emozioni costruttive, ascoltando il suono di un violino o di un pianoforte…
Capita poi, purtroppo, che alle prime lezioni di musica a Milano come a Palermo, i piccoli inizino a scoraggiarsi e a manifestare addirittura un certo disamore per l’intera faccenda musicale.
Perché mai?
Diciamolo: da sempre, per secoli e secoli, i ragazzini hanno manifestato distacco, noia ed anche fastidio rispetto alla disciplina chiamata solfeggio a Milano (Solfège a Parigi), solmifazione nei secoli addietro, “preparazione ritmica e teorica di base” presso molte scuole di oggi, che intendono far passare la cosa sotto altra luce…
Perché mai?
Probabilmente l’immagine negativa legata al solfeggio si deve ad una moltitudine di fattori. Esaminiamoli:
Il solfeggio, che consiste alla fine nel semplice apprendimento e nella scoperta delle note, dei nomi, delle durate, delle altezze e, soprattutto, del tempo e del ritmo, va ricondotto alla sua vera natura.
Si tratta, banalmente, di un approccio alla musica scritta che induce a comprendere come comportarsi davanti ad uno strumento, per riprodurre esattamente le melodie (e, in seguito, l’armonia) riportate su spartiti redatti dai musicisti.
Insomma, come prima di potere scrivere una mail è necessario apprendere le lettere dell’alfabeto, scrivendole, copiandole e pronunciandole, allo stesso modo, prima di suonare un brano o cantarlo, è indispensabile decifrare l’alfabeto musicale:
Ecco in cosa consiste l’alfabetizzazione musicale.
L’errore grande è, in fondo, quello di descrivere tutto ciò come un apparato di chissà che complessità e non tenere conto del fatto che i bambini apprendono quantità infinite di simboli già per via della lingua e dei numeri: le note, crome, biscrome o semibiscrome che siano, non sono affatto diverse!
Se si lascia che un bambino scopra implicitamente una semibreve ed anche la durata di una pausa, proprio come egli ha intuitivamente appreso a contare enumerando dei cubetti e a sillabare cantando, allora, il solfeggio non sarà più un mistero e, tantomeno, una tortura.
Il corpo è il primissimo strumento attraverso il quale i piccoli scoprono e inizino a catalogare lo spazio circostante: per il ritmo, le durate dei suoni e dei silenzi è esattamente lo stesso. Occorre sfruttare questa naturale propensione alla fisicizzazione di ogni stimolo per la decifrazione naturalmente operata dai piccoli anche nella pratica dell’insegnamento del solfeggio:
Ecco le primissime cose da far fare ai piccoli per accompagnarli nella scoperta di tempo e ritmo!
L’ascolto di melodie semplici, poi, consente di indurli all’emulazione vocale delle note. In seguito, esse potranno essere denominate opportunamente. Il bambino ne conoscerà già gli intervalli e saprà dunque identificarne le distanze. I piccoli percepiscono perfettamente le distanze tonali e semi tonali. Apprendono dapprima a tentare di imitarle, senza porsi il problema della loro denominazione.
Ma che differenza esiste tra il far cantare una melodia con le parole ed un’altra coi nomi delle note?
A fini ludici nessuna! Ai fini dell’apprendimento inavvertito e indolore moltissima!
Adoperare e far adoperare bacchette, legnetti, sonagli aiuta rendere gioviale la scoperta del tempo. Invitare i piccoli gruppetti a cantare sequenze semplicissime di note, che si avrà cura di presentare su una lavagna pentagrammata (in un secondo tempo), li fa divertire, sentire parte di un gruppo. Li incoraggia e li aiuta ad intonare insieme, a diventare intonati, riuscendo a far vibrare le corde vocali con l’aiuto della vibrazione collettiva.
Insomma, i tempi in cui il solo diapason era il riferimento per far tirare fuori un la ad un bambino sono davvero finiti.
La classe – o meglio il gruppo-classe – è davvero indispensabile ad un apprendimento a tutto tondo del solfeggio, della musica, dello stare insieme, bene con se stessi e con gli altri.
La vibrazione musicale – prodotta dalla piccola collettività o dal maestro di solfeggio che suona uno strumento spiegando – ha un effetto dirompente a vari livelli: sblocca le relazioni sociali, consente una condivisione, incoraggia ad aprirsi e scoprire a fondo le potenzialità vocali, ritmiche, corporee di ognuno.
Attivando tutte queste funzionalità i piccoli riescono ad essere al cento per cento nell’attività prevista dalla lezione di solfeggio. Non si ha più il rischio della divagazione, come quando un bambino noiosamente tenta di ascoltare la lezione di solfeggio, ma con la testa vaga al di là del panorama intravisto dalla finestra.
Bando, allora alle lezioni di solfeggio in cui precocemente si chiede ai piccoli di stare fermi al tavolino per un’ora. Sì al ballo ritmato, all’ascolto di melodie tribali e di canzoni popolari semplici, al ricorso ai tamburelli ed al rumoreggiare e col solo aiuto del corpicino.
Un solfeggio così è davvero tutt’uno con la vera e propria pratica strumentale – che praticamente, inizia da subito ed ha il corpo di ognuno come strumento.
Apprendere col corpo è, infatti, riconoscere la continuità tra corpo e mente, adoperando a pieno tutte le funzionalità umane.
Nelson
Insegnante di solfeggio
Mi è piaciuto come insegna e come mette a suo agio l'allievo, e questa è una capacità che non è da tutti, oltre al fatto che è bravo a insegnare
Hassan, 3 settimane fa
Giorgio
Insegnante di solfeggio
Giorgio si è rivelato professionale e alla mano fin dalla prima lezione, mettendomi a mio agio davanti ad uno strumento che per me era praticamente nuovo. Trasmette la sua passione in maniera naturale e spontanea, spronando senza mettere fretta,...
Umberto, 3 settimane fa
Aurora
Insegnante di solfeggio
Aurora è un’eccellente musicista, in grado di trasmettere non solo nozioni e tecnica, ma anche la passione per la musica. UIL mio giudizio su di lei e il suo metodo d’insegnamento è largamente positivo.
Paolo, 3 settimane fa
Aurora
Insegnante di solfeggio
Sono estremamente contento di avere Aurora come insegnante. Dalla prima lezione con lei continuo ad apprendere aspetti nuovi su come utilizzare la voce al meglio dal punto di vista tecnico e soprattutto a livello di espressività e trasmissione...
Giuseppe, 3 settimane fa
Aurora
Insegnante di solfeggio
L'ho scelta a istinto, per non dire completamente per caso. Ha capito più cose di me in un paio di lezioni che io di me stesso. Consigliarla è a dire poco
Nicolas, 3 settimane fa
Francesca
Insegnante di solfeggio
Francesca è un insegnante molto entusiasta e preparata! Mi ha aiutata sia da un punto di vista tecnico ma anche psicologico per farmi prendere confidenza col canto. Ora, grazie e lei cantare non è più una cosa così spaventosa. Inoltre i...
Luisa, Un mese fa